REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
INTERVENTO DI RECUPERO PALAZZO TROILO*VIA DUOMO*

Inviato il 12/01/2026 | Di MEDWAVE LICEO ARISTOSSENO

Cosa abbiamo scoperto

Obiettivi del progetto

Il progetto monitorato dal gruppo MEDWAVE riguarda il recupero e la riqualificazione di Palazzo Troilo, situato in Piazza Duomo, nella Città Vecchia di Taranto. Esso si pone l'obiettivo fondamentale di restituire un immobile di inestimabile valore alla fruizione pubblica: l'edificio storico barocco, prima di proprietà della famiglia Antoglietta, successivamente acquistato dalla famiglia Troilo nel Settecento, in passato fu oggetto di vari interventi, di suddivisioni degli ambienti originari, e poi di occupazioni abusive e di degrado. Attualmente è parte di un progetto che include recupero, riqualificazione e restituzione alla città di altri ex edifici gentilizi. L'importanza dell'iniziativa risiede nella sua doppia anima: gli interventi non includono soltanto il restauro architettonico, ma anche il miglioramento dell’efficienza energetica e l'installazione di nuovi impianti tecnologici, destinando Palazzo Troilo, in prima istanza, in via privilegiata, a sede strategica e operativa del Comitato Organizzatore dei XX Giochi del Mediterraneo – Taranto 2026. Il progetto punta a valorizzare il patrimonio storico e culturale, a rivitalizzare il centro storico e a creare spazi funzionali per eventi e attività istituzionali. Quindi, Palazzo Troilo fa parte di un più ampio mosaico di interventi di riqualificazione urbana che coinvolge non solo la cosiddetta "Isola Madre", ma l'intera città.

Attività previste

Le attività pianificate per la rinascita di Palazzo Troilo si articolano in una serie di interventi mirati, volti a preservarne l'identità ed il valore storico, pur proiettandolo verso il futuro: esse comprendono infatti il restauro conservativo degli elementi architettonici e decorativi di pregio (come gli affreschi, gli stucchi, gli ambienti nobiliari, la cappella privata) e, parallelamente, l'allestimento e l'installazione di attrezzature tecnologicamente avanzate e di sistemi di efficientamento energetico, nonché il ripristino e la sistemazione degli spazi interni (piano terra, primo e secondo piano, e roof-garden). Inoltre, è stata attuata una predisposizione funzionale per ospitare attività amministrative, tecniche e promozionali legate ai Giochi del Mediterraneo 2026 e successivamente ad altri eventi di più ampio respiro culturale, come la Biennale. I tempi previsti hanno subito rallentamenti causa COVID-19, dal 2020 i lavori si sarebbero dovuti concludere entro Aprile 2025. Tuttavia, è emersa una discrepanza positiva tra i dati ufficiali e la realtà : occorre precisare, infatti, che la piattaforma OPENCOESIONE riporta la percentuale dei lavori conclusi al 68% (motivazione per la quale il team aveva scelto di monitorare il progetto ancora in fieri), mentre dalla visita di Monitoraggio effettuata manca pochissimo (si è parlato con i Funzionari Tecnici del Comune di Taranto del 98% dei lavori svolti). A conferma di quanto rilevato, il Palazzo è operativo e fruibile: infatti, il Comitato dei Giochi del Mediterraneo vi si è insediato e vi lavora alacremente.

Origine del progetto

Il progetto, parte di un piano più ampio di riadattamento e restituzione alla città di altri edifici storici dell'Isola Madre, è stato attuato nello specifico, come molti altri di questi edifici, grazie ad un finanziamento tramite il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2014–2020. È stato dunque promosso ed attuato dal Comune di Taranto tramite delibera del Commissario Straordinario (dott.ssa Giuliana Perrotta). Il documento identificativo di determina, recante le seguenti informazioni: N. Reg. Generale 8743 del 26/11/2022 DIREZIONE N. Reg. Area 665 del 25/11/2022 DIREZIONE LAVORI PUBBLICI, individua il RUP , Geom. Vincenzo Piccolo e le procedure di affidamento/realizzazione curate dal Comune. Le procedure amministrative sono visibili sul sito del Comune di Taranto, nelle sezioni ALBO PRETORIO/AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE. Ad ogni modo, grazie ai Funzionari Tecnici del Comune di Taranto, il gruppo MEDWAVE ha avuto la possibilità di consultare direttamente tutte le fotografie ed i documenti connessi al progetto, attraverso la creazione di una cartella condivisa.

