REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
“Riqualificazione e messa in sicurezza della Pineta di Castelvolturno e fasce prospicienti il litorale contermine - Lotto Unico di Completamento”

Inviato il 26/02/2026 | Di ECO ON THE MOVE - Volturno regeneration | @eco_on_the_move

Cosa abbiamo scoperto

Obiettivi del progetto

Il piano nasce per rispondere alla morte di migliaia di alberi nella Pineta di Castelvolturno causata dalla Toumeyella parvicornis (cocciniglia tartaruga), che ha devastato il paesaggio, bloccare lo sversamento dei rifiuti e impedire i traffici illeciti.
L'intervento è stato proposto dal Prof. Silvestro Caputo (agronomo) all'ex Vice Presidente della Regione Campania on. Fulvio Bonavitacola nell'aprile del 2018, dopo un sopralluogo nella Pineta di Castel Volturno alla presenza dell'ex Sindaco Dimitri Russo e del Consigliere avv. Peppe Scialla. La pineta di Pinus pinea era devastata per il 25% - 30% dall'attacco della "cocciniglia tartaruga" Toumeyella parvicornis ed erano evidenti i grossi sintomi di sofferenza della foresta:
1) sesti di impianto originari 2,5x3 con circa 1300 piante/ha;
2) mancanza dei diradamenti necessari per portare il sesto a distanze adeguate allo sviluppo radicale;
3) mancanza totale di manutenzione;
4) eziolamento eccessivo delle essenze;
5) sviluppo radicale radiale limitato per eccessiva competizione;
6) tutte le essenze morte e non erano a rischio schianto;
7) molti i rifiuti abbandonati nella foresta.

Attività previste

Il programma di interventi per la riqualificazione e la messa in sicurezza della Pineta di Castel Volturno è finalizzato alla tutela e al ripristino dell’ecosistema forestale, in coerenza con il Masterplan dell’area Flegrea-Domizia e nel rispetto dei vincoli previsti dalla rete Natura 2000 e dalle aree SIC. Le attività previste riguardano principalmente il recupero ambientale, la conservazione della biodiversità e il miglioramento della fruizione controllata della foresta.
Gli interventi comprendono il taglio straordinario della pineta morta, gravemente compromessa dall’attacco della cocciniglia tartaruga (Toumeyella parvicornis), e la successiva ricostituzione dell’habitat originario attraverso il reimpianto di specie autoctone tipiche della macchia mediterranea e delle foreste di leccio (Quercus ilex), habitat di interesse comunitario. Parallelamente è prevista l’eliminazione delle specie aliene infestanti, la rimozione e la triturazione del legno secco e degli alberi caduti, nonché la pulizia generale delle aree forestali.
Particolare attenzione è rivolta alla tutela della biodiversità attraverso l’installazione di nidi artificiali per l’avifauna e di bat box per i chirotteri.
Il programma include anche interventi di recupero e protezione delle aree dunali e delle zone acquitrinose presenti tra le dune, oltre alla realizzazione e manutenzione di opere di ingegneria naturalistica per la stabilizzazione e la tutela degli habitat. Contestualmente saranno effettuati interventi di manutenzione straordinaria delle infrastrutture esistenti, tra cui sentieri, strade di accesso, recinzioni, staccionate, impianti antincendio e di irrigazione, nonché delle strutture in legno e degli edifici destinati alla gestione dell’area.
L’accesso alla foresta sarà regolamentato tramite specifiche misure di tutela, tra cui il divieto di raccolta di piante, funghi e tartufi, il divieto di pascolo e di accesso con animali domestici e la limitazione della fruizione alle aree e ai percorsi autorizzati.
Infine, il programma prevede un sistema di vigilanza e controllo dell’area, finalizzato a prevenire fenomeni di degrado ambientale, abbandono di rifiuti e prelievo non autorizzato di materiale vegetale. Tali attività saranno supportate dall’installazione di un impianto di videosorveglianza collegato alla centrale operativa della polizia municipale e da un monitoraggio periodico dello stato della foresta e delle dune.

