REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Ristrutturazione e rifunzionalizzazione di Palazzo Amati per la creazione di un centro di animazione sociale - Taranto
Inviato il 17/02/2026 | Di KeTaras
| @KeTaras55201
Cosa abbiamo scoperto
Obiettivi del progetto Tweet
Il progetto monitorato è la ristrutturazione e rifunzionalizzazione di Palazzo Amati, che è un antico palazzo nobiliare situato nella Città Vecchia, un’area ricca di storia ma che negli anni ha vissuto fasi di degrado e abbandono. La sua ristrutturazione consentirà la creazione di un centro di animazione sociale che rappresenta un simbolo concreto di rigenerazione urbana e sociale, capace di restituire valore a un bene storico e di trasformarlo in un luogo vivo, accessibile e inclusivo, e soprattutto un centro strategico per il turismo in risposta all'obiettivo specifico dei finanziamenti POR FESR FSE PUGLIA per rispondere" Aumento della legalità nelle aree ad alta esclusione sociale e miglioramento del tessuto urbano nelle aree a basso tasso di legalità"
Infatti Il progetto è stato finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) nell’ambito della programmazione 2014-2020, per un investimento complessivo di € 1.547.898,47, nello specifico dall'Unione europea €1.238.319, dal Fondo di Rotazione € 216.706, dalla Regione €92.874.
L’intervento riguarda in particolare il secondo piano del palazzo, destinato alla realizzazione di un vero e proprio HUB sociale, migliorando l’efficienza e l’attrattività dell’edificio, trasformando Palazzo Amati in un centro culturale, ambientale e sociale (SISUS), di ricerca scientifica, capace di promuovere innovazione, inclusione, sostenibilità e partecipazione attiva, coinvolgendo gli abitanti di Taranto, i Turisti, enti del Terzo Settore e imprese creative, contribuendo così alla rigenerazione della Città Vecchia di Taranto.
Attività previste
Il Progetto prevede la Ristrutturazione e la rifunzionalizzazione di Palazzo Amati per la creazione di un centro di animazione sociale grazie ai finanziamenti POR FESR FSE PUGLIA. E' stata fatta la messa in sicurezza della facciata e della parte interna del primo piano, del secondo piano e dell'ipogeo. Sono stati inseriti materiali che hanno permesso sia la conservazione della struttura storica e nel contempo l'adeguamento in sicurezza rispettando le normative vigenti per quanto riguarda l'antincendio. Nello specifico si è fatto il ripristino dei reggimensola architettonici del prospetto principale, il recupero del prospetto esterno anche al piano terra, l'adeguamento del fabbricato alle nuove norme V.10 (DM 10/07/2020) per la sicurezza antincendio, rendendo l’edificio idoneo alle destinazioni culturali e museali. La ristrutturazione ha permesso di salvaguardare elementi storici e archeologici (volte ipogee, grata d’epoca) e di riorganizzare il palazzo per l'abbattimento delle barriere architettoniche, la messa in sicurezza del sistema volta–ascensore e la rampa garantiscono accessibilità universale, requisito essenziale per la natura sociale del progetto. E' stato effettuato il consolidamento delle strutture esistenti (rinforzo dei solai e delle murature attuali per aumentare la resistenza sismica dell’edificio), la costruzione di nuove murature interne, la costruzione di scale in calcestruzzo armato e la realizzazione di un ascensore con struttura dedicata per migliorare l’accessibilità e il collegamento tra i diversi livelli dell’edificio, abbattendo le barriere architettoniche. I lavori sono iniziati nel 2019 e conclusi nel 2025. Il centro sarà gestito dalla associazione Ketos, centro Euromediterraneo di Citizen Science che si occupa della promozione del mare e dei cetacei, attraverso attività formative, educative, di ricerca scientifica e di comunicazione ambientale. Il centro opera sul territorio da 17 anni con l'obiettivo di valorizzare le risorse del territorio, divenendo un presidio di buone prassi ed un punto di riferimento per la blue economy. Il centro è aperto a tutto il territorio, offre diverse opportunità innovative: dalla ricerca scientifica ai servizi didattico-museali, dallo sviluppo di nuove opportunità occupazionali alla promozione della lettura e del patrimonio culturale identitario legato al mare. Infine volge uno sguardo alla dimensione internazionale e favorisce la creazione di reti e lo sviluppo di progettualità con stakeholder europei di rilievo soprattutto grazie alla creazione del "San Paolo Dolphin Refuge" il primo rifugio marino d’Europa per delfini.
