REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
In cammino verso la libertà

Inviato il 4/03/2022 | Di Soft_Project

Cosa abbiamo scoperto

Descrizione

‘Vita indipendente’, cosi abbiamo rinominato il progetto "FREE - FORMAZIONE E SVILUPPO PROFESSIONALE PER L'INCLUSIONE SOCIO-LAVORATIVA", che il comune di Spoleto ha abbracciato con entusiasmo e al quale sta rivolgendo particolare attenzione. Il progetto, iniziato nel 2019, è ancora in fieri. La somma che l’Unione europea, il Fondo di Rotazione e la Regione Umbria hanno stanziato equivale ad un importo di E. 127.252,80, da destinare all’acquisto di beni e servizi, con l’obiettivo di incrementare l’occupabilità e la partecipazione al mercato del lavoro delle persone maggiormente vulnerabili. A chi ci rivolgiamo quindi? E’ necessario a questo punto volgere uno sguardo panoramico al territorio spoletino, ricco di bellezze naturali e artistiche che appagano quotidianamente la vista dei cittadini e richiamano l’attenzione di turisti, ma che presenta da anni anche una realtà che ormai gli appartiene e con la quale ancora forse non ha pienamente imparato a convivere, l’Istituto penitenziario di massima sicurezza, situato nella campagna circostante, a pochi chilometri dal centro cittadino.
Il progetto, che rientra nell’asse dell’inclusione sociale e della lotta alla povertà, si rivolge al reinserimento in società di coloro che, usciti dalla realtà carceraria, si ritrovano, spesso dopo molti anni, ad affrontare la quotidianità. Il soggetto attuatore, il Comune di Spoleto, con la collaborazione di altri enti e associazioni, ha l’obiettivo di rendere indipendente il soggetto interessato, che ha bisogno di beni di prima necessità, quali una dimora e un’occupazione, punto di partenza per il reinserimento in società.
Con il finanziamento si intende promuovere percorsi di formazione, collegati con il mondo della scuola, che può offrire supporto mettendo a disposizione professionalità e strumenti.

Avanzamento

Il progetto è ancora in fieri, in base ai dati pubblicati sulla scheda di progetto del portale OpenCoesione la data di ultimazione è prevista per novembre 2022, in quanto rientrante nella programmazione FSE 2014-2020, ma ad oggi risulta non disponibile una fine effettiva. Gli importi erogati continuano a rivolgersi all’acquisto di beni, ma in particolare ai servizi di cui i cittadini vulnerabili necessitano, quali un’occupazione, di cui solitamente si fa carico l’ente comunale, coadiuvato dalle associazioni interessate.

Risultati

Non è stato possibile valutare l’efficacia dell’intervento - Es. il progetto non ha ancora prodotto risultati valutabili

Il progetto allo stato attuale non è ancora concluso, i risultati ancora non si sono concretizzati. C’è da sottolineare che il territorio aveva già aderito precedentemente ad altri progetti con le stesse finalità, ottenendo risultati efficaci, in quanto la realtà spoletina da tempo rivolge l‘attenzione a tale ambito e ha già esempi di inserimento in ambito lavorativo.

Punti di debolezza

L’ostacolo insormontabile da superare, oltre a quello di natura economica, dato che l’amministrazione comunale, già in deficit e in difficoltà non riuscirà a mantenere attivo il servizio autonomamente, è rappresentato dalla cittadinanza, che non risulta sempre pronta ad accogliere senza riserve i soggetti vulnerabili e a considerarli come cittadini comuni. Il progetto dovrebbe essere l’ultimo anello di una catena, il cui punto di partenza è la sensibilizzazione della cittadinanza.
Le difficoltà incontrate riguardano la comunicazione con l'istituto penitenziario, i cui tempi sono dilatati rispetto alla realtà. La situazione pandemica, inoltre, ha reso impossibile la visita alla casa di reclusione e difficoltosi gli incontri con gli enti attuatori coinvolti, sempre rimandati a data da destinarsi.

Punti di forza

Esistono notevoli punti di forza del progetto. Il Comune di Spoleto e le associazioni coinvolte sono ottimi e indispensabili punti di riferimento per coloro che iniziano ad intraprendere un percorso di reinserimento in società, già a partire dall’ultimo periodo di detenzione, che precede la libertà. Può capitare che il trascorso burrascoso non permetta oggi di rientrare nel territorio di origine, a volte non ci sono familiari ed amici con possibilità di accogliere nuovamente o assistere e ovviare in qualche modo al disagio che l’ex detenuto si trova ad affrontare. Il punto di riferimento è rilevante, proprio per evitare che si cada di uovo in situazioni spiacevoli già vissute, diventa di estrema importanza avere qualcuno a cui rivolgersi, per affrontare ciò che la quotidianità chiede.