Soggetti Beneficiari

I beneficiari dell'intervento sono molteplici. A trarne giovamento sarà l'intera macchina organizzativa ed i partecipanti dei Giochi del Mediterraneo 2026, poiché gli spazi operativi e logistici del palazzo potranno essere utilizzati per varie finalità: da quelle già previste da parte del Comitato Organizzatore dei XX Giochi del Mediterraneo - Taranto 2026- che lo utilizza come sede operativa, alle varie conferenze, presentazioni, ecc. Visitatori, turisti ed operatori culturali non saranno solo ulteriori beneficiari nel periodo di svolgimento dei Giochi, ma anche al loro termine, dato che il palazzo sarà destinato ad ospitare altri eventi significativi per il rilancio della città , come per esempio la Biennale. A trarre beneficio dalla restituzione di un bene culturale di tale rilievo sarà l'intera cittadinanza di Taranto, potendo godere di una maggiore fruizione del patrimonio locale. In specifico, potrà costituire un vantaggio per la comunità locale della Città Vecchia, poiché alla rigenerazione urbana si accompagnerà un incremento di attività culturali e turistiche. Turisti e cittadini guadagneranno l'accesso a nuovi spazi culturali, come il bookshop, le aree espositive e la terrazza panoramica con vista sul Mar Piccolo; il palazzo è inoltre concepito come un hub per il coworking e le imprese creative ed innovative. Dal punto di vista economico, di conseguenza, potranno beneficiarne il settore turistico e quello della ristorazione: questo edificio di prestigio, situato nel cuore della Città Vecchia, potrà essere utile alle attività commerciali e di ristorazione e alle strutture ricettive esistenti, e costituire uno stimolo per crearne di nuove. In relazione alle diverse attività che si potrebbero realizzare, nessun cittadino rischierebbe di essere escluso dall’usufruire della struttura così progettata.

Contesto

I bisogni del territorio che hanno giustificato l'investimento sono profondi ed urgenti, ed investono la sfera amministrativa-istituzionale, la sfera sociale, la sfera culturale e quella economica: Contrasto al degrado e spopolamento (Bisogno Sociale); Diversificazione dell'economia (Bisogno Economico); Recupero dell'identità storica (Bisogno Culturale); Supporto ai Grandi Eventi (Bisogno Strategico-Amministrativo). Il progetto di ristrutturazione del Palazzo è un importante tassello di un più ampio progetto che prevede la riqualificazione urbana della Città Vecchia e della Città Nuova, accelerato dalla sfida rappresentata dai Giochi del Mediterraneo 2026 (per i quali si stanno realizzando e riqualificando gli impianti sportivi della città) ma che comprende edifici di proprietà comunale (per esempio Palazzo Amati, Palazzo Carducci, Palazzo D'Ayala, Palazzo Delli Ponti, Palazzo Garibaldi-Novelune) destinati a diventare centri di diffusione di varie attività, luoghi di cultura e di studio, utili a trasformare Taranto in una città a misura di cittadini e turisti appartenenti a diverse fasce d'età e a riscattare l'immagine del territorio. Tale intervento si colloca dunque in un contesto dinamico e risponde non solo alla necessità di recuperare edifici storici degradati, ma soprattutto di migliorare infrastrutture, mobilità, accoglienza e servizi urbani nell'Isola Madre, per fare della zona un centro propulsore e trainante di tutta la città, oltre ad un centro storico di rilievo che aiuti i residenti a vivere, lavorare e operare in un contesto più stimolante.

