REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
La nostra Avventura Infinita

Inviato il 25/02/2022 | Di 2aafm | @2aAfm

Cosa abbiamo scoperto

Descrizione

Sintesi del progetto I.T.I.A. Intese Territoriali di Inclusione Attiva – Ambito S9
Il progetto “Avventura Infinita” è stato approvato con delibera di Coordinamento Istituzionale dell’ambito n.22 del 04/10/2018 con i seguenti partner: Tertium Millennium Società Cooperativa quale soggetto del terzo settore individuato per l’AZIONE A; Scuola Nuova SRL, quale soggetto erogatore dei servizi di empowerment individuato per l’AZIONE B; Associazione Giovani Mentor quale soggetto promotore dei tirocini individuato per l’AZIONE C.
Obiettivo di suddetto avviso pubblico è promuove la costituzione di “Intese Territoriali di Inclusione Attiva” finalizzate alla costituzione di “Centri territoriali di inclusione” inteso quale servizio di prossimità capace di garantire sostegno a famiglie svantaggiate in condizione di vulnerabilità e fragilità sociali, articolato nelle seguenti azioni:
• AZIONE A) Servizi di supporto alle famiglie;
• AZIONE B) Percorsi e empowerment;
• AZIONE C) Tirocini di inclusione sociale.
Il progetto è stato presentato dal Piano Sociale di Zona Ambito S09, in qualità di soggetto capofila, per un importo totale pari ad euro 724.066,96, di cui euro 307.543,96 per l’AZIONE A, euro 245.523,00 per l’AZIONE B ed euro 171.000, per l’AZIONE C e in data 09/05/2019 è stato sottoscritto l’atto di costituzione dell’associazione temporanea di scopo (a.t.s.) mediante mandato collettivo speciale con rappresentanza per la realizzazione del progetto “Avventura infinita” (registrato presso l’Agenzia delle Entrate di Sala Consilina in data 10/05/2020 al n. 240 mod 3) disciplinante i rapporti giuridico – contrattuali tra il Piano Sociale Ambito S/9 quale Ambito Capofila con Mandato di Rappresentanza e i partner delle tre azioni.
Al fine di individuare i destinatari in favore dei quali attivare le attività nell’ambito delle tre azioni previste dal bando, il Piano Sociale S9 ha proceduto alla pubblicazione di tre avvisi. Le domande potevano essere presentate dai cittadini residenti in uno dei comuni dell’ambito territoriale S9 (Alfano – Camerota - Casaletto Spartano - Caselle in Pittari - Celle di Bulgheria – Centola – Ispani – Morigerati – Roccagloriosa – Rofrano - Santa Marina - San Giovanni a Piro – Sapri -Torraca - Torre Orsaia – Tortorella – Vibonati) in possesso dei seguenti requisiti “generali” previsti dagli Avvisi:
• fruitori del REI / RdC;
• "lavoratori svantaggiati" e i "lavoratori molto svantaggiati" di cui al D.M 17 Ottobre 2017 compresi nelle seguenti categorie:
- non avere un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
- avere un'età compresa tra i 15 e i 24 anni;
- non possedere un diploma di scuola media superiore o professionale (livello ISCED 3) o aver completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni e non avere ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito;
- aver superato i 50 anni di età;
- essere un adulto che vive solo con una o più persone a carico;
- essere occupato in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo
- donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici se il lavoratore interessato appartiene al genere sottorappresentato;
- appartenere a una minoranza etnica di uno Stato membro UE e avere la necessità di migliorare la propria formazione linguistica e professionale o la propria esperienza lavorativa per aumentare le prospettive di accesso ad un'occupazione stabile.
- essere "lavoratori molto svantaggiati" ossia soggetti privi da almeno 24 mesi di un impiego regolarmente retribuito o privi da almeno 12 mesi di un impiego regolarmente retribuito, appartenenti a una delle categorie previste dalle lettere da b) a g) del numero 1) del medesimo Decreto ministeriale. - in caso di destinatari minori, aver assolto all'obbligo scolastico.
• persone svantaggiate maggiormente vulnerabili ai sensi della L.389/91: tossicodipendenti, alcolisti, vittime di violenza ecc. in carico ai servizi sociali o sanitari del territorio e che rientrano in una fascia di età lavorativa, ossia abbiano compiuto i 16 anni e siano disoccupati/inoccupati al momento dell'attivazione del tirocinio.
Azione A
Nell’ambito dell’Azione A, l’Educativa domiciliare e territoriale è destinata a 50 minori di età compresa tra i 6 e i 16 anni che presentano situazioni di disagio socio-psico-pedagogico, problematiche di tipo sociale, drop outing e primi cenni di dipendenze, attraverso le seguenti modalità operative:
• Educativa domiciliare:
• Sostegno nell’esecuzione dei compiti scolastici;
• Coinvolgimento e valorizzazione delle altre figure adulte del contesto ristretto del minore per la sua crescita;
