REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Interventi per il dragaggio di sedimenti nel Porto di Taranto

Inviato il 27/02/2022 | Di LET'S FREE THE SEA | @letsfreetheseaa

Cosa abbiamo scoperto

Descrizione

Il progetto è finalizzato alla riqualificazione ambientale delle aree ricadenti nel SIN (Siti Interesse Nazionale) di Taranto ed allo sviluppo delle infrastrutture portuali. L'intervento prevede il dragaggio di 2,3 milioni di metri cubi di materiali ed  ha lo scopo sia di approfondire i fondali (attraverso il raggiungimento della profondità di -16,50 m) sia di operare, nelle rimanenti aree della darsena del Molo Polisettoriale, una bonifica ambientale dei fondali. Inoltre prevede la realizzazione della cassa di colmata che conterrà i sedimenti dragati e diventerà, secondo le previsioni del PRP (Piano Regolatore Portuale) un piazzale portuale con finalità di stoccaggio e movimentazione container (il Molo Polisettoriale) consentendo l'attracco di porta container fino a 18.000 TEU (1 TEU = 6 metri) rispetto a quelle attuali da 8.000 TEU. Il progetto di ammodernamento del Porto di Taranto si distingue anche per aspetti legati alla sostenibilità. Per la sua realizzazione, infatti, è stato previsto il riutilizzo di oltre 2 milioni di metri cubi di materiale, utilizzati per il riempimento della cassa di colmata e l’ampliamento del quinto sporgente del porto. Una volta ultimata l’opera, il porto diventerà accessibile anche a navi portacontainer da 100.000 tonnellate, consentendo il rilancio delle attività portuali e lo sviluppo dei traffici commerciali e della logistica internazionale, anche grazie ad una banchina portuale del porto di superficie pari ad oltre 1.100.000 metri quadrati.

Il progetto fa parte di un piano più ampio che segna un momento di rinnovamento strutturale ed organizzativo. In linea con il programma di trasformazione sotteso alla vision 2030, l’AdSP ( Autorità di sistema portuale) del Mar Ionio persegue l’obiettivo del “PORT OF THE FUTURE” quale orizzonte in grado di sostenere il rilancio dello scalo ed il suo riposizionamento nel contesto internazionale del settore portuale. Le attività poste al centro della programmazione dell’Ente – imperniate sul concetto dello smart port – sono articolate per assi prioritari di sviluppo orientati verso i temi di maggior rilievo e attualità nel panorama globale.
Si ambisce, pertanto, a valorizzare ulteriormente la strategia di sviluppo del Porto di Taranto ricorrendo a nuovi modelli di innovazione e crescita sostenibile, in grado di rafforzare la relazione tra il porto, l’isola della città vecchia e l’area industriale siderurgica nella definizione di un processo di rigenerazione urbana, ambientale e socio-culturale. Ciò in linea con i principi della circular economy e nel rispetto degli obiettivi di sviluppo sostenibile sottesi all’Agenda 2030 dell’ONU che, attraverso l’uso strategico e virtuoso delle risorse a disposizione, stimolino la definizione di nuovi modelli di business tesi a conciliare la tradizione marittima con nuove visioni di sostenibilità.
Si mira pertanto a uno scalo moderno per favorire la crescita di un territorio attraverso il valore aggiunto delle attività marittime e logistiche.
Le nuove attività dell’AdSP del Mar Ionio sostengono la promozione a livello globale dello scalo e la diversificazione dei traffici attraverso la partecipazione ad un processo più generale di rilancio del sistema industriale-logistico tarantino e di quello turistico grazie ad un allineamento degli interventi dell’Ente alla strategia di promozione messa in atto a livello regionale, nazionale ed internazionale in ottica propulsiva e trainante per l’intera economia locale.