Origine del progetto

La Regione Campania ha programmato l’intervento di riqualificazione e messa in sicurezza della Pineta di Castel Volturno e delle fasce prospicienti il litorale, nell’ambito del programma di riqualificazione delle aree verdi, parchi urbani, aree naturali e giardini storici, con una dotazione finanziaria dalle risorse POC 2014-2020.
Il progetto è stato approvato e successivamente è stato sottoscritto un Protocollo di Intesa tra Regione Campania, Comune di Castel Volturno, Ente Gestore delle Riserve Naturali “Foce del Volturno – Costa di Licola” e “Lago di Falciano” e ANPAL Servizi.
L’intervento è stato affidato tramite gara europea con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa a un raggruppamento temporaneo di imprese.
Successivamente è stato previsto anche un secondo stralcio dei lavori, finalizzato al completamento dell’opera e al raggiungimento di una piena funzionalità e continuità degli interventi sull’intero contesto forestale della Pineta di Castel Volturno. Le risorse per questo secondo intervento sono state programmate nell’ambito del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2014-2020, con l’obiettivo di completare le attività di riqualificazione e messa in sicurezza dell’area.
Il progetto è stato sviluppato direttamente dal Prof. Silvestro Caputo (agronomo). Con il primo intervento è stata presentata anche la VIncA - ossia la Valutazione di Incidenza Ambientale Appropriata a firma dello stesso professionista quale Assistenza tecnica regionale, mentre tutti gli elaborati amministrativi sono stati predisposti dagli Uffici Regionali. Successivamente tutte le progettazioni oltre agli elaborati VIncA, 2023/2025 e 2025/2026 sono stati elaborati sempre dallo stesso esperto dell'Assistenza Tecnica Regionale.

Soggetti Beneficiari

La riqualificazione della pineta di Castel Volturno produce benefici non solo per gli enti che realizzano il progetto, ma soprattutto per diversi soggetti del territorio che traggono vantaggi indiretti dagli interventi.
In primo luogo, i principali beneficiari sono i cittadini e i residenti di Castel Volturno, che possono usufruire di uno spazio naturale più curato, sicuro e accessibile. Il miglioramento dell’ambiente e delle infrastrutture della pineta favorisce infatti la qualità della vita, offrendo aree verdi per il tempo libero, lo sport e le attività all’aperto.
Un altro gruppo di beneficiari è rappresentato dai turisti e dai visitatori, che grazie alla riqualificazione possono godere di un’area naturale più valorizzata e attrezzata. Questo rende il territorio più attrattivo dal punto di vista turistico e favorisce la frequentazione della pineta e delle zone costiere circostanti.
La riqualificazione porta vantaggi anche alle imprese locali e alle attività turistiche, come ristoranti, stabilimenti balneari e servizi collegati al turismo. Un ambiente più curato e frequentato può infatti stimolare l’economia locale, aumentando le opportunità di lavoro e lo sviluppo delle attività commerciali.
Anche le associazioni ambientaliste e culturali possono beneficiare del progetto, poiché una pineta riqualificata diventa un luogo ideale per organizzare iniziative di educazione ambientale, eventi culturali e attività di sensibilizzazione sulla tutela del territorio.
Infine, un importante beneficiario è il sistema ecologico locale. Gli interventi di riqualificazione contribuiscono alla tutela della biodiversità, alla protezione degli habitat naturali e alla riduzione degli effetti delle isole di calore urbane, migliorando così l’equilibrio ambientale dell’area.
Questo intervento non penalizza nessuno, anzi crea benefici per tutti i cittadini

