REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
RIATTACCHIAMO LA SPINA!

Inviato il 25/02/2022 | Di Plugreen Plugreen | @Plugreen_bn

Cosa abbiamo scoperto

Descrizione

L’intervento aveva come obiettivo principale il miglioramento del decoro del rione Libertà di Benevento e della sua socialità. Si tratta di una superficie di circa 2.400,00 mq che, attraversando l’arteria principale di via Napoli, collega le piazze delle due parrocchie del quartiere: la chiesa di San Modesto e la Chiesa dell’Addolorata.
C’è lo spazio antistante la chiesa dell’Addolorata caratterizzato da un vero e proprio parco urbano con passeggiate e percorsi ciclabili; un edificio che doveva essere una mediateca attrezzata al servizio del quartiere e che oggi è diventata sede di alcuni uffici dell’Arpac; dall'altro lato di via Napoli ci sono una serie di vasche d’acqua, poste al centro del percorso, fiancheggiate da alberature e passeggiate pedonali. La Spina Verde termina con un’area sportiva attrezzata con campi da bocce e da basket e un auditorium. Quest’ultima struttura offriva 110 posti a sedere di cui alcuni riservati ai disabili, un palco di 10 metri per 8 e pareti rivestite di pannelli fonoassorbenti. Presentava un’ottima acustica ed era già arredata nei dettagli sia nella parte dei camerini che del palco, pronta ad ospitare esibizioni musicali. Purtroppo l’incuria e il vandalismo hanno reso l’immobile inagibile. Fortunatamente è stato siglato un importante accordo con l’Orchestra Filarmonica di Benevento che da ottobre 2021 ha preso in gestione l’Auditorium progettato dall’arch. Consolante e considerato opera di interesse nazionale dal MIBACT.

Il progetto è parte integrante del PIU' Europa - Città di Benevento. Ciclo di programmazione 2007-2013.
Dal Burc della Regione Campania si evince che l'11 settembre 2007 la Commissione europea ha approvato un programma operativo per il periodo 2007-2013. Il programma operativo rientrava nell'obiettivo «convergenza», per un bilancio totale di 6,9 Mrd EUR. L’aiuto apportato dall'Unione europea (UE) ai sensi del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) è stato pari a circa 3,4 Mrd EUR, ciò che rappresentava l'11,8% circa dei contributi comunitari in Italia nel quadro della politica di coesione 2007-2013.
Sul sito di opencoesione si sottolinea che Il POR CONV FESR CAMPANIA, nell'ambito dell'Obiettivo Convergenza (CONV), costituiva il quadro di riferimento per la strategia di sviluppo della Regione Campania. Esso trovava concreta attuazione negli Assi Sostenibilità ambientale ed attrattività culturale e turistica; Competitività del sistema produttivo regionale; Energia; Accessibilità e trasporti; Società dell’informazione; Sviluppo urbano e qualità della vita; Assistenza tecnica e cooperazione.
Il programma operativo aveva come principale obiettivo la promozione di uno sviluppo equilibrato e sostenibile della regione Campania, mediante una strategia a lungo termine destinata a:
• migliorare la qualità della vita;
• sviluppare in modo equilibrato il territorio in ambiente urbano e rurale;
• aumentare l'occupazione (per le donne e gli uomini);
• aumentare la competitività regionale nel contesto nazionale, europeo e mediterraneo."
Sul sito del Comune è specificato che Benevento è la città che ha usufruito dell’importo maggiore pari a 13,7 milioni. Il PIU’ Europa della Città è stato sviluppato con l'intento di contribuire al processo di cambiamento strutturale attraverso il perseguimento, fra le altre, delle seguenti priorità strategiche:
• recupero e rivitalizzazione di due quartieri molto popolosi della città (la Spina Verde è ubicata nel "Rione Libertà") attraverso la realizzazione di una serie di interventi capaci di riqualificare gli spazi pubblici ed implementare la dotazione infrastrutturale;
• ridurre le condizioni di disagio sociale attraverso azioni coordinate nel Piano Sociale di Zona;
Tali finalità sono state definite in coerenza con le finalità descritte dalle Linee Guida dell’Assessorato all’Urbanistica e nel rispetto degli obiettivi dello sviluppo sostenibile nella sua caratterizzazione sociale economica ed ambientale."
Durante l'intervista rilasciata ai nostri microfoni, l’architetto Raimondo Consolante, progettista dell’intervento, ha sottolineato che il progetto con i suoi € 5.826.178,69 di finanziamento, di cui € 4.369.634 dall’Unione europea, € 784.901 dal Fondo di Rotazione (Co-finanziamento nazionale) e € 671.644 dalla Regione, è stato quello che ha beneficiato del maggiore importo in quanto l’Amministrazione Comunale ha ritenuto che la sistemazione degli spazi sociali al rione Libertà "Spina Verde" potesse riqualificare veramente la città rilanciando una zona da sempre trascurata e un po' snobbata dal resto della città.

