REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Grande Progetto 'La Bandiera Blu del Litorale Domitio'

Inviato il 6/03/2026 | Di Team Re-Waves

Cosa abbiamo scoperto

Obiettivi del progetto

Il Progetto Bandiera Blu del Litorale Domizio, in Campania, ha avuto come obiettivo principale quello di tutelare l’ambiente, prendendosi cura degli ecosistemi , rispettando gli animali, le piante e gli organismi fondamentali per l’equilibrio naturale; garantire una cittadinanza attiva che si occupi di mantenere puliti gli ambienti e di monitorare il territorio con gesti semplici, ma di grandi valori. Il progetto è stato utile perché ha promosso concretamente la tutela dell’ambiente, migliorando sia la qualità del mare sia la gestione del territorio costiero, grazie all’utilizzo di depuratori più efficienti e controlli costanti sulla balneabilità delle acque.

Attività previste

Il progetto è stato articolato in 4 attività:
-miglioramento della qualità delle acque
-potenziamento dei depuratori e riduzione degli sversamenti illegali
-gestione sostenibile del territorio, con raccolta differenziata e riduzione dei rifiuti sulle spiagge, protezione delle dune
- aumento dell'attrattività turistica
Il progetto iniziato il 26/03/2018, prevedeva una fine entro il 27/09/2019,con fine effettiva non definita come si può evincere dal portale di opencoesione. Attualmente risulta concluso per il comune di Castel Volturno come riferito dal sindaco Pasquale Marrandino.

Origine del progetto

Il progetto nasce nell’ambito del POR FESR CAMPANIA Fondi Strutturali relativi alla programmazione 2014-2020, che prevedeva nell’Asse tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale di migliorare il servizio idrico integrato per usi civili e riduzione delle perdite di rete di acquedotto. Il progetto, in particolare, ha avuto origine quando la commissione Europea ha stanziato 80 milioni di euro per riqualificare il territorio del litorale domitio, con l'esigenza di migliorare la qualità ambientale e infrastrutturale di tale litorale, in particolare nei comuni di Mondragone, Castel Volturno e Cellole. In passato il territorio presentava diverse criticità, tra cui la presenza di reti fognarie insufficienti o assenti in alcune zone, il rischio di scarichi abusivi e problemi legati alla gestione dei reflui che potevano compromettere la qualità delle acque marine e lo sviluppo turistico dell’area.

Soggetti Beneficiari

I soggetti che traggono vantaggio dal progetto sono diversi: in primis i comuni del Litorale Domitio (Cellole, Sessa Aurunca, Mondragone, Castel Volturno, Villa Literno, Carinola, Francolise); la Regione Campania con ambiente costiero più sano e imprese che operano nel settore del turismo che ricevono vantaggi in introiti economici grazie ad un maggior flusso di turisti. Infine, il progetto porta benefici anche alla flora e alla fauna locale. Sono stati effettuati interventi di riqualificazione ambientale che hanno contribuito ad una ripiantumazione degli alberi, in particolare del pino marittimo e grazie all'intervento di tutela delle dune costiere , l’ecosistema ha iniziato a rigenerarsi. Questo miglioramento ha favorito il ritorno di diverse specie animali: le tartarughe marine sono tornate a deporre le uova sulle spiagge, mentre i fenicotteri hanno ripreso a frequentare queste aree.