Avanzamento

Secondo i dati ufficiali consultati sulla piattaforma OpenCoesione, lo stato di avanzamento del progetto è attualmente al 68%. Questo dato, come emerso durante l’intervista all’Ingegnere Francesco Godano e al Geometra Vincenzo Piccolo, Funzionari Tecnici del Comune di Taranto, va però interpretato correttamente: si tratta infatti di un indicatore statistico, che mette in relazione l’importo economico rendicontato con la superficie complessiva dell’immobile (circa 3.000 mq per un valore totale di circa 5 milioni di euro). Ci è stato chiarito che tale percentuale non corrisponde direttamente alla reale porzione fisica di edificio completata, ma dipende dalle procedure di rendicontazione amministrativa. Dalla visita di monitoraggio effettuata in loco dal nostro gruppo e dal colloquio diretto con i responsabili tecnici del progetto, l’edificio risulta quasi ultimato (circa 98%): restano da completare alcune lavorazioni centrali e la piena attivazione di parte degli impianti, oltre a dover espletare alcuni passaggi tecnici e amministrativi connessi al collaudo finale. È stato rilevato che, con l’aggiornamento della rendicontazione sulla piattaforma, il dato percentuale potrebbe subire un rapido incremento anche mentre scriviamo. Durante l’intervista all’Assessore Francesco Cosa, è emerso che i lavori sono stati eseguiti con una certa urgenza, data l’imminenza dei Giochi del Mediterraneo, che si svolgeranno a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre 2026. Proprio in vista di questo evento, Palazzo Troilo è stato individuato quale sede operativa del Comitato organizzatore, scelta maturata in accordo tra amministrazione comunale, commissario straordinario e Comitato stesso, come confermato anche nell’intervista a Roberto Outeirino (Responsabile Game Services). Dal punto di vista tecnico, gli interventi hanno riguardato sia il restauro conservativo sia l’adeguamento funzionale dell’edificio. Come da consuetudine, il cantiere si è sviluppato in modo progressivo , adattandosi alle criticità emerse durante i lavori, tipiche degli interventi in edifici storici della Città Vecchia. Gli interventi strutturali, impiantistici ed energetici sono stati effettuati nel rispetto dei CAM (Criteri Ambientali Minimi), compatibilmente con i vincoli della Soprintendenza. La visita ha inoltre evidenziato la presenza di elementi architettonici e decorativi di pregio, il cui recupero non ha però rallentato i lavori in modo significativo, ed una riorganizzazione funzionale degli spazi interni: aree destinate a co-working, spazi espositivi, ambienti per convegni e un piano terra pensato per un'attività di ristoro e un bookshop , con l’obiettivo di garantire sostenibilità gestionale futura. Per quanto riguarda la destinazione d’uso, dalle interviste emerge che la concessione quale sede operativa del Comitato dei Giochi è prevista fino al 30/06/2027. Successivamente, Palazzo Troilo sarà destinato a diventare un contenitore culturale polifunzionale, in linea con quanto previsto nel masterplan dell’“Isola Madre” e con l’obiettivo di garantire una fruizione continua da parte della cittadinanza, evitando il rischio di farne un “contenitore vuoto”.

Risultati

Poiché il progetto non è ancora formalmente concluso, ma risulta quasi ultimato (come emerso dalla visita di monitoraggio del 15 gennaio e dalle interviste realizzate con i soggetti coinvolti direttamente nella realizzazione del progetto ), possiamo valutarne i risultati parziali, che appaiono già concreti e significativi. Il primo risultato evidente riguarda il recupero storico-artistico dell’edificio: come da pianificazione, è stata realizzata la restituzione di un immobile di oltre 3.000 metri quadri che versava in stato di abbandono e di pericolo strutturale. Un altro importante aspetto riguarda la valorizzazione artistica: il recupero di affreschi settecenteschi, di stucchi e di ambienti di pregio (nel rispetto delle indicazioni della Soprintendenza, come ribadito dal Geom. Piccolo): resi nuovamente visibili dopo decenni di incuria, come un'antica cappella nobiliare. Questo dimostra che l’intervento non si è limitato a rendere l’immobile funzionale, ma ne ha preservato l’identità storica. Un ulteriore risultato riguarda la rifunzionalizzazione, sono stati creati, all'interno del palazzo, spazi moderni attualmente dedicati ad uffici tecnologicamente avanzati: nuovi impianti, adeguamento energetico secondo i CAM, miglioramento dell’accessibilità (installazione di ascensori), riorganizzazione degli spazi interni per uffici, sale riunioni e aree polifunzionali. L’efficacia è già verificabile, poiché il Comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo si è già insediato e lavora regolarmente nella sede (fonte: intervista a Roberto Outeirino e visita in loco). Questi interventi saranno utili alle sue destinazioni future (ad esempio per ospitare una radio cittadina, conferenze, meeting) ed altri ambienti potranno essere utilizzati come aree espositive, un bookshop, un'area di ristorazione; la terrazza panoramica rappresenterà un nuovo punto di attrazione turistica per la vista sul Mar Piccolo. Il progetto ha prodotto un rafforzamento dell’immagine della città, inserendosi nel più ampio percorso di rigenerazione della città vecchia (fonte: intervista all’assessore Cosa). Dal nostro punto di vista, il risultato è positivo perché unisce tutela del patrimonio e della storia passata, funzionalità concreta nel presente e prospettiva futura di riutilizzo come spazio culturale. L’efficacia definitiva potrà essere valutata nel tempo, soprattutto dopo la conclusione dei Giochi, verificando se l’edificio resterà realmente utilizzato e aperto alla cittadinanza.

