REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
1.2 Area Archeologica Urbana 1.2.2.5 L'area di Campitella e Chiusa Caivano

Inviato il 10/01/2026 | Di Hesperìa

Cosa abbiamo scoperto

Obiettivi del progetto

L’area di Campitella, situata nel cuore del centro di Crotone, rappresenta un significativo esempio di stratificazione storica e archeologica all’interno del tessuto urbano moderno. Già oggetto di indagini archeologiche negli anni ’70-’80, la zona ha restituito importanti testimonianze di epoca arcaica, in particolare strutture riconducibili ad aree industriali per la lavorazione dei metalli (fornaci e canalizzazioni), legate alla presenza del vicino Fosso Pignataro. Oltre al valore archeologico, l’area include la settecentesca Chiusa Caivano (conosciuta con il nome di Masseria Suriano), un edificio rurale oggi in stato di rudere a seguito di prolungato e colpevole abbandono. Il progetto “Antica Kroton” mira a trasformarla in un giardino archeologico urbano, un luogo di memoria storica e paesaggistica che dialoga con il più ampio sistema del parco archeologico a rete, coniugando conservazione, fruizione pubblica e, se possibile, riqualificazione ambientale. L’area è di grande interesse perché conserva testimonianze archeologiche di epoca arcaica, in particolare resti di aree industriali con fornaci e canalizzazioni per la lavorazione dei metalli. Il sotto-intervento si dovrebbe inserire in una visione di sistema (“parco a rete” e “museo diffuso”) che porterebbe a valorizzare il patrimonio culturale in modo integrato, promuovendo la fruizione turistica e la riappropriazione civica degli spazi. Il sotto intervento mirerebbe alla musealizzazione dell’area pubblica di Campitella, come dicevamo già in parte oggetto di scavi in passato, e al suo inserimento nel “Parco archeologico urbano a rete”della città di Crotone. (Fonte: Documento di Indirizzo alla Progettazione “Antica Kroton”, capo 1, art. 1.6 e art. 4.5, pagg. 40-41, 53-54 in allegato).

Attività previste

Il progetto si concentra sulla creazione di un parco archeologico urbano volto a salvaguardare l’identità storica del territorio. Un elemento centrale dell'iniziativa riguarda il restauro conservativo della Masseria Suriano (alias Chiusa Caivano), un complesso architettonico del Settecento che necessita di interventi di messa in sicurezza e di restauro. L'obiettivo principale è la rigenerazione di un’area degradata situata nel centro cittadino, trasformandola in un polo di attrazione culturale e urbanistica. Gli interventi seguono criteri di sostenibilità ambientale in pieno accordo con le normative europee vigenti. Attraverso questa operazione, si intenderebbe restituire alla comunità uno spazio di alto valore artistico e sociale. Questo piano di recupero integra armoniosamente la tutela del passato con le moderne esigenze di vivibilità urbana. I lavori sarebbero dovuti iniziare nel luglio del 2023 per concludersi nel luglio del 2024.

