REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Risanamento conservativo e ristrutturazione del palazzo Comunale San Domenico per adibirlo a centro culturale intercomunale. secondo stralcio

Inviato il 6/03/2026 | Di Galilei Zentro Team

Cosa abbiamo scoperto

Obiettivi del progetto

Il progetto " Risanamento conservativo e ristrutturazione del palazzo Comunale San Domenico per adibirlo a centro culturale intercomunale. secondo stralcio" nel comune di Canicattì, finanziato dal Programma Piano d'Azione Coesione 2007-2013, rientra nella tematica dell'Inclusione sociale e salute. La finalità principale del progetto è il recupero e la valorizzazione del Centro San Domenico di Canicattì come spazio culturale polifunzionale destinato ad attività artistiche, sociali e formative, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo del centro storico come luogo di aggregazione e connettivo culturale urbano, al fine di innescare nuove dinamiche economiche.
Nel dettaglio, il secondo stralcio riguarda il completamento del recupero dell’edificio, con interventi principalmente sull'area sud del complesso affacciata su via Milano, il recupero e sistemazione del giardino interno, opere di consolidamento strutturale, il restauro architettonico e adeguamento funzionale degli spazi. Il progetto ha un finanziamento complessivo di € 4.166.340,66. Di questi, circa € 1.361.283 sono fondi dell’Unione Europea, cofinanziati tramite il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale; € 1.613.020 provengono dal Fondo di Rotazione nazionale nell’ambito del Piano d’Azione Coesione 2007‑2013; una quota significativa è garantita direttamente dallo Stato, dalla Regione Siciliana e dal Comune di Canicattì.

Attività previste

Come emerge dalla documentazione ufficiale, il secondo stralcio del progetto di riqualificazione del Centro San Domenico ha riguardato una serie di interventi finalizzati al recupero strutturale e funzionale dell’edificio, tra cui:
- Restauro delle strutture esistenti e consolidamento degli elementi architettonici;
- Adeguamento degli impianti tecnologici (elettrico, illuminazione, climatizzazione);
- Miglioramento dell’accessibilità e dell’abbattimento delle barriere architettoniche.
- Allestimento di spazi espositivi e sale polifunzionali per eventi culturali.
- Riqualificazione degli ambienti interni per ospitare mostre, convegni e attività formative.
I lavori sono iniziati nell'Aprile 2014, con fine prevista nel Novembre 2016, mentre la fine effettiva risale a Marzo 2017.
I dati di OpenCoesione evidenziano che il progetto ha speso la maggior parte dei fondi entro il 2018, coerentemente con le regole di rendicontazione del PAC 2007‑2013.

Origine del progetto

Come risulta dai dati pubblicati sul portale OpenCoesione, la procedura che ha dato origine a questo progetto è 6.1.1.01 -Riqualificazione integrata per funzioni e servizi urbani e metropolitani. La tipologia di questa procedura è Procedura negoziale.
Il progetto esecutivo relativo al secondo stralcio è stato approvato con Determinazione Sindacale n. 51 del 30.05.2011.
L'esecuzione dei lavori di risanamento è stata affidata alla ditta ATI COSPIN srl-DI MAIRA COSTRUZIONI srl che è stata dichiarata
aggiudicataria in via definitiva. Tra le imprese ATI COSPIN srl capogruppo-DI MAIRA COSTRUZIONI srl mandante con atto notarile del 14.02.2014 n.2b2482 di Rep., è stata costituita una società consortile, a responsabilità limitata, denominata "Consortile San Domenico".
Il contratto d'appalto è stato stipulato in data 20.03.2014 rep. n.7824 e registrato a Canicattì in data 07.04.2014 al n.937 serie 1T.
Come risulta dalla determinazione dirigenziale n.880 del 20 maggio 2016, i lavori sono stati consegnati con verbale di consegna del 28.04.2014 e hanno avuto concreto inizio in data 05.05.2014.
Nonostante i pagamenti relativi al progetto di recupero del Palazzo San Domenico siano registrati fino al 2017 nel portale OpenCoesione, esistono numerosi atti amministrativi successivi al 2017 che mostrano come l’opera sia stata gestita e utilizzata anche negli anni successivi. In particolare la Deliberazione di Giunta Comunale n. 47/2018 ha definito ufficialmente la concessione a terzi e l’uso dell’immobile come centro culturale; il regolamento comunale di gestione è stato pubblicato e mantenuto aggiornato. La struttura è stata inaugurata nel 2018 per eventi culturali e continua ad avere una presenza istituzionale documentata fino al 2025.