Contesto

Il progetto Bandiera Blu nel comune di Mondragone interviene per colmare gravi carenze infrastrutturali, come la mancanza di un sistema fognario e strade degradate, al fine di migliorare la vivibilità e prevenire allagamenti. Nelle frazioni di Pescopagano e Levagno sono stati potenziati gli impianti fognari e rifatti i manti stradali. Oggi il monitoraggio delle acque marine, condotto dall'ARPA della Regione Campania, conferma eccellenti standard ambientali nel suddetto comune. A seguito degli interventi effettuati, grazie ai finanziamenti del grande progetto la bandiera blu, sono stati finanziati altri progetti come IDL da 8 milioni di euro, che punta a sviluppare il turismo sostenibile e a estendere la Bandiera Blu a tutto il Litorale Domizio.
Nel comune di Castel Volturno il progetto ha finanziato il rifacimento delle vecchie reti fognarie, la realizzazione di nuovi impianti in aree precedentemente scoperte e il rimodernamento delle stazioni di sollevamento, con l’obiettivo di convogliare i reflui domestici verso l’impianto principale di depurazione e migliorare la qualità delle acque e i servizi di balneazione. Tuttavia, la gestione è resa difficile dagli scarichi abusivi provenienti da altri comuni che riversano rifiuti nel mare locale, aumentando i costi di gestione e penalizzando i cittadini locali. Per garantire la continuità e l’efficacia del progetto, l’amministrazione punta alla manutenzione costante, all’ampliamento progressivo delle coperture del progetto e all’integrazione futura in una gestione unica provinciale del ciclo delle acque, sottolineando come interventi locali debbano essere coordinati su scala territoriale più ampia per ottenere risultati duraturi e un impatto ambientale realmente ridotto.
Le amministrazioni locali del comune di Cellole hanno promosso interventi di riqualificazione ambientale e urbana finalizzati a migliorare infrastrutture, servizi e sostenibilità del territorio. In questo quadro si colloca il percorso che ha portato Baia Domizia, nel comune di Cellole, a ottenere nel 2024 il riconoscimento della Bandiera Blu, grazie a interventi su qualità delle acque, gestione dei rifiuti, accessibilità, servizi turistici, iniziative ambientali e attività culturali, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e favorire uno sviluppo turistico sostenibile.
Nel comune di Castel Volturno il progetto ha finanziato il rifacimento delle vecchie reti fognarie, la realizzazione di nuovi impianti in aree precedentemente scoperte e il rimodernamento delle stazioni di sollevamento, con l’obiettivo di convogliare i reflui domestici verso l’impianto principale di depurazione e migliorare la qualità delle acque e i servizi di balneazione. Tuttavia, la gestione è resa difficile dagli scarichi abusivi provenienti da comuni limitrofi come Cancello Arnone, Giugliano e Lago Patria, che riversano rifiuti nel mare locale, aumentando i costi di gestione e penalizzando i cittadini locali. Per garantire la continuità e l’efficacia del progetto, l’amministrazione punta alla manutenzione costante, all’ampliamento progressivo delle coperture del progetto e all’integrazione futura in una gestione unica provinciale del ciclo delle acque, sottolineando come interventi locali debbano essere coordinati su scala territoriale più ampia per ottenere risultati duraturi e un impatto ambientale realmente ridotto.
Le amministrazioni locali del comune di Cellole hanno promosso interventi di riqualificazione ambientale e urbana finalizzati a migliorare infrastrutture, servizi e sostenibilità del territorio. In questo quadro si colloca il percorso che ha portato Baia Domizia, nel comune di Cellole, a ottenere nel 2024 il riconoscimento della Bandiera Blu, grazie a interventi su qualità delle acque, gestione dei rifiuti, accessibilità, servizi turistici, iniziative ambientali e attività culturali, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e favorire uno sviluppo turistico sostenibile.

Avanzamento

Lo stato di avanzamento del progetto monitorato risulta complessivamente positivo. Dalle informazioni raccolte attraverso le interviste ai rappresentanti delle amministrazioni locali e degli enti coinvolti, tra cui il sindaco di Castel Volturno Pasquale Marrandino, l’assessore del Comune di Mondragone Marco Pacifico, l’assessore di Cellole Giuseppe Ponticelli, il presidente dell’Ente Riserva Naturale Volturno Licola Falciano Mario Grimaldi, oltre al presidente dell’Ente Idrico Campano Luca Mascolo e al direttore generale Giovanni Marcello, è emerso che gran parte degli interventi infrastrutturali previsti sono stati completati negli ultimi anni. In particolare, a Castel Volturno sono stati realizzati il rifacimento di reti fognarie, nuovi impianti nelle aree prima non servite e il rimodernamento delle stazioni di sollevamento, mentre a Mondragone sono stati effettuati interventi di riqualificazione urbana e potenziamento del sistema fognario. Parallelamente sono stati avviati interventi di tutela ambientale e monitoraggio della qualità delle acque da parte dell’ARPAC. Le informazioni sono state raccolte tramite interviste dirette agli amministratori e ai responsabili degli enti coinvolti, oltre che attraverso l’analisi delle attività realizzate sul territorio nell’ambito del progetto Bandiera Blu.

