REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
OASI DEL CANALE DELLA LACRIMA

Inviato il 16/11/2021 | Di dtramacere

Cosa abbiamo scoperto

Descrizione

Il progetto dell’oasi naturalistica del canale della Lacrima risulta di particolare interesse collettivo in quanto oltre a intervenire sulla messa in sicurezza idraulica di un antico canale torrentizio che si snoda per circa 2 km nel comune di Campi Salentina, mira a preservare e potenziare la vegetazione tipica degli ambienti detti “ripariali”, ovvero quella che cresce lungo gli argini dei corsi d’acqua. Infatti, sono stati rinvenuti in alcuni punti del canale, esemplari di querce virgiliane e olmi bianchi che rappresentano ormai una rarità assoluta nel contesto pugliese e sono quindi un presidio di biodiversità da proteggere.

Nella visione dell’attuale amministrazione comunale di Campi Salentina, questo intervento rappresenta un punto di partenza nell’ottica del pieno sviluppo di un’oasi naturalistica collegata alla rete ecologica regionale e fruibile attraverso percorsi ciclo-pedonali, con lo scopo anche di potenziare un’offerta turistica alternativa e sostenibile. Saranno quindi necessari ulteriori interventi e finanziamenti per portare a completo sviluppo le potenzialità dell’oasi.

Gli interventi previsti dal progetto sono:
- Messa in sicurezza idraulica del canale al fine di evitare fenomeni di allagamenti (l’area interessata infatti si trova all’interno di una depressione carsica nota come Valle della Cupa dove confluiscono le acque piovane dei comuni limitrofi), con interventi di ripristino dell’alveo del canale, la rimozione degli elementi in cemento e calcestruzzo che impediscono il regolare deflusso delle acque e la sostituzione con strutture in legno ed eco-compatibili;
- Creazione di nuovi nuclei boschivi con la piantumazione di specie arboree tipiche degli ambienti ripariali (olmo campestre, quercia virgiliana, pioppo bianco, frassino meridionale, etc) lungo le sponde del canale e di specie tipiche della macchia mediterranea che hanno bisogno di minor apporto idrico, via via che ci si allontana dalle sponde del canale;

Il progetto risponde alla più ampia strategia della programmazione regionale per il ripristino e il potenziamento di alcuni corridoi ecologici all'interno della Rete Ecologica Regionale come individuata dal Piano Paesaggistico Territoriale Regionale della Puglia.
Questi corridoi ecologici hanno lo scopo di ridurre la frammentazione dei nuclei di vegetazione e degli habitat per supportare la biodiversità di flora e fauna.
All’interno del comune stesso, l’opera si inserisce nel contesto di altri progetti già eseguiti per la sicurezza idrogeologica ma anche rispetto alla realizzazione di piste ciclabili che collegano il comune di Campi Salentina con quelli limitrofi, e con la stessa oasi del canale della Lacrima.

Avanzamento

Il lavori di esecuzione sono stati conclusi e l’intera somma del finanziamento è stata spesa, anche se sul portale di OpenCoesione lo stato dei pagamenti non è ancora aggiornato e il progetto risulta ancora in corso. Sia l’assessore ai lavori pubblici di Campi Salentina Andrea Grasso che il capo settore tecnico del comune Riccardo Taurino hanno confermato la fine dei lavori e il collaudo intorno ai primi mesi del 2021.

Risultati

Intervento utile ma presenta problemi - Ha avuto alcuni risultati positivi ed è tutto sommato utile, anche se presenta anche aspetti negativi

Sulla base del nostro monitoraggio civico durato circa 10 mesi e concluso con un ultimo sopralluogo all’oasi stessa, i risultati tangibili che abbiamo potuto rilevare sono:
- l’effettiva sistemazione della funzionalità idraulica del canale con la rimozione degli elementi ostruttivi (tipo tombature in cemento), il rivestimento dell’alveo del canale con materiali naturali, il montaggio di ponticelli in legno per consentire l’accesso ai terreni privati adiacenti il canale e l’allestimento di un’area pic-nic. Tuttavia la capacità del canale di svolgere adeguatamente la funzione di protezione da alluvioni non può essere accertata in questa sede;
- un lieve sviluppo della vegetazione ripariale lungo gli argini, anche se appare più frutto della spontanea propagazione che non il risultato di una intensa e robusta piantumazione ex novo come previsto dal progetto stesso.
Il progetto si poneva inoltre una serie di obiettivi meno tangibili, come quello di porre l’oasi all’interno di una rete ecologica, sociale e culturale attraverso il collegamento con le ciclovie. Si intende quindi renderla fruibile e sviluppare attività ludico-creative. Rispetto a tali obiettivi non è possibile al momento dare una particolare valutazione in quanto come esplicitato dal progetto serviranno svariati anni perché l’oasi si possa sviluppare in tal senso.

