REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Opere di difesa idraulica a Bosa: a che punto siamo?

Inviato il 30/12/2025 | Di Classe 3^E/F dell’IIS “G. A. Pischedda”, Bosa | @ProtezioneAB3ef

Cosa abbiamo scoperto

Obiettivi del progetto

Il progetto monitorato riguarda le opere di difesa idraulica della città di Bosa.
Si tratta di un intervento infrastrutturale finalizzato alla messa in sicurezza del territorio comunale dal rischio idrogeologico, in particolare dal rischio di alluvioni che negli anni hanno interessato la città e causato danni ad abitazioni, attività commerciali e beni culturali.
Il progetto è importante perché Bosa ha un centro storico di grande valore ambientale, turistico e culturale. La sicurezza idraulica è quindi fondamentale per tutelare la popolazione, il patrimonio architettonico e l’economia locale.
Gli obiettivi principali del progetto sono:
- ridurre il rischio di esondazione del fiume;
- proteggere abitazioni, infrastrutture e attività produttive;
- salvaguardare il patrimonio storico e ambientale;
- migliorare la resilienza del territorio ai cambiamenti climatici.
Attraverso queste opere si punta a garantire maggiore sicurezza per i cittadini e uno sviluppo sostenibile della città nel lungo periodo.

Attività previste

Il progetto monitorato finanzia esclusivamente la fase di progettazione delle opere di difesa idraulica nel territorio di Bosa.
In particolare, le attività previste riguardano la redazione degli studi preliminari, delle analisi tecniche e ambientali, dei rilievi e degli elaborati progettuali necessari per la successiva realizzazione degli interventi di messa in sicurezza idraulica.
L’obiettivo è definire in modo dettagliato le soluzioni tecniche per la riduzione del rischio di esondazione e la tutela dell’area urbana.

Origine del progetto

Il progetto di riduzione del rischio idraulico a Bosa nasce dalla programmazione nazionale e regionale contro il dissesto idrogeologico.
Le risorse sono state stanziate con la Delibera CIPE n. 32/2015 (FSC 2014-2020) e successivamente trasferite alla Regione Sardegna con la Delibera CIPE n. 35/2019, nell’ambito del Piano Stralcio 2019. Il Comune di Bosa ha segnalato le criticità legate al rischio di esondazione del fiume Temo.
Al progetto è stato assegnato il CUP J66C17000050001 ed è stato trasmesso al Ministero dell’Ambiente tramite la piattaforma RENDIS (ISPRA).
La definizione è avvenuta principalmente a livello istituzionale (Regione, Comune, Ministero, CIPE e tecnici incaricati), senza percorsi strutturati di consultazione pubblica.
Residenti, imprese locali e associazioni ambientaliste risultano poco coinvolti nella fase iniziale.

Soggetti Beneficiari

I principali beneficiari del progetto sono i cittadini di Bosa, in particolare i residenti delle aree a rischio esondazione del fiume Temo. La futura realizzazione delle opere di difesa idraulica potrà aumentare la sicurezza del centro abitato, proteggere abitazioni, infrastrutture e attività economiche locali. Beneficiari indiretti sono anche le imprese, il settore turistico e l’amministrazione comunale, che potranno contare su una maggiore tutela del territorio.
Possibili effetti negativi o temporanei potrebbero riguardare residenti e commercianti durante l’eventuale fase dei lavori (cantieri, limitazioni alla viabilità). Non emergono categorie formalmente escluse dai benefici, ma alcune fasce della popolazione potrebbero non percepire benefici immediati trattandosi, al momento, di un finanziamento per la sola progettazione.

Contesto

Il progetto opera nel territorio di Bosa, attraversato dal fiume Temo e caratterizzato da elevata vulnerabilità al rischio idraulico.
Il centro abitato e le infrastrutture sono esposti a possibili esondazioni, soprattutto durante eventi meteorologici intensi, rendendo necessario intervenire per la sicurezza della popolazione e la tutela delle attività economiche.
Il finanziamento della progettazione risponde a questo bisogno di prevenzione.
Il progetto si inserisce nella strategia nazionale e regionale contro il dissesto idrogeologico, in particolare nel Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) della Regione Sardegna e nel Piano Stralcio 2019, finanziato tramite il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC 2014-2020).
Si collega ad altri interventi regionali finalizzati alla mitigazione del rischio idraulico e alla protezione del territorio urbano e periurbano.