Avanzamento

Consultando il sito di opencoesione si è appurato che il progetto, iniziato il 16/01/2012 si è concluso il 27/04/2016. (Inizio previsto: 31/01/2011 Inizio effettivo: 16/01/2012 Fine prevista: 27/04/2016 Fine effettiva: 27/04/2016). La spesa finanziata di € 5.826.178,69 è stata integralmente pagata per cui è stato speso il 100% dell’importo stanziato. Dall’agosto 2016, per garantire la sicurezza dell’area ed evitare eventuali danneggiamenti da parte di vandali, la Spina Verde è stata dotata di apposito sistema di videosorveglianza. “Le telecamere – diceva il primo cittadino di Benevento, Clemente Mastella, come riportato nel comunicato del 18 agosto del PIU' EUROPA BENEVENTO – sono collegate alla sala operativa del Comando di polizia municipale. Pertanto, ogni danno o reato al patrimonio pubblico e privato registrato dalle telecamere sarà sanzionato come per legge e si provvederà inoltre alla trasmissione dei filmati alle autorità competenti”. Nonostante ciò, oggi appare in parte vandalizzata. In più, la mediateca, che doveva rappresentare il fiore all’occhiello di tutta la città, non è mai stata utilizzata; anzi, l’immobile è stato adibito a uffici dall’Arpac. Anche l’Auditorium ha subito la stessa sorte come il campo di basket i cui canestri sono stati divelti. È da sottolineare, come ha ben chiarito il progettista arch. Consolante, che la popolazione non ha mai del tutto condiviso le scelte del Comune e che il quartiere appare ancora oggi problematico, con un contesto sociale fragile e con episodi di microcriminalità.

Risultati

Intervento utile ma presenta problemi - Ha avuto alcuni risultati positivi ed è tutto sommato utile, anche se presenta anche aspetti negativi

Dopo la visita e dopo varie interviste agli abitanti del quartiere possiamo affermare che, fino ad oggi, non si sono visti grandi cambiamenti al Rione Libertà. La risposta degli abitanti della zona è molto lontana dal concetto di cittadini resilienti che si impegnano costruendo risposte sociali, economiche e ambientali nuove che permettano loro di resistere nel lungo periodo alle sollecitazioni dell’ambiente e della storia. Alcuni problemi si erano riscontrati già al momento della progettazione perché era chiaro che gli abitanti della zona avrebbero gradito più una spina commerciale che potesse garantire loro posti di lavoro, che una spina verde per il tempo libero e la socialità. Sono mancate azioni di accompagnamento dell’intervento che potessero meglio spiegare il significato e le potenzialità di strutture all’avanguardia che con il tempo avrebbero certamente richiamato tutti gli altri beneventani, e non solo, producendo una vera rinascita e riqualificazione del quartiere.
Attraverso le interviste, poi, è emerso un altro punto critico. E’ apparso molto chiaro che gran parte del fallimento è da attribuire alla mancanza di un piano di “lancio” e di manutenzione sia dei manufatti che delle varie aree a verde del progetto. Attraverso tale piano si sarebbe dovuto prevedere, pianificare e programmare, tenendo conto degli elaborati progettuali esecutivi effettivamente realizzati, l’attività di funzionamento e di conservazione di quanto realizzato al fine di mantenerne nel tempo la funzionalità, le caratteristiche di qualità, l’efficienza ed il valore economico.