Origine del progetto

L'imponente progetto "Valorizzazione Antica Kroton" presenta una storia articolata e complessa, segnata da diverse fasi di programmazione, definanziamento e successiva riprogrammazione, con un passaggio cruciale dai fondi nazionali del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) a quelli del Piano di Azione Coesione (PAC). Le sue origini risalgono formalmente alla delibera CIPE n. 62 del 2011, che assegnò alla Regione Calabria le risorse del FSC 2007-2013, includendo l'iniziativa per l'area "Antica Kroton". Nel 2013, come documentato dall'Accordo di Programma Quadro (APQ) "Recupero e Valorizzazione Area Archeologica Antica Kroton", la Regione sottoscrisse con il Ministero competente un finanziamento di 65 milioni di euro. Una prima fase critica si registrò tra il 2014 e il 2015, quando, a causa di ritardi nell'assunzione di obbligazioni giuridicamente vincolanti entro i termini fissati, gran parte delle risorse originarie fu definanziata. Per salvaguardare il progetto, considerato strategico, la Giunta regionale intervenne con la deliberazione n. 86 del 2015, rifinanziando gli interventi per 61,7 milioni di euro attraverso le risorse del Piano di Azione Coesione (PAC). Il programma conobbe un'importante evoluzione nel 2018, come stabilito dalla delibera regionale n. 89 del 19 marzo 2018, che rimodulò il progetto estendendo le attività anche al sistema di Capo Colonna e sancendo un accordo di collaborazione tra Regione Calabria, MiBACT (oggi MiC) e Comune di Crotone per definire i compiti dei soggetti attuatori. All'interno di questo quadro, la specifica misura relativa all'Area Campitella e Chiusa Caivano (identificata come parte della linea 1.2 "Area archeologica urbana") assunse un ruolo prioritario per la riscoperta del Quartiere Meridionale dell'antica città greca. Già nel 2018, come illustrato nella Relazione Tecnica dello stesso anno, il Comune di Crotone propose una significativa rimodulazione per ottimizzare il programma. L'intervento originariamente siglato come 1.2.3.2 "Area Campitella e Chiusa Caivano" fu accorpato alla tipologia d'intervento 1.2.2 "Connessioni delle tre partizioni urbanistiche greche", incrementando la dotazione finanziaria complessiva per questa nuova articolazione a 7.721.061,48 euro al fine di garantire maggiore coerenza urbanistica e sicurezza. L'iter giunse a un punto di svolta formale nel 2021. La Delibera di Giunta Regionale n. 360 dell'11 agosto 2021 approvò la rimodulazione del programma complessivo, confermando la nuova struttura degli interventi. Tale atto fu recepito dal successivo Decreto Dirigenziale regionale n. 9645 del 27 settembre 2021, che approvò lo Schema di Convenzione da sottoscrivere tra Regione, Ministero della Cultura e Comune di Crotone. Per accelerare l'attuazione, il Comune, con una nota del Sindaco dell'11 novembre 2021, richiese l'attivazione della misura "Azioni di sistema", ottenendo il riscontro favorevole del Dipartimento per le Politiche di Coesione il 23 novembre 2021, che indicò in Invitalia S.p.A. il soggetto per il supporto tecnico-operativo. Questo indirizzo fu formalizzato dal Comune con la Delibera di Giunta Comunale n. 388 del 16 dicembre 2021. Nel 2022, l'iter entrò in una fase operativa cruciale. L'intervento fu inserito nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2022-2024 del Comune di Crotone con la Delibera di Giunta Comunale n. 25 del 10 febbraio 2022. Successivamente, con la Determinazione Dirigenziale n. 1227 del 25 luglio 2022, venne affidato un incarico di supporto tecnico al Responsabile Unico del Procedimento per finalizzare i documenti tecnici. Un passaggio decisivo fu l'approvazione del Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP) con la Delibera di Giunta Comunale n. 290 del 2 agosto 2022. La Relazione di accompagnamento al DIP evidenziò l'impossibilità di intervenire sulle aree private previste inizialmente, portando a una rimodulazione che concentrò le risorse sulle sole aree pubbliche o fruibili. L'iter di gara fu quindi avviato tramite Invitalia, con la pubblicazione del Bando di Gara nella Gazzetta Ufficiale della Serie S n. 204 del 21 ottobre 2022. Il biennio 2023-2024 vide l'avanzamento verso la piena cantierabilità. Il Provvedimento di Aggiudicazione di INVITALIA del 10 marzo 2023 (protocollato dal Comune il 14/03/2023) stabilì la conclusione di Accordi Quadro con più operatori economici, inserendo ufficialmente l'intervento 1.2.2.5 (CUP F11E18000090009) in questo meccanismo. Con la Determinazione Dirigenziale n. 1466 del 4 luglio 2023, l'area di Campitella fu inquadrata nel "Cluster 3" e furono impegnate le risorse per la progettazione definitiva ed esecutiva. L'ultimo gradino tecnico-burocratico prima dell'avvio dei lavori fu sancito dalla Determinazione Dirigenziale n. 2994 del 23 ottobre 2024, con cui il Comune approvò lo schema di Ordine di Attivazione (ODA) per l'affidamento dei servizi di verifica della progettazione esecutiva per il Cluster 3. La fase più recente e decisiva per la governance del progetto è documentata dalla Deliberazione della Giunta Regionale n. 467 dell'11 settembre 2025. Questo atto approva una nuova rimodulazione delle linee d'intervento del PAC Calabria 2014/2020 e sancisce un radicale mutamento: il trasferimento della titolarità degli interventi dal Comune di Crotone agli organismi periferici del Ministero della Cultura, nello specifico alla Direzione dei Parchi Archeologici di Crotone e Sibari e alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro e Crotone. Il Tavolo Direttivo, istituito nel 2018, viene confermato ma integrato con questi nuovi soggetti titolari, ai quali spetta il compito di condurre a termine l'intero programma, incluso l'intervento 1.2.2.5. Dunque, nel momento in cui scriviamo il report ovvero febbraio 2026, l'area di Campitella e Chiusa Caivano, dopo un lungo percorso che l'ha portata fino alla validazione del progetto esecutivo sotto la gestione comunale supportata da Invitalia, si trova oggi in una fase di gestione ministeriale diretta. Questo passaggio di consegne, formalizzato nel settembre 2025, è finalizzato a garantire una gestione scientifica e operativa più snella per le fasi conclusive di scavo e valorizzazione, integrando definitivamente l'area nel sistema del Parco Archeologico urbano sotto la tutela dello Stato. Almeno è quello che noi ci auguriamo.