Risultati

Il progetto ha prodotto risultati significativi soprattutto nel miglioramento delle infrastrutture idriche e della qualità ambientale del litorale domizio. In particolare, grazie ai finanziamenti FESR e PON sono stati realizzati interventi di rifacimento delle vecchie reti fognarie, la costruzione di nuovi impianti in aree prima non servite e il rimodernamento delle stazioni di sollevamento, come emerso dalle interviste al sindaco di Castel Volturno Pasquale Marrandino e ai rappresentanti dell’amministrazione comunale. Questi interventi hanno permesso di convogliare una parte maggiore dei reflui domestici verso gli impianti di depurazione, riducendo l’utilizzo dei pozzi neri e il rischio che i liquami finissero direttamente in mare. Anche nel comune di Mondragone sono stati effettuati importanti lavori di riqualificazione del sistema fognario e del manto stradale, in particolare nelle località di Pescopagano e Levagnole, come riportato nell’intervista all’assessore Marco Pacifico. Un ulteriore risultato è stato il miglioramento delle condizioni ambientali e turistiche del territorio, culminato con il riconoscimento della Bandiera Blu 2024 per Baia Domizia, nel comune di Cellole, come spiegato dall’assessore Giuseppe Ponticelli. Inoltre, secondo quanto emerso dall’intervista a Mario Grimaldi, presidente dell’Ente Riserva Volturno Licola Falciano, gli interventi di riqualificazione ambientale e i finanziamenti regionali hanno contribuito a un progressivo miglioramento della qualità delle acque e della tutela dell’ecosistema. Le informazioni riportate derivano principalmente dalle interviste realizzate ai rappresentanti delle amministrazioni locali e degli enti coinvolti, oltre che dalle attività di osservazione e monitoraggio del territorio.

Punti di debolezza

I principali punti di debolezza del progetto Bandiera Blu emergono soprattutto dal contesto territoriale e dalle criticità esterne ai lavori realizzati. Nonostante il rifacimento delle reti fognarie e la costruzione di nuovi impianti, la presenza di scarichi abusivi provenienti da altri comuni, continua a compromettere parzialmente la qualità delle acque a Castel Volturno e nei territori limitrofi, rendendo difficile il pieno raggiungimento degli standard ambientali. Inoltre, la gestione frammentata del ciclo idrico su base comunale comporta costi elevati di manutenzione e difficoltà operative, limitando la sostenibilità economica delle infrastrutture realizzate. Durante la realizzazione dei lavori si sono riscontrati anche impatti urbanistici e logistici, con cantieri invasivi che hanno temporaneamente danneggiato strade e attraversamenti pedonali. Infine, l’efficacia del progetto dipende ancora dalla necessità di coordinamento intercomunale e dalla continuità nella manutenzione, elementi che, se non garantiti, potrebbero ridurre l’impatto positivo delle opere nel lungo periodo. Queste osservazioni si basano sulle interviste ai rappresentanti comunali e degli enti territoriali, tra cui il sindaco di Castel Volturno, Pasquale Marrandino, Mario Grimaldi della Riserva Naturale Foce Volturno e l’assessore Marco Pacifico di Mondragone.

