REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Restauro e riqualificazione dell’ex Caserma Cimmarrusti, da destinare a residenza universitaria - Lecce
Inviato il 26/01/2026 | di Studenti In...chiostro
Cosa abbiamo scoperto
Obiettivi del Progetto Tweet
Il progetto di Restauro e riqualificazione dell’edificio “Ex caserma Cimmarrusti” nella città di Lecce prevede il recupero architettonico dello stesso e la sua destinazione a residenza universitaria. L’edificio nasce come sede del Convento dei Carmelitani scalzi (Teresiani) e rappresenta un tipico esempio di architettura conventuale seicentesca. L’imponente struttura, realizzata a partire dal 1620, è adiacente alla Chiesa di Santa Teresa e si affaccia su Via Giuseppe Libertini: asse che collega l’antica Porta Rudiae con Piazza Sant’Oronzo, nota per l’Anfiteatro romano di Lecce. L’edificio è stato nel corso dei secoli oggetto di interventi, trasformazioni e integrazioni: dopo la soppressione dell’Ordine avvenuta alla fine del Settecento, divenne prima Caserma di Gendarmeria (nel 1813), poi sede della Caserma dei Carabinieri “Cimarrusti” (nel 1831), successivamente sede del Liceo scientifico “C. De Giorgi” (dal 1970 fino al 1993). Nonostante i numerosi cambi di destinazione d’uso e i vari interventi di ristrutturazione, il complesso ha mantenuto inalterata la sua qualità architettonica che oggi si prepara ad affrontare un nuovo capitolo.
L’analisi dei primi dati estratti dal portale Opencoesione ha condotto il team “Studenti In…chiostro” verso le prime acquisizioni in merito al progetto:
- natura del finanziamento connessa all’ambito del Restauro delle infrastrutture;
- tema: istruzione e formazione.
Gli obiettivi specifici del progetto, considerata la natura dell’intervento, risultano essere:
- la conservazione storica di un edificio del XVII secolo e la rigenerazione urbana della porzione del centro storico di Lecce nella quale lo stabile insiste;
- il diritto allo studio per gli studenti fuori sede dell’Università del Salento, in risposta all’aumento della richiesta di alloggi universitari;
- un positivo impatto sociale, culturale ed economico sulla città.
Il progetto di recupero dell’ex Caserma nasce nell’ambito del più ampio progetto “Puglia Regione Universitaria”, con il quale l’Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario della Regione Puglia (A.Di.S.U.), attuale beneficiario dell’intervento, ha promosso un concorso di progettazione per la conversione dell’edificio a Residenza universitaria al fine di implementare numericamente l’offerta di alloggi per studenti.
Altrettanto importante è anche la prospettiva di rigenerazione urbana del quartiere attraverso il recupero e la riqualificazione di un edificio abbandonato. Si ritiene, infatti, che l’offerta di servizi e attrezzature aperte alla cittadinanza, oltre che alloggi per studenti, possa favorire la relazione tra strutture universitarie, funzioni urbane e relativi utenti. Il progetto non mira alla realizzazione di un'isola chiusa destinata esclusivamente all’utenza primaria - gli studenti universitari - ma punta alla creazione di uno spazio capace di dialogare con la città migliorando la vivibilità e la vitalità culturale del centro storico e offrendo alla cittadinanza nuove occasioni di socialità, condivisione, valorizzazione del patrimonio storico-artistico della città di Lecce.
