REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
PIANO DI SVILUPPO DELLA BANDA ULTRA LARGA NELLA REGIONE DEL VENETO

Inviato il 26/03/2021 | di connection4generation | @connection4gen

Descrizione

La Regione Veneto, il 30 settembre 2017, ha avviato ufficialmente il Piano di Sviluppo della Banda Ultra Larga, finanziato dall’Unione Europea, dalla stessa Regione e dal Fondo di rotazione del Governo nazionale, per un totale di 40 milioni di euro.
È un intervento che riguarda circa il 33% dei veneti (1,6 milioni di cittadini) che vivono in 118 comuni, pari al 21% sui 563 totali.
Con questo progetto si vuole garantire a tutti una migliore connessione, per ridurre il divario tra i comuni ed eliminare le aree bianche, ossia quei territori in cui non è presente la Banda ultra larga e non sono previsti investimenti di privati perché per loro non è vantaggioso investire in queste zone. Obiettivo del progetto è dunque quello di portare la connessione di almeno 30 mbps a tutti i cittadini dei territori coinvolti e i 100 mbps ad almeno il 70% della popolazione che risiede in tutti i comuni con più di 2500 unità immobiliari. L’estensione in lunghezza prevista è di 3.572.000 m, anche se al momento sono stati raggiunti solo 514.000 m (dati al 31/12/2020)
Con questa iniziativa, appartenente all'Agenda Digitale Italia, si può far fronte al problema sempre più incombente del digital divide, ossia il divario tra coloro che hanno accesso a internet e chi non ce l’ha. In Veneto questa differenza si aggira sul 33%, situazione leggermente migliore rispetto al livello nazionale, dove raggiunge il 37%; ciononostante sul territorio regionale rimangono ancora 9625 aree bianche da eliminare.

Il progetto fa parte di un piano di interventi a livello nazionale per lo sviluppo della Banda Ultra Larga, il cui scopo è raggiungere tutte quelle zone che sono sprovviste di connessione stabile e dove gli enti privati non hanno interesse a investire.
https://bandaultralarga.italia.it/

Avanzamento

Per quanto riguarda lo stato di avanzamento a livello regionale l’inizio previsto e che poi è risultato essere quello effettivo è il 30/09/2017; il progetto si sarebbe dovuto concludere il 31/3/2021 ma ad oggi non è ancora stata pubblicata la data di fine effettiva.
Dei 118 comuni coinvolti in tutto il territorio regionale, abbiamo monitorato 5 comuni della provincia di Treviso che hanno uno stato di avanzamento dei lavori diverso: il comune di Casale sul Sile ha già terminato i lavori, così come Zero Branco; Villorba, invece, ha approvato il progetto ma, per il momento, deve ancora iniziare i lavori. Il comune di Silea ha aderito al progetto della banda ultra larga in Veneto ma i lavori non sono mai iniziati poiché un privato aveva manifestato interesse e di conseguenza l’intervento pubblico era passato in secondo piano. Successivamente anche il privato non è intervenuto per vertenze legali e quindi il progetto ha avuto una battuta d’arresto. La situazione di stallo si è sbloccata solo perché negli ultimi mesi ha manifestato interesse un altro operatore privato.
Per quanto riguarda il comune di Quinto dal sito della Banda Ultra Larga risulta che il progetto è stato approvato ma che i lavori inizieranno nel 2022.

Risultati

Intervento utile ma presenta problemi - Ha avuto alcuni risultati positivi ed è tutto sommato utile, anche se presenta anche aspetti negativi

Nei comuni dove il progetto è stato ultimato i cittadini non sempre hanno riscontrato una connessione migliore, più veloce e stabile.
Ad esempio, grazie al nostro sondaggio diffuso nei comuni che abbiamo monitorato, abbiamo scoperto che a Casale sul Sile la situazione non ha registrato miglioramenti in quanto circa il 50% della popolazione intervistata ha ancora perdite di connessione e rallentamenti.
A Zero Branco la stesura della Banda Ultra Larga è terminata ma non abbiamo riscontrato risultati sul possibile miglioramento.
In altri comuni, come ad esempio Villorba, invece il progetto terminerà più avanti con la speranza che ci possano essere dei miglioramenti.

Punti di debolezza

Per quanto riguarda le difficoltà riscontrate, ogni comune da noi monitorato ne ha trovate diverse. A causa del Covid, che non è stato l’unico fattore determinante, si sono rallentati i lavori a Casale sul Sile, che ha concluso i lavori con 2 anni di ritardo. A Villorba, invece, a causa di fattori esterni non meglio definiti, si è verificato un rallentamento di 10 mesi. E, infine, Silea ha dovuto abbandonare il programma poiché un ente privato era interessato all’installazione della fibra nella stessa area coinvolta nel progetto. L’operatore, però, ha avuto difficoltà legali e dunque il comune si è affidato ad un’altra società privata che ha recentemente manifestato il proprio interessamento.

