REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Violenza maschile sulle donne: dall’emergenza all’autonomia

Inviato il 19/11/2025 | Di Sara Cacciarini, Lucrezia Destito, Elena Celli, Camilla Galli

Cosa abbiamo scoperto

Obiettivi del progetto

Il progetto mira a rafforzare i servizi di prevenzione e protezione (centri antiviolenza, case rifugio, sportelli di ascolto), sostenere percorsi di autonomia economica e abitativa per le donne vittime, finanziare interventi di inclusione socio-lavorativa e formazione degli operatori, e consolidare le reti territoriali che supportano le donne nel lungo periodo. L’obiettivo è trasformare gli interventi da risposta emergenziale a un accompagnamento stabile verso indipendenza e uscita definitiva dalla violenza.

Attività previste

- Raccolta e analisi dei dati del progetto su OpenCoesione (obiettivi, risorse, avanzamento, attori coinvolti).
- Visite sul territorio ai servizi finanziati (centri antiviolenza, sportelli, case rifugio).
- Interviste a responsabili del progetto, enti attuatori e associazioni della rete locale.
- Verifica dell’impatto: rilevare se le attività sostengono davvero prevenzione, protezione e autonomia delle donne.
- Restituzione pubblica: produzione di un report, infografiche o evento finale con i risultati del monitoraggio.
- Settimana 1 → Raccolta dati su OpenCoesione e documentazione ufficiale.
- Settimana 2–3 → Contatti con enti, programmazione interviste e visite.
- Settimana 4 → Sopralluoghi, interviste, raccolta evidenze.
- Settimana 5 → Analisi dei dati e valutazione dell’avanzamento del progetto.
- Settimana 6 → Redazione del report finale.
- Settimana 7 → Presentazione pubblica / restituzione


Origine del progetto

Il progetto “Violenza maschile sulle donne: dall’emergenza all’autonomia” nasce da un Avviso Pubblico di co-progettazione promosso da Roma Capitale – Dipartimento Pari Opportunità, pubblicato il 30 luglio 2024 e approvato con determinazione dirigenziale, ai sensi dell’art. 55, comma 3, del D. Lgs. 117/2017 e del DM 72/2021. Il progetto è finanziato dal Programma Nazionale “Metro Plus e Città Medie Sud 2021–2027” (FESR/FSE Plus).
La definizione del progetto ha coinvolto Roma Capitale ed Enti del Terzo Settore, selezionati in forma associata (ATS) tramite Avviso Pubblico, e successivamente riuniti in un Tavolo di co-progettazione per la definizione dei progetti operativi, delle convenzioni e dei piani economico-finanziari.
Per quanto riguarda il coinvolgimento dei soggetti impattati, dalle interviste realizzate nell’ambito del monitoraggio civico è emerso che nessuna tipologia di persone è rimasta esclusa dalla definizione del progetto, confermando un’impostazione inclusiva del processo.

Soggetti Beneficiari

Beneficiari diretti: donne vittime di violenza maschile, famiglie delle donne coinvolte, enti del Terzo settore e operatori sociali
Beneficiari indiretti: comunità locale e rete sociale, istituzioni pubbliche
Conseguenze: autori della violenza, donne e minori non supportati correttamente, operatori e volontari

Contesto

Aree urbane e metropolitane ad alta densità Roma e Lazio, servizi pubblici spesso insufficienti, fragilità sociale.
Bisogni: emergenza immediata, autonomia lavorativa, supporto psicologico e legale, rafforzamento reti territoriali

Avanzamento

Il progetto risulta complessivamente avviato e in corso di realizzazione, con alcune attività già operative e altre ancora in fase di attuazione.
Dalle interviste emerge che tutti i progetti sono formalmente partiti, con l’attivazione di centri antiviolenza, strutture di semiautonomia e case rifugio, e con l’introduzione di nuove azioni (es. alfabetizzazione economico-finanziaria per le donne accolte).
Tuttavia, sono presenti criticità rilevanti: ritardi nelle rendicontazioni finanziarie, difficoltà nell’individuazione e autorizzazione degli immobili (in particolare beni confiscati), un avviso di coprogettazione per strutture ricettive (“alberghi”) andato deserto e tempistiche vincolate dai lavori PNRR (es. Corviale – “trancia H”, con apertura prevista non prima di luglio 2026).

Fonti: interviste a una responsabile di Centro Antiviolenza attuatore del progetto e alla RUP di Roma Capitale (dicembre 2025).

Risultati

Il progetto ha già prodotto risultati parziali ma significativi. Dai dati forniti dagli attuatori emerge un’elevata capacità di presa in carico: nel 2024 un Centro Antiviolenza ha accolto 2.440 donne, con 64 donne e 39 minori ospitati in strutture residenziali e ulteriori percorsi di semiautonomia.
Sono stati inoltre attivati servizi di orientamento al lavoro, bilancio di competenze e nuove azioni di educazione alla gestione economica.
Allo stesso tempo, i risultati risultano limitati da criticità strutturali, in particolare dalla scarsità di posti letto, dalla durata prolungata delle ospitalità e dalla difficoltà di reperire immobili idonei.
Fonti: interviste a soggetti attuatori e RUP; documentazione di progetto citata durante le interviste.

Punti di debolezza

Le principali criticità riguardano: 1. ritardi amministrativi e nelle rendicontazioni finanziarie; 2. vincoli normativi e burocratici sull’utilizzo degli immobili (agibilità, autorizzazioni ASL e Municipi); 3. scarsità strutturale di posti letto, soprattutto per le case rifugio; 4. rigidità nelle voci di spesa ammissibili, che limitano investimenti realmente orientati all’autonomia (es. formazione professionalizzante); 5. difficoltà di monitoraggio integrato dei dati tra servizi diversi.