Contesto

Il progetto di riqualificazione della Pineta di Castel Volturno nasce dall’esigenza di intervenire in un’area caratterizzata da un forte degrado ambientale e da gravi problemi di sicurezza. La pineta, originariamente costituita da Pinus pinea, era stata gravemente compromessa dall’attacco della cocciniglia tartaruga, che in pochi anni ha causato la morte della quasi totalità degli alberi. A questa emergenza fitosanitaria si aggiungevano ulteriori criticità, come l’assenza di manutenzione forestale, la presenza diffusa di rifiuti anche pericolosi, il rischio di caduta degli alberi e l’uso improprio dell’area, che ne compromettevano la fruibilità e la sicurezza per i cittadini e per le attività turistiche del litorale.
Il finanziamento dell’intervento è quindi giustificato dalla necessità di ripristinare l’equilibrio ecologico della foresta, migliorare la sicurezza del territorio e valorizzare un’area di grande importanza ambientale e paesaggistica per il comune di Castel Volturno e per l’intero litorale campano. L’intervento mira inoltre a favorire una nuova fruizione pubblica della pineta, promuovendo attività di educazione ambientale, turismo sostenibile e tutela della biodiversità.
Il progetto si inserisce nel quadro delle politiche regionali di riqualificazione ambientale e valorizzazione delle aree verdi, in particolare nel programma regionale di “Riqualificazione di aree verdi in parchi urbani, aree naturali e giardini storici”, promosso dalla Regione Campania e finanziato attraverso risorse pubbliche dedicate alla rigenerazione del patrimonio naturale. Inoltre, l’intervento è coerente con gli obiettivi del Masterplan dell’area Flegrea-Domizia e con le strategie di tutela della rete Natura 2000, di cui la Pineta di Castel Volturno fa parte come sito di interesse comunitario.
Attualmente l'intervento è stato ampliato perché quello iniziale è stato esaurito. E' stato previsto il recupero di una fascia area di circa 30 ettari fino all'Oasi dei Variconi, l'Oasi dei Variconi e poi l'oasi di Soglitelle.
Si sta lavorando con il Nucleo della biodiversità dei Carabinieri Forestali della Campania per programmare altri interventi lungo le aree del Demanio Nazionale qui a Castel Volturno e sul Parco del Vesuvio.
Inoltre l'intervento è un lustro per la Regione Campania, esso è "L'intervento pilota" in Europa ed in Italia; ad esempio, l'intervento nella Tenuta Presidenziale di Castel Porziano, litorale laziale, si è ispirato a questo intervento per i suoi risultati positivi.

Avanzamento

A seguito di visita di monitoraggio e interviste ai Proff. Silvestro Caputo e Salvatore Faugno (docente alla facoltà di Agraria della Federico II) abbiamo constatato che la fase progettuale iniziale è terminata. È stata sostituita l'intera pineta antropica di Pino domestico (Pinus pinea) alloctono con essenze della macchia mediterranea autoctone originarie:
Piante di I livello: Pinus halepensis, Pinus pinaster, Quercusilex, Quercus pubescens, Quercus suber, Populus SPP
Piante di Il livello: Laurus nobilis, Arbutus unedo, Viburnum tinus, Cercis siliquastrum, Ceratonia siliqua, Cornus mas;
Piante di III livello: Pistacia lentiscus, Rosmarinum officinalis, Ruscus aculeatus, Phillyrea angustifolia, Myrtus communis, Cistus salviifolius, Smilax aspera, Tamarix gallica,
per una Superficie di circa 195 ettari ossia 1.950.000 mq. di cui 140 ettari ex pineta e 55 ettari di dune costiere.
Non vi sono Pini domestici della vecchia foresta ancora in vita; se ci fossero stati essi avrebbero dovuto essere abbattuti perché pericolosi e a rischio schianto per ridotto sviluppo dell'apparato radicale.

Risultati

Dalla visita di monitoraggio e le interviste abbiamo rilevato che sono stati ottenuti i seguenti risultati:
Ricostituzione della foresta autoctona mediterranea in sostituzione di piante morte e pericolose a rischio schianto e molte già schiantate;
Tutela dell'area forestale che è stata resa inaccessibile, ma prima era percorsa in lungo ed in largo anche da veicoli;
Rimozione dei rifiuti anche pericolosi;
Protezione della flora e della fauna attraverso la realizzazione di una chiudenda forestale attraversabile dagli animali ma non dall'uomo;
Eliminazione della promisquità della stessa pineta, quale area di incontri;
Sono state ripristinate tutte le misure di conservazione del sito IT8010020 Pineta di Castelvolturno".