• Lavoro in rete con gli altri professionisti dei servizi (privati e pubblici) valorizzazione delle risorse utili presenti – ed effettivamente disponibili - sul territorio;
• Integrazione con altre figure professionali;
• Verifica regolarità frequenza scolastica e arrivi in orario;
• Sostegno al minore nei momenti di difficoltà fornendo gli strumenti per fronteggiarle e rimuoverle; attraverso l’aiuto nella scoperta delle proprie potenzialità, il riconoscimento dei propri bisogni e l’acquisizione di capacità di agire in maniera autonoma;
• Valorizzazione e potenziamento delle dinamiche relazionali del minore all’interno della famiglia, della scuola e del tempo libero, con l’appoggio delle agenzie del territorio e delle risorse della comunità; sostegno della famiglia in difficoltà educativa mettendola in condizione di recuperare il suo ruolo genitoriale e di operare in autonomia.
• Costruzione di una rete di legami tra il nucleo familiare e l’ambientale esterno (quartiere, parrocchia, scuola e altri servizi) e promozione di capacità progettuali del minore e della famiglia.
Azione B
Finalità dei “Percorsi di empowerment” è quella di favorire l’inclusione sociale delle persone che vivono particolari situazioni di svantaggio/vulnerabilità economica e sociale, attraverso interventi diretti all’acquisizione e/o rafforzamento delle competenze di base e/o professionali e attraverso servizi di orientamento e consulenza specialistica per l’inserimento nel mercato del lavoro.
L’azione prevede l’attivazione di 4 percorsi formativi con frequenza obbligatoria, inerenti le aree di cruciale interesse per il mercato del lavoro locale:
- accompagnatore turistico per n. 16 allievi – 600 ore di corso
- educatore per l’ infanzia per n. 15 allievi – 100 ore di corso - operatore agricolo per n. 15 allievi – 100 ore di corso
- operatore socio sanitario per n. 15 allievi – 100 ore di corso
I percorsi formativi prevedono il coinvolgimento complessivo di n. 61 allievi. Le attività formative prevedono moduli didattici volti all’acquisizione/approfondimento /perfezionamento delle key competence (competenze-chiave) di cui alla Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 relativa a “competenze chiave per l’apprendimento permanente” (2006/962/ce). Le competenze-chiave sono definite nella Raccomandazione come “combinazione di conoscenze, abilità e attitudini appropriate al contesto”. Pertanto tutti i percorsi formativi hanno un certo numero di ore dedicate a informatica e inglese. A tutti i partecipanti è riconosciuta un’indennità oraria pari a euro 8,15 (l'indennità oraria, è erogata soltanto a seguito degli accrediti del finanziamento da parte della Regione Campania e in proporzione agli accrediti stessi).
Azione C
L’azione ha la finalità di mettere in atto una politica attiva del lavoro sì da poter contrastare i fenomeni di povertà e di esclusione sociale di persone svantaggiate ai sensi della L. 389/91.
In base all’art. 5 comma 5 dell’Avviso Pubblico Intese Territoriali di Inclusione Attiva, sono implementati tirocini di inclusione rivolti a:
- N. 31 Tirocini appartenenti ad una delle diverse tipologie:
• fruitori del REI / RdC;
• "lavoratori svantaggiati" e i "lavoratori molto svantaggiati" di cui al D.M 17 Ottobre 2017 compresi nelle seguenti categorie:
- non avere un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
- avere un'età compresa tra i 15 e i 24 anni;
- non possedere un diploma di scuola media superiore o professionale (livello ISCED 3) o aver completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni e non avere ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito;
- aver superato i 50 anni di età;
- essere un adulto che vive solo con una o più persone a carico;
- essere occupato in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo
- donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici se il lavoratore interessato appartiene al genere sottorappresentato;
- appartenere a una minoranza etnica di uno Stato membro UE e avere la necessità di migliorare la propria formazione linguistica e professionale o la propria esperienza lavorativa per aumentare le prospettive di accesso ad un'occupazione stabile.
- essere "lavoratori molto svantaggiati" ossia soggetti privi da almeno 24 mesi di un impiego regolarmente retribuito o privi da almeno 12 mesi di un impiego regolarmente retribuito, appartenenti a una delle categorie previste dalle lettere da b) a g) del numero 1) del medesimo Decreto ministeriale. - in caso di destinatari minori, aver assolto all'obbligo scolastico.
• persone svantaggiate maggiormente vulnerabili ai sensi della L.389/91: tossicodipendenti, alcolisti, vittime di violenza ecc. in carico ai servizi sociali o sanitari del territorio e che rientrano in una fascia di età lavorativa, ossia abbiano compiuto i 16 anni e siano disoccupati/inoccupati al momento dell'attivazione del tirocinio.