Punti di forza

Tra i principali punti di forza emergono: 1. la continuità dei finanziamenti nel tempo su Roma Capitale; 2. la co-progettazione con il Terzo Settore, che valorizza competenze specialistiche dei CAV; 3. l’approccio integrato, che affianca accoglienza, accompagnamento all’autonomia e attività di prevenzione e sensibilizzazione; 4. l’attenzione non solo alla presa in carico, ma anche alla dimensione culturale del fenomeno della violenza di genere;
5. la capacità di adattare e implementare nuove azioni in corso d’opera.

Rischi

I principali rischi futuri riguardano: 1. il protrarsi dei ritardi legati a lavori PNRR e autorizzazioni edilizie; 2. la difficoltà di reperire nuovi immobili idonei;
3. la possibile insufficienza delle risorse rispetto ad un eventuale domanda crescente; 4. la frammentazione dei sistemi di raccolta dati, che può limitare la valutazione complessiva dell’impatto.

Soluzioni e Idee

Per aumentare l’efficacia del progetto si suggerisce: 1. una maggiore flessibilità nelle voci di spesa, includendo formazione e inserimento lavorativo;
2. il rafforzamento del coordinamento tra Dipartimenti e Municipi per accelerare autorizzazioni e lavori; 3. l’integrazione dei sistemi di monitoraggio dati tra CAV, servizi sociali e strutture sanitarie; 4. investimenti strutturali per aumentare i posti letto e favorire il passaggio dal primo al secondo livello di accoglienza.

Parità di Genere

Nel progetto è coinvolta, direttamente o indirettamente, la parità di genere?

SI, IMPATTO DI GENERE DIRETTO

Il nostro obiettivo è presidiare l’avanzamento del progetto “Violenza maschile sulle donne: dall’emergenza all’autonomia”, verificando: come vengono utilizzate le risorse stanziate (6 milioni di euro); quali attività concrete sono previste per sostenere le donne nel percorso di uscita dalla violenza; perché, nonostante il progetto risulti “in corso”, i pagamenti effettuati finora sono molto bassi rispetto al totale previsto; quali impatti il progetto dovrebbe generare sul territorio e se esistono ritardi o ostacoli.

Nel progetto i partecipanti (a volte chiamati beneficiari) sono distinti per genere (donne, uomini, altri), utilizzando - per esempio -parole come donne, bambine, anziane, studentesse, lavoratrici, etc.

SI

Violenza maschile sulle donne

Il progetto stanzia risorse finanziarie esplicitamente destinate ad azioni che promuovono la parità di genere?

NO

Sono stati indicati esplicitamente indicatori (es. numero di operatrici formate o percentuale di aumento delle studentesse iscritte a corsi STEM) per monitorare e valutare l’impatto del progetto in termini di promozione della parità di genere?

NON SAPREI

Metodo di indagine

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Intervista con l'Autorità di Gestione del Programma
  • Intervista con i soggetti che hanno programmato l'intervento (soggetto programmatore)
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)

Sono state intervistate:
- una responsabile di un Centro Antiviolenza attuatore del progetto (Differenza Donna);
- la RUP di Roma Capitale per il progetto “Violenza maschile sulle donne: dall’emergenza all’autonomia”.

Domande principali

1. Qual è lo stato di avanzamento reale del progetto “Violenza maschile sulle donne: dall’emergenza all’autonomia” e delle singole azioni previste (CAV, case rifugio, semiautonomia)?
(rivolta alla responsabile del CAV – Differenza Donna; e ad Alessandra Staiano, RUP – Roma Capitale)
2. Quali sono le principali criticità riscontrate nell’attuazione del progetto, sia dal punto di vista operativo che amministrativo e strutturale?
(rivolta alla responsabile del CAV – Differenza Donna; e ad Alessandra Staiano, RUP – Roma Capitale)

Risposte principali

Risposta alla domanda numero 1 – Stato di avanzamento del progetto:
Dalle interviste emerge che il progetto è avviato e in corso, con un livello di avanzamento differenziato tra le varie azioni.

- Secondo la responsabile del CAV, i servizi finanziati sono operativi e in continuità, con l’attivazione di nuovi interventi (es. alfabetizzazione economico-finanziaria) e l’accoglienza di un numero significativo di donne sia nei CAV sia nelle strutture residenziali.
- Dal punto di vista dell’amministrazione comunale, la RUP conferma che alcune strutture (come il CAV di via Fabio Conforto) sono già attive, mentre altre azioni sono in fase di realizzazione o di completamento (lavori di ristrutturazione, coprogettazioni in corso, avvisi conclusi o parzialmente avviati). Alcune tempistiche risultano condizionate dalla disponibilità degli immobili e dalle autorizzazioni necessarie.

Risposta alla domanda numero 2 – Criticità e problemi riscontrati:
Le principali criticità riguardano aspetti strutturali, amministrativi e di contesto.

- Dal lato dei soggetti attuatori, emergono ritardi nelle rendicontazioni, limiti rigidi nelle voci di spesa ammissibili e una visione considerata eccessivamente assistenzialistica dei contributi economici, che rende difficile sostenere percorsi reali di autonomia delle donne.
- Dal lato dell’amministrazione, le difficoltà principali sono legate alla reperibilità e adeguatezza degli immobili, soprattutto per le case rifugio (autorizzazioni, agibilità, beni confiscati con irregolarità urbanistiche), ai tempi lunghi dei lavori e al fallimento di alcuni avvisi (come quello per le strutture alberghiere, andato deserto). Inoltre, viene segnalata una criticità trasversale nella raccolta e integrazione dei dati sul fenomeno della violenza di genere.