REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Spazio Verdi - Open Lab

Inviato il 12/03/2023 | Di City Lung

Cosa abbiamo scoperto

Obiettivi del progetto

Laboratorio Aperto - ex Teatro Verdi rappresenta un luogo, restituito alla città dopo un periodo di abbandono, dove oggi si incontrano cultura, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. I Fondi FESR hanno dato la possibilità a questo spazio di diventare uno dei dieci Laboratori Aperti dell’Emilia-Romagna, luoghi di innovazione e scambio di conoscenze aperto ai cittadini. Gli spazi del teatro non destinati agli eventi come la platea e le gallerie, oggi sono dedicati a residents che condividono esperienze di co-working e co-design per lo sviluppo di prodotti e servizi per l' industria culturale e creativa, education e training 4.0, alla fornitura di servizi digitali ai cittadini e ai giovani, allo scopo di trasformare l'informazione e la comunicazione della città. Piazza Verdi e il suo ex teatro sono oggi non soltanto la cornice di un laboratorio digitale, ma anche un ponte tra il centro storico, il così detto "dentro le mura" e le Mura estensi, baluardo di un patrimonio storico- artistico inestimabile, riconosciuto patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Concepito dagli architetti Tosi-Borghi come un’arena, uno spazio scoperto destinato ad un teatro popolare, nel 1912 venne ampliato e intitolato in onore di Giuseppe Verdi. Dopo una battuta d'arresto nel 1985, il teatro fu acquistato dal Comune di Ferrara nel 1999, che si impegnò in un’opera di recupero del complesso, da inserire in un più ampio progetto di rigenerazione urbana e di rivalutazione della cinta muraria della città.

Attività previste

Il Progetto monitorato è nato con l'obiettivo di creare un hub caratterizzato da un'ampia specializzazione digitale dove creatività e competenze possono trovare momenti di scambio e creare sinergie per lo sviluppo digitale delle imprese e della città in generale. Il Progetto è concluso, ma per consentire la continuazione delle attività e lo sviluppo di nuovi progetti sono necessari fondi da raccogliere attraverso i finanziamenti europei. Professionisti, ricercatori ed accademici, imprenditori e manager, che occupano 21 dei 28 spazi di coworking, che desiderano continuare a contribuire alle attività innovative del progetto, insieme al servizio Informagiovani e alle attività di supporto digitale alla cittadinanza necessitano di investimenti importanti. Con la nuova programmazione 2021-27 del POR FESR il Comune di Ferrara ha presentato una nuova candidatura per l'accesso a Fondi europei per la digitalizzazione.

Origine del progetto

Nel 2013 si fa strada, in seguito ad una mobilitazione guidata dagli architetti di Città della Cultura/Cultura della Città, l’idea di riprendere il recupero degli spazi dell'ex-teatro Verdi. Intercettati i fondi a disposizione per la manutenzione ordinaria dei beni comunali, i progettisti ne aggiornano l’efficacia introducendo anche voci di allestimento per restituire alla città "un relitto urbano", una fabbrica culturale dismessa. Dopo il coinvolgimento diretto dei cittadini attraverso una raccolta fondi on-line (primo caso di crowdfunding sulla rigenerazione urbana nella Regione Emilia Romagna), il Comune ha candidato con successo il progetto ad un finanziamento europeo (fondi Por Fesr 2014-2020) per 3 milioni, ai quali si sono aggiunti un cofinanziamento dello stesso Comune per 750.000 euro. A questi si aggiunga anche il raggruppamento temporaneo d’imprese, per la trasformazione dell’ex teatro immaginandolo come promotore dell’inclusione digitale, del coworking e della mobilità sostenibile. Dopo aver pensato ad uno spazio bar con deposito di biciclette, mezzo di trasporto simbolo della città, la gestione degli spazi, è stata affidata per dieci anni ad una cordata d’imprese, vincitrice del Bando, che fa capo alla Fondazione Giacomo Brodolini la quale, insieme a partner attivi nel privato e nel privato sociale, si occupa di questo spazio culturale. Mentre la cittadinanza è stata coinvolta, non lo sono stato i giovani.

Soggetti Beneficiari

Il Laboratorio Aperto di Ferrara permette un dialogo tra mondi e competenze diverse: un luogo di ricerca e confronto che funziona da collante tra cittadini, professionisti e la necessità di poter usufruire di uno spazio comune per agire insieme. E' uno spazio in cui i temi della mobilità sostenibile e del turismo culturale si intrecciano con l’innovazione tecnologica e la partecipazione. L’Ex Teatro Verdi rappresenta il nodo di congiunzione, fisico e ideale, tra ascolto e coinvolgimento.

