REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
RESTAURO E RICONVERSIONE DEL COMPENDIO DELL'EX CARCERE DI SANT'AGATA
Inviato il 24/10/2025 | Di Giulia Parsani, Chiara Sidou, Alice Valoti, Eleonora Villa, Sara Verrecchia
Cosa abbiamo scoperto
Obiettivi del progetto Tweet
Il progetto di restauro e riconversione del complesso dell’ex carcere di Sant’Agata rappresenta un intervento strategico per la città di Bergamo, inserito nel quadro del Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PINQuA) e finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
In particolare, il progetto persegue i seguenti obiettivi principali:
1. Tutela e valorizzazione del patrimonio storico: conservare e restaurare il complesso dell’ex carcere, salvaguardandone l’identità architettonica e la memoria storica.
2. Rigenerazione urbana e inclusione sociale: creare nuovi alloggi a canone sostenibile e spazi collettivi aperti, favorendo l’integrazione di diverse fasce sociali e generazionali.
3. Sviluppo di funzioni pubbliche e culturali: destinare parte dell’immobile a usi sociali, espositivi e comunitari, in grado di animare la vita culturale della Città Alta.
4. Sostenibilità e innovazione: promuovere un modello di recupero basato su criteri di efficienza energetica, accessibilità e sostenibilità ambientale.
Questi obiettivi del progetto sono riportati dalla pagina di openpnrr, la pagina online Bergamonews e "Il Giorno" (si veda tra i link alle fonti).
Attività previste
Nello specifico le attività previste sono:
- la creazione di 15 appartamenti destinati a housing sociale, con canoni calmierati o agevolati pensati per giovani coppie, studenti, persone in temporanea difficoltà abitativa. Standard energetici e impiantistici elevati (classe energetica A).
- la creazione di una Corte interna e percorsi pedonali riqualificati, con accesso libero e fruibilità pubblica.
- la predisposizione di spazi polifunzionali per attività culturali, sociali e associative (laboratori, incontri, mostre, coworking civico).
- la realizzazione di aree espositive e memoriali dedicate alla storia dell’edificio e alla memoria carceraria.
- la realizzazione di un'area museale prevista come “Museo della memoria del carcere”
- la riqualificazione del giardino e dei percorsi esterni collegati al circuito urbano di Città Alta.
Origine del progetto
Il complesso di Sant’Agata, situato in piena Città Alta, è uno dei luoghi più emblematici del patrimonio storico bergamasco: ex convento medievale, poi carcere dal XIX secolo fino agli anni ’70, è rimasto per decenni inutilizzato e in stato di degrado. La sua posizione strategica e il forte valore simbolico lo hanno reso un candidato ideale per un progetto di recupero con finalità sociali e culturali.
Nel 2021, il Comune di Bergamo ha presentato la proposta di intervento nell’ambito del bando PINQuA, ottenendo il finanziamento PNRR (CUP H13D21000190005). Il progetto è stato riconosciuto come una delle operazioni di punta della Missione 5 – Inclusione e coesione, volta a promuovere la qualità dell’abitare, la rigenerazione di aree urbane e l’inclusione sociale.
Nel 2022 è stato redatto il Documento Preliminare alla Progettazione (DPP), che ha definito linee guida, funzioni e obiettivi dell’intervento. Successivamente, tra il 2023 e il 2024, si è completata la fase di progettazione esecutiva e sono stati avviati i lavori di riqualificazione, con termine previsto per il 2026.
Per un approfondimento maggiore, si rinvia al Report Monithon pubblicato nel 2023 su questo medesimo progetto oggetto di indagine: https://it.monithon.eu/report/view/1763.
Soggetti Beneficiari
I soggetti che possono trarre un beneficio da questo progetto riguardano soprattutto le giovani coppie, studenti universitari fuorisede che vogliono abitare a Bergamo e persone in condizioni di bisogno abitativo sociale. Inoltre, tra i 15 alloggi previsti, alcuni saranno adeguati per persone con disabilità. La riqualificazione di spazi destinati a funzioni culturali e sociali può essere a beneficio della comunità locale che potrà usufruirne.
