REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
IDENTITA - rete Integrata meDiterranea per l'osservazione ed Elaborazione di percorsi di Nutrizione personalizzaTa contro la malnuTrizione
Inviato il 20/02/2026 | Di Ad Maiora
Cosa abbiamo scoperto
Obiettivi del progetto Tweet
L'iniziativa si pone l'obiettivo di contrastare la malnutrizione attraverso la creazione di piattaforme tecnologiche che raccolgano dati e li analizzino anche grazie all'uso dell'intelligenza artificiale, individuando modelli alimentari più efficaci per prevenire patologie croniche, mettendo in relazione le abitudini alimentari con il profilo biologico del singolo.
Attività previste
Si parte dalla creazione di un’infrastruttura digitale avanzata che consente la raccolta, integrazione e standardizzazione dei dati sanitari. Si sviluppano quindi studi clinici ed epidemiologici per analizzare l’impatto della nutrizione nelle patologie croniche e la diffusione della malnutrizione nell’area mediterranea.
I dati raccolti vengono poi elaborati tramite sistemi di intelligenza artificiale. Parallelamente attraverso la ricerca si definiscono percorsi di nutrizione di precisione basati sulle caratteristiche biologiche del singolo.
Infine, i risultati scientifici permettono di realizzare alimenti funzionali e nutraceutici personalizzati, la cui efficacia viene testata per verificare la reale capacità di migliorare lo stato nutrizionale e di salute dei partecipanti.
Origine del progetto
Il progetto IDENTITA (rete Integrata meDiteranea per l'osservazione ed Elaborazione di percorsi di Nutrizione personalizzaTa contro la malnuTrizione), è tracciato come operazione finanziata dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2014-2020 ed il beneficiario è l'Ente Ospedaliero Specializzato in Gastroenterologia Istituto Nazionale di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico S. De Bellis. Questo è un progetto classificato come ricerca e innovazione con inizio effettivo 10/02/2023 e termine previsto 31/12/2026 e hanno contribuito alla definizione a monte del progetto il Ministero della Salute in quanto suo programmatore e l'IRCCS De Bellis in quanto principale beneficiario.
Soggetti Beneficiari
Il Programmatore è il Ministero della Salute, il principale Beneficiario è l'Ente Ospedaliero Specializzato in Gastroenterologia IRCCS “S. De Bellis”, in Puglia.
A giovare del progetto sono gli stakeholder come enti e istituzioni coinvolti nella salute pubblica, la comunità scientifica e medica e le persone affette da patologie legate alla malnutrizione.
Contesto
Il progetto nasce per rispondere ai bisogni del territorio legati alla diffusione delle malattie croniche e dei problemi nutrizionali, promuovendo la Dieta Mediterranea come modello di prevenzione e salute. In Puglia, dove opera l’IRCCS Saverio De Bellis, è forte l’esigenza di valorizzare le risorse locali, le produzioni agroalimentari e la tradizione mediterranea integrandole con la ricerca scientifica. Il finanziamento rientra nelle strategie del Ministero della Salute sulla nutraceutica e la nutrizione personalizzata, che puntano a rafforzare prevenzione, innovazione e qualità della sanità, sostenendo progetti collegati alla promozione della Dieta Mediterranea e alla lotta contro la malnutrizione.
Avanzamento
Il progetto risulta al momento in corso. Tempistiche dichiarate sul portale OpenCoesione:
Inizio effettivo: 10/02/2023
Inizio previsto: 31/12/2023
Fine prevista: 31/12/2026
Fine effettiva: non ancora disponibile
Quadro finanziario pubblico monitorato: €129.600 (risorse FSC)
Pagamenti monitorati: €12.960 (pari circa al 10% del finanziamento)
Risultati
Al momento, dal portale risultano pubblicati solo indicatori iniziali del progetto (aggiornati al 31/10/2025) e non sono ancora disponibili risultati di piena realizzazione.
Un indicatore di realizzazione previsto riguarda l’attivazione di progetti o banche dati specifiche legate alla piattaforma, ma al momento non risulta alcuna implementazione definitiva registrata (“Effettivo” non compilato).
Punti di debolezza
Il progetto è complesso da realizzare, soprattutto per la gestione e l’integrazione di dati molto diversi tra loro. Garantire qualità, sicurezza e corretta condivisione delle informazioni richiede tempo e risorse. Anche lo sviluppo e la validazione degli algoritmi richiedono studi lunghi e numerosi pazienti.
Punti di forza
Il progetto è innovativo perché unisce dati clinici, epidemiologici e biologici in un’unica piattaforma digitale. Permette di condividere e organizzare informazioni provenienti da fonti diverse in modo sicuro e nel rispetto del GDPR. L’uso dell’intelligenza artificiale aiuta a individuare i modelli alimentari più efficaci per prevenire malattie croniche. Inoltre, l’integrazione con dati genetici e biologici consente di sviluppare soluzioni nutrizionali personalizzate, con un forte potenziale nella nutrizione di precisione.
