REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Recupero funzionale edificio incompiuto per realizzazione social housing o residenza alla persona sita in Via Beale - Comune di Giaveno – Ambito urbano

Inviato il 22/05/2023 | Di Alessandra Giorgia Maragnin, Michael Armenia, Stefania Baronetto, Chiara Orlandini, Vincenzo Giangrande (Università di Torino)

Cosa abbiamo scoperto

Obiettivi del progetto

L’intervento di “Recupero funzionale edificio incompiuto per realizzazione social housing o residenza alla persona” sito in via Beale (Giaveno) si inserisce all’interno della Missione M5C2 “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore” a valere sulle risorse del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) (art.21 del d.l. n.152/2021, convertito dalla legge n.233/2021).
Si tratta di un intervento di recupero di un fabbricato di proprietà comunale degradato che, nello specifico, riguarda la riqualificazione mediante il riuso e la rifunzionalizzazione di un edificio acquisito a patrimonio comunale, che si intende destinare ad housing sociale.

Attività previste

Il progetto ha un valore immenso: l’obiettivo è quello di contribuire alla diffusione di una nuova cultura dell’abitare basata sulla creazione di una comunità solidale, “un condominio aperto”. Il Piano Terra sarà adibito a Comunità Alloggio, avremo una struttura residenziale di accoglienza per disabili le cui fragilità non sono riconducibili a prestazioni e servizi di ordine socio-sanitario; si tratterà di disabili in grado di partecipare all’organizzazione della vita domestica ma non di vivere autonomamente nel proprio domicilio. Lo scopo sarà quello di alleviare le famiglie donando loro un “momento di sollievo”. Gli interventi educativi e sociali saranno assicurati in forma continuativa nelle attuali sedi già esistenti quali CSI o la struttura “il Colibrì” di Sangano.
La parte del fabbricato (Piano Primo – Secondo) su intenzione dell’Amministrazione Comunale, anche in seguito alle crisi economica e pandemica che hanno accresciuto i tassi di povertà anche in fasce sociali prima esenti, verrà utilizzato per fornire risposta al disagio abitativo nell’immediato. Si pensi alle giovani coppie (magari anche con figli) che non possono permettersi affitti a prezzi normali, a famiglie (magari anche numerose), madri sole, anziani soli o non autosufficienti, portatori di disabilità psichiche o sensoriali che vogliono mantenere un certo grado di autonomia e vivere soli, seppure in un contesto facilitato e protetto.
In questo ricettacolo, attraverso interventi mirati al potenziamento delle life skills - ovvero l’insieme di abilità sociali, cognitive e personali che consentono di affrontare positivamente le richieste e le sfide che ci riserva la vita quotidiana - e attraverso l’accompagnamento in una ricerca attiva del lavoro, si aiuteranno gli individui a rendersi autonomi. Secondo il Sindaco Carlo Giacone, il fatto di partorire cittadini autonomi e bastanti a se stessi che vivono in una situazione di benessere costituisce un “peso” in meno per il territorio. L’idea è chiara: assistenzialismo no, ma implementazione di buone pratiche sì.

Origine del progetto

A partire dall’ultimazione dell’intervento previsto per dicembre 2024, si partirà con gli interventi di tipo immateriale che verranno conclusi entro marzo 2026. L’idea progettuale, onde arrivare al riuso e rifunzionalizzazione ecosostenibile di aree pubbliche e di strutture edilizie già esistenti, nasce da un’idea complessiva di trasformazione di spazi attualmente inutilizzati o sottoutilizzati in nuove realtà partecipate e utili per il benessere materiale e psicologico. Nella progettualità dell’intervento si assicura l'equilibrio tra zone edificate e zone verdi, la limitazione del consumo di suolo, nonché il potenziamento dell'autonomia delle persone con disabilità e l'inclusione sociale attraverso la promozione di servizi sociali e sanitari. La progettazione ha riservato una puntuale attenzione al rispetto della Legge 13/89, pertanto il risultato sarà un edificio con singole unità immobiliari pensate per favorire l’accessibilità, la visitabilità e l’adattabilità.