Soggetti Beneficiari

Il progetto nasce nell’ambito delle strategie di valorizzazione del patrimonio culturale locale promosse da enti pubblici e istituzioni territoriali e si inserisce nei programmi di rigenerazione urbana e sviluppo culturale finanziati attraverso fondi pubblici regionali, nazionali ed europei, con l’obiettivo di restituire alla comunità uno spazio storico di grande rilevanza.
I principali beneficiari sono certamente i cittadini di Canicattì e dei paesi limitrofi che possono usufruire di uno spazio culturale in grado di ospitare mostre, eventi, attività educative. In particolare la biblioteca comunale, situata all'interno del centro culturale, offre tuttora ai giovani un luogo di studio e di aggregazione. Inoltre, la valorizzazione dell'edificio contribuisce alla promozione turistica del territorio e rafforza il ruolo delle istituzioni locali mediante l'ampliamento dell'offerta culturale cittadina.

Contesto

Il centro culturale sorge nel fulcro del quartiere San Domenico, storicamente legato al convento e alla chiesa dei Domenicani costruiti tra il 1609 e il 1612 svolgendo un ruolo cruciale nella vita culturale, sociale ed economica della città. Non a caso, sorsero nel circondario diverse attività commerciali dando vita al quartiere di "li Putieddi", cuore pulsante e commerciale della città. A seguito della confisca dei beni ecclesiastici del 1866, i locali del convento furono utilizzati dal Comune e adibiti a uffici comunali, scuola elementare e persino magazzini.
Oltre ad aver permesso il recupero di un patrimonio storico e architettonico di Canicattì, il progetto risponde all'esigenza di contrastare il degrado urbano del centro storico di Canicattì, caratterizzato da edifici fatiscenti, come evidenziato in piani di recupero locali. Inoltre, rappresenta un'occasione di rigenerazione urbana e sociale, offrendo spazi attrezzati per attività culturali che possono contribuire a favorire coesione sociale, inclusione e una maggiore attrattività del centro storico per residenti e visitatori.
La riqualificazione della piazza antistante il complesso religioso seicentesco mediante un intervento approvato dalla Giunta Municipale con la deliberazione n. 42 del 7 giugno 2024, ha comportato un restauro della pavimentazione, ma anche delle infrastrutture sotterranee. La ristrutturazione interna, oggetto invece del secondo stralcio, su progetto del noto architetto Paolo Portoghesi, ha mirato al risanamento dei locali interni, precedentemente in stato di degrado.
Oltre al progetto del Palazzo San Domenico, il Comune di Canicattì ha altri progetti monitorati su OpenCoesione, tra cui il recupero di un altro importante edificio storico urbano per finalità sociali e educative, attraverso un centro studi dedicato alla legalità e alla prevenzione dei fenomeni di devianza criminale (CUP H53B06000120006). La presenza di entrambi gli interventi nel territorio indica un approccio integrato alla rigenerazione urbana, culturale e sociale, volto a valorizzare patrimoni storici e a promuovere coesione e cittadinanza attiva.