Punti di debolezza

Tutti sappiamo che il verde urbano è un elemento di primaria importanza per la vivibilità di una città; la sua quantità e qualità, infatti, sono indicatori fondamentali per misurare la qualità ambientale delle città. E questo progetto è nato proprio per dotare un Rione periferico di un “gioiello”, ma fino ad oggi non ha ancora raggiunto i propri obiettivi. Tra l’altro è mancato da subito un piano di manutenzione che potesse garantire il corretto uso degli spazi. Oggi, dopo 5 anni di vandalismo, forse c’è uno spiraglio di luce per alcuni punti di aggregazione diventati per diversi anni luoghi di macerie e di bravate. Purtroppo, per ora, è utilizzato solo il parco giochi dai bambini. Infatti per i ragazzi del quartiere non rappresenta un luogo di incontro e socialità, vista la presenza a volte di persone poco raccomandabili, e gli anziani, a causa delle aiuole maleodoranti per escrementi vari dovuti a padroni poco attenti e delle panchine inutilizzabili, preferiscono il viale principale anche se più inquinato e meno “verde”.

Punti di forza

Con la visita e le interviste effettuate per monitorare Il progetto sono emersi principalmente due aspetti molto positivi.
Finalmente negli ultimi anni il Rione Libertà non è stato più considerato una periferia senza futuro: anzi l’Amministrazione comunale si sta adoperando anche con forti investimenti per il rilancio della zona e per renderla un ambiente accogliente per tutti gli abitanti della città.
In più, con gli accordi con l’Arpac e la OFB non solo ci sarà la possibilità di occupazione per la popolazione locale ma sicuramente con l’apertura degli uffici al pubblico e le manifestazioni culturali e operistiche all’interno dell’Auditorium ci sarà un rilancio economico e sociale non indifferente.

Rischi

Rione Libertà, oltre 20 mila abitanti, è la zona popolare della città da tempo sofferente per mancanza di servizi, infrastrutture e opportunità vere di riscatto. Purtroppo, il progetto proposto per la sua riqualificazione, e da noi monitorato, sicuramente ben realizzato, non è nato da richieste degli abitanti, piuttosto è stato imposto a persone che avrebbero preferito a zone dedicate al tempo libero e alla cultura, una galleria commerciale che, nell’immaginario collettivo, rappresentava opportunità di lavoro. Il quartiere, inoltre, è abitato da persone con un tratto sociale non eccessivamente alto che sono in qualche modo in conflitto tra loro anche per quanto attiene all’utilizzo degli spazi della Spina. Ad esempio, il campo di basket non funziona perché non si sono mai messi d’accordo sugli orari di funzionamento e, per evitare fastidi, dei vandali hanno staccato i canestri. Su tutta la spina verde c’è una zona di prato e di giostrine dove le persone non riescono ad andare a causa dei numerosi escrementi di cane non raccolti da padroni non educati. Inoltre, spesso è frequentato da persone poco raccomandabili. Pertanto, è importante innanzitutto che gli abitanti del quartiere capiscano l’importanza che riveste quest’opera e che insieme all’Amministrazione Comunale si adoperino per il suo rilancio altrimenti ogni iniziativa è destinata a fallire. Ma è importante anche accompagnare con azioni di comunicazione tutto quanto si farà per la zona altrimenti il rione rimarrà sempre confinato nella sua dimensione periferica rispetto al resto della città.