Nelle date del 28-29-30 settembre 2021 presso la sede delle Manifatture Knos a Lecce, è stato realizzato un workshop - anch’esso inserito nel programma “Puglia Regione universitaria” - organizzato dall’Associazione Culturale Sud Est, con il patrocinio della Città di Lecce e della Regione Puglia, dal titolo “Una residenza universitaria sperimentale per una nuova comunità biopolitica”; queste tre giornate di lavori hanno portato alla redazione di un importante documento dal quale è stato possibile estrarre una serie di dati rispetto al tema del fabbisogno di alloggi per universitari nelle principali sedi della regione pugliese, confermati poi dai più recenti dati raccolti dalla piattaforma USTAT (A.A. 2025/2026). In particolare, i numeri sulla popolazione universitaria proveniente da province pugliesi distanti rispetto alla sede di studio, da altre regioni italiane o dall’estero sono stati incrociati con l’effettiva disponibilità di alloggi universitari a servizio degli aventi diritto per merito e per situazione reddituale. Il numero di residenze universitarie e dei posti letto ad esse connesse fa emergere che “gli alloggi destinati ai borsisti fuori sede risulta carente tanto in termini numerici che qualitativi (...). Questa carenza risulta particolarmente grave nella città di Lecce, dove l’offerta di spazi abitativi per studenti raggiunge il 30% della domanda.” (“Una residenza universitaria sperimentale per una nuova comunità biopolitica”, Associazione Culturale Sud Est).
Questi risultati sostengono maggiormente l’obiettivo primario del progetto di dare risposta alla cresciuta domanda di alloggi per la popolazione universitari.
Giudizio
L’housing universitario è un tema molto attuale che si inserisce in maniera incisiva e sfaccettata nel rapporto tra università e città: la presenza di atenei cui sono connessi gli edifici per la didattica, la ricerca, la vita comunitaria degli studenti, la condivisione del sapere rappresenta un’importante risorsa per il rinnovamento delle città e la residenzialità universitaria è un volano di ricchezza umana e culturale importantissimo non soltanto dal punto di vista di un prestigio culturale tout court, ma anche rispetto ai temi della rigenerazione urbana, specie quando - ed è questo il caso - confluisce nel riuso e nella riqualificazione di edifici dismessi e di grande valore storico-architettonico. L’importanza delle residenze universitarie non è legata solo al diritto allo studio, ma anche a un vero e proprio “diritto alla città” degli studenti, che hanno la possibilità di sentirsi parte integrante del contesto urbano e sociale abitando in strutture vicine ai principali servizi e frequentando i punti nevralgici della città. La posizione centrale e strategica degli appartamenti che verranno realizzati nell’edificio oggetto del restauro permetterà, infatti, agli studenti ospitati di sentirsi parte integrante e attiva sul territorio cittadino, travalicando le dinamiche da dormitorio in aree periferiche e contribuendo a migliorare sensibilmente il livello qualitativo di vita degli studenti residenti e di riflesso anche la qualità dell’esperienza civica sul territorio.
La proposta progettuale analizzata, oltre che corrispondere alle caratteristiche sopra esposte, appare caratterizzata anche da diversi aspetti complessivamente di qualità, sottolineati dalla commissione giudicatrice degli elaborati di concorso, in particolare:
- l’organizzazione degli spazi destinati alla nuova funzione avviene nel rispetto dei valori storico-architettonici del manufatto architettonico;
- le tipologie abitative degli alloggi sono state ben studiate per utilizzare al meglio lo spazio del convento fino ad offrire 80 posti letto;
- l’integrazione armonica dell’edificio con il contesto urbano con cui stabilisce relazioni attraverso la presenza di spazi aperti alla città e con accessi autonomi (spazi di co-working, servizi di sala caffè, auditorium, sala conferenze etc.);
- il ribaltamento dell’ingresso al pubblico sul lato che fino ad oggi è stato quello posteriore nella piazzetta triangolare posta tra via Marco Basseo e vicolo Santa Venera, contribuisce a far sì che questa parte del quartiere venga rivalutata e riqualificata;
- la qualità delle soluzioni architettoniche, il giusto equilibrio tra spazio collettivo e spazio privato, la flessibilità delle soluzioni abitative, il rispetto dei principi green quali riduzione del consumo di energia, acqua e suolo, e l’utilizzo di materiali a basso impatto ambientale.
Complessivamente le scelte progettuali sembrano rispondere in maniera completa alle più moderne esigenze di uno studentato sia dal punto di vista delle caratteristiche abitative che dal punto di vista dell’integrazione rispetto al contesto urbano.