Origine del progetto
La ristrutturazione di Palazzo Amati rientra nel programma SISUS (Strategia Integrata di Sviluppo Urbano Sostenibile), finanziato con il POR Fesr-Fse Puglia 2014-2020. Dopo l’aggiudicazione del finanziamento, si è avviato il completamento dell’iter di rifunzionalizzazione, finanziato con il POR Fesr-Fse Puglia 2014-2020 – del primo e del secondo piano di Palazzo Amati, in cui grazie a Fondazione CON IL SUD, che ha messo a disposizione complessivamente circa 1 milione e 250 mila euro per avviare le fasi di start-up dell’attività di valorizzazione del bene. L’amministrazione comunale di Taranto e la Fondazione CON IL SUD hanno emesso un bando congiunto per la gestione e la valorizzazione del primo e secondo piano di Palazzo Amati che è stato aggiudicato dal centro Ketos - ASSOCIAZIONE JONIAN DOLPHIN CONSERVATION, pertanto gli hanno concesso il primo e secondo piano di Palazzo Amati in comodato d’uso gratuito, per una durata di 10 anni. Il progetto vincitore, presentato da KETOS è la creazione del" CENTRO EUROMEDITERRANEO DEL MARE E DEI CETACEI", che creerà un polo dedicato alla cultura del mare attraverso l’attivazione di servizi culturali innovativi e qualificati, legati al recupero delle identità locali nel territorio di Città Vecchia a Taranto, in connessione con l’iniziativa internazionale del San Paolo Dolphin Refuge, per dare rifugio ai delfini nell’area marittima di fronte al bene.
Soggetti Beneficiari
I primi soggetti a trarre vantaggio dagli esiti del progetto saranno tutti i cittadini di Taranto, in secondo i turisti che visiteranno il borgo con maggior sicurezza e un centro unico in tutto il Mediterraneo. L’iniziativa prevede inoltre il coinvolgimento degli studenti di vario ordine e grado nelle attività di ricerca scientifica sul mare e sulla blu economy; della comunità locale attraverso interventi di capacity building, attività di co-creazione, di laboratori e animazione ludico ricreativa con le organizzazioni del terzo settore. Inoltre, in accordo con lo USSM di Taranto è prevista la presa in carico di 60 minori provenienti dal penale minorile con la definizione di PEI e lo svolgimento di attività socio-educative e di avvio al lavoro.
Contesto
Palazzo Amati è un antico palazzo nobiliare situato situato nel cuore della Città Vecchia di Taranto, caratterizzato da un patrimonio storico-architettonico di grande valore e da un tessuto urbano ricco di stratificazioni culturali. La sicurezza del centro storico e il miglioramento delle infrastrutture sono fondamentali per contrastare lo spopolamento e valorizzare il turismo. L’immobile ospiterà un centro destinato ad attività di sostegno all’aggregazione sociale e alla creazione di opportunità di sviluppo socio-economico e occupazionale, con il fine di migliorare le condizioni di sicurezza, legalità e coesione sociale nell’Isola Madre, grazie alla collaborazione del Comune di Taranto con Fondazione CON IL SUD, impegnati da tempo a sostenere interventi di valorizzazione dei beni comuni e percorsi di coesione sociale nel territorio tarantino, che di concerto con la Direzione Patrimonio e Demanio – Politiche abitative stanno portando avanti il percorso di valorizzazione non solo di Palazzo Amati, ma anche del Centro San Gaetano e dell’area polivalente sul water front di mar piccolo, tutti in fase di riqualificazione.
Avanzamento
Secondo i dati disponibili sul sito OpenCoesione, il progetto risultava ancora in corso. Tuttavia, a seguito della visita di monitoraggio fatta il 12 febbraio 2026 e l' incontro con il RUP l'ing.Menza, è stato confermato che il progetto è stato completato. E' già avvenuto il collaudo tecnico, pertanto il progetto si ritiene concluso nella parte tecnica, amministrativa ed esecutiva, mancano solo i mobili e le installazioni nei locali del primo piano. La visita di monitoraggio, le interviste e i quesiti formulati ai referenti tecnici hanno confermato il termine dei lavori. Tutta la progettualità è stata sviluppata secondo quanto definito dagli obiettivi di sviluppo anche se questo non emerge ancora dai dati online disponibili che devono essere aggiornati.