Punti di forza

Tra i principali punti di forza del progetto Bandiera Blu emergono il miglioramento delle infrastrutture idriche, con la realizzazione e il potenziamento delle reti fognarie e delle stazioni di sollevamento in aree precedentemente non servite, che hanno ridotto il rischio di scarichi diretti in mare e migliorato la qualità delle acque. Un altro aspetto positivo è stato il rafforzamento della collaborazione tra enti e amministrazioni locali, che ha permesso di coordinare interventi di riqualificazione urbana e ambientale, monitoraggio delle acque e valorizzazione del territorio.
Dal punto di vista ambientale e turistico, il progetto ha portato risultati tangibili: le acque cristalline hanno favorito un aumento del turismo e della fruizione balneare, mentre la protezione degli ecosistemi ha favorito il ritorno dei fenicotteri e delle tartarughe Caretta caretta, segnale di un miglioramento significativo dell’ecosistema costiero. Inoltre, gli interventi hanno contribuito a creare maggiore consapevolezza ambientale nella comunità, promuovendo iniziative di educazione e sensibilizzazione per residenti e visitatori, e hanno valorizzato le risorse naturali e culturali locali.
il progetto si distingue per la combinazione di interventi infrastrutturali, tutela ambientale e sviluppo turistico sostenibile, con benefici visibili sia per l’ambiente che per la comunità locale, come emerso dalle interviste ai sindaci, agli assessori e ai rappresentanti degli enti coinvolti.

Rischi

I principali rischi per l’efficacia del progetto Bandiera Blu nei comuni di Mondragone e Castel Volturno derivano principalmente da fattori esterni e strutturali, come gli scarichi abusivi e i reflui provenienti da altri comuni che possono compromettere la qualità delle acque, vanificando in parte gli interventi locali di depurazione e fognature. La gestione frammentata del ciclo idrico e i vincoli finanziari dei singoli comuni rendono complessa la manutenzione a lungo termine, mentre l’aumento del turismo estivo e comportamenti non responsabili possono generare degrado ambientale. Infine, eventi climatici straordinari o variazioni nelle correnti marine possono ridurre l’efficacia delle opere realizzate. In sintesi, la combinazione di pressioni esterne, limiti gestionali e vulnerabilità ambientali rappresenta la principale minaccia alla sostenibilità e ai risultati del progetto.

Soluzioni e Idee

Per aumentare l’efficacia dei progetti Bandiera Blu nel litorale Domitio è necessario adottare un approccio integrato e coordinato su scala territoriale. Tra le azioni prioritarie ci sono la creazione di un gestore unico provinciale per il ciclo idrico, il rafforzamento del controllo e della repressione degli scarichi abusivi a monte, l’ampliamento delle reti fognarie e delle stazioni di sollevamento nelle aree non servite, e il potenziamento dei sistemi di depurazione. Parallelamente, interventi di riqualificazione ambientale e ripopolamento vegetale, campagne di sensibilizzazione per residenti e turisti e accordi intercomunali sul litorale contribuirebbero a proteggere le acque e valorizzare le risorse naturali. Queste azioni complementari, integrate con la manutenzione continua, permetterebbero di garantire risultati duraturi e una maggiore sostenibilità ambientale ed economica del progetto.

Parità di Genere

Nel progetto è coinvolta, direttamente o indirettamente, la parità di genere?

NON SAPREI

Nel progetto i partecipanti (a volte chiamati beneficiari) sono distinti per genere (donne, uomini, altri), utilizzando - per esempio -parole come donne, bambine, anziane, studentesse, lavoratrici, etc.

NON SAPREI

Il progetto stanzia risorse finanziarie esplicitamente destinate ad azioni che promuovono la parità di genere?

NO

Sono stati indicati esplicitamente indicatori (es. numero di operatrici formate o percentuale di aumento delle studentesse iscritte a corsi STEM) per monitorare e valutare l’impatto del progetto in termini di promozione della parità di genere?