Punti di debolezza

La seguente valutazione è frutto dell’attività di monitoraggio effettuata dalla nostra associazione Mobius Circle Aps con il supporto di altri cittadini interessati e insieme a un gruppo di cinque studenti dell’istituto superiore A. Volta di Campi Salentina. Il monitoraggio ha avuto una durata di circa 10 mesi durante i quali sono state eseguite le seguenti attività:
- è stato effettuato un lavoro di ricerca e analisi degli atti amministrativi del comune inerenti l’esecuzione del progetto e sono stati redatti dei report intermedi sull’avanzamento del monitoraggio;
- sono stati organizzati 6 incontri-dibattito a cui hanno partecipato diverse personalità coinvolte direttamente nel progetto come l’esperto botanico Piero Medagli;
- è stata realizzata una video intervista all’assessore ai lavori pubblici Andrea Grasso;
- sono stati eseguiti 3 sopralluoghi all’oasi per verificare eventuali cambiamenti e sviluppi;
Sulla base di tale attività di monitoraggio abbiamo evidenziato le seguenti carenze:
1. Insufficiente attività di piantumazione: rispetto agli obiettivi concreti che venivano enunciati nella scheda progetto redatta dal comune, si prevedeva la piantumazione ex-novo di arbusti per supportare il rimboschimento dell’area attorno al canale. Dai nostri sopralluoghi non abbiamo potuto riscontrare la presenza di nuovi arbusti, ma dalle informazioni raccolte sono state messe a dimora solo un certo numero di talee, molte delle quali non hanno attecchito per mancanza di apporto idrico. Pare infatti che il comune non sia riuscito a garantire un’adeguata attività di soccorso idrico, come confermato anche da alcuni dei proprietari dei terreni adiacenti. L’attività di rimboschimento pertanto risulta del tutto insufficiente considerato anche il cospicuo importo del finanziamento;
2. L’assenza di un piano di gestione dell’oasi: seppure l’avviso regionale per il finanziamento richiedesse di evidenziare la strategia di gestione a lungo termine dell’oasi, il comune si è limitato a sottolineare che non ci sarebbero stati aggravi per le casse comunali per la gestione dell’oasi e che si prevedeva una gestione condivisa con le associazioni del territorio. Tuttavia non è stato individuato nessun ente in particolare né è stato elaborato un piano concreto che garantisca la cura e la manutenzione dell’oasi nel tempo. Tale mancanza risulta alquanto preoccupante perché rischia di compromettere il futuro sviluppo dell’oasi e la sua stessa sopravvivenza, considerati i lunghi periodi di siccità e i frequenti roghi nei periodi estivi.
3. Mancanza di una strategia definita di coinvolgimento della cittadinanza e insufficienti attività di comunicazione. Dalla nostra attività di sondaggio informale abbiamo constatato che la conoscenza dell’oasi del canale della Lacrima nella popolazione locale è bassa. Inoltre non è stata installata una segnaletica lungo le ciclovie che renda facile individuare e raggiungere l’oasi, e presso l’oasi stessa manca una cartellonistica che chiarisca ai visitatori la genesi del progetto e dei finanziamenti e il valore naturalistico dell’oasi stessa. La presenza di tale segnaletica potrebbe essere utile anche per scoraggiare eventuali attività di smaltimento illecito di rifiuti in quella zona. Il sito internet che pure dovrebbe essere attivo secondo quanto ci è stato comunicato dal comune e che sarebbe un buono strumento di divulgazione risulta non raggiungibile.

Punti di forza

Il progetto nasce senza dubbio da un’ottima intuizione: combinare la necessità della messa in sicurezza idraulica del canale della Lacrima, anche in un’ottica di adattamento ai cambiamenti climatici che vedono le piogge sempre più rade, ma concentrate in intensità, con l’estrema peculiarità della vegetazione che costeggia il canale (in particolare la quercia virgiliana e l’olmo bianco) e che tramite il progetto si vuole potenziare al fine di ricostituire un nucleo boschivo.
L’oasi risulta inoltre ben collegata ai paesi limitrofi in particolare Campi Salentina e Villa Baldassarri tramite una pista ciclabile e le strade di campagna.