Punti di forza

A causa della pandemia globale da Covid-19, la necessità di una connessione ad internet è diventata sempre più impellente, perciò abbiamo ritenuto che il progetto monitorato potesse essere utile a tutti i cittadini per continuare a “frequentare” la scuola e lavorare da casa. Infatti, DaD e smart working sono diventati parte integrante delle nostre vite e grazie a questo progetto vengono agevolate nella velocità di trasmissione dati ed efficienza nel lavoro da svolgere.

Rischi

I rischi che possono minare l’efficacia di questo progetto riguardano soprattutto la diffusione di nuove tecnologie come il 5G che lo potrebbero rendere obsoleto.

Soluzioni e Idee

Una delle possibili soluzioni ed idee potrebbe essere quella di estendere alle nuove tecnologie come il 5G il progetto per rendere la connessione sempre più veloce e all’avanguardia. Ciò potrebbe trasformare una minaccia in opportunità. Inoltre, potrebbe essere utile pubblicizzare maggiormente il progetto per rendere i cittadini consapevoli delle innovazioni che interessano il loro comune e della destinazione dei fondi pubblici da parte dei diversi enti coinvolti.

L'INDAGINE

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento

Nel corso delle nostre interviste abbiamo avuto l’occasione di avere contatti con sindaci e assessori dei comuni interessati, in quanto rappresentanti dell’ente locale destinatario dell’intervento per l’attuazione del progetto.

Domande principali

1. Come e perché il vostro comune ha aderito al progetto del Piano di Sviluppo della Banda Ultra Larga?
2. Il progetto serve a eliminare le aree bianche, ma sta procedendo nei tempi prestabiliti?

Risposte principali

1. Casale sul Sile: “L’amministrazione è stata coinvolta nel 2012. Lo sviluppo della fibra risulta molto importante per il territorio; richiesto da privati e aziende (necessità di lavorare da casa), ci siamo mossi subito su vari livelli, con la Regione e con privati. Il progetto è stato sviluppato da OpenFiber. Grazie a questo siamo migliorati dal punto di vista anche del progetto di video-sorveglianza.”
Silea: “Dal 2007 (periodo in cui prendono avvio i contatti per il progetto) i tempi si sono evoluti e la necessità della fibra è impellente, anche perché noi abbiamo un tessuto ricco non solo residenziale e privato, ma anche di aziende che con la fibra lavorano e ho sempre riscontrato questo problema di mancanza di fibra nei 10 anni successivi, tanto che ci siamo mossi con Asco TLC che aveva già coperto mezzo comune... È sempre stato un tema della nostra amministrazione. Quando sono diventata sindaco lo è diventato ancora di più: era il 2017 e sono passati 10 anni e sembrava impossibile che un comune alle porte di Treviso non avesse la possibilità di avere la copertura della fibra.”
Villorba: “Abbiamo aderito (alla proposta della Regione) perché il mondo sta andando in una direzione che è sempre maggiormente in connessione ... questo mondo oggi ha bisogno degli strumenti che consentano il traffico di dati nella maniera più veloce possibile.”
Zero Branco: “L'accesso alle informazioni è diventato uno strumento necessario, soprattutto in questo periodo. Noi siamo stati contattati (dalla Regione) perché rientravamo nei comuni che potevano cogliere questa opportunità e abbiamo subito deciso di aderire al progetto perché ci siamo resi conto della necessità: degli studenti, delle aziende e non solo, di avere velocità nella connessione col resto del mondo.”
2. Casale sul Sile: “In base alla copertura delle aree bianche, Casale è stato felice di essere tra i comuni interessati, non è stata una richiesta da parte del comune ma è stata un’opportunità data dalla Regione.
Troviamo un ritardo di due anni già prima dell’emergenza sanitaria, il Covid ha amplificato il problema, ma i lavori sono stati completati per il primo step entro il 2020.
Lo scopo del progetto è quello di ridurre il digital divide; è avvenuta una convenzione con Infratel per coprire le aree bianche che ha messo a disposizione del comune determinate strutture collegate tramite fibra, anche tra frazioni.”
Silea: “Silea è divisa in due, sono praticamente 18 km quadrati di territorio divisi in due dall'autostrada, quindi c'è una parte, Lanzago e Silea, che è in continuità con Treviso anche proprio come caratteristiche di urbanizzazione, poi abbiamo l'autostrada che ci divide e abbiamo Cendon e Sant'Elena che sono due frazioni con caratteristiche più rurali; proprio Cendon e Sant'Elena sono tagliate fuori dalla connessione, quindi esiste il problema in metà comune.”
Villorba: “La previsione dell'ultimazione delle operazioni di stesura era prevista per l'anno appena finito, mentre invece c'è un ritardo di circa 10 mesi per cui presumibilmente per la fine del 2021 a Villorba il 70% delle abitazioni e delle aziende riuscirà ad essere connesso con la fibra ottica”
Zero Branco: "Il progetto ha interessato l'unica zona considerata area bianca del comune cioè Sant'Alberto".
“Qualche rallentamento a causa del Covid c'è stato, ma alla fine i ritardi sono risultati irrisori; effettivamente i tempi erano quelli necessari per lo svolgimento del progetto".