Soggetti Beneficiari

Il progetto per l'area di Campitella e Chiusa Caivano nasce con l'obiettivo ambizioso di guarire una ferita nel cuore di Crotone: una zona degradata che nasconde una doppia anima storica. Da un lato, le tracce di antiche officine per la lavorazione dei metalli dell'epoca greca; dall'altro, i resti di una masseria settecentesca. I potenziali beneficiari di questa trasformazione sono molti. Prima di tutti, i cittadini di Crotone, che guadagnerebbero un nuovo polmone verde e uno spazio di aggregazione culturalmente vivo, che rafforzerebbe il loro legame con la storia della città. Il progetto darebbe anche una spinta al turismo, inserendosi, come abbiamo già detto, in un circuito più ampio di "museo diffuso", e creerebbe opportunità di crescita sociale, economica e culturale per varie classi sociali e tutte le fasce d’età. Un progetto di recupero che , per quanto ci riguarda, risulterebbe fortemente inclusivo.

Contesto

Il progetto per l’area di Campitella e Chiusa Caivano si inserisce in un contesto territoriale segnato da criticità specifiche che ne giustificano il finanziamento e l’urgenza dell’intervento. Soprattutto stupisce che, nel corso di decenni, le varie amministrazioni comunali non si siano interessate all’ evidente degrado urbano e alla marginalizzazione di un’area centrale che imprime, non solo ai visitatori, ma anche ai cittadini una percezione di trascuratezza della città. Il progetto tra l’altro non è isolato, ma è una componente essenziale del programma più ampio dal titolo: “Valorizzazione dell’Antica Kroton e del sistema ambientale, turistico e culturale da Crotone a Capo Colonna” (1.2 Area Archeologica Urbana). Il sotto-intervento dovrebbe agire, quindi, in sinergia con gli altri sotto-interventi della stessa linea e in particolare con il recupero del vecchio tracciato della ferrovia Calabro-Lucana e la valorizzazione delle aree archeologiche dell’"area Gravina" e dell’"area ex Ariston", distanti poche centinaia di metri dall’area di Campitella e che, al contrario di quest'ultima, da quasi un anno e mezzo sono oggetto di scavo. Per di più il progetto si allinea e trova giustificazione in quadri strategici e pianificatori esistenti come il Piano Regolatore Generale (PRG) del Comune di Crotone al cui interno si scopre che l’area di Campitella risulta già vincolata e destinata a “verde pubblico”. Inoltre, come si evince dal documento di programma “Valorizzazione Antica Kroton”, in base alle disposizioni del Codice dei Beni Culturali (D.Lgs. 42/2004) l’area e i ritrovamenti sono soggetti a vincolo archeologico e paesaggistico, che imporrebbero interventi di tutela e valorizzazione. Infine la Convenzione Europea del Paesaggio (citata esplicitamente nel documento), prevede l’applicazione dei principi di riqualificazione delle aree degradate e di valorizzazione del paesaggio storico-urbano. Sembrano motivi più che validi affinché si inizino i lavori con una certa urgenza.

