REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Case di Piazzale Visconti: un progetto di resilienza e rigenerazione urbana
Inviato il 18/12/2025 | Di Gruppo Re:build5 Università di Bergamo
Cosa abbiamo scoperto
Obiettivi del progetto Tweet
Il progetto mira a migliorare la qualità abitativa, la fruibilità degli spazi pubblici, l’efficienza energetica degli edifici e l’aspetto architettonico e urbano dell’isolato. In particolare, è previsto:
• La demolizione e completa ricostruzione degli edifici ALER con tecnologie costruttive innovative;
• La riqualificazione dei tre edifici comunali.
Il costo complessivo dell’intervento, in origine, era pari a € 14.770.000 (di cui € 4.917.000 di competenza Comune di Bergamo e € 9.860.000 di competenza ALER), con un finanziamento previsto pari a € 12.929.612,52 (fonte: DETERMINAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE n. 24 del 08 gennaio 2025, ALER; si veda sopra il link). Dopo un rincaro dei prezzi nel 2023 e in virtù del fondo opere indifferibili, con il quale la Ragioneria di Stato, con Decreto n. 159 del 26.5.23, ha approvato un aumento di € 2.585.922,50 (20% dell’importo originario) per il progetto, nel settembre del 2023 il costo complessivo dell’intero intervento risultava pari a 18,83 milioni (fonte: DETERMINAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE n. 24 del 08 gennaio 2025, ALER). Il progetto è stato oggetto di diverse perizie e varianti in coro d’opera.
Il progetto monitorato rientra nel programma PINQua (programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare), finanziato nell’ambito del Programma Nazionale di ripresa e Resilienza (PNRR). L’intervento oggetto di studio prevede un intervento di riqualificazione degli edifici di edilizia residenziale pubblica (ERP) presenti nell’isolato di Piazzale Ermes Visconti, nel quartiere Villaggio degli Sposi alla periferia sud-ovest di Bergamo.
L’avvio dei lavori è avvenuto nella prima metà del 2024 quando ha preso avvio la demolizione delle due palazzine ALER, mentre la piena operatività dei nuovi alloggi dovrebbe essere raggiunta nel primo trimestre del 2026.
La gestione e il coordinamento dell’intero intervento sono affidati al Comune di Bergamo, mentre la realizzazione concreta delle opere è in capo ad ALER, individuato come ente attuatore.
Attività previste
L’area interessata è interamente di proprietà pubblica e comprende cinque complessi abitativi:
• Tre edifici appartenenti al Comune di Bergamo, in condizioni manutentive discrete;
• Due edifici di ALER Bergamo-Lecco-Sondrio (nel prosieguo ALER), che, invece, presentano condizioni edilizie più critiche, problemi di isolamento termico e barriere architettoniche.
Si tratta complessivamente di circa quaranta alloggi (24 nei tre edifici comunali e i restanti in quelli di ALER), un numero destinato ad aumentare grazie alla futura riqualificazione che porterà alla creazione di ulteriori appartamenti per un totale finale complessivo di 66 appartamenti (fonte: DETERMINAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE n. 24 del 08 gennaio 2025, Aler: https://www.aler-bg-lc-so.it/wp-content/uploads/2025/03/24_2025-det.approvazione_Perizia-di-Variante-n.-1_PINQUA_BG_pleVisconti_signed.pdf;). In questo contesto, un intervento organico di rigenerazione assume un ruolo fondamentale per migliorare la qualità della vita delle famiglie residenti e, più in generale, dell’intero quartiere.
Il progetto prevede la demolicazione e ricostruzione delle palazzine ALER.
Per le palazzine di proprietà comunale è previsto un intervento di adeguamento sismico tramite l’installazione di esoscheletri adattivi esterni. Questa soluzione consentirà di migliorare la sicurezza sismica, senza apportare modifiche invasive all’interno degli appartamenti. L’adeguamento energetico sarà invece realizzato attraverso l’installazione di pannelli fotovoltaici.