Avanzamento

Il progetto monitorato si trova attualmente nella fase di progettazione.
Non risultano avviati lavori esecutivi, ma sono in corso le attività tecniche e di approfondimento progettuale previste dal Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP).
FONTI DOCUMENTALI ANALIZZATE
Lo stato di avanzamento è stato ricostruito attraverso l’analisi dei seguenti documenti ufficiali:
1) Relazione generale A.01.00_DOCFAP
2) Computi metrici estimativi e quadri economici di massima C.01.00_DOCFAP
3) Contratto Attuativo n.01_Rio Piras, galleria scolmatrice e adeguamenti alveo_Piano delle indagini geognostiche, geotecniche e ambientali_ Piano delle indagini Piras _ Relazione tecnica P-IND.01.00_Revisione 02_febbraio 2026.
Dalla documentazione emerge che sono in corso le indagini tecniche (geognostiche, geotecniche e ambientali) propedeutiche alla definizione progettuale definitiva e alla scelta tra le alternative individuate.
INTERVISTE REALIZZATE
- Un’intervista all’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Bosa Federico Ledda, che ha fornito chiarimenti sullo stato procedurale, sulle tempistiche previste e sulle motivazioni tecniche alla base delle alternative progettuali;
- Interviste a cittadini residenti nelle aree interessate dal rischio idraulico, per raccogliere percezioni, aspettative e criticità legate agli interventi proposti: il progetto è percepito come prioritario per la sicurezza del territorio, ma anche come un intervento complesso che richiede tempi tecnici significativi.
VISITE DI MONITORAGGIO
1) Per le alternative progettuali a valle della diga Monte Crispu: visita presso una sezione situata poco a monte della Chiesa di San Martino, a valle della confluenza dei rii Lacheddu e Crabalza, a monte dell’abitato di Bosa per comprendere le caratteristiche morfologiche dell’area potenzialmente interessata dall’opera.
2) Per l'alternativa galleria scolmatrice dal Piras al mare: sopralluogo effettuato presso il Rio Piras e alla foce in località Poggiu Columbu, per osservare direttamente il tracciato ipotizzato della galleria e le aree oggetto di possibile adeguamento dell’alveo.
Allo stato attuale, non sono presenti cantieri attivi, coerentemente con la fase ancora progettuale dell’intervento.
Alla data del monitoraggio, il progetto risulta:
- formalmente avviato;
- in fase di approfondimento tecnico e indagini specialistiche;
- non ancora passato alla fase di progettazione esecutiva o di realizzazione dei lavori.

Risultati

RISULTATO DEL PROGETTO MONITORATO
Il progetto non è ancora concluso pertanto non sono ancora presenti risultati materiali in termini di opere realizzate o riduzione effettiva del rischio idraulico.
RISULTATI PARZIALI RAGGIUNTI
- Definizione e confronto tra diverse alternative progettuali.
- Avvio e pianificazione delle indagini geognostiche, geotecniche e ambientali necessarie per valutare la fattibilità tecnica e l’impatto delle soluzioni proposte.
- Strutturazione del quadro economico di massima, utile per stimare la sostenibilità finanziaria dell’intervento.
UTILITA' ED EFFICACIA
Il principale risultato finora ottenuto è di tipo conoscitivo e programmatorio: le indagini in corso rappresentano un passaggio fondamentale per evitare errori progettuali e per scegliere la soluzione più efficace e meno impattante.
DURANTE LE INTERVISTE:
- l’Assessore ai Lavori Pubblici ha evidenziato l’importanza di basare la scelta finale su dati tecnici approfonditi, soprattutto in un territorio delicato dal punto di vista idrogeologico;
- i cittadini hanno espresso la necessità di interventi concreti e tempestivi, sottolineando però anche l’importanza della sicurezza e della tutela ambientale.
LE VISITE DI MONITORAGGIO EFFETTUATE hanno permesso di comprendere direttamente le caratteristiche morfologiche e ambientali dei luoghi interessati. L’efficacia reale potrà essere valutata solo nelle fasi successive quando verranno avviati e conclusi i lavori.