Avanzamento

Sulla base della visita di monitoraggio effettuata il 28 febbraio 2026 e dalle immagini del drone che abbiamo utilizzato, lo stato dell'area Campitella e della Masseria Suriano si presenta in una condizione di preoccupante abbandono e degrado, ben lontana dagli standard di un cantiere attivo o di un progetto di recupero in fase di avanzamento. L'intero perimetro risulta delimitato da una recinzione da cantiere in plastica arancione, ormai logora in più punti, e da barriere in cemento tipo "New Jersey" che sembrano servire più a interdire l'accesso che a proteggere un'area di lavoro effettiva. La vasta distesa di terreno circostante (più di 4500 mq), che costituisce l'area Campitella, è dominata da una vegetazione spontanea e incontrollata che alterna macchie di erba alta a zone di nudo terreno battuto e accumuli di detriti, evidenziando una totale assenza di manutenzione ordinaria. La Masseria Suriano versa in uno stato di conservazione critico che evidenzia danni strutturali in diverse sue parti. L'edificio principale, caratterizzato da una muratura mista in pietra e mattoni, mostra evidenti segni di erosione e cedimenti; mentre alcune sezioni conservano ancora la copertura in tegole, seppur visibilmente sconnessa, altre ali del complesso sono ormai a cielo aperto, con i solai completamente crollati e la vegetazione che ha iniziato a colonizzare la sommità delle mura e l'interno degli ambienti. Particolarmente emblematici sono i resti degli antichi archi in pietra, in parte murati grossolanamente con blocchi di cemento o mattoni forati, e le aperture prive di infissi che espongono gli interni agli agenti atmosferici e a intrusioni non autorizzate oramai da diversi decenni. Il quadro complessivo è ulteriormente aggravato da un diffuso degrado ambientale e sociale che emerge con chiarezza dalle evidenze raccolte sul campo. L'area è disseminata di rifiuti di ogni genere, tra cui spiccano cumuli di cassette in plastica e legno abbandonate a ridosso della masseria, resti di indumenti e materiali di scarto. Ancora più allarmante è la presenza, all'interno di alcuni anfratti dei ruderi, di giacigli di fortuna costituiti da materassi sporchi, coperte e vestiti, segno inequivocabile che la struttura è forse utilizzata come rifugio precario da persone in condizioni di disagio.

Risultati

Al momento il progetto monitorato è senza dubbio fermo. Dalle testimonianze dei residenti raccolte non si registrano visite di esperti o di tecnici per iniziare i lavori che, a questo punto, saranno più che mai impegnativi.

Punti di debolezza

L'aspetto più critico e francamente deludente emerso dalla visita di monitoraggio del 28 febbraio 2026 riguarda l'evidente scollamento tra il "progetto" e la realtà di un'area che, nei fatti, appare in uno stato di abbandono. Il primo elemento negativo risiede nell'inefficacia totale delle misure per la messa in sicurezza: quella che dovrebbe essere una recinzione di cantiere non sembra essere efficace, con la rete arancione che ormai logora, è incapace di impedire l'accesso o di contenere il degrado. Queste criticità hanno trasformato il sito in una "terra di nessuno", dove l'accumulo di rifiuti e la presenza di giacigli di fortuna dimostrano che la sorveglianza e la gestione logistica del progetto sono, allo stato attuale, del tutto fermi.