NON SAPREI

Metodo di indagine

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con l'Autorità di Gestione del Programma
  • Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)

Ufficio dell’Ente Idrico Campano con sede a Napoli, presidente Luca Mascolo e il direttore generale Giovanni Marcello;
Sindaco di Castel Volturno, Pasquale Marrandino,
Ente Riserva Naturale Volturno: Licola Falciano, presidente Mario Grimaldi;
assessore del Comune di Mondragone, Marco Pacifico;
sindaco di Cellole, Guido Di Leone, assessore al turismo Giuseppe Ponticelli;
Lega Ambiente Castel Volturno, Vincenzo Ammaliato
ufficio delle Grandi Opere della Regione Campania: nonostante i continui solleciti e l’invio delle domande da loro richieste, ad oggi (6 marzo 2026), non abbiamo ottenuto risposta. Le domande inviate sono le seguenti:
Qual è lo stato attuale di avanzamento del progetto “Bandiera Blu del Litorale Domitio” e quali interventi risultano già completati?i
Quali sono gli obiettivi principali che la Regione intende raggiungere attraverso questo intervento sul Litorale Domitio?
Come sono stati ripartiti i fondi POR/FESR tra le diverse tipologie di intervento (riqualificazione ambientale, infrastrutture, servizi, ecc.)?
Qual è il ruolo del RUP (Responsabile Unico del Procedimento) nel coordinamento delle opere e quali sono le principali responsabilità operative?
Le tempistiche inizialmente previste sono state rispettate? In caso contrario, quali criticità hanno causato eventuali ritardi?
Quali miglioramenti ambientali concreti sono stati registrati finora lungo il Litorale Domitio grazie agli interventi finanziati?
Come avviene il coordinamento tra Regione e Comuni interessati dal progetto?
Quali strumenti di monitoraggio e trasparenza sono previsti per garantire un corretto utilizzo dei fondi pubblici?
Quali benefici economici, turistici e sociali si prevede che il progetto porterà al territorio nel medio-lungo periodo?
Dopo il completamento degli interventi, sono previste ulteriori azioni per consolidare e mantenere gli standard richiesti per la Bandiera Blu?

Domande principali

Quali interventi finanziari con fondi FESR e PON sono stati realizzati nelle aree del progetto bandiera blu? (Pasquale Marrandino Sindaco di Castel Volturno)
Ci sono stati dei miglioramenti completi nella qualità delle acque e nei servizi di balneazione? (Pasquale Marrandino Sindaco di Castel Volturno)
Il ritorno delle tartarughe può essere considerato un indicatore del miglioramento ambientale del territorio? Perché? (Vincenzo Ammaliato, Presidente Lega Ambiente Castel Volturno)
Quali minacce persistono per la nidificazione (inquinamento, luci artificiali, disturbo antropico)? (Vincenzo Ammaliato, Presidente Lega Ambiente Castel Volturno)
Quali interventi concreti hanno permesso a Baia Domizia di ottenere la Bandiera Blu nel 2024? (Giuseppe Ponticelli, Assessore Comune di Cellole)
In che modo i fondi FESR e POR hanno contribuito al raggiungimento degli standard richiesti per il riconoscimento? (Giuseppe Ponticelli, Assessore Comune di Cellole)
Qual è la situazione attuale degli scarichi nel tratto della foce del Volturno e quali sono le principali criticità? (Mario Grimaldi, Presidente Ente Riserva Foce Volturno Licola Falciano)
In che modo si concilia la tutela dell’area protetta con la pressione urbana e turistica del territorio circostante? (Mario Grimaldi, Presidente Ente Riserva Foce Volturno Licola Falciano)
Come viene coordinato il lavoro tra il comune di Mondragone e gli altri comuni del Litorale Domitio coinvolti nel progetto (Marco Pacifico Assessore al turismo Comune di Mondragone)
Dopo i miglioramenti ambientali sono stati registrati benefici economici e turistici rilevanti? (Marco Pacifico Assessore al turismo Comune di Mondragone)
Potete fornire dei dettagli sul processo di depurazione, come dallo scarico di acque reflue poi si passa allo scarico in mare, cosa si potrebbe migliorare soprattutto in quella zona? (Luca Mascolo e Giovanni Marcello, Presidente e Direttore dell'Ente Idrico Campano Napoli)
Quali sono i problemi principali che ci sono nel Litorale Domitio e come mai alcuni dei comuni non hanno ancora ottenuto la bandiera blu? (Luca Mascolo e Giovanni Marcello, Presidente e Direttore dell'Ente Idrico Campano Napoli)
Avete mai chiesto agli enti responsabili perché fosse stato scelto proprio quel territorio? (Mariarita De Lucia del team Lybairators)
Avete riscontrato differenze tra ciò che era previsto dal progetto e la situazione reale sul territorio? (Mariarita De Lucia del team Lybairators)