Punti di debolezza

Oltre agli aspetti positivi, durante il monitoraggio, abbiamo rilevato anche alcuni elementi di criticità legati al progetto e al contesto in cui si inserisce. Un primo punto di debolezza è l’assenza di centri di informazione o adeguata segnaletica che indirizzino i visitatori verso Palazzo Troilo. Nonostante l’importanza dell’edificio e la funzione strategica che oggi svolge, non sono ancora presenti strumenti chiari e immediati che ne facilitino l’individuazione, soprattutto se non si è conoscitori della Città Vecchia. La difficoltà di raggiungere il posto è da sempre una problematica dell'Isola Madre, perché i vicoli stretti e la conformazione complessa del centro storico possono rendere poco intuitivo l’accesso, limitando la piena fruibilità del luogo. Un’altra criticità, individuata dai Funzionari tecnici che hanno curato la progettazione, l'attuazione e la realizzazione del progetto, risiede nella mobilità in quanto non esistono parcheggi o collegamenti logistici adeguati. La topografia dell'isola ha influenzato anche il posizionamento delle attrezzature e dei mezzi preposti alla realizzazione del progetto per via degli spazi di manovra molto ristretti. L’accessibilità risulta quindi non sempre agevole, soprattutto per chi arriva da fuori città o per eventi che prevedono una maggiore affluenza. Allo stato attuale un ulteriore punto di debolezza è la fatiscenza di alcuni edifici circostanti, che, unita a quanto già descritto, potrebbe inficiare l'interesse verso il palazzo e/o intaccare, a lungo andare, la conservazione tecnica dell'opera realizzata.

Punti di forza

I principali punti di forza del progetto di restauro di Palazzo Troilo, analizzati durante il monitoraggio, risiedono nella sua capacità di coniugare il recupero storico, con una visione funzionale, moderna e internazionale. Per la sua posizione nel Cuore della Città Vecchia, in Piazza Duomo, vicino alla Cattedrale di Taranto, il palazzo è una delle emergenze architettoniche più significative dell'Isola, fungendo da catalizzatore per l'intero piano di rigenerazione "Isola Madre", con l’obiettivo di riqualificare l'edificio valorizzando il patrimonio esistente. Il recupero del patrimonio storico rappresenta una forma di rigenerazione urbana sostenibile, che evita consumo di suolo e restituisce vita a spazi precedentemente inutilizzati o degradati. L'attenta progettazione e la cura nell'attuazione della riqualificazione, hanno evidenziato il forte valore storico, artistico e simbolico dell’immobile; l'intervento ha permesso di rinvenire elementi di elevata qualità. Essendo stato scelto come sede del Comitato Organizzatore dei Giochi del Mediterraneo 2026, l'edificio assume un ruolo di rappresentanza globale, di vetrina internazionale, diventando il "cervello pulsante" dell'evento sportivo. Infine, il progetto di riqualificazione del Palazzo, ha la possibilità di creare un effetto moltiplicatore di interesse alla ristrutturazione e al recupero da parte dei privati, proprietari degli edifici circostanti, poiché zona ad alto potenziale attrattivo, nei riguardi dei gestori delle attività commerciali che potrebbero insediarsi nelle vicinanze.