Soggetti Beneficiari

Il risultato - identificato in termini di outcome, ovvero come cambiamento introdotto dall’intervento - offre:
- vantaggi diretti relativi al miglioramento delle condizioni di vita a beneficio dei soggetti direttamente interessati e delle loro famiglie, quali aiuto e sostegno concreti alla povertà;
- vantaggi indiretti a favore dell’intera collettività in quanto si prevengono situazioni di disagio mentre si rinsalda il senso di comunità, la percezione di similarità con gli altri e il coinvolgimento nel welfare sociale.

Contesto

L'edificio è stato acquisito a patrimonio comunale a seguito dell'accertamento di abusi edilizi. Si trova in una zona semi-centrale, ben collegata con il centro cittadino e ha una struttura e metratura abbastanza ampia. L'idea di riqualificarlo e di destinarlo al social housing è dovuta alla presa d'atto delle diverse situazioni di disagio abitativo riscontrate nel tempo in città. Non si tratta soltanto di famiglie che non possono pagare l'affitto, ma anche di anziani soli o di persone con disabilità. Un contesto di mini-appartamenti, tutti vicini, in cui creare una vera e propria comunità solidale è un'idea per andare incontro a queste necessità. La soluzione è nell'edificio: un condominio solidale con spazi e attività aperti anche alla cittadinanza.

Avanzamento

Il progetto di fattibilità tecnico-economica è stato predisposto e presto inizieranno i lavori.

Risultati

I lavori non sono ancora iniziati, ma non è difficile prevedere gli effetti sull’area a ultimazione del progetto. Secondo la Geom. Elena Paviolo, responsabile dell’Ufficio Lavori Pubblici, Manutenzione e Ambiente della Città di Giaveno, nonché membro dello staff di progettazione afferente all’ Arch. Paolo Caligaris (Progettista, responsabile del procedimento e responsabile dell’area tecnica) la proposta stessa di social housing riguarda la possibilità di dare sollievo e aiuto concreto a persone o famiglie che possono essere “mandate fuori dal sistema” per cause economiche o criticità legate al sociale (intervista con gli autori, 11 aprile 2023).
Il Sindaco Carlo Giacone si è invece soffermato sui benefici e i miglioramenti che spera di ottenere da un punto di vista sociale e urbanistico. L’obiettivo è la creazione di una comunità solidale, “un condominio aperto”. Il Sindaco ha sottolineato che il progetto non è pensato all’insegna dell’assistenzialismo, ma per essere un rifugio, per alcuni anche temporaneo. In questo ricettacolo, attraverso interventi mirati al potenziamento delle life skills - ovvero l’insieme di abilità sociali, cognitive e personali che consentono di affrontare positivamente le richieste e le sfide che ci riserva la vita quotidiana - e attraverso l’accompagnamento in una ricerca attiva del lavoro, si aiuteranno gli individui a rendersi autonomi. Il fatto di partorire cittadini autonomi e bastanti a se stessi che vivono in una situazione di benessere costituisce un “peso” in meno per il territorio (intervista con gli autori, 4 maggio 2023).

Punti di debolezza

Il tratto di strada è interessato da consistente traffico veicolare e transito pedonale e di conseguenza costituisce un pericolo per la pubblica e privata incolumità - in parola da parte dei cittadini - anche perché la via porta ad un impianto sportivo alquanto frequentato. All’attualità, la percorrenza del tratto di strada viene effettuata lungo gli estremi della strada, poiché priva di marciapiede su entrambi i lati. Tuttavia, l’amministrazione - prima che noi potessimo evidenziare la necessità di intervenire - ha predisposto la riqualificazione della zona limitrofa al concentrico mediante la creazione di camminamenti pedonali al fine di mettere in sicurezza i pedoni.