Dove possibile, gli alloggi verranno ridimensionati e riorganizzati per rispondere a diverse tipologie di utenza e modalità dell’abitare, tra cui co-housing, residenze per anziani, alloggi per studenti fuori sede, per persone con disabilità e per individui soli. Il progetto mostra quindi una marcata attenzione sociale, coerente con le finalità del bando PINQuA.
È prevista la realizzazione di un ampio spazio aperto destinato alla socializzazione e alla condivisione tra i residenti, grazie alla creazione di orti urbani e alla costruzione di una piastra sopraelevata che renderà l’area delle palazzine completamente pedonale e non accessibile alle auto.
Come indicato nella relazione tecnico-illustrativa, l’intervento si basa sull’utilizzo di un esoscheletro adattivo e del sistema costruttivo in Cross-Lam per la ricostruzione degli immobili più degradati.
Origine del progetto
Il programma si fonda su principi di sostenibilità e densificazione, evitando il consumo di nuovo suolo e orientandosi verso il modello urbano della Smart City, intelligente, inclusiva e sostenibile.
Il piano di riqualificazione delle Palazzine Ermes Visconti si inserisce all’interno del PINQuA, un programma di investimenti di particolare rilevanza promosso dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili. Esso ha origini più lontane, infatti, il comma 437 della legge 27 dicembre 2019, n. 160 aveva istituito un Fondo denominato “Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare”, volto alla riqualificazione e all’ampliamento del patrimonio di edilizia residenziale sociale, alla rigenerazione del tessuto socio-economico, al miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza degli spazi urbani, alla rifunzionalizzazione degli immobili pubblici e al rafforzamento della coesione sociale e della qualità della vita dei cittadini.
Coerente con gli indirizzi del Next Generation EU, il PINQuA è stato successivamente integrato nel PNRR, all’interno della Missione 5 “Coesione e Inclusione”, dedicata al rafforzamento della resilienza e dell’inclusione dei gruppi e dei soggetti più vulnerabili.
Una descrizione dettagliata del Programma PINQuA è disponibile nel Report redatto dall’Unità di Missione PNRR del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, in collaborazione con la DIGES (Direzione generale per l’edilizia statale, le politiche abitative, la riqualificazione urbana e gli interventi speciali). Ecco il link: https://www.mit.gov.it/nfsmitgov/files/media/notizia/2022-03/Rapporto%20PINQuA
Secondo quanto riportato nella Relazione tecnico-illustrativa, la proposta progettuale relativa alle Palazzine Ermes Visconti è stata presentata dal Comune di Bergamo (con il coinvolgimento del Sindaco, dell’Assessorato alla riqualificazione urbana, urbanistica, edilizia privata e patrimonio, nonché della Direzione edilizia scolastica, sportiva e opere pubbliche di riqualificazione).
Soggetti Beneficiari
I beneficiari del progetto sono innanzitutto gli attuali residenti delle palazzine, tra cui figurano anche cinque proprietari di altrettante unità abitative, in passato alienate a tali soggetti e oggi distribuite nei tre blocchi di proprietà comunale. La popolazione che attualmente vive negli alloggi è composta in prevalenza da persone anziane, cittadini extracomunitari e soggetti con disabilità.
In futuro, alcuni appartamenti potranno essere destinati anche a studenti universitari fuori sede.
Il progetto produrrà influenze positive sull’intera comunità: la riqualificazione avrà infatti un impatto significativo sull’isolato sia dal punto di vista estetico sia da quello civile, contribuendo alla creazione di un quartiere moderno e allineato agli standard raggiunti dalla città negli ultimi anni. I nuovi spazi progettati favoriranno maggiori occasioni di socializzazione e potranno ospitare attività commerciali rivolte a tutti i residenti della zona.
Contesto
La domanda abitativa in Italia e nello specifico nel Comune di Bergamo è sempre più rilevante e proviene in larga parte da nuclei familiari “fragili”, come donne sole con figli, giovani coppie e anziani con pensioni ridotte. Questo contesto giustifica il progetto monitorato, volto a mettere a disposizione alloggi in locazione a canone moderato, con l’obiettivo di promuovere e sostenere l’abitare sociale, anche in riferimento al principio del “right of urban beauty”, come richiamato nella Relazione tecnico-illustrativa.