Contesto

Il progetto è inserito nel network di Laboratori Aperti della Regione Emilia-Romagna, che collaborano per apportare un cambiamento tangibile in materia di innovazione su tutto il territorio regionale. Il laboratorio nasce per valorizzare il patrimonio culturale e umano della città di Ferrara per trasformarlo in crescita.
L’Ex Teatro Verdi è un punto di riferimento cittadino per le imprese creative del territorio, un ecosistema innovativo il cui motore sarà la collaborazione. Negli spazi del laboratorio, infatti, convivono professionisti, start-up e istituzioni che insieme uniscono le forze per fare impresa e che si contaminano a vicenda con nuovi stimoli.

Avanzamento

Nella visita di monitoraggio civico abbiamo constatato che il Progetto è concluso, e sono perfettamente fruibili al pubblico sia la platea- palcoscenico e le gallerie dell’ex-teatro sia gli spazi di working (assegnati 24 postazioni su 28, sia i servizi di consulenza al pubblico (Informagiovani e digitalizzazione).

Risultati

Il Laboratorio Aperto di Ferrara è un luogo in cui si incontrano i temi della mobilità sostenibile (incontri, conferenze, proposte alle scuole) e del turismo culturale (app Scopri Ferrara) con l’innovazione tecnologica e la partecipazione (eventi di coinvolgimento della cittadinanza nelle decisioni pubbliche). L’Ex Teatro Verdi da’ l’idea di essere un laboratorio di idee, provenienti da mondi diversi che dialogano tra loro.
Il progetto è inserito nella rete di Laboratori Aperti della Regione Emilia-Romagna, che hanno lo scopo di promuovere innovazione su tutto il territorio regionale attraverso attività che hanno come obiettivo comune la valorizzazione del patrimonio culturale e umano della città di Ferrara e proiettarlo nel futuro.

Punti di debolezza

Manca il coinvolgimento dei giovani, che potrebbero dare un contributo di energie innovative e creative. Le scuole, sebbene informate, non rispondono adeguatamente alle proposte didattiche di Laboratorio aperto, perché non sono pronte ad affrontare temi come la robotica, il coding e il web marketing. E’ necessario intercettare forme di comunicazione piu’ efficaci. Sia l’assessore alle politiche giovanili Dott.ssa Guerrini, sia la Dott.ssa Piganti, referenti dei Progetti europei per il Comune di Ferrara nel corso dell’intervista nella visita di monitoraggio civico hanno dichiarato la difficoltà di coinvolgere le giovani generazioni per l’incapacità di individuare efficaci canali e strumenti di informazione. Entrambe hanno chiesto al nostro team di dar loro suggerimenti, su come immaginiamo gli spazi di Laboratorio aperto dedicati a noi adolescenti.

Punti di forza

E’ un luogo di innovazione. è un punto di riferimento cittadino per le imprese creative del territorio, uno spazio di condivisione e di collaborazione tra professionisti, start-up e istituzioni che dialogano tra loro alla ricerca di soluzioni sostenibili per l’ambiente e per la comunità. E’ uno spazio dedicata alla città digitale, che offre supporto ai singoli cittadini per lo svolgimento di pratiche digitali. E’ uno spazio per i giovani.

Rischi

La mancanza di finanziamenti e di personale specializzato al coordinamento delle attività potrebbe mettere a rischio l'esistenza di Laboratorio aperto

Soluzioni e Idee

Si potrebbe pensare di implementare la comunicazione con i giovani individuando canali preferenziali sui social o proponendo laboratori di robotica, di coding, di videomaking, di uso responsabile dei social, recuperando l’obiettivo iniziale che aveva ispirato il recupero dell’edificio come spazio dedicato al tempo libero, alla socialità, alle relazioni. Nel corso del colloquio con le due relatrici abbiamo proposto la creazione di spazi per lo studio libero individuale e di gruppo, ma anche attività ludiche che sviluppino la creatività.