Avanzamento

Il progetto di restauro, completato negli ultimi mesi del 2017, ha interessato il Convento di San Domenico, la sua corte e il suo giardino.
Alcuni spazi del Centro Culturale sono già operativi e utilizzati per attività culturali. Dalla visita di monitoraggio, è stato appurato che il centro ospita spazi come biblioteca, archivio storico, sala lettura, spazi per eventi e iniziative culturali e sociali. lnoltre, il Comune di Canicattì mantiene una pagina istituzionale dedicata al centro, confermando la fruibilità dell’edificio per iniziative culturali.
Secondo i dati del portale OpenCoesione, i pagamenti relativi al progetto di risanamento conservativo e ristrutturazione del Palazzo Comunale San Domenico si sono registrati principalmente tra il 2012 e il 2018. Nel 2018 risultano pagati solo circa 6.775,99 €, portando il totale a circa 3.079.912 €, pari al 73 % del finanziamento complessivo.
Le informazioni sullo stato del progetto sono state reperite principalmente attraverso siti ufficiali del portale nazionale di monitoraggio OpenCoesione relativi agli investimenti del Comune di Canicattì, ma anche attraverso cronache locali e articoli disponibili online che descrivono l’utilizzazione attuale dell’ex convento di San Domenico come Centro Culturale e l’avanzamento dei lavori urbani nel quartiere.
Inoltre è stata consultata parte della documentazione istituzionale comunale disponibile pubblicamente sulle pagine del Comune di Canicattì che conferma la presenza e funzioni del Centro Culturale San Domenico. Ulteriori informazioni sono state raccolte mediante sopralluoghi presso il sito.

Risultati

Il progetto di risanamento conservativo e ristrutturazione del palazzo Comunale San Domenico ha prodotto una serie di risultati significativi, sia sul piano infrastrutturale che su quello sociale e culturale.
I risultati finora ottenuti mostrano che l’edificio è stato sottoposto a lavori di consolidamento strutturale, restauro delle facciate e degli interni, con particolare attenzione agli elementi architettonici originali come volte, chiostro e dettagli decorativi che hanno preservato l’integrità storica e artistica del palazzo, garantendo la sicurezza strutturale per la fruizione pubblica.
Gli ambienti interni sono stati adattati a biblioteca comunale, archivio storico, sale per eventi culturali, spazi per attività educative e laboratori, rendendo l’edificio un centro culturale intercomunale operativo. Questi spazi hanno già ospitato mostre, corsi e iniziative didattiche, favorendo la partecipazione dei cittadini e di studenti delle scuole locali, inclusa la nostra.
Dal punto di vista dell'utilità, il progetto ha avuto un impatto diretto sulla comunità locale. Infatti la creazione di spazi fruibili per la cultura ha aumentato l'accesso della popolazione a opportunità educative e culturali, favorendo l’inclusione sociale. Il recupero dell'edificio storico ha rafforzato l'identità urbana e la memoria storica della città, offrendo un polo attrattivo anche per i visitatori.
Dal punto di vista dell’efficacia, gli interventi di restauro hanno rispettato gli standard conservativi, permettendo l’apertura in sicurezza di spazi pubblici.
La riqualificazione urbana circostante ha facilitato l’integrazione del centro culturale nella vita quotidiana della città.
L’efficacia complessiva dipenderà dalla piena funzionalità degli spazi e dalla programmazione culturale futura.

Punti di debolezza

Uno dei principali punti di debolezza del progetto riguarda la mancanza di informazioni aggiornate e complete sul secondo stralcio. Sul portale OpenCoesione non sono disponibili dati dettagliati sul completamento finanziario e sull’avanzamento specifico delle fasi finali dei lavori. Questo rende difficile avere una chiara visione dello stato attuale del progetto. Non sempre le informazioni sui servizi attivi o sugli eventi programmati sono facilmente reperibili, riducendo la visibilità del centro culturale e la partecipazione della comunità. La natura complessa dell’intervento, che combina restauro conservativo, adattamento funzionale e riqualificazione urbana, ha comportato qualche ritardo, rendendo l’attuazione più lenta rispetto a progetti meno complessi.

Punti di forza

Uno dei punti di forza principali del progetto è stato il rispetto e la valorizzazione del patrimonio storico e architettonico dell’ex convento di San Domenico. I lavori hanno seguito criteri di restauro conservativo preservando elementi storici e artistici originali pur garantendo la sicurezza dell’edificio e la conservazione dell’identità culturale del centro storico di Canicattì. Un altro punto di forza è stata la capacità di trasformare l’edificio storico in spazi funzionali per la comunità. Il progetto non si limita al recupero dell’edificio, ma si incastona anche nel progetto di riqualificazione della piazza e delle vie circostanti, migliorando la sicurezza, la fruibilità e l’accessibilità dell’area urbana. Dal punto di vista della gestione e attuazione, il progetto ha dimostrato buona pianificazione e coordinamento tra fasi di restauro, adeguamento funzionale e riqualificazione urbana, rispettando criteri di sicurezza, conservazione e accessibilità.