Il progetto mira a rispondere alla crescente necessità di housing sociale; al contempo, esso intende favorire la creazione di nuovi servizi e attività capaci di sostenere percorsi di integrazione sociale e opportunità lavorative. Il Comune si propone di contrastare il processo di declino urbano che negli ultimi anni ha interessato il quartiere.
Avanzamento
Dopo la fase preliminare approvata ad aprile 2023, il progetto di riqualificazione delle cinque palazzine di Piazzale Visconti è entrato progressivamente nella fase operativa. A partire dal 2024, infatti, si sono aperti i cantieri e sono iniziate le prime attività concrete: ALER ha avviato la completa svuotatura delle palazzine di propria competenza e, successivamente, la loro demolizione. Questo passaggio ha segnato l’avvio effettivo dei lavori di rigenerazione urbana, che prevedono anche la realizzazione di nuovi parcheggi interrati tramite scavi profondi diversi metri.
Parallelamente, il progetto ha subito delle evoluzioni. In particolare, nel gennaio 2025 ALER ha approvato una prima perizia di variante, necessaria per adeguare l’intervento alle condizioni emerse durante il cantiere. Ciò significa che alcune scelte costruttive e organizzative sono state aggiornate rispetto al progetto originario, come spesso accade nei lavori complessi.
Sul piano tecnico, nel corso del 2025 il Comune ha affidato la redazione delle dichiarazioni di conformità degli impianti relativi agli edifici comunali del lotto 2. Questa fase è indicativa dell’avanzamento concreto dei lavori interni, poiché viene svolta quando le opere impiantistiche sono ormai vicine alla conclusione o già complete.
Un altro aspetto significativo riguarda l’evoluzione del progetto abitativo: la ricostruzione non prevede solo la sostituzione delle strutture esistenti, ma anche un ampliamento del numero di alloggi. Si passerà dagli attuali 48 a 66 appartamenti complessivi, con un incremento particolarmente rilevante per le palazzine ALER, destinate ad arrivare da 24 a 40 unità. Sono inoltre previsti spazi pensati per studenti universitari, come piccoli cluster abitativi con camere indipendenti e zone comuni, oltre a locali destinati ad attività sociali — fra cui una dispensa e un portierato di comunità. La scelta di ricostruire parte degli edifici con struttura in legno lamellare (xlam) rappresenta un ulteriore elemento innovativo e orientato alla sostenibilità.
Per quanto riguarda il quadro finanziario, il progetto resta inserito nel programma nazionale PINQuA finanziato dal PNRR. Anche se alcuni interventi di rigenerazione urbana in città hanno risentito di rallentamenti legati ai ritardi nei trasferimenti dei fondi o all’aumento dei costi, gli enti coinvolti hanno confermato la continuità dei lavori.
Nel complesso, dunque, dal 2023 ad oggi il progetto è passato dalla fase di pianificazione a quella realizzata vera e propria, con cantieri aperti, lavori strutturali in corso e una progressiva definizione degli aspetti tecnici che accompagneranno la realizzazione finale degli edifici e dei nuovi spazi aperti.
Risultati
Il progetto non è ancora ultimato. Nel corso dell’iter progettuale sono state apportate alcune modifiche: il confronto con i residenti ha evidenziato esigenze che hanno richiesto piccoli adattamenti, così come le procedure per individuare soluzioni abitative alternative per gli inquilini coinvolti dall’avvio dei lavori e per i proprietari degli alloggi un tempo alienati dal Comune. A ciò si è aggiunto l’aumento generale dei costi, che ha imposto un aggiustamento della spesa programmata.
Per mantenere il progetto entro il budget, l’amministrazione ha optato per ridurre leggermente il numero dei parcheggi – diminuendoli di un’unità – e ha rivisto in parte l’impostazione tecnica degli interventi antisismici, rendendoli meno estesi rispetto a quanto descritto nella documentazione tecnica iniziale.