Rischi

Il rischio più grande è rappresentato da una fragile filiera, che non può permettere di spezzarsi.
Se i fondi si indebolissero o, rischio maggiore, non venissero erogati, la società, non ancora pienamente sensibilizzata a tale realtà, si ritroverebbe impreparata e incapace di affrontare la situazione.

Soluzioni e Idee

Più che di soluzioni, è opportuno parlare di idee e suggerimenti, sui quali si trovano d’accordo i soggetti coinvolti nel progetto, o meglio ancora nella farraginosa filiera; si tratta di una catena, che vede legati più anelli, ognuno dei quali riveste ruoli differenti, ma tutti rilevanti, affinchè nulla si spezzi.
Il primo anello è rappresentato dall’istituto penitenziario e soprattutto dalle risorse umane che operano all’interno. Il direttore, il comandante, il team di educatori e psicologi, gli agenti penitenziari sono coloro con i quali i detenuti si interfacciano quotidianamente; i magistrati di sorveglianza, che hanno l’arduo compito di seguire giuridicamente il graduale reinserimento nella società; i volontari e la scuola, i soggetti esterni che rappresentano il volto della società, di quel mondo che, chi prima chi poi, dovrà vivere di nuovo e affrontare. Diventa di sostanziale importanza che la realtà carceraria sia sempre in contatto con il mondo esterno, il detenuto non deve avere la percezione di vivere una realtà interna ad un’altra, il carcere, seppur luogo di detenzione in cui scontare una pena, è parte integrante della nostra società, un concetto al quale sensibilizzare tutti. Ed ecco che la conoscenza torna ad essere, come sempre, la vera fonte di ogni cosa, per sensibilizzare bisogna sapere, conoscere, solo così si riuscirà a giungere pienamente alla competenza, al saper essere. Il primo luogo che permette ciò è la scuola, ambiente per eccellenza dedicato alla formazione, all’educazione dei futuri cittadini.

Metodo di indagine

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
  • Intervista con altre tipologie di persone
  • Intervista con i referenti politici

- Intervista con i cittadini in forma anonima;
- Intervista con il magistrato di sorveglianza del l'istituto penitenziario;
- Intervista con i volontari dell'istituto penitenziario in forma anonima;
- Intervista con i soggetti che seguono il progetto (Comune e associazioni coinvolte);
- Intervista con gli utenti/beneficiari;
- Intervista con il personale dell’Istituto penitenziario;
- Visita all’Istituto penitenziario.
Va sottolineato che gli ultimi quattro punti sono stati programmati, ma ancora non è stato possibile attuarli, a causa della situazione contingente.
Abbiamo provato a prendere contatti con i referenti amministrativi e politici, ma siamo ancora in attesa di un appuntamento

Domande principali

Domande estrapolate dal questionario posto ai cittadini:
1. Pensi che il carcere offra sufficienti possibilità per il reinserimento lavorativo?
2. Quanto tu credi il rapporto tra il detenuto e il mondo esterno sia rilevante e propedeutico per la riabilitazione in società?
Domande fatte al magistrato di sorveglianza:
1. L'ambiante carcerario può essere considerato un luogo riabilitativo o mantiene prevalentemente la sua funzione punitiva?
2. Come può essere coniugata la necessità di contenimento/sanzione con l'intento riabilitativo?
Domande ai volontari:
1. Secondo voi come si comportano i detenuti con gli esterni?
2. Secondo voi è utile il vostro servizio?

Risposte principali

Risposte più significative date dai cittadini:
1. La maggior parte dei cittadini che hanno risposto alla domanda 1 non crede che il carcere sia un ambiente che favorisce il reinserimento lavorativo;
2. Il 38.18% dei cittadini che hanno risposto alla domanda 2 credono che il rapporto tra il detenuto e il mondo esterno sia molto importante per semplificare la riabilitazione del detenuto nella società.
Risposte del magistrato di sorveglianza:
1.Va sottolineata la centralità della regola e la necessità di attuare azioni punitive soprattutto con detenuti con alti indici di pericolosità sociale, ma tale intento contenitivo e sanzionatorio va sempre coniugato con attività rieducative, lavoro sulla consapevolezza e sulla revisione critica al fine di una ristrutturazione del sistema di credenze.
2. Non c'è di fatto una reale differenza tra sanzione/contenimento e riabilitazione. Il contenimento ed il rispetto della regola fanno parte di un più ampio processo rieducativo basato sulla biografia della singola persona, sempre al centro di ogni attività ed intento all'interno del carcere. Da questo punto di vista risultano centrali attività rivolte al reinserimento concreto del detenuto attraverso il lavoro.
Risposte dei volontari:
1.Hanno la necessità di mantenere un rapporto con il mondo esterno perché pongono sempre domande su cosa succede al di fuori delle mura carcerarie
2. Assolutamente sì, non bisogna mai rompere il filo che li lega alla realtà.