- N. 26 Tirocini tra le persone con disabilità (ai sensi dell’art. 1, comma 1 della legge 68/1999). I destinatari dell'azione sono individuati mediante procedura ad evidenza pubblica espletata dall'Ambito S9, nel rispetto dei criteri stabiliti dal D.D. 191 del 22/06/2018 e devono essere residenti in uno dei Comuni dell’Ambito S09. I tirocini di inclusione hanno una durata di 5 mesi. Per ogni tirocinio viene erogata al tirocinante un’indennità mensile lorda pari a € 500,00 (comprensiva di tutti gli oneri dovuti), ed il valore lordo complessivo dell’indennità di partecipazione che ciascun tirocinante percepisce è di € 2.500,00 (duemeilaecinquecento). Al fine dell’attivazione dei tirocini di inclusione, è stata pubblicata una manifestazione di interesse per l’individuazione di soggetti ospitanti, sia pubblici che privati.
Tra gli obiettivi del Centro Territoriale di Inclusione c’è garantire l’ascolto ai cittadini, l’informazione e l’orientamento; sostenere l’accesso agli interventi sociali, socio-sanitari e socio-educativi; attivare interventi di protezione per le famiglie e le persone in condizioni di disagio, di discriminazione o di esclusione sociale, azioni orientate a permettere loro, per quanto possibile, di superare e saper gestire tale condizione e di integrarsi nella comunità.
In tal modo il Centro gestisce le risorse pubbliche disponibili per gli interventi e attiva forme di sostegno e accompagnamento delle persone fragili in integrazione con la rete familiare e sociale e le altre risorse presenti nel territorio sostenendo, per quanto possibile, il raggiungimento dell’autonomia oltre che per la promozione dell’integrazione dei diversi attori locali e la responsabilizzazione delle reti territoriali favorendo e sostenendo politiche e interventi che riducono il grado di esposizione della popolazione a rischio di esclusione, di emarginazione o di disagio sociale.