Rischi

Uno dei principali rischi futuri riguarda la gestione continuativa dell’edificio e dei suoi spazi culturali. Infatti, senza un piano chiaro e sostenibile di manutenzione ordinaria e straordinaria, i locali potrebbero deteriorarsi, compromettendo la sicurezza e la fruibilità. Sebbene il comune disponga di un fondo per la manutenzione ordinaria degli edifici, è chiaro che tale fondo va ripartito tra tutti gli edifici di proprietà comunale. Un altro rischio riguarda la pianificazione e promozione degli eventi culturali. E' infatti necessario un calendario chiaro e aggiornato delle attività e una strategia di comunicazione efficace verso la cittadinanza, senza i quali gli eventi potrebbero avere una scarsa partecipazione. La comunicazione limitata o poco visibile sui canali istituzionali, social e media locali potrebbe ridurre l’interesse e la fruizione degli spazi, compromettendo l’impatto culturale e sociale del centro.
In ultimo, la sostenibilità del progetto dipende anche dalla partecipazione attiva della comunità locale. L’impatto sociale e culturale previsto potrebbe diminuire se i cittadini non venissero coinvolti nelle attività o non frequentassero il centro, riducendo la percezione del progetto come punto di riferimento per la cultura e l’aggregazione intercomunale.

Soluzioni e Idee

Per aumentare l’efficacia del progetto, sarebbe utile implementare un piano di gestione e manutenzione continuativa, con protocolli chiari per la cura dell’edificio e degli spazi culturali. Questo garantirebbe la sicurezza, la conservazione del patrimonio storico e la piena fruibilità degli ambienti nel lungo termine. Sarebbe quindi utile creare un calendario annuale degli eventi culturali e una strategia di comunicazione coordinata verso la cittadinanza, utilizzando siti web, social media, newsletter e canali locali. Ciò aumenterebbe la partecipazione, renderebbe più visibili le attività e stimolerebbe l’aggregazione sociale. Inoltre per integrare il centro nella vita quotidiana del territorio, potrebbe essere utile promuovere collaborazioni con scuole, associazioni culturali e realtà locali. Per supportare la trasparenza, si potrebbe introdurre un sistema di monitoraggio dei risultati con report periodici sulle attività svolte, la partecipazione e lo stato degli spazi. Altri interventi potrebbero riguardare l'installazione di strumenti multimediali e tecnologie interattive, realtà aumentata, per arricchire l’esperienza educativa e culturale.

Metodo di indagine

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
  • Intervista con i referenti politici

Durante la visita di monitoraggio civico, abbiamo intervistato l'Architetto Massimo Muratore, assessore ai Lavori Pubblici del comune di Canicattì. L'assessore ci ha fornito informazioni utili sui lavori eseguiti, le difficoltà affrontate, le scelte progettuali e la fruibilità attuale dei locali.

Domande principali

1)Questo palazzo ha attraversato i secoli, qual’è stata la sfida principale nel trasformare un antico convento domenicano in un centro moderno e funzionale per l’intera città? (Arch. Massimo Muratore, assessore ai lavori pubblici - Comune di Canicattì)

2) Un dato critico è la tempistica: l'iter è iniziato nel 2014 e il portale indica che l'opera è ancora in fase di 'Collaudo'. Cosa manca per la chiusura definitiva del fascicolo? (Arch. Massimo Muratore, assessore ai lavori pubblici - Comune di Canicattì)

Risposte principali

1) Sicuramente l’averlo pensato e il non arrendersi alle dimensioni notevoli del progetto. Noi ora lo vediamo così, ma era mal ridotto. Questo spazio veniva usato come deposito, era pieno di erbacce, quindi era in condizioni molto degradate.

2) Quando vengono finanziate le opere pubbliche, poi c'è il cosiddetto obbligo di destinazione, significa che per un periodo di non meno di 5 anni chi ha usufruito di un contributo per la realizzazione di un'opera deve garantirsi che questo edificio venga usato per quello per cui è stato finanziato.