Parità di Genere

Metodo di indagine

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
  • Intervista con altre tipologie di persone
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)
  • Intervista con i referenti politici

Nella visita di monitoraggio civico abbiamo conosciuto e intervistato alcuni residents, il responsabile di Laboratorio aperto, l’assessore alle politiche giovanili Dott.ssa Guerrini ( video in allegato) e la Dott.ssa Piganti (video in allegato), referente dei Progetti europei per il Comune di Ferrara.
Marco Rizzo (vedi video in allegato) è consulente da 2 anni e un mese al Laboratorio aperto di Ferrara. Si è laureato in
scienze aziendali a Ferrara e poi ha fatto marketing a Ca’ Foscari di Venezia. Inizialmente
aveva uno studio dove si occupava principalmente di social network e digital marketing, poi
ha cambiato settore e si è spostato su quello dell'innovazione.
Nicola, resident (vedi video in allegato)
Nicola pensa che il Laboratorio aperto sia un posto meraviglioso (probabilmente il migliore in
Emilia Romagna) che fa crescere le persone e il posto stesso, nonostante sia un posto
ancora inesplorato. All’interno di laboratorio aperto ha uno studio di design e tecniche di
visualizzazione in 3d.
Andrea (vedi video in allegato)
Andrea ha uno studio di progettazione con altri 4 ragazzi e all’interno di laboratorio aperto
hanno anche un altro progetto di nome Polipolo aperto alla cittadinanza in cui affrontano
diversi progetti come lo stampa 3D in cui chiunque può lavorare a progetti nuovi, diversi e
creativi e svilupparli insieme a loro.
Elia e Tommaso (vedi foto in allegato)
Elia e Tommaso creano campagne pubblicitarie innovative partendo da ideazione per teatri,
eventi, aziende, e si occupano anche di videomapping. Uniscono le tecnologie alle loro idee,
cercando di far prevalere la tendenza principale dell'ideazione.

Domande principali

1 – Quali sono le attività che svolge Laboratorio aperto? Marco Rizzo
2- Perché noi giovani non eravamo informati sull’esistenza del Laboratorio aperto? E perché i dati sulla realizzazione del Progetto sui tre siti che abbiamo consultato, Open coesione, Regione Emilia-Romagna e Comune di Ferrara, sono discordanti? Alessandra Piganti

Risposte principali

1- (Risponde Marco Rizzo) Laboratorio aperto ospita 2 tipologie di iniziative: Vino Kilo, cioè un mercatino vintage europeo di abiti usati, e iniziative che organizzano loro stessi, con l’università, o anche il Festival di Internazionale a Ferrara. In Laboratorio aperto si cerca di trovare una sinergia tra le risorse professionali (residents e start up) e di coinvolgere persone che siano coerenti con gli obiettivo di laboratorio aperto ovvero innovazione, sviluppo, cultura e turismo.
Inoltre Laboratorio aperto svolge attività di divulgazione e di educazione alla sostenibilità ambientale e alla digitalizzazione, supporto di servizi digitali alla cittadinanza, informagiovani. Le collaborazioni con le scuole sono da sviluppare.
2 - (Risponde Alessandra Piganti insieme all'Assessore Micol Guerrini) La comunicazione è l’aspetto critico del Progetto, sia per quanto riguarda la diffusione capillare delle attività che Laboratorio propone ai giovani e alle scuole, sia per quanto riguarda i dati del Progetto. Nell’ottica della partecipazione attiva i nostri amministratori si aspettano di ricevere suggerimenti per aprire canali di informazione efficaci, attraverso i social, il passaparola, i media. I tempi e gli importi di finanziamento discordanti, sono probabilmente dovuti ad una comunicazione non sempre efficace che intercorre tra Regione e Open Coesione, oppure ad una mancanza di aggiornamento dei dati pubblicati. Il Comune di Ferrara, soggetto attuatore del Progetto ha dovuto rendicontare ognii spesa sulla piattaforma Sfinge 2020 per ottenere i fondi europei preventivati. Inoltre essendo stati trasferiti i fondi FESR al finanziamento dell’emergenza pandemica, il Progetto è stato finanziato con fondi FSC di derivazione statale. I fondi che vengono dati dall’UE, sono distribuiti tramite programmi che vanno di 7 in 7 anni con regolamenti che riassumono la politica di coesione. Il 2023 si trova già in un nuovo settennio (2021-2027) per il quale è stato presentato una nuova richiesta di finanziamento per conservare ed implementare le attività di Laboratorio aperto.
I fondi sono stati utilizzati, ma servirebbe qualcuno che si cura del loro aggiornamento.