Il piano, nel suo complesso, sta procedendo con un lieve slittamento temporale. Alla base di questo ritardo vi sono anche le difficoltà iniziali di alcuni condomini ad accettare il trasferimento abitativo, soprattutto considerando la presenza negli edifici di persone in condizioni di fragilità, tra cui giovani con disabilità, nonché dei proprietari privati di alcune unità abitative.
Punti di debolezza
Il primo punto di debolezza riguarda sicuramente quelle che sono le tempistiche, infatti i lavori dovrebbero concludersi entro il 30 giugno 2026 e la scadenza ravvicinata per il completamento dei lavori può essere critica, soprattutto nel caso di ritardi dovuti a imprevisti tecnici o burocratici.
Negli ultimi anni, alcuni dei punti critici già emersi nel corso del monitoraggio effettato dagli studenti dell’università di Bergamo, nel 2023, continuano a caratterizzare il progetto di riqualificazione di Piazzale Visconti. Un primo elemento riguarda il coinvolgimento della comunità che rimane piuttosto limitato in quanto non risultano incontri strutturati o momenti di confronto con la rete di quartiere.
Un altro punto critico riguarda la gestione dei nuovi spazi commerciali e sociali. Pur essendo previsti nel progetto, non è ancora chiaro chi se ne occuperà né con quali modalità. L’assenza di un modello gestionale già definito rischia di rendere questi spazi meno efficaci o poco integrati nel tessuto sociale del quartiere.
Rimangono anche alcune criticità già note sul piano tecnico e progettuale. Gli investimenti antisismici, ad esempio, sono più limitati rispetto a quanto previsto inizialmente.
Nel progetto possiamo anche però individuare dei punti di debolezza.
Punti di forza
Il progetto di riqualificazione edilizia si inserisce in un più ampio rinnovamento dello spazio urbano del luogo: edifici, servizi, piazze, percorsi pedonali, verde pubblico. In sé, il progetto prevede nuove aree verdi, zone pedonali spazi di incontro, illuminazione e arredo urbano, aree di sosta più ordinate ed autorimesse interrate per liberare le superfici. Questo approccio combinato permette di migliorare la qualità della vita del quartiere nel suo complesso, creare continuità fra alloggi, spazio pubblico e servizi. Infine a ridurre fenomeni di marginalità e degrado. Un altro punto particolarmente forte è la creazione o riqualificazione di un significativo numero di unità abitative pubbliche con:
- Miglioramenti energetici, sismici e strutturali
- Maggiore accessibilità per persone con disabilità
- Spazi più vivibili e moderni
Ciò può contribuire a rafforzare la coesione sociale e a garantire abitazioni più dignitose per fasce vulnerabili della popolazione.
Rischi
I rischi futuri legati al progetto monitorato sono molteplici.
In primo luogo il rischio principale riguarda il rispetto effettivo dei tempi previsti nel PNRR, infatti il rischio principale deriva dalla possibilità che non tutti i lavori vengano completati entro le scadenze previste dal PNRR, con potenziali penalità o riduzioni di finanziamento. Ciò si lega ai possibili problemi tecnici che si possono presentare in un cantiere: interventi di demolizione e ricostruzione nei contesti urbani consolidati possono portare a imprevisti strutturali, rallentamenti o costi aggiuntivi legati a vecchie infrastrutture o vincoli non previsti.
Un ulteriore rischio è quello riguardante la gestione post realizzazione del progetto in quanto anche completando le opere materiali, è necessario garantire servizi, manutenzione e funzioni sociali, altrimenti gli spazi rischiano di degradarsi o di non raggiungere pienamente gli obiettivi di inclusione.
A tendere, occorrerà valutare l’effettiva rispondenza degli edifici e degli alloggi alle esigenze e aspettative dei destinatari. Potrebbero anche generarsi difficoltà di integrazione tra attuali residenti e nuovi abitanti, pertanto le dinamiche sociali del quartiere dovranno, a nostro avviso, essere oggetto di monitoraggio da parte del Comune e di ALER al fine di non vanificare gli sforzi di riqualificazione.