Risposte principali

Intervista all’Ente Idrico Campano
• Potete spiegarci di cosa si occupa e quali sono le attività dell’Ente Idrico Campano?
È un ente previsto da una legge nazionale nel 94, si occupa del ciclo integrale delle acque, che parte dalla captazione dell’acqua potabile delle sorgenti fino all’arrivo delle acque potabili verso le case, e dalla raccolta delle acque reflue delle abitazioni fino agli impianti di depurazione e dopo averle depurate alla riemissione in ambiente. L’ente è responsabile della pianificazione degli interventi del servizio integrato idrico campano che è composto da un presidente, da un direttore, da un comitato , a sua volta, composto da 20 rappresentanti dei 7 distretti della Campania. Ogni distretto ha un suo consiglio composto da trenta elementi. Ogni consiglio, di distretto, in base alla popolazione elegge i membri all’interno del consiglio, i quali si prendono cura di tutte le infrastrutture idriche che abbiamo in Campania e i loro interventi nel trentennale valgono 12 miliardi di euro. l’acquedotto costruito in antichità a Napoli è servito anche ad eliminare malattie gravi come la peste e il colera e per garantire alla Campania un’igiene ambientale. Cellole ha ottenuto la bandiera blu , un grande risultato , perché l’area sembrava abbandonata ed ora sta rifiorendo.
• Potete fornire dei dettagli sul processo di depurazione, come dallo scarico di acque reflue poi si passa allo scarico in mare, cosa si potrebbe migliorare soprattutto in quella zona?
L’ente idrico campano programma una serie di investimenti per consentire che l’acqua che noi scarichiamo dalle abitazioni poi possa attraversa la rete fognaria, arrivare all’impianto di depurazione e essere pulita attraverso un processo tipico batteriologico, così da togliere tutte le impurità e le sostanze che sono dannose per poi rimetterla nell’ambiente. La depurazione fa esattamente questo, ci preoccupiamo che vengano realizzati investimenti tali da garantire il corretto funzionamento degli impianti di depurazione. Le reti fognarie del comune di Parete e dei paesi dell’agro aversano, arrivano all’impianto di depurazione che si trova a Villa Literno e buon funzionamento di quell’impianto concorre all’acqua di buona qualità del Litorale Domitio. Un grande intervento è stato quello della bandiera blu che attraverso la regione Campania che ha seguito questo intervento, sono state realizzate reti fognarie che consentono di poter scaricare a mare acque pulite.
• Quali sono i problemi principali che ci sono nel Litorale Domitio e come mai alcuni dei comuni non hanno ancora ottenuto la bandiera blu?
Il percorso per ottenere la Bandiera Blu è lungo e complesso, in cui l’ente idrico campano non ha una diretta competenza perché riguarda l’analisi delle acque di balneazione (competenza ARPAC).
• Sono stati realizzati degli interventi ai depuratori del Litorale Domitio?
Attualmente è previsto un importante intervento a Mondragone della realizzazione di un nuovo impianto di depurazione che renderà ancora di più balneabile l’area in quel territorio, gli impianti nell’area di Cellole e Sessa sono soggetti a una serie di interventi di investimenti di miglioramento sia nella parte fognaria, sia nella parte di depurazione. Cellole e Sessa sono ancora soggette alla procedura di infrazione comunitaria per le acque reflue, sono già stati programmati tutti gli interventi per l’eliminazione per questa procedura di infrazione e la completa riabilitazione, dal punto di vista igienico-salutare, di quel territorio.