Rischi

Dall’analisi svolta attraverso il monitoraggio civico e dall’apporto prezioso degli intervistati, emergono alcuni possibili rischi che potrebbero compromettere l’efficacia del progetto nel medio-lungo periodo. Un primo rischio riguarda il contesto urbano circostante: alcuni edifici vicini, in parte di proprietà privata, risultano ancora inutilizzati o in condizioni di degrado, e quindi tendono a non valorizzare o ledere il lavoro effettuato. Se tali situazioni dovessero permanere, potrebbero ridurre l’impatto positivo della riqualificazione di Palazzo Troilo, limitando quell’effetto moltiplicatore di rigenerazione urbana che l’intervento si propone di attuare. La valorizzazione di un singolo edificio, infatti, rischia di essere indebolita se non accompagnata da un miglioramento complessivo dell’area. C'è dunque il rischio che diventi una "cattedrale nel deserto", cioè che si distingua per uno scollamento dal tessuto sociale reale. Un secondo rischio è quello dell’“evento-centrismo”: esiste la possibilità che questo immobile, valorizzato ed utilizzato durante i Giochi, successivamente non trovi un'adeguata funzione alternativa al loro termine, che sia continuativa e coerente con i bisogni del territorio, anche se esistono già le prospettive di ridefinizione della futura destinazione del Palazzo. Esiste inoltre il timore che il recupero di grandi palazzi nobiliari per fini turistici o istituzionali faccia aumentare i prezzi della zona, favorendo un turismo "mordi e fuggi" o speculativo a discapito della conservazione della comunità locale e delle botteghe storiche. Sarà compito dell'Amministrazione Comunale provvedere a riqualificare gli spazi in base alle esigenze del territorio e a trasformare in tempi brevi le idee esistenti in realtà concreta, affinché l’investimento pubblico produca benefici stabili e non solo temporanei. Occorrono, da parte degli enti e degli organi preposti, un'attenzione ed una programmazione costante dal punto di vista strutturale e manutentivo. La posizione dell’edificio, in un’area notoriamente caratterizzata da elevata umidità, in base alle esperienze passate vissute dalla nostra città, necessita di attenzione costante perché non resti un'opera pubblica di grande valore, ma isolata.

Soluzioni e Idee

Per garantire che Palazzo Troilo non resti una "scatola vuota" dopo il 2026, le soluzioni devono puntare sulla sostenibilità gestionale e sull'integrazione reale con il territorio. E' necessario predisporre un piano di gestione e sostenibilità post-concessione (programmazione culturale, accordi con associazioni locali, uso condiviso di spazi) per destinare, al termine dei Giochi del Mediterraneo, il Palazzo ad altre attività: potrebbe diventare sede di altri comitati sportivi, di eventi culturali (mostre, presentazioni di libri), di laboratori creativi, di sale studio e di co-working. Un’altra proposta riguarda l’introduzione di indicatori di valutazione che permettano di monitorare nel tempo l’impatto reale del progetto; oltre ai dati economici, sarebbe opportuno misurare la fruizione pubblica degli spazi, il livello di occupazione generato (anche giovanile e locale) e gli impatti sociali, includendo indicatori di genere per verificare l’effettiva inclusività delle attività ospitate. Questo consentirebbe all’amministrazione di valutare in modo oggettivo l’efficacia dell’investimento pubblico. Infine, sarebbe essenziale garantire percorsi di accessibilità e servizi adeguati, migliorando la segnaletica, i collegamenti e le modalità di accesso all’edificio, per coinvolgere residenti e scuole (attività didattiche, visite guidate). Rendere il palazzo facilmente raggiungibile e realmente aperto alla cittadinanza, contribuirebbe a trasformarlo in uno spazio vivo e partecipato, coerente con gli obiettivi di rigenerazione urbana dichiarati. Sarebbe importante realizzare Laboratori di Quartiere, per dedicare una parte degli spazi espositivi ad attività gestite dalle associazioni della Città Vecchia, ed evitare che i residenti percepiscano il palazzo come un corpo estraneo o elitario.

Metodo di indagine

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con l'Autorità di Gestione del Programma
  • Intervista con i soggetti che hanno programmato l'intervento (soggetto programmatore)
  • Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)
  • Intervista con i referenti politici

"Nel corso del nostro monitoraggio civico abbiamo avuto la possibilità di intervistare diversi soggetti istituzionali e tecnici direttamente coinvolti nel progetto di restauro e riqualificazione di Palazzo Troilo e nell’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo. Le interviste si sono svolte regolarmente e abbiamo riscontrato grande disponibilità nella condivisione delle informazioni utili da parte delle figure contattate.
In ambito istituzionale abbiamo intervistato l’ASSESSORE Francesco Cosa del Comune di Taranto -Assessore con deleghe: Attività produttive per Blue Economy, Economia di prossimità per il commercio e l'artigianato, Rapporti istituzionali con la Regione in materia di sviluppo e occupazione. Il suo contributo è stato interessante per comprendere la visione politica e strategica dell’intervento nel quadro più ampio della rigenerazione urbana della Città Vecchia e dell’intera città di Taranto.
Per quanto riguarda l’aspetto tecnico-amministrativo, abbiamo intervistato il geometra Vincenzo Piccolo, funzionario tecnico del Comune di Taranto (Area dei Funzionari – Coordinamento e attuazione grandi opere – Piano Isola Madre), accompagnato dall’Ingegnere Francesco Godano, anch’egli funzionario tecnico e referente del progetto. Le loro risposte sono state fondamentali per approfondire le modalità di progettazione e di esecuzione, le criticità in fase di cantiere e lo stato di avanzamento dei lavori.
In ambito organizzativo, abbiamo intervistato Roberto Outeirino, Responsabile Game Services del Comitato organizzatore, che ci ha presentato il centro operativo della sede del Comitato dei Giochi del Mediterraneo e l’organizzazione dei servizi legati all’evento. Sono intervenuti all’incontro anche Maria Caire, Responsabile Operazioni dei Volontari, e Panagiotis Tzeravinis, Direttore del Programma Volontari, che hanno illustrato il ruolo e il valore del volontariato nell’ambito dei Giochi. Infine, abbiamo intervistato il pallavolista Luigi Mastrangelo, Responsabile del Progetto Scuole dei Giochi del Mediterraneo, che ci ha fornito una prospettiva sull’impatto educativo e formativo dell’evento per i giovani e per il territorio. "