Soluzioni e Idee

Predisporre un piano di manutenzione ordinaria coinvolgendo e sensibilizzando i cittadini della zona e ripristinare la videosorveglianza.
Sottoscrivere convenzioni con le scuole della zona per l’uso degli spazi dedicati allo sport e ai bambini.
Sottoscrivere una convenzione tra la Filarmonica e la scuola secondaria di primo grado ad indirizzo musicale per attuare azioni di collaborazione che, attraverso l’utilizzo degli spazi dell’auditorium, possano far emergere passioni sopite.
Chiedere all’Arpac di dedicare uno-due locali per realizzare una piccola mediateca a servizio dei giovani del quartiere.
Prevedere una serie di concerti dell’Orchestra Filarmonica di Benevento con l’obiettivo di riportare nel cuore del Rione Libertà musica e arte coinvolgendo tutta la città.
Coinvolgere le Associazioni locali per proporre iniziative a favore di bambini e di anziani.
Coinvolgere le Associazioni sportive per l’uso delle zone dedicate allo sport.

Risultati e impatto del monitoraggio

Diffusione dei risultati

  • Twitter
  • Facebook
  • Instagram
  • Eventi territoriali organizzati dai team
  • Blog/Sito web del Team
  • Richiesta di audizioni o incontri a porte chiuse

Connessioni

  • SINDACO, COMUNE DI BENEVENTO
  • PROGETTISTA, LIBERO PROFESSIONISTA
  • FUNZIONARIO, PROTEZIONE CIVILE
  • ASSESSORE POLITICHE SOCIALI, COMUNE DI BENEVENTO
  • PRESIDENTE, CONSORZIO
  • MUSICISTA - ADDETTO UFFICIO STAMPA, ORCHESTRA FILARMONICA BENEVENTO
  • REFERENTE , LEGA AMBIENTE CAMPANIA
  • COORDINATORE PROGETTO ASOC, ISTAT
  • RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE, EUROPE DIRECT CASERTA
  • REFERENTE, PICCOLA INDUSTRIA DI CONFINDUSTRIA BENEVEVENTO
  • DIRETTORE, PROTEZIONE CIVILE REGIONECAMPANIA

Contatti con i media

  • Giornali Locali

Contatti con le Pubbliche Amministrazioni

  • Promesse concrete

Descrizione del caso

Il progetto monitorato è stato molto enfatizzato dalle varie amministrazioni che si sono succedute dal momento in cui è stato pensato fino alla sua realizzazione ed oltre. La pandemia, l’incuria e la mancanza di manutenzione, ed i molteplici fenomeni di vandalismo, però, avevano fatto sì che non avesse prodotto i risultati sperati per la ripresa del più popoloso quartiere periferico della città. La possibilità che ci è stata offerta con il progetto di monitoraggio civico ci ha permesso di valutare se i vari attori presenti sul territorio puntassero davvero al rilancio della “Spina Verde” e se i cittadini del quartiere fossero “maturi” per alcune iniziative relative alla socialità. Siamo convinti, infatti, che solo rafforzando la “resilienza” dei territori si agirà secondo la democrazia partecipativa e la cittadinanza attiva e che si raggiungerà la vera sinergia per informare e aiutare il governo locale ridimensionando le opzioni securitarie, il ricorso agli strumenti di ordine pubblico e i provvedimenti eccezionali. In tale ottica ci siamo approcciati al monitoraggio del PON “riqualificazione degli spazi sociali a rione Libertà - Spina Verde” e abbiamo trovato nei nostri interlocutori persone disposte ad ascoltarci ma soprattutto disposte ad ascoltare e rilanciare un’intera zona piena di contraddizioni.
Siamo sicuri che il nostro lavoro, che abbiamo svolto con passione e dedizione, servirà all’Amministrazione pubblica che già ha posto in essere iniziative di rilancio da noi giudicate molto positivamente. In più gli intervistati si sono mostrati in sintonia con il nostro punto di vista e con la nostra visione della “Spina verde”.