Il progetto fa parte di un piano di interventi più ampio, quello del Piano Sociale di Zona Ambito S9 che è strumento di programmazione e di realizzazione locale del sistema integrato di interventi e servizi sociali. Tra gli obiettivi c'è l’ascolto ai cittadini, l’informazione e l’orientamento; sostenere l’accesso agli interventi sociali, socio-sanitari e socio-educativi; attivare interventi di protezione per le famiglie e le persone in condizioni di disagio, di discriminazione o di esclusione sociale, azioni orientate a permettere loro, per quanto possibile, di superare e saper gestire tale condizione e di integrarsi nella comunità.
Il Piano gestisce le risorse pubbliche disponibili per gli interventi e attiva forme di sostegno e accompagnamento delle persone fragili in integrazione con la rete familiare e sociale e le altre risorse presenti nel territorio sostenendo, per quanto possibile, il raggiungimento dell’autonomia oltre che per la promozione dell’integrazione dei diversi attori locali e la responsabilizzazione delle reti territoriali favorendo e sostenendo politiche e interventi che riducono il grado di esposizione della popolazione a rischio di esclusione, di emarginazione o di disagio sociale.

Avanzamento

Il primo bando per l’individuazione dei beneficiari delle tre azioni del progetto ITIA è stato pubblicato in data 16/12/2019 (determina n. 626), con proroga scadenza della presentazione delle domande al 14/02/2020. A causa della pandemia l’inizio del progetto ha subito uno slittamento. Le tre azioni sono partite con date diverse l’una dall’altra. Nel corso di questi due anni gli avvisi sono stati riaperti per l’individuazione di nuovi beneficiari. Da poco si è concluso l’iter per l’individuazione di altri 5 utenti per l’azione C rivolta ai possessori dei requisiti della legge 68/1999. Ad oggi risultano in corso l’azione C (con riferimento ai tirocini per i possessori dei requisiti legge 68/99) con termine previsto aprile 2022, l’azione A per l’educativa domiciliare, con termine previsto per maggio 2022 e l’Azione B che sta terminando la formazione per il corso di accompagnatore turistico.

Risultati

Intervento molto utile ed efficace - Gli aspetti positivi prevalgono ed è giudicato complessivamente efficace dal punto di vista dell'utente finale

Nonostante il progetto non sia ancora concluso, attraverso la somministrazione di questionari ai beneficiari delle varie azioni e interviste fatte agli attuatori del progetto, possiamo affermare che ha avuto una ricaduta positiva sul territorio e i suoi abitanti, superando anche le difficoltà provocate dalla pandemia.

Punti di debolezza

Molti beneficiari affrontano con diffidenza l'insediamento degli educatori nelle proprie realtà familiari, sociali o private; non sempre risulta semplice accettare l'aiuto offerto dalle varie istituzioni, sentendosi in una condizione di inferiorità rispetto al resto della società. Nello svolgimento del percorso però, si instaura un rapporto di fiducia tra gli educatori e le famiglie che riescono a comprendere l'importanza della loro presenza nell'ambito familiare.
Un altro punto di debolezza è stato l'insorgenza della pandemia, principale causa del rallentamento dell'inizio del progetto e dell'impossibilità da parte degli educatori di entrare in contatto con i vari beneficiari, proprio per questo molti incontri e percorsi formativi si sono svolti online.

Punti di forza

Ciò che ha particolarmente lasciato un'impronta nei nostri cuori, monitorando questo progetto, è la dimostrazione che non siamo soli sul sottile filo delle difficoltà apparentemente ingestibili; bensì esistono individui disposti a mettersi al servizio degli altri senza essere abbagliati da interessi personali. Non bisogna avere paura di chiedere aiuto, ma accettare le agonie che si è costretti a vivere cercando in tutti i modi di sconfiggerle, proprio facendosi accompagnare nel cammino da quelle poche persone che si mettono a disposizione.