Punti di debolezza

Non abbiamo rilevato criticità sia nella realizzazione che negli aspetti che abbiamo osservato nel corso della nostra visita di monitoraggio

Punti di forza

Dall'intervista con il prof. Silvestro Caputo abbiamo ricevuto le informazioni che seguono.
La pineta all'atto dell'intervento era in forte degrado ambiențale, quasi una discarica a cielo aperto. Molti i rifiuti rimossi, anche quelli pericolosi. Regnava l'arbitrio e la devastazione oltre alla prostituzione. Non vi era coscienza nemmeno per gli operatori turistici balneari del degrado che c'era intorno.
Oggi invece quest'area è stata restituita alla società civile, i bimbi, le maestre ed i genitori della vicina scuola elementare possono usare in sicurezza questi spazi per le loro attività ricreative.

Rischi

Il progetto potrebbe essere vanificato qualora non si proceda con interventi di tutela e vigilanza, la cui assenza determinerebbe il ripristino delle condizioni iniziali.

Soluzioni e Idee

Gli interventi che bisogna adottare per salvaguardare i risultati di questo progetto sono:
- vigilanza delle arterie stradali, dei sentieri e dei viali di accesso alla foresta;
- controllo, specialmente in estate, lungo tutto il perimetro della foresta;
- controllo per evitare il fenomeno di abbandono dei rifiuti;
- limitazione con tecniche naturali e non invasive degli accessi alle aree di spiaggia fruibili;
- vigilanza su tutta l'area per evitare estrazioni di materiali vegetali o altro;
- realizzazione di impianto di video sorveglianza, preferibilmente collegato con la centrale operativa della locale P.M..

Metodo di indagine

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
  • Intervista con altre tipologie di persone
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)

Professore Silvestro Caputo: agronomo
Professore Salvatore Faugno: prof della facoltà di Agraria dell'università Federico II
Tutti gli operai della ex Jacorossi che abbiamo incontrato nel corso della visita
Dott. Mario Grimaldi: Presidente dell'Ente riserve Castel Volturno, Licola, Falciano

Domande principali

1) Qual è stata la motivazione principale che ha spinto a intraprendere questo percorso? (Professore Silvestro Caputo)

2) Quali sono i bisogni prioritari del territorio di Castel Volturno che l'iniziativa intende soddisfare? (Professore Silvestro Caputo)

Risposte principali

1) Non vi era un'alternativa valida. La pineta così come stava non era per niente recuperabile, infatti nel giro di due anni (2020) dal 25% - 30% di piante morte, si è passati al 90% - 95%. L'analisi e le scelte tecniche venivano confermate dagli eventi.

2) Già oggi a quattro anni dal primo intervento è possibile capire come il territorio stía beneficiando di questo investimento. Prima di tutto è necessario dare merito a 133 operai della ex Jacorossi che sono stati impiegati in questa programmazione con una clausola sociale che prevedeva l'obbligatorietà della ditta aggiudicataria dei lavori di assumere i 133 disoccupati della ex Jacorossi. Tutto ciò è stata una risposta sociale importante perché ha creato 133 posti di lavoro oltre ai lavoratori esperti della impresa aggiudicataria che è stata la stessa per le due gare precedenti. È necessario spendere un elogio alla impresa aggiudicataria, rappresentata da un gruppo di cooperative pugliesi, che con estrema professionalità ha svolto i suoi compiti e con estrema intelligenza ha promosso un protocollo d'intesa con l'Università Federico II (Facoltà di Agraria) per essere guidata negli interventi, unici per il momento in Europa.
Oggi le mamme con i propri figli camminano lungo i viali dell'ex pineta, i bimbi giocano indisturbati perché c'è la vigilanza e anche l'ingresso delle auto è regolamentato. In estate l'ingresso ai lidi è limitato ai soli clienti. Anche gli operatori, un tempo restii, oggi sono soddisfatti. Si sta determinando un'offerta turistica ambientale positiva che creerà sicuramente delle ricadute positive sull'economia del territorio.

In allegato è possibile leggere l'intervista integrale.