Punti di forza

È prevista la co-progettazione con il Terzo Settore e segnatamente la collaborazione con i servizi sociali del territorio (Consorzio CONISA) per l'animazione e gestione delle famiglie assegnatarie degli alloggi, nel senso di fornitura di strumenti utili a superare l’emergenza abitativa, quali ad esempio servizio di tutoraggio e accompagnamento al lavoro, servizio di consulenza e informazione sulle possibilità lavorative e alloggiative e creazione di percorsi individuali/familiari per il superamento delle difficoltà economiche e/o sociali e/o relazionali.

Rischi

Il progetto si inserisce nell'ambito del Fondo Tematico Piani Urbani Integrati (il “Fondo Tematico PUI”), parte del “Fondo di Fondi Ripresa e Resilienza Italia” di cui agli articoli 8 e 21, comma 4, del Decreto-Legge 6 novembre 2021, n. 152 (convertito con modificazioni dalla Legge 29 dicembre 2021, n. 233, il “D.L. 152/2021”), finalizzato all'attuazione, tra l’altro, della linea progettuale “Piani urbani integrati - Fondo di Fondi della BEI - M5C2, intervento 2.2 b)” nel contesto del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), e costituito tramite l’Accordo di Finanziamento sottoscritto in data 22 dicembre 2021 tra la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). Pertanto, il progetto è condizionato al completamento, entro giugno 2026, dei progetti di riqualificazione urbana sull'area di 3 milioni di mq in 14 Città Metropolitane, pena la resa dei fondi elargiti.

Soluzioni e Idee

Il progetto sembra fornito di tutti gli elementi necessari e opportuni a garantire una perfetta funzionalità.

Parità di Genere

Risultati e impatto del monitoraggio

Diffusione dei risultati

Connessioni

  • Sindaco, Comune di Giaveno

Contatti con i media

  • Altro

Contatti con le Pubbliche Amministrazioni per discutere i risultati del Monitoraggio

  • Promesse concrete

Descrizione del caso

Il Sindaco si è dimostrato molto interessato ai nostri risultati e ci ha contattato successivamente per organizzare un meeting pensato apposta per questo scopo.

Metodo di indagine

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con i soggetti che hanno programmato l'intervento (soggetto programmatore)

Come si è detto, durante il monitoraggio abbiamo intervistato due attori fondamentali per il progetto: la Geometra Elena Paviolo e il Sindaco Carlo Giacone.

Domande principali

Sono riducibili a due le domande che abbiamo posto loro:
1. Quali benefici e miglioramenti si sperano di ottenere dal punto di vista sociale e urbanistico?
2. Quali difficoltà ha riscontrato l’amministrazione durante le fasi di progettazione dell’intervento e partecipazione al bando?

Risposte principali

1. Dal punto di vista urbanistico si migliora l'estetica di quel tratto di strada molto frequentato riutilizzando lo scheletro di un edificio senza consumare nuovo suolo e dunque senza ulteriori cementificazioni. Dal punto di vista sociale i benefici attengono al miglioramento delle condizioni di vita di cittadini con diverse fragilità.
2. La progettazione era già esistente: gli uffici vi avevano proceduto subito dopo l'acquisizione al patrimonio comunale. In questi casi l'immobile deve avere infatti una destinazione a fini sociali. Quando abbiamo visto che attraverso il PNRR vi era la possibilità di includere un progetto di questo tipo, lo abbiamo subito proposto. Non ci sono stati problemi circa la partecipazione al bando perché la Città metropolitana di Torino ha fatto un considerevole lavoro di raccordo di tutte le idee progettuali dei vari comuni, permettendoci di venire selezionati nel filone dedicato all'edilizia sociale. Il nostro progetto risulta così inserito in un progetto più ampio della Città metropolitana, che coinvolge anche la Val di Susa. Anzi, proprio la struttura dell'Unione Montana Valle Susa ha fatto tecnicamente da collettore dei progetti di questa nostra zona.