Punti di forza

Individuare aspetti positivi in un contesto di evidente stallo richiede un pò di immaginazione da parte nostra. Però se ci soffermiamo sulle potenzialità del progetto alcune osservazioni positive possono essere fatte. Un elemento di indubbio valore risiede nella scelta di conservare la Masseria Suriano anziché procedere alla sua demolizione per far spazio magari a nuovi edifici malgrado il vincolo archeologico. Questa decisione testimonia la volontà di preservare una testimonianza del passato del territorio, mantenendo un legame che, se opportunamente valorizzato, potrebbe trasformare l'area in un polo culturale unico all'interno di un quartiere densamente urbanizzato. Un altro aspetto che si può valutare favorevolmente riguarda la perimetrazione dell'area, che attraverso l'uso di barriere "New Jersey" e recinzioni pesanti assolve, almeno formalmente, alla funzione di delimitare il confine tra lo spazio pubblico e quello del futuro cantiere. Tale disposizione indica che esiste una consapevolezza istituzionale riguardo alla necessità di preservare il sito, prevenendo usi impropri ancor più massivi o rischi derivanti dalla circolazione di veicoli all'interno di un'area sottoposta a vincolo. Tuttavia anche in questo caso emergono delle criticità poiché passandovi di giorno si possono notare veicoli da trasporto merci parcheggiati all'interno dell'area. Di sera l'area risulta completamente sgombra ma completamente al buio.

Rischi

Certamente questo stallo burocratico aggravato dall'ennesimo passaggio di competenze potrebbe significare un allungamento dei tempi di realizzazione. Il fatto che l'area sia ubicata nel centro cittadino non aiuta sicuramente a rendere le cose più semplici. L'arrivo di mezzi pesanti per iniziare gli scavi metterebbe in tilt la circolazione soprattutto in via dei Mille, via G. Manna, via XXV Aprile, via Panella e via Bologna. Sarà necessario preparare un piano di emergenza per il traffico che non crei disagi alla collettività.

Soluzioni e Idee

E' difficile proporre soluzioni da suggerire per fare in modo che il progetto si avvii. Per incrementare l'efficacia del progetto e garantire che la visione di riqualificazione non rimanga un'intenzione sulla carta, la prima fase potrebbe prevedere l'attivazione di un intervento d'urgenza di consolidamento e messa in sicurezza dei resti della Masseria Suriano. Senza questo intervento immediato, qualsiasi piano di sviluppo a lungo termine rischia di operare su un manufatto ormai irrecuperabile, trasformando il restauro in una costosissima ricostruzione.Parallelamente, è necessario implementare un piano di gestione e sorveglianza attiva del sito che superi l'attuale logica della recinzione. Questo intervento complementare dovrebbe includere una bonifica straordinaria dell'area Campitella dai rifiuti e dai materiali di risulta, abbinata all'installazione di sistemi di illuminazione perimetrale e videosorveglianza collegati con le forze dell'ordine o con gli istituti di vigilanza.

Metodo di indagine

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
  • Intervista con altre tipologie di persone

Non abbiamo potuto realizzare alcuna intervista poiché le competenze della riqualificazione dell'area Campitella e della masseria Suriano sono passate alla Soprintendenza archeologica la quale è impegnata in tre importanti cantieri di scavo in centro città (Area "Gravina", Area "Ariston", "Parco Pignera"- Stadio "Curva Sud"). Le interviste che abbiamo realizzato hanno coinvolto i residenti nei pressi dell'area Campitella (122 persone). (Vedi sotto).

Domande principali

Avevamo preparato due domande da somministrare che riportiamo fedelmente: 1) Vista l'intensa campagna di scavi che sta interessando la città, perché l'Area Campitella e Chiusa Caivano registrano questo notevole ritardo? 2) Come mai vi è stato un passaggio di competenze dall'Amministrazione Comunale alla Soprintendenza?

Risposte principali

Per una serie di imprevisti non è stato possibile effettuare interviste. Ci ripromettiamo di effettuare le interviste al più presto e di inserirle nel Report di lezione 3.