Metodo di indagine

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con l'Autorità di Gestione del Programma
  • Intervista con i soggetti che hanno programmato l'intervento (soggetto programmatore)
  • Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
  • Intervista con i referenti politici

CLEMENTE MASTELLA
SINDACO DEL COMUNE DI BENEVENTO.
CARMEN COPPOLA
ASSESSORE ALLE POLITICHE SOCIALI
ANGELO MORETTI
PRESIDENTE DELLA RETE DI ECONOMIA CIVILE CONSORZIO SALE DELLA TERRA
RAIMONDO CONSOLANTE
ARCHITETTO PROGETTISTA DELL’INTERVENTO

Domande principali

1. Può illustrarci il suo punto di vista riguardo la riqualificazione del Rione Libertà e in particolare sulla funzione che ha e che potrebbe avere la “Spina Verde” non solo per il quartiere ma per tutta la città? Ritiene che la SPINA VERDE possa davvero rappresentare un’agorà moderna fruibile dagli abitanti del quartiere nel loro tempo libero e adatto ad ogni età? (PRESIDENTE ANGELO MORETTI - SINDACO CLEMENTE MASTELLA)
2. Ritiene che la presenza dell’Arpac e dell’Orchestra Filarmonica di Benevento potranno contribuire al rilancio della SPINA VERDE e favorire la socialità in questo quartiere che ancora oggi appare trascurato e talvolta problematico? (ARCHITETTO CONSOLANTE - ASSESSORE COPPOLA)

Risposte principali

Il Sindaco del Comune di Benevento, soggetto attuatore, CLEMENTE MASTELLA, risponde alla prima domanda
La ritengo fondamentale per il quartiere e ho già messo in essere alcune iniziative relativamente alla spina. Ho avviato li due attività fondamentali: ho aperto un teatro molto bello e ho fatto insediare l’Arpac. Ora, nelle zone limitrofe, verranno fatti i lavori nella parte fluviale, che sarà bonificata, si è già aumentata la pista ciclo-pedonabile, e proprio ieri è stato avviato il piano per quanto attiene alla casa della comunità, ovvero ci sarà, per le persone che ne hanno bisogno, un piccolo ospedale con medici specializzati e quanto altro e servirà all’intera comunità del quartiere. Infine, faremo anche qualche cosa per quanto riguarda giostrine per bambini e quant’altro. Occorre dire che la buona amministrazione è giusto esercitarla, ma se c’è la volontà delle persone che abitano là. Purtroppo, i giovani non sono educati e le stesse persone anziane non frequentano correttamente gli spazi, così diventa complicato riuscire a fare funzionare le cose. Invece lavorando assieme possiamo produrre e portare avanti tante iniziative e tutto ciò che può servire per una crescita dell’intero quartiere.
L'architetto RAIMONDO CONSOLANTE risponde alla seconda domanda.
Come voi sapete la spina verde subito dopo essere stata realizzata è stata gestita molto male perché uno spazio come quello necessita immediatamente di essere messo in funzione. Invece l’auditorium e la mediateca sono rimasti chiusi perché il problema di questi progetti è anche avere un adeguato piano di gestione. Il piano di gestione il Comune non l’aveva preparato in maniera adeguata e di conseguenza le strutture sono state vandalizzato. La filarmonica di Benevento sicuramente è una risorsa e darà, io credo, grande impulso alla sala della musica all’auditorium perché sono previste anche molte attività didattiche in sinergia con la scuola ad indirizzo musicale della zona. Quindi penso che ci sarà una ricaduta per il quartiere e non solo. Per l’Arpac bisogna fare un discorso un po’ più articolato: non aver insediato la mediateca è una sconfitta per questo progetto perché la mediateca aveva una grande importanza: sarebbe stata la biblioteca informatica tecnologicamente più avanzata in Campania, l’unico edificio realizzato in Campania pensato proprio per essere una mediateca. Detto questo, però, l’Arpac, che l’agenzia di produzione ambientale, ha una valenza civile fondamentale ai tempi d’oggi e quindi è un bene che abbia occupato quell’edificio che altrimenti sarebbe rimasto ancora abbandonato. Quindi la ricaduta sociale del quartiere sicuramente non è quella che avrebbe potuto dare la mediateca, una struttura aperta ai cittadini con anche un laboratorio per l’informatica destinato ai bambini all’infanzia ma ritengo che l’apertura degli uffici dell’Arpac è una giusta soluzione per poter far funzionare l’edificio.