Rischi

Alla luce delle mancanze che abbiamo riscontrato nell’esecuzione del progetto, possiamo evidenziare alcuni dei rischi principali che potrebbero inibire gli effetti positivi preventivati dal progetto:
- Eccessiva lentezza o blocco della crescita e dello sviluppo della vegetazione e del nucleo boschivo, considerato che probabilmente non saranno effettuate ulteriori piantumazioni e che non c’è un piano di cura e manutenzione dell’oasi;
- Possibilità che l’oasi possa essere a rischio di incendi in mancanza di uno sfalcio dell’erba secca, soprattutto considerato che spesso i proprietari di terreni agricoli mettono fuoco di proposito per pulire i propri campi in maniera veloce dalle sterpaglie;
- Basso livello di fruizione sociale e culturale dell’oasi in mancanza di una strategia di coinvolgimento e comunicazione; questo aspetto non è da sottovalutare in quanto un buon coordinamento dei vari attori sociali potrebbe ridurre o rimuovere gli altri rischi evidenziati;

Soluzioni e Idee

 Apertura di un avviso pubblico rivolto possibilmente a enti del terzo settore (associazioni e altri enti non profit) a cui affidare in via sperimentale la cura dell’oasi in partnership con il Comune. Tali enti potrebbero trovare una sostenibilità finanziaria proponendo escursioni e visite naturalistiche e altre attività a basso impatto chiedendo un contributo ai partecipanti; si potrebbe anche ipotizzare l’installazione di un chiosco informativo e piccolo bar per il rinfresco dei visitatori. L’ente affidatario dovrebbe garantire l’esecuzione di alcune delle attività di manutenzione e continuare l’azione di piantumazione secondo i criteri stabiliti, oltre che garantire sempre la massima fruibilità a tutti;
 Installazione della segnaletica con le indicazioni per raggiungere l’oasi e della cartellonistica che racconti il valore naturalistico del progetto;

Metodo di indagine

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)
  • Intervista con i referenti politici

L'assessore ai lavori pubblici del comune di Campi Salentina, Andrea Grasso.

Domande principali

1) E' stata coinvolta la cittadinanza nella fase di progettazione?
2) C'è un piano di gestione dell'opera?

Risposte principali

1) No, allora in fase di elaborazione del progetto che a me risulti non c'è stato un coinvolgimento degli stakeholders o di chi poteva avere degli interessi durante la fase di progettazione, successivamente invece alla realizzazione dell'intervento sì, abbiamo cercato di coinvolgere pure la dirigente scolastica con i bambini delle varie scuole primarie, abbiamo coinvolto le associazioni di categoria tipo Legambiente, WWF che insomma ci hanno gratificato della loro presenza, ma in fase di progettazione no.
2) Non c'è un al momento un piano vero e proprio di gestione dell'oasi, ma perché diciamo il bando non prevedeva al contrario di altre opere pubbliche, che venisse pure formulato un piano di gestione. Questo non è un alibi sul fatto che non ci sia un piano di gestione...
[Facilitatore]Forse potrebbe essere utile lanciare una call pubblica per vedere chi ha la volontà magari di prendersi cura o di attivare lo spazio... [Assessore] Potrebbe essere pure un'idea questa, nell'immaginario pensavamo pure un connubio fra associazioni perché magari tra gli scout che hanno nella loro indole determinate qualità nel rispettare l'ambiente, nel tenere pulito, insieme magari ad associazioni che invece sono attive sul territorio nell'organizzare eventi, potrebbe essere un connubio per dire importante. In ogni opera pubblica che adesso stiamo pianificando stiamo sempre ponendo il problema della gestione futura. Ormai ad oggi penso nessuno si possa più permettere di prendere un finanziamento per riqualificare qualcosa e poi tenerla chiusa. Sul canale della Lacrima invece, è più un'opera di volontariato che dovrebbero fare le associazioni, prendendosene cura e avendo la libertà di organizzare queste visite guidate, eventi che ritengono opportuno. Ben venga insomma questo confronto con associazioni tipo la vostra che abbiamo il piacere insomma di darvi altre indicazioni di cui avete bisogno pure di un futuro e su altre finanziamenti, non ci sono problemi anzi!