REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Servizi residenziali per donne vittime di violenza.

Inviato il 19/01/2022 | Di lementidelfuturo | @mentidelfuturo

Cosa abbiamo scoperto

Descrizione

Il progetto aspira a garantire dei servizi residenziali operosi e produttivi per le donne vittime di violenza, che consenta loro, attraverso l’aiuto della rete antiviolenza della città di Palermo, la cessazione delle incessanti e opprimenti violenze domestiche.
Gli obbiettivi previsti sono i seguenti:
- Rispondere alla domanda di aiuto e protezione delle donne vittime di violenza e sostenerle nel percorso di uscita dalla violenza verso l’autonomia
personale;
- Favorire i processi di reinserimento e partecipazione sociale attraverso processi di inclusione attiva;
- Realizzare specifici programmi di accompagnamento per le donne sole o con figli per lo sviluppo di percorsi di autonomia economica e abitativa con particolare attenzione alle ospiti delle case rifugio;
- Accompagnare le donne e/o i minori nei percorsi giudiziari
- Realizzare azioni integrate di rete nei percorsi di accompagnamento alla soluzione dei problemi connessi alla violenza;
- Sensibilizzare la comunità allargata attraverso azioni di informazione, prevenzione e di educazione.

Avanzamento

I fondi che vengono stanziati per lo sviluppo del progetto sono stati esclusivamente spesi per il miglioramento dei servizi, piuttosto che per il rinnovamento delle strutture.
I fondi stanziati dall’Unione Europea e dal fondo di Rotazione sono pari a € 1.753.783,76 ed i pagamenti effettuati sono a pari a € 405.030,70 (i dati aggiornati al 31/10/2021). Fondi rimanenti € 1.348.753,06. Le informazioni riportate sopra sono state fornite da Opencoesione.

Risultati

Non è stato possibile valutare l’efficacia dell’intervento - Es. il progetto non ha ancora prodotto risultati valutabili

Punti di debolezza

A causa di alcuni adempimenti burocratici che ci hanno fatto iniziare con ritardo, non è stato possibile dedicare, nella fase iniziale, le necessarie risorse di tempo e studio al tema oggetto dell'intervento. Alcuni dei componenti dei differenti team hanno manifestato difficoltà ad inserirsi nel metodo di lavoro condiviso. Non si evidenziano punti di debolezza riguardanti il progetto.

Punti di forza

L’azione vuole essere una risposta di protezione e aiuto per le donne vittime di violenza (fisica, sessuale, psicologica), con o senza figli, per le quali si rende necessario l’allontanamento dall’ambiente sociale e familiare in cui è avvenuta la violenza ed il conseguente inserimento in una delle due strutture protette che si istituiscono con il presente intervento.
In modo particolare c'è piaciuto scoprire come operano i centri antiviolenza e cosa offrono alle donne vittime di violenza, e grazie ai fondi l'associazione ha potuto avvalersi di più operatori e avviare anche interventi individualizzati per l'inserimento lavorativo delle donne ospitate nelle strutture, attraverso tirocini retribuiti in aziende presenti nel territorio.

Rischi

Successivamente all'esaurimento dei fondi pubblici stanziati nella fase iniziale, si rende necessario l'utilizzo del volontariato o l'utilizzo di personale distaccato dal Servizio Civile per continuare ad erogare il servizio.

Soluzioni e Idee

Costituire una rete di servizi per contrastare la violenza e tutelare le vittime e attivare politiche globali e coordinate che comprendano misure adeguate a prevenire e contrastare ogni forma di violenza contro le donne, ponendo in essere le misure necessarie per il riconoscimento dei diritti delle vittime di violenza, attraverso una efficace collaborazione tra enti, istituzioni, organizzazioni del privato sociale. Sarebbe opportuno che ci fossero più strutture accoglienti, magari utilizzando beni confiscati. Bisognerebbe che ci fosse un collegamento diretto tra associazioni, ospedali e servizi d'ordine.

Metodo di indagine

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con l'Autorità di Gestione del Programma
  • Intervista con i soggetti che hanno programmato l'intervento (soggetto programmatore)
  • Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
  • Intervista con altre tipologie di persone
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)

I soggetti intervistati sono i seguenti:
Dott.ssa Lo Sicco (Assistente Sociale del Comune di Palermo)
Francesca Menozzi (Psicologa del centro antiviolenza Lia Pipitone - Millecolori Onlus)
Adriana Argento (Assistente Sociale e responsabile associazione Lia Pipitone - Millecolori Onlus)
Paola Mirto ( Avvocato del centro antiviolenza Lia Pipitone - Millecolori Onlus)
Mara Cortimiglia (Responsabile del centro antiviolenza Le Onde)
Maria Rosa Lotti (Presidente del centro antiviolenza Le Onde)

Domande principali

1) Di cosa si occupa l'assessorato e quali sono le attività principali? (Domanda rivolta alla Dott.ssa Lo Sicco)
2)I fondi erogati provengono da enti pubblici o privati? (Domanda rivolta alla presidentessa del centro antiviolenza Le Onde)

Risposte principali

1) L'assessorato alla cittadinanza solidale si occupa di fornire i servizi sociali alle famiglie a tutti i cittadini. È presente un ufficio di coordinamento dei servizi sociali, a capo si trova una professionista con esperienza pluriennale, coordina tutto il servizio sociale presente nella città. La città è suddivisa in otto circoscrizioni, ad ogni circoscrizione corrisponde un determinato territorio, il servizio sociale prende in carico i cittadini che fanno richiesta in base territoriale. Inoltre, il comune collabora con l'associazione "Onde", ha sempre collaborato con il terzo settore e si è occupato della tutela dei minori, offrendo protezione ai figli delle donne vittime di violenza. I servizi messi in campo per le donne che denunciano sono maggiormente di natura economica.
2) I fondi erogati dall'assessorato provengono da enti pubblici, possono provenire dall'Unione Europea, dal ministero o dai fondi comunali, cioè fondi che arrivano dalla Regione. Inizialmente il comune agiva tramite le convenzioni, cioè prendeva in convenzione alcuni centri antiviolenza. Oggi il comune utilizza lo strumento dell'accreditamento, gli enti si accreditano con il comune per delle attività, come il servizio educativo domiciliare, cioè l'educatore che si reca a casa della famiglie e attraverso l'intervento con il minore riesce ad intervenire anche sul genitore.