Rischi
In primo luogo, vi sono criticità legate alla privacy e alla sicurezza dei dati, poiché la raccolta e l’integrazione di informazioni sanitarie sensibili (genoma, microbioma, cartelle cliniche elettroniche) richiedono elevati standard di protezione e piena conformità al GDPR. Un ulteriore rischio riguarda la correttezza scientifica degli algoritmi: eventuali bias nei dati o errori nei modelli di intelligenza artificiale potrebbero generare raccomandazioni nutrizionali non adeguate o discriminatorie. Esistono poi rischi di disuguaglianza nell’accesso, poiché tecnologie avanzate e nutraceutici “di precisione” potrebbero non essere economicamente accessibili a tutti. Inoltre, la produzione e l’utilizzo di alimenti funzionali personalizzati solleva interrogativi etici e regolatori, specialmente in merito alla sicurezza a lungo termine e alla reale efficacia clinica. Infine, vi è il rischio di un’eccessiva medicalizzazione dell’alimentazione, che potrebbe ridurre l’attenzione verso stili di vita sani e prevenzione primaria basata su abitudini equilibrate
Soluzioni e Idee
Per rendere il progetto più efficace sarebbe importante rafforzare il collegamento tra la piattaforma e i servizi sanitari territoriali, così che i risultati della ricerca possano essere applicati stabilmente nei percorsi di cura. Allo stesso tempo, investire nella formazione del personale sanitario faciliterebbe l’utilizzo concreto degli strumenti di nutrizione personalizzata e potrebbe inoltre risultare utile affiancare al progetto iniziative complementari di prevenzione e promozione della Dieta Mediterranea, coinvolgendo scuole, medici di base e realtà locali, così da ampliare l’impatto anche oltre l’ambito strettamente clinico.
Parità di Genere
Nel progetto è coinvolta, direttamente o indirettamente, la parità di genere?
NON SAPREI
Nel progetto i partecipanti (a volte chiamati beneficiari) sono distinti per genere (donne, uomini, altri), utilizzando - per esempio -parole come donne, bambine, anziane, studentesse, lavoratrici, etc.
NO
Il progetto stanzia risorse finanziarie esplicitamente destinate ad azioni che promuovono la parità di genere?
NO
Sono stati indicati esplicitamente indicatori (es. numero di operatrici formate o percentuale di aumento delle studentesse iscritte a corsi STEM) per monitorare e valutare l’impatto del progetto in termini di promozione della parità di genere?
NO
Metodo di indagine
Come sono state raccolte le informazioni?
- Raccolta di informazioni via web
- Visita diretta documentata da foto e video
- Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
- Intervista con altre tipologie di persone
Le domande sono state rivolte a Erika Cione, professoressa associata presso il Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione dell'Università della Calabria, e a F. Pagliuca, proprietario della società agricola Fattoria Pagliuca.
Domande principali
- Domanda n.1: "Spesso si parla di alimenti funzionali e arricchiti, ma la biochimica ci insegna che molte molecole sono termolabili o sensibili alla degradazione. Quali sono oggi le tecnologie più promettenti per garantire che i composti nutraceutici presenti nel latte o nei suoi derivati mantengano la loro reale biodisponibilità una volta arrivati sulla tavola del consumatore?" (rivolta ad Erika Cione, professoressa associata presso il Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione dell'Università della Calabria).
- Domanda n.2: "Per avere un latte arricchito di proteine o sali minerali, che tipo di alimentazione devono avere le bufale?" (rivolta a F. Pagliuca, proprietario della società agricola Fattoria Pagliuca)
Risposte principali
- Risposta alla domanda n.1: "Esistono tecnologie in grado di incapsulare frammenti di mRNA per attivare risposte biologiche mirate. Le molecole bioattive possono essere costituite da RNA e, grazie alle vescicole cellulari, possono resistere ai processi digestivi. Tuttavia, negli alimenti funzionali il problema principale resta la biodisponibilità: la presenza di una sostanza non garantisce il suo assorbimento. Per questo, il progetto punta su sistemi di incapsulamento che proteggano i principi attivi dalla degradazione, soprattutto nelle prime fasi della digestione, migliorandone l’efficacia".
- Risposta alla domanda n. 2: Per arricchire il latte, l'alimentazione degli animali deve restituire ciò che gli animali danno. Dunque, nel caso della Fattoria Pagliuca, che non fa uso di mangimi, la quota proteica è coperta dalla soia, la quota di Omega-3 dai semi di lino, mentre la quota di grassi e di zuccheri da particolari fieni e farine.