Punti di debolezza
Dopo aver analizzato i vari punti di forza, è comunque necessario evidenziare alcuni punti di debolezza che l’intervento ad oggi presenta:
- essendo un edificio del XVII sec. nel cuore del centro storico sottoposto a vincolo, avente una particolare rilevanza anche per l’estensione (superficie di 4.107 m2) le opere di restauro che lo riguardano sono complesse;
- rispetto alla domanda abitativa studentesca dell’Università salentina, gli 80 posti letto previsti rappresentano un numero limitato, sebbene, in base a quanto emerso dall’Intervista con i referenti di A.Di.S.U., il progetto monitorato deve essere considerato in una più ampia azione di adeguamento dell’ospitalità universitaria grazie all’intervento di ampliamento dell’esistente residenza “Ennio De Giorgi” che vedrà a sua volta una crescita di posti letto pari a 154;
- la localizzazione in via Libertini (zona a traffico limitato) può comportare difficoltà logistiche per l’accesso, per la manutenzione e per la vita quotidiana;
- i tempi di avvio lavori sono lunghi e i costi dell’intervento sono aumentati rispetto a quanto previsto a causa della necessità di eseguire una importante campagna di indagini sul sito: archeologica, geologica, geognostica e georadar per prevedere opportuni interventi di consolidamento delle strutture. Il progetto di analisi dello stato dell’immobile, realizzato con un appalto integrato, ha portato ad un aumento dei costi previsti di circa 400.000 euro. Come dichiara il funzionario Ufficio lavori tecnici di ADISU Puglia: “Il livello di conoscenza dello stato del bene al momento del bando non era tale da prevedere quello che è stato poi il quadro economico dei costi alla fine, tanto che si è dovuto fare ricorso a fondi di bilancio A.Di.S.U. in maniera importante. Perciò alla fine c’è stata una importante sinergia istituzionale: contributo del Ministero con la Legge 338 del 2000, risorse dell’Ente A.Di.S.U. e i fondi FSC ciclo 2021/2027 di 1 milione di euro”.
Punti di forza
Abbiamo riconosciuto nella nuova residenza universitaria dei vantaggi che potrebbero offrire non solo un alloggio funzionale ai giovani studenti borsisti, ma anche dare l’opportunità di una soluzione abitativa qualitativamente di pregio, contribuendo inoltre a valorizzare il centro storico.
I punti di forza si possono così sintetizzare:
- posizione strategica situata nel cuore del centro storico di Lecce, ben collegata alle sedi universitarie, all’Ateneo, al Rettorato, al Polo umanistico, all’Accademia di Belle Arti e vicina alla stazione ferroviaria, punto di scambio della viabilità dei trasporti pubblici;
- recupero e riqualificazione di un bene storico-monumentale da anni in disuso e in stato di degrado;
- rigenerazione urbana: il progetto non si limita alla realizzazione di residenze universitarie, ma diventa motore di rigenerazione urbana contribuendo al miglioramento della qualità della vita culturale nel contesto urbano nel quale il progetto risiede;
- valorizzazione del patrimonio storico-artistico della città di Lecce: non solo attraverso il restauro dello stesso edificio, ma anche attraverso la possibilità di esporre contestualmente ritrovamenti archeologici di un certo pregio acquisiti proprio durante analisi e scavi delle indagini preliminari.
Suggerimenti
Considerata la posizione nel centro storico e la vicinanza ad altri spazi che sono stati riconvertiti a seguito di restauro (ex Convento dei Teatini, ex Ospedale dello Spirito Santo, Chiesa di Santa Elisabetta) e che attualmente sono sedi di eventi culturali come mostre, spettacoli musicali, cinematografici, ecc., è auspicabile che anche gli spazi comuni della futura residenza universitaria si integrino in tale contesto di vivacità culturale e sociale, al fine di rendere la residenza universitaria non un semplice studentato chiuso alla cittadinanza, ma parte integrante del sistema urbano nel quale insiste.
Inoltre i ritrovamenti di strutture architettoniche di epoca romana emersi in seguito alle indagini archeologiche effettuate sul sito, suggeriscono la possibilità di rendere parte di tali ritrovamenti visibili al pubblico e quindi oggetto di esposizione, valorizzazione e interesse culturale e turistico per la comunità urbana.