Risultati
Secondo le informazioni raccolte, dalla documentazione tecnica fornita dal RUP e dalla visita di monitoraggio, il progetto ha prodotto risultati molto rilevanti, in quanto la ristrutturazione ha eliminato rischi strutturali prima non noti, rendendo l’edificio più sicuro, accessibile e funzionalmente coerente con gli usi previsti. L’intervento ha eliminato alcune condizioni di grave pericolo per la pubblica viabilità come il ripristino dei reggimensola architettonici del prospetto principale, il recupero del prospetto esterno anche al piano terra, l'adeguamento del fabbricato alle nuove norme V.10 (DM 10/07/2020) per la sicurezza antincendio, rendendo l’edificio idoneo alle destinazioni culturali e museali. La ristrutturazione ha permesso di salvaguardare elementi storici e archeologici (volte ipogee, grata d’epoca) e di riorganizzare il palazzo per l'abbattimento delle barriere architettoniche, la messa in sicurezza del sistema volta–ascensore e la rampa garantiscono accessibilità universale, requisito essenziale per la natura sociale del progetto. E' stato effettuato il consolidamento delle strutture esistenti (rinforzo dei solai e delle murature attuali per aumentare la resistenza sismica dell’edificio), la costruzione di nuove murature interne, la costruzione di scale in calcestruzzo armato e la realizzazione di un ascensore con struttura dedicata per migliorare l’accessibilità e il collegamento tra i diversi livelli dell’edificio.( Informazioni derivate dall'intervista al R.U.P e dalla Relazione generale fornita, Perizia suppletiva di variante)
Punti di debolezza
Si ritiene che un primo aspetto negativo c'è stato nella fase di progettazione preliminare, in quanto la conoscenza dell’edificio prima dell’avvio del cantiere era incompleta e molti problemi rilevanti (cordoli del vano ascensore, condizioni della volta ipogea, degrado dei reggimensola, presenza della grata antica) sono stati scoperti solo in corso d’opera. Tutto questo ha reso necessario una variante rilevante (oltre il 20%) con un aumento del costo dei lavori pari al 20- 23%, provocando rallentamenti, la necessità di riformulare soluzioni tecniche e modifiche significative rispetto al progetto approvato.
Un altro aspetto negativo è la scarsa partecipazione della cittadinanza nei processi decisionali, con l’assenza di consultazioni pubbliche che avrebbero potuto arricchire la progettazione con suggerimenti utili.
Punti di forza
Il progetto dimostra un buon equilibrio tra il rispetto degli elementi architettonici originari storici e l’introduzione di soluzioni moderne necessarie per rendere l’edificio funzionale agli usi contemporanei (impianti, messa in sicurezza, ascensore) e abbattere le barriere architettoniche.
Elevata capacità di adattamento alle criticità emerse in cantiere, grazie ad una buona ripianificazione delle fasi operative e al coordinamento efficace tra i diversi attori coinvolti (progettisti, enti pubblici, imprese), che è stato fondamentale per l' intervento su un edificio storico come Palazzo Amati. C'è stata grande flessibilità e competenza tecnica nel gestire problemi strutturali complessi, del tutto imprevedibili in fase di progettazione come la messa in sicurezza del vano ascensore o il recupero di una vecchia grata che è stata restaurata. Tutto questo indica una direzione dei lavori attenta, reattiva e responsabile che ha tutelato rigorosamente le strutture storiche e archeologiche, mostrando attenzione alla sicurezza strutturale, all'accessibilità e prevenzione incendi. La ristrutturazione ha tenuto conto della destinazione d’uso, formazione di spazi sociali, di attività culturali, di percorsi espositivi, ha valorizzato non solo l'edificio, ma anche l'intera area circostante.
Rischi
Un rischio rilevato riguarda la mancanza di un piano di gestione post-intervento sostenibile e inclusivo, questo potrebbe causare problemi sull’efficacia a lungo termine del progetto, ad esempio l'organizzazione di controlli programmati annuali e di finanziamenti per la manutenzione. Questo aspetto non è stato riscontrato nel bando congiunto dell'amministrazione comunale di Taranto e Fondazione CON IL SUD, con cui è il secondo piano di Palazzo Amati è stato concesso in comodato d'uso per i prossimi dieci anni al centro Ketos.
La scarsa partecipazione della comunità locale durante le fasi di progettazione, potrebbe ridurre il coinvolgimento degli abitanti, rendendo meno efficace l’intervento.