Domande principali

Le domande sono state tutte mirate a scoprire i vari aspetti del progetto di riqualificazione di Palazzo Troilo. Il file PDF con le interviste complete (ed il file Youtube) sono allegati nell'apposita sezione. Tuttavia, si individuano due domande chiave:
1. Sono stati adottati progetti o soluzioni a basso impatto ambientale? Sono stati utilizzati materiali ecosostenibili o tecniche a ridotto impatto ambientale, oppure sono previste per il futuro? DOMANDA POSTA ALL'INGEGNERE FRANCESCO GODANO E AL GEOMETRA VINCENZO PICCOLO, PICCOLO-AREA DEI FUNZIONARI – COMUNE DI TARANTO-COORDINAMENTO ED ATTUAZIONE GRANDI OPERE - PIANO ISOLA MADRE
2. Quali sono i progetti futuri e la destinazione di Palazzo Troilo dopo la fine dei Giochi? DOMANDA POSTA ALL'ASSESSORE FRANCESCO COSA - ASSESSORE CON DELEGHE: ATTIVITÀ PRODUTTIVE PER BLUE ECONOMY, ECONOMIA DI PROSSIMITÀ PER IL COMMERCIO E L'ARTIGIANATO, RAPPORTI ISTITUZIONALI CON LA REGIONE IN MATERIA DI SVILUPPO E OCCUPAZIONE.

Risposte principali

1. RISPOSTA GEOMETRA PICCOLO: Sì, chiaramente tutto il progetto è stato sviluppato secondo le regole dei CAM (Criteri Ambientali Minimi). Questo vale per tutti i materiali utilizzati, che devono rispettare requisiti specifici. Nel restauro, però, non sempre si riesce a essere perfettamente in linea con tutte le normative, perché ci sono vincoli importanti. Per esempio, l’installazione di pannelli fotovoltaici non è stata possibile: non possiamo ridurre il consumo elettrico in questo modo a causa dei divieti imposti dalla Soprintendenza, trattandosi di un edificio storico. Anche l’installazione di sale macchine o impianti climatici più invasivi non è stata consentita per motivi paesaggistici. Per quanto riguarda la sostenibilità, quindi, abbiamo dovuto trovare un compromesso legato alla tipologia dell’edificio. Abbiamo comunque cercato di intervenire con soluzioni come il riscaldamento a pavimento, nuove macchine per la produzione di caldo e freddo ad alta efficienza energetica e sistemi di trattamento dell’aria. Questo tipo di interventi è però molto più semplice nelle nuove costruzioni rispetto al restauro di edifici storici.
2. RISPOSTA ASSESSORE COSA: Palazzo Troilo è destinato a diventare un contenitore culturale. Taranto sarà sede della Biennale e si sta già ipotizzando che il palazzo possa ospitare questa iniziativa culturale, contribuendo a rendere questi spazi vivi e frequentati. L’obiettivo di un’amministrazione comunale non è solo restaurare un edificio, ma renderlo fruibile alla cittadinanza, alle scuole, ai residenti e ai progetti culturali ed europei, ospitando convegni e attività pubbliche(...). Quando un edificio pubblico restaurato viene utilizzato in modo continuativo, diventa un motore di sviluppo per il territorio. Al contrario, quando una struttura resta inutilizzata, rischia di diventare un contenitore vuoto e di perdere il valore degli investimenti pubblici.