Soluzioni e Idee
Il progetto di riqualificazione può essere accompagnato da un percorso di coinvolgimento dei futuri residenti, per migliorare la qualità della vita e la gestione delle case popolari.
Si propone di mantenere un dialogo costante con i condomini attraverso questionari iniziali e periodici, utili a raccogliere feedback su abitazioni, spazi comuni, servizi e rapporti di vicinato. I risultati andranno restituiti agli abitanti e le criticità segnalate al Comune o ad Aler.
Accanto agli strumenti di ascolto, si suggeriscono iniziative di socializzazione come feste di quartiere, eventi stagionali e attività per bambini, coinvolgendo attivamente i residenti.
Infine, la valorizzazione e la cura condivisa degli spazi comuni favoriscono senso di appartenenza, prevenzione dei conflitti e una gestione più sostenibile del quartiere nel tempo.
Metodo di indagine
Come sono state raccolte le informazioni?
- Raccolta di informazioni via web
- Visita diretta documentata da foto e video
- Intervista con i referenti politici
Le persone intervistate sono due referenti del comune
Domande principali
1. A che punto sono i lavori?
2. Ci sono famiglie che avevano dovuto cambiare dimora che hanno già avuto modo di rientrare nelle palazzine?
3. Sono previsti nuovi momenti di ascolto o aggiornamento pubblico dedicati ai residenti? Sono stati programmati incontri pubblici di aggiornamento per il quartiere?
4. È stata decisa la finalità degli spazi da destinare ad attività commerciali?
5. Rimane tale la decisone di uno studentato presso le palazzine? Se sì, come verrà gestito? Quali studenti si prevede che ospiterà?
Risposte principali
1. Uno degli obiettivi principali dell’intervento è la riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, attraverso l’attivazione di risorse finalizzate alla sistemazione e al recupero degli alloggi esistenti.
Nel Comune di Bergamo il patrimonio di edilizia abitativa pubblica destinato a persone in condizioni di fragilità sociale è inferiore alle 1.000 unità. Attualmente risultano circa 230–240 alloggi sfitti, che potrebbero essere riassegnati ma necessitano di interventi di ristrutturazione.
A fronte di una domanda molto elevata, l’offerta risulta quindi insufficiente. Una parte del patrimonio abitativo è gestita dalla società MM. Pur non essendo possibile intervenire su tutti gli alloggi attualmente vuoti, l’obiettivo del progetto è ridurre al minimo il numero di unità non assegnate, attraverso interventi finanziati sia con risorse proprie del Comune sia tramite contributi a carico degli operatori, che, in alternativa, provvedono direttamente alla riassegnazione degli alloggi.
L’intervento in oggetto riguarda il lotto 2 e prevede un significativo miglioramento sismico degli edifici. Con l’avanzamento dei lavori, gli obiettivi fissati risultano pienamente raggiunti, sia in termini di numero di alloggi riqualificati (63 unità) sia di superficie complessiva interessata.
2. Per quanto riguarda le assegnazioni, pur non essendo di nostra competenza sappiamo che alcuni avessero già accettato di rimanere per motivi lavorativi, altri stanno aspettando la fine lavori per richiedere l’assegnazione nonostante non ci sia la certezza che vengano assegnati a loro. Altre saranno nuove assegnazioni che sono già in corso. All’interno di queste palazzine ci sono 5 unità abitative private, i residenti sono rimasti all’interno delle proprie abitazioni durante i lavori. Ovviamente hanno subito qualche disagio dovuto all’avanzamento del cantiere ma sono stati molto comprensivi.
3. Per il momento non sono ancora stati fatti ma a fine lavori ci potrà sicuramente essere un report anche per sapere se qualche gruppo di residenti vuole inserirsi nella gestione della nuova piazza e della sala aperta al quartiere.
4. Essendo una palazzina aler lo scopo sarà solo abitativo, non sono previsti spazi commerciali all’interno del progetto.
5. Nelle 3 palazzine di proprietà del comune no. Ci saranno 2 locali adibiti a studentato che verranno gestiti totalmente da aler a differenza di quelli di proprietà del comune che verranno gestiti da una società esterna (MM).