Soluzioni e Idee
La principale soluzione che proponiamo è una maggiore comunicazione pubblica dei risultati del progetto, dato che Palazzo Amati sarà un centro di animazione sociale, è importante coinvolgere i cittadini, per esempio attraverso l'organizzazione di visite guidate, di eventi pubblici, di presentazione dei lavori con pannelli con foto che documentano le varie fasi di ristrutturazione e recupero.
Tutto questo aumenta trasparenza sull'utilizzo dei finanziamenti pubblici, la partecipazione della comunità e la percezione positiva del progetto.
Infine, si suggerisce la creazione di un Fondo di Manutenzione Programmata, ad es. la manutenzione delle facciate, i controlli sulle strutture, sull'ascensore, ecc.
Parità di Genere
Nel progetto è coinvolta, direttamente o indirettamente, la parità di genere?
NO
Nel progetto i partecipanti (a volte chiamati beneficiari) sono distinti per genere (donne, uomini, altri), utilizzando - per esempio -parole come donne, bambine, anziane, studentesse, lavoratrici, etc.
SI
Studenti: nel centro saranno avviati laboratori didattici e centro di ricerca scientifica sui cetacei e blue economy. Minori: presa in carico di 60 minori provenienti dal penale minorile con la definizione di PEI e lo svolgimento di attività socio-educative e di avvio al lavoro.
Il progetto stanzia risorse finanziarie esplicitamente destinate ad azioni che promuovono la parità di genere?
NO
Sono stati indicati esplicitamente indicatori (es. numero di operatrici formate o percentuale di aumento delle studentesse iscritte a corsi STEM) per monitorare e valutare l’impatto del progetto in termini di promozione della parità di genere?
NO
Metodo di indagine
Come sono state raccolte le informazioni?
- Raccolta di informazioni via web
- Visita diretta documentata da foto e video
- Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
- Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)
Durante la visita di monitoraggio sono stati intervistati:
- ing.Menza F. Soggetto attuatore: Responsabile Unico del Procedimento (RUP) comune di Taranto
- dott.ssa Monica Barnaba, dottore veterinario della Jonian Dolphin Conservation-centro Ketos
Era prevista la presenza del vicesindaco del Comune di Taranto il dott.Giorno M. e dell'ing. Simona Sasso, Dirigente - Direzione
Grandi opere appalti del Comune, purtroppo non sono intervenuti per problemi imprevisti, legati al loro lavoro.
Domande principali
1) Quali sono state le sfide tecniche principali nel coordinare un intervento su un edificio storico vincolato come Palazzo Amati? Come pensa che questo progetto possa diventare un modello tecnico per altri restauri nel centro storico di Taranto?Come è stato gestito il coordinamento tra i diversi tecnici (architetti, ingegneri strutturisti e impiantisti) per preservare l'integrità storica del Palazzo?(All'Ing. Menza F. RUP)
2) Il Palazzo diventerà un punto di riferimento per il turismo sostenibile, in che modo il coinvolgimento dei turisti può aiutare a finanziare le attività sociali e di ricerca dell'associazione?(Alla dott.ssa Monica Barnaba, dottore veterinario della Jonian Dolphin Conservation-centro Ketos)
Risposte principali
Ing. Menza: L'edifico è stato collaudato in toto, l'intervento è finito. Sono emerse delle criticità durante l’avanzamento dei lavori, in quanto intervenire su un immobile storico vincolato presenta molteplici complessità. Tutte le diverse figure tecniche si sono interfacciate costantemente nelle varie fasi dei lavori, dal monitoraggio fino al termine. In corso d'opera sono emersi degli imprevisti imprevedibili, che hanno reso necessario apportare modifiche rispetto alla progettazione iniziale a cui hanno lavorato sinergicamente tutti i tecnici con riunioni di coordinamento, con la stesura di una perizia suppletiva, garantendo il termine dei lavori.
Dott.ssa Barnaba: "Quello che si ricaverà dal merchandising, ovvero la vendita di oggetti ai visitatori, sarà reinvestito nei progetti del centro Ketos, principalmente nel rifugio dei cetacei che è il primo rifugio presente nel Mediterraneo, il secondo rifugio al mondo. Questo progetto consentirà numerose collaborazioni nazionale e internazionali. La principale collaborazione si è creata con Richard O'Barry che ha dedicato tutta la vita ai delfini, costruendo il primo rifugio mondiale in Indonesia, premio Oscar con il suo documentario The Cove, che a breve si trasferirà a vivere a Taranto.