Rischi

Non si prevedono rischi, in quanto il progetto è in fase di conclusione.

Soluzioni e Idee

Dall'analisi dei questionari somministrati ai vari beneficiari del progetto, si evidenzia l'esigenza di poter usufruire dei servizi offerti dal Piano di Zona, anche durante il periodo estivo, per questo si dovrebbe cercare di ottenere ulteriori finanziamenti per poter continuare l'attività.

Metodo di indagine

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con l'Autorità di Gestione del Programma
  • Intervista con i soggetti che hanno programmato l'intervento (soggetto programmatore)
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)
  • Intervista con i referenti politici

La nostra classe ha deciso di intervistare il Sindaco del Comune di Sapri, Antonio Gentile; la dott.ssa Gianfranca Di Luca, coordinatrice del progetto e del Piano di Zona S09 e il dott.re Antonio Calandriello, presidente della cooperativa Tertium Millenium, responsabile dell'azione A.

Domande principali

Al nostro Sindaco, Antonio Gentile, abbiamo chiesto se il progetto da noi scelto ha avuto effetti positivi sul territorio, se c'è collaborazione tra i 17 Comuni nella risoluzione delle problematiche relative all'inclusione sociale.

Risposte principali

La risposta del Sindaco alla prima domanda è stata la seguente: “Il progetto del Piano sociale di Zona S09, che opera su 17 comuni da Sapri a Camerota, ha avuto come beneficiari oltre 150 utenti, 50 per ogni linea d'intervento. La prima azione ha riguardato l'assistenza di persone meno abbienti all'interno delle proprie abitazioni, quindi l'assistenza domiciliare. La seconda ha interessato la formazione di ulteriori 50 utenti in percorsi professionali, come l'operatore turistico, figura richiesta nel nostro territorio. Infine, l’azione C ha avuto come beneficiari non solo utenti normodotati, selezionati attraverso procedure concorsuali, ma anche utenti con disabilità, quindi è stata una sfida estremamente importante, tra l'altro successivamente confermata nelle programmazioni successive del Piano di Zona. Considerando che l'educativa domiciliare è stata attuata come prima linea d'intervento proprio in concomitanza con lo scoppio della pandemia."
Alla seconda domanda invece, ha esordito in questo modo “Diciamo di sì, estremamente si, perché ho detto diciamo? Perché il Piano di Zona nasce da un obbligo di legge, la legge regionale ha definito e delineato i confini dell'ambito sociale che è l'ambito che deve gestire insieme i servizi sociali. Il Piano di Zona S09, che parte dal comune di Camerota e arriva fino al comune di Sapri, è formato da 17 comuni che sono obbligati per legge a gestirlo insieme. Obbligati per legge non significa doverlo fare per forza ma significa, così come ho riscontrato in questi 5 anni del mio mandato che c'è una grande sinergia tra gli enti e i singoli comuni. Noi definiamo le linee d'intervento all'interno del coordinamento istituzionale che è un organismo dove tutti i sindaci del nostro ambito afferiscono per prendere le decisioni, come se fosse un consiglio comunale parallelo, composto però dai singoli sindaci, ognuno dei quali esplicita le necessità che ha il proprio territorio. Essendo dei comuni estremamente vicini in una zona contigua e con difficoltà più o meno similari, c'è comunque il bisogno di applicare dei correttivi. Conviviamo in questo modo ma programmiamo insieme, riusciamo ad offrire sempre più servizi alla città e c'è sempre più necessità di aumentare le risorse nel sociale, noi in questi anni abbiamo attivato tantissimi servizi, grazie a tanti finanziamenti che siamo riusciti ad ottenere. Nonostante ciò però, c’è anche bisogno di maggiore compartecipazione da parte degli enti per dare sempre più risposte a chi vive momenti di difficoltà, attuando anche una redistribuzione vera di tasse trasformate in servizi per chi non può permetterselo.”