Avanzamento

In base alle informazioni raccolte il progetto è stato avviato ed è stato realizzato per il 73%. In particolare Sogesid ha elaborato Progetto Preliminare e definitivo ( progettista e direzione dei lavori) nell’ambito della Convenzione stipulata con il MATTM (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) , l’AdSP ( Autorità del Sistema Portuale) di Taranto e la Sogesid. L’AdSP poi ha affidato, a seguito di gara, i lavori all’Impresa Astaldi. Gli interventi previsti in progetto sono:
- dragaggio ambientale e strutturale dei fondali del canale, del bacino di evoluzione e degli accosti banchina terminal containers per consentire l’attracco delle navi con un pescaggio superiore a -16,50 m;
- realizzazione del 1° lotto della cassa di colmata di superficie pari a circa 31 ha per il refluimento di circa 2,3 M mc di sedimenti dragati. Tale area diverrà un piazzale per il deposito e la movimentazione dei containers.
Ad oggi la cassa di colmata è stata realizzata garantendo una capacità di conterminazione idraulica del marginamento della cassa di colmata in grado di assicurare requisiti di permeabilità equivalenti a quelli di uno strato di materiale naturale dello spessore di 1mt con K minore o uguale a 1,0 x 10-9m/s. Per garantire tali caratteristiche, è stata eseguita :
- un’opera di marginamento a mare costituita da una struttura metallica a “cofferdam” realizzata con monopali e diaframmi in acciaio vibro-infissi, lungo i due lati fronte mare;
- un’opera di marginamento a terra costituita da un diaframma semiplastico, lungo i due lati a terra.
In entrambi i casi, sia il marginamento a mare che quello a terra, si uniranno nella formazione di base costituita da depositi coesivi di natura argillosa, assumibile come substrato impermeabile di riferimento.
Per concludere questi lavori dovranno essere effettuati i vari collaudi.
Per quanto riguarda il dragaggio dei fondali secondo progettazione è stato effettuato con diverse modalità esecutive a seconda della tipologia di sedimento da escavare (contaminati pericolosi, contaminati non pericolosi e non contaminati) e tenendo presente il Piano di Gestione dei sedimenti che ha come finalità quella di massimizzare l’utilizzo del materiale come risorsa e come obiettivo Sviluppo eco-compatibile. Per la redazione del piano di gestione dei sedimenti si è stipulata una convenzione ( 17 marzo 2008)con l’Università del Salento Dipartimento di Ingegneria dell’innovazione per lo Studio sugli aspetti marittimi del dragaggio e con il Politecnico di Bari Dipartimento di Ingegneria dell’ambiente e per lo Sviluppo Sostenibile per gli Aspetti geotecnici connessi al riutilizzo delle argille azzurre di Taranto. Pertanto sono stati eseguiti diversi tipi di analisi per la classificazione dei sedimenti e nello stesso tempo gli stessi sono stati quantizzati.
Attualmente sono stati preliminarmente rimossi 17939 m3 sedimenti tra questi quelli caratterizzati come pericolosi circa 0,02% (cosiddetti “viola” dal manuale ICRAM) sono stati stoccati in un’apposita vasca posizionata nell’area ex Yard Belleli, da cui saranno avviati ad un processo di disidratazione e successivamente, dopo essere stati caratterizzati, conferiti in discarica.

Risultati

Intervento molto utile ed efficace - Gli aspetti positivi prevalgono ed è giudicato complessivamente efficace dal punto di vista dell'utente finale

Incremento dell' HUB Internazionale (un centro di smistamento HUB Internazionale è specializzato nella ricezione, sdoganamento e smistamento delle spedizioni dirette al di fuori dei confini nazionali) con possibilità di ormeggiare navi super-portacontainer, dragaggio con duplice finalità di bonifica ambientale e di abbassamento dei fondali.

Punti di debolezza

Il progetto ha avuto diversi momenti di arresto:
- per effettuare i dragaggi tener presente delle movimentazioni presenti nel porto sono risultate complesse le indagini preliminari sulle analisi dei sedimenti da dragare
- la società Astaldi nel 2018 ha avuto problemi societari e solo quando li ha risolti, costituendo la società Webuild, i lavori sono ripresi.
- per il COVID ( 2020) si è avuto l’arresto per un mese, successivamente quando c’è stata la ripresa si sono dovuti fronteggiare altri problemi: reperibilità dei materiali e dei trasporti. Inoltre gli operai addetti alle lavorazioni venivano da fuori e ciò ha comportato periodi di quarantena con ulteriore arresto

Punti di forza

Realizzazione della cassa di colmata con una tecnica innovativa che permetterà una maggiore permeabilità.
La cassa di colmata inoltre permetterà la realizzazione di una nuova banchina da utilizzare per lo sbarco e l’imbarco delle merci. Diventando a conclusione delle opere un piazzale portuale con finalità di stoccaggio e movimentazione dei container
Il concetto di sostenibilità e di economia circolare: facendo riferimento alle legge di Lavoisier “Nulla si crea , nulla si distrugge ma tutto si trasforma” possiamo dire che il progetto monitorato rappresenta un esempio di questa legge.
Infatti i sedimenti dragati potrebbero essere rimessi in mare con tutto quello che ne conseguirebbe invece una volta trattati saranno utilizzati per riempire la cassa di colmata. Il dragaggio porterà l’abbassamento del fondale marino a -16,50 m e permetterà l’attracco di porta-container fino a 18.000 TEUS rispetto a quelle attuali da 8.000 TEU. Questo favorirà un incremento nell’ imbarco e sbarco di merci con conseguente vantaggio commerciale.