Punti di debolezza

1) ECCESSIVA DURATA DELLA FASE PRELIMINARE RISPETTO ALL'URGENZA DEL PROBLEMA
2) MANCATA DEFINIZIONE E COMUNICAZIONE DELL’ALTERNATIVA DEFINITIVA CHE GENERA INCERTEZZA E INDEBOLISCE LA FIDUCIA DELLA COMUNITÀ.
3) ASSENZA DI BENEFICI PERCEPIBILI NEL PRESENTE
4) POTENZIALE IMPATTO AMBIENTALE E PAESAGGISTICO SIGNIFICATIVO
In particolare, l’ipotesi della diga di laminazione potrebbe comportare una trasformazione rilevante dell’assetto naturale dell’area a monte dell’abitato. Anche l’alternativa della galleria scolmatrice, pur meno visibile, comporta interventi strutturali importanti sull’alveo.
Dal nostro punto di vista, il rischio è che la necessaria messa in sicurezza entri in tensione con la tutela ambientale e paesaggistica, elemento particolarmente sensibile in un contesto come quello di Bosa.

Punti di forza

1) APPROCCIO BASATO SU ANALISI TECNICHE APPROFONDITE
Uno degli aspetti positivi è l’attenzione dedicata alla fase preliminare di studio.
La previsione di indagini geognostiche, geotecniche e ambientali dimostra la volontà di basare le scelte progettuali su dati scientifici e non solo su valutazioni teoriche.
2) VALUTAZIONE COMPARATIVA DI PIU' ALTERNATIVE
La presenza di alternative rappresenta un punto di forza perché evita scelte rigide e consente una decisione più consapevole, tenendo conto non solo degli aspetti tecnici ma anche di quelli ambientali ed economici.
3) CHIAREZZA DEL QUADRO ECONOMICO
L’elaborazione di computi metrici e quadri economici di massima permette di avere una stima chiara delle risorse necessarie e rende più comprensibile la dimensione finanziaria dell’intervento.
4. COINVOLGIMENTO ISTITUZIONALE E ATTENZIONE AL TERRITORIO
Dall' intervista all’Assessore ai Lavori Pubblici è emersa la consapevolezza dell’importanza strategica dell’opera per la sicurezza della comunità e dalle interviste ai cittadini e le visite di monitoraggio è stato possibile rilevare un’attenzione concreta alle caratteristiche morfologiche e ambientali del territorio.
Il punto di forza principale del progetto è l’impostazione metodologica: prima di passare alla realizzazione delle opere, si sta investendo tempo nella conoscenza del territorio, nell’analisi tecnica e nella valutazione comparativa delle soluzioni.

Rischi

1) RISCHIO DI ULTERIORE ALLUNGAMENTO DEI TEMPI
Eventuali ritardi dovuti a:
- ulteriori approfondimenti tecnici
- richieste di integrazioni
- iter autorizzativi complessi
potrebbero ritardare in modo significativo l’avvio dei lavori, lasciando il territorio in una condizione di vulnerabilità prolungata.
2) COMPLESSITA' AUTORIZZATIVE E VINCOLI AMBIENTALI
Le aree interessate presentano caratteristiche ambientali e paesaggistiche delicate, il rischio futuro è legato a:
- possibili criticità nelle valutazioni ambientali;
- necessità di pareri e autorizzazioni da parte di più enti competenti;
- eventuali prescrizioni che potrebbero modificare o ridimensionare il progetto.
In particolare, l’ipotesi della diga di laminazione potrebbe incontrare maggiori resistenze o richieste di mitigazioni ambientali.
3) RISCHIO DI AUMENTO DEI COSTI
Essendo ancora in fase preliminare, i quadri economici sono di massima.
Un possibile rischio riguarda:
- l’aumento dei costi dei materiali e dell’energia;
- eventuali varianti progettuali;
- imprevisti legati alle condizioni geologiche e geotecniche emerse dalle indagini.
Se i costi dovessero crescere significativamente, potrebbe rendersi necessario reperire ulteriori risorse o rimodulare l’intervento, con conseguenti ritardi.
4) RISCHIO DI CONFLITTO TRA SICUREZZA E TUTELA DEL TERRITORIO
E' possibile che si crei una contrapposizione tra:
- l’esigenza di sicurezza idraulica;
- la tutela del paesaggio e dell’identità del territorio.
Se non adeguatamente gestito, questo conflitto potrebbe generare opposizioni o rallentamenti nella fase decisionale.
5) RISCHIO LEGATO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI
Se le soluzioni progettuali non fossero adeguatamente dimensionate rispetto agli scenari climatici futuri, esiste il rischio che le opere risultino meno efficaci nel lungo periodo.