Contesto
L’ex carcere di Sant’Agata si trova a Bergamo, più precisamente in Città Alta, ed è inserito in un contesto ad alta sensibilità archeologica e paesaggistica. E' stato dichiarato bene di interesse storico-artistico nel 2011 ai sensi del Decreto Legislativo 42/2004. Da alcune testate giornalistiche come "Chiesa oggi", "pbeb" e "Bergamo news" (si veda tra i link alle fonti) abbiamo letto che il complesso è parte integrante dell’Ambito Strategico AS7 del Piano di Governo del Territorio e del Piano Particolareggiato di Recupero di Città Alta, e che il progetto rappresenta un caso virtuoso di rigenerazione urbana realizzata tramite una collaborazione pubblico-privato. Il progetto di riqualificazione, sostenuto dal Comune e dalla Cooperativa Città Alta, mira al recupero conservativo e al rifunzionalizzazione dell’immobile storico, aggiungendo funzioni culturali e sociali, in modo tale da valorizzare attivamente il patrimonio insediativo di Città.
Avanzamento
Il progetto ha superato la metà delle opere di restauro previste per la struttura, ad oggi circa il 65% dei lavori più complessi sono stati ultimati e si prevede la fine nella primavera del 2026.
Risultati
Il progetto non è ancora concluso.
Punti di debolezza
I punti di debolezza sono prevalentemente legati alla privatizzazione di una buona parte del complesso e alla corrispettiva riduzione degli spazi pubblici accessibili ossia la diminuzione degli spazi aperti alla collettività all'interno dell'ex carcere.
Punti di forza
I punti di forza del progetto sono:
- una struttura che è stata abbandonata viene oggi riqualificata per poi essere messa a disposizione dei cittadini
- maggiori strutture abitative per i soggetti deboli come giovani coppie, studenti universitari, persone con disabilità
- la struttura, oltre a garantire dei nuovi alloggi, avrà una parte adibita a museo del carcere e spazi comuni per soggetti come cooperative, associazioni
Rischi
- Problematiche sul gestire la coesistenza tra spazi pubblici e spazi privati
- Capacità effettiva di tutelare in modo adeguato la memoria storica
- Rischi di gestione post-realizzazione ossia chi gestirà questi spazi, quali attività verranno fatte e come la comunità sarà coinvolta in modo stabile
Soluzioni e Idee
Sulla base dei dati che abbiamo trovato nella nostra ricerca e in continuità rispetto al precedente monitoraggio condotto dagli studenti di UniBg nel 2023, potremmo suggerire queste idee per il progetto:
- rafforzare il legame con la comunità locale nel senso di considerarla come una parte attiva del progetto e non solo come quella beneficiaria
- integrare memoria storica e funzioni contemporanee ossia continuare a far vivere la storia che ha avuto questa struttura
Metodo di indagine
Come sono state raccolte le informazioni?
- Raccolta di informazioni via web
- Intervista con i referenti politici
Intervista effettuata un referente del Comune di Bergamo che ha fornito informazioni molto utili sullo stato dell'arte dei lavori e sulle prospettive future.
Domande principali
Le principali domande fatte al referente comunale sono:
1) Abbiamo letto sui giornali che saranno previsti spazi per associazioni locali. Saranno individuate tipologie di attività specifiche che potranno essere svolte? Avete già avuto manifestazioni di interesse da parte di qualche associazione? Ad esempio, l’associazione Maite ha, in passato, gestito degli spazi della struttura, in virtù di un patto di collaborazione con il Comune. Ci saranno altri patti di collaborazione?
2) Avete già idea di come verranno allocate le case? Verranno pubblicati dei bandi?
Risposte principali
Le risposte:
1) Il patto di collaborazione era nato come strumento per adottare spazi pubblici di proprietà comunale in forme transitorie visto che l'ex Carcere di Sant’Agata era uno spazio precluso all'accesso da oltre 4 anni, da quando era stato dismesso. Con Maite era stato sottoscritto questo accordo per un uso transitorio nel senso che erano stati riaperti questi spazi, puliti e sistemati. Maite aveva fatto un intervento di adeguamento, seppure limitato, per poterlo utilizzare in un arco temporale di 4 anni.
L’edificio, una volta restaurato, verrà affidato a dei soggetti che ad oggi non sono ancora stati individuati tramite delle concessioni.
Le destinazioni saranno di 15 appartamenti, uno spazio per il museo del carcere e degli spazi che rimarranno di proprietà del comune e che verranno dati in concessione a soggetti privati (enti, cooperative, associazioni ecc..).
La parte relativa degli alloggi molto probabilmente resterà di competenza dell’amministrazione comunale attraverso l’ufficio servizi e alloggi. L’ISREC (Istituto Bergamasco per la Storia della Resistenza e Dell'Età Contemporanea) invece potrebbe gestire gli spazi museali. L’idea, quindi, è quella di affidare il complesso ad almeno 2 gestori (uno per gli alloggi, uno per il museo).
2) Gli appartamenti verranno assegnati tramite un bando pubblico.