Rischi

I rischi prossimi sono dovuti in modo particolare al dragaggio: ad oggi sono stati rimossi 17.939 mc di sedimenti. Le attività di dragaggio devono seguire un iter particolarmente complesso: individuata la zona di dragaggio si estrae un primo strato di 50 cm che viene analizzato dall’Autorità portuale e dell’Arpa Puglia, solo quando i risultati coincidono si prosegue, in caso contrario si estrae un ulteriore strato di 50 cm e così via.

Soluzioni e Idee

Il progetto è poco conosciuto dalla cittadinanza pertanto si propone di pubblicizzarlo e di rendere partecipi i cittadini al fine di consolidare la connessione tra porto e città. Il cittadino quindi deve sapere che l’Ente si identifica, oggi, sia con il progetto monitorato sia con tutti gli altri interventi in essere, come protagonista della rigenerazione del sistema logistico e portuale della provincia ionica con l’introduzione di una serie di azioni volte all’innovazione, alla digitalizzazione, alla sostenibilità e al coordinamento degli interventi di miglioramento di sviluppo economico. Tale processo si associa ad un impegno teso alla diffusione di una rinnovata identità culturale resa possibile dal rigenerato binomio porto-città che a Taranto sta dando vita a nuove visioni di sviluppo.

Risultati e impatto del monitoraggio

Diffusione dei risultati

  • Twitter
  • Facebook
  • Instagram
  • Eventi territoriali organizzati dai team

Connessioni

  • progettista ed esecutore del progetto,

Contatti con i media

  • TV Locali
  • Giornali Locali

Contatti con le Pubbliche Amministrazioni

Non le abbiamo contattate

Descrizione del caso

Abbiamo trattato il dragaggio di sedimenti nell'area del molo polisettoriale per la realizzazione della cassa di colmata per l'ampliamento del V sporgente del porto di Taranto. Il monitoraggio di questo progetto ha permesso di far conoscere all'opinione pubblica le innovazioni che ci saranno nel porto di Taranto, lo sviluppo dell'economia e quindi la possibilità di nuovi posti di lavoro . Da non dimenticare la possibilità da parte di tutti i cittadini e dei turisti di poter vivere l'area portuale e ribadire il concetto città-porto

Metodo di indagine

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Intervista con i soggetti che hanno programmato l'intervento (soggetto programmatore)
  • Intervista con altre tipologie di persone

Sono stati intervistati il Responsabile Unico del Procedimento ing. Gaetano Internò e per la Sezione Segreteria Presidenza e Segretario Generale dell’ADSP la dott.ssa Valeria Todaro

Domande principali

All'ing. Gaetano INTERNO'
1-Considerando il dragaggio dei sedimenti già effettuato è possibile conoscere le percentuali dei vari tipi di sedimenti che sono stati rilevati e la percentuale dei sedimenti che una volta trattati andranno nella cassa colmata ?
2-Durante l’esecuzione dei lavori ci sono state fasi di arresto ? i lavori si sono fermati durante l’epidemia ?

Risposte principali

1-Attualmente è stato realizzato il 73 % della progettazione e solo 17.000 m3 sono stati dragati .I lavori per la realizzazione della cassa di colmata sono quasi al termine . La cassa di colmata è stata realizzata con caratteristiche tecniche atte a contenere i diversi tipi di materiali dragati. In tale cassa saranno inseriti tutti i sedimenti dragati perchè come Porto abbiamo bisogno di fare gli ampliamenti.
Chiaramente ci potrebbe essere un’altra alternativa :acquistare materiali puliti dalla cava per effettuare il riempimento e sversare in mare i materiali dragati. Sversare in mare i sedimenti è molto complesso in quanto bisogna trovare una zona ad hoc ed avere autorizzazioni complesse. Quindi utilizzare tutti i sedimenti dragati ha diversi benefici .
Inoltre la cassa di colmata è stata costruita per contenere i diversi tipi di sedimenti che sono stati catalogati. Per quanto riguarda lo 0,02% dei sedimenti “viola” quelli più pericolosi , questi dopo il dragaggio sono stati riversati nella vasca di stoccaggio, disidratati e successivamente analizzati pertanto quelli considerati pericolosi sono stati inviati alla discarica e il resto sarà posto in discarica. Quindi tutti i sedimenti dopo eventuali trattamenti saranno riversati nella cassa di colmata
2- Si ci sono stati momenti di arresto dovuti da diversi fattori:
Particolare complessa è stata la fase di dragaggio in quanto rispetto alla progettazione si sono verificati vari imprevisti:
Complicato è stato il dragaggio dei sedimenti in quanto prevede che le analisi di tali sedimenti e si può procedere solo quando risultano concordi tra Autorità portuale e ARPA Puglia
Arresto dovuto dalla ditta che ha portato avanti i lavori ossia ASTALDI che ha avuto nel 2018 problemi finanziari che poi ha risolto nel 2020 entrando a far parte del gruppo WEBUILD
Arresto per un mese nel 2020 per epidemia COVID