Soluzioni e Idee

Per aumentarne l’efficacia e garantirne la sostenibilità nel lungo periodo, riteniamo che possano essere adottate alcune azioni migliorative e complementari.
1) DEFINIZIONE DI UN CRONOGRAMMA PUBBLICO ED AGGIORNATO
Per rafforzare la fiducia della comunità, sarebbe utile:
- pubblicare un cronoprogramma dettagliato e aggiornato delle fasi progettuali e autorizzative;
- comunicare periodicamente lo stato di avanzamento.
2) MAGGIORE COINVOLGIMENTO DELLA CITTADINANZA
Considerata la delicatezza delle aree interessate, proponiamo:
- incontri pubblici periodici di aggiornamento;
- momenti di confronto sulle alternative progettuali;
- strumenti di comunicazione accessibili (schede sintetiche, infografiche, simulazioni).
3) INTEGRAZIONE CON INTERVENTI NON STRUTTURALI
L’efficacia del progetto potrebbe essere rafforzata attraverso:
- aggiornamento e diffusione del Piano di Protezione Civile comunale;
- sistemi di allerta precoce e informazione alla popolazione;
- campagne di educazione al rischio idraulico nelle scuole e nella comunità;
- monitoraggio costante dei livelli idrometrici.
4) ATTENZIONE ALLA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE E PAESAGGISTICA
Per ridurre il rischio di impatti negativi, suggeriamo:
- soluzioni progettuali che minimizzino l’alterazione del paesaggio;
- interventi di compensazione ambientale (riforestazione, riqualificazione spondale, rinaturalizzazione di tratti fluviali);
- utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica dove possibile.
5) MONITORAGGIO CONTINUO E VALUTAZIONE DELL'EFFICACIA NEL TEMPO
Proponiamo inoltre:
- l’istituzione di un sistema di monitoraggio post-intervento;
- la pubblicazione periodica di dati sull’effettiva riduzione del rischio;
- verifiche tecniche alla luce degli scenari legati ai cambiamenti climatici.

Metodo di indagine

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con l'Autorità di Gestione del Programma
  • Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
  • Intervista con altre tipologie di persone
  • Intervista con i referenti politici

- Sindaco del comune di Bosa Alfonso Marras
- Assessore ai lavori pubblici del comune di Bosa Federico Ledda
- Assessore al turismo del comune di Bosa Francesco Mannu
- Cittadini particolarmente interessati alla problematica

Domande principali

DOMANDE POSTE ALL’ASSESSORE AI LAVORI PUBBLICI
1) Il progetto finanziato ha già avuto inizio?
2) Quali sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere?
DOMANDE POSTE AI CITTADINI
1) Ha mai subito allagamenti presso la sua abitazione, garage o zona di lavoro?
2) Ritiene che il problema degli allagamenti nella città sia molto grave?


Risposte principali

RISPOSTE DELL’ASSESSORE AI LAVORI PUBBLICI
1) Il progetto ha già avuto inizio e al momento si trova solo nella fase di progettazione
2) L’unico obiettivo che si vuole raggiungere è proteggere Bosa dagli allagamenti
RISPOSTE DEI CITTADINI
1) Si, ho subito degli allagamenti presso la mia abitazione durante i periodi di pioggia intensa
2) Assolutamente si, è un problema che va risolto. Sicuramente per chi subisce gli allagamenti è un dramma.

Fra gli allegati è possibile leggere sintesi più dettagliate delle interviste.