Intervista a Mario Grimaldi presidente Riserva Naturale Foce Volturno
• Qual è la situazione attuale degli scarichi nel tratto della foce del Volturno e quali sono le principali criticità?
Le principali criticità che affrontiamo su questo tratto sono gli scarichi che vengono prodotti a monti , paghiamo uno scotto importante con gli scarichi abusivi , soprattutto delle attività industriali che sversano nel fiume Volturno. Attualmente la situazione rispetto al passato, essendoci un’attenzione maggiore, è meno problematica rispetto a prima.
• Gli interventi finanziati con fondi FESR hanno contribuito alla riduzione dell’inquinamento delle acque?
Assolutamente sì, in questi 10 anni di governo regionale c’è stata una grande sensibilità sul tema ambientale e un grande intervento dal punto di vista finanziario per quanto attiene gli interventi strutturali ma anche quelli che hanno portato ad avere la bandiera blu a questo territorio. Ci sono stati interventi di riqualificazione ambientale di quest’area che ha contribuito in un ripopolamento degli alberi, ma anche un finanziamento di 30 milioni sui regi lagni. C’è un attenzione da parte della regione Campania degli investimenti massicci per contribuire alla riqualificazione di quest’area.
• Esistono sistemi di monitoraggio periodico sugli scarichi abusivi o irregolari?
Si, il monitoraggio avviene periodicamente da parte dell’ARPAC, costantemente preleva dei campioni che poi vengono valutati, in base alla loro criticità si manifesta l’attività da farsi, in questi l’ultimo anni si è contribuito molto al risanamento delle acque (avendo la bandiera blu vuol dire che l’acqua è pulita).
• In che modo si concilia la tutela dell’area protetta con la pressione urbana e turistica del territorio circostante?
In questo territorio la pressione turistica avviene principalmente nel periodo estivo, nel periodo invernale la tutela dell’area è più relativa ai cittadini attivi di questi territori, bisognerebbe sensibilizzare maggiormente chi viene nel periodo estivo a non sporcare.
• Quali interventi strutturali o normativi ritiene ancora necessari per garantire una protezione efficace e duratura della foce?
Abbiamo un tavolo tecnico con la regione Campania e anche con l’attuale Giunta regionale per proporre altri interventi e possibili finanziamenti per portare all’attenzione del governo l’ambizione di questi territori di rinascere e riqualificarsi.

Intervista a Mariarita De Lucia del team Lybairators
• Avete mai chiesto agli enti responsabili perché fosse stato scelto proprio quel territorio?
Gli enti hanno dato risposte simili tra loro, cioè che qualche decennio fa il territorio era ben curato e con un elevato livello di turismo; negli ultimi anni la situazione è peggiorata.
• Quali sono state le principali difficoltà durante il monitoraggio civico?
Abbiamo avuto difficoltà a capire perché non sono stati utilizzati i fondi disponibili, nonostante il progetto fosse iniziato da qualche mese.
• Avete riscontrato differenze tra ciò che era previsto dal progetto e la situazione reale sul territorio?
Sul territorio non hanno riscontrato alcun progresso.

Intervista a Pasquale Marrandino sindaco di Castel Volturno
• Quali interventi finanziari con fondi FESR e PON sono stati realizzati nelle aree del progetto bandiera blu?
A Castel Volturno il progetto è stato misto, si è partito dal rifacimento di vecchie vie fognare e poi la realizzazione di nuovi impianti fognari in posti in cui non erano presenti, il rimodernamento di alcune stazioni di sollevamento.
• In che modo il comune sta migliorando lo stato di avanzamento delle opere?
I lavori sono terminati da 4 anni, il comune sta beneficiando del rimodernamento degli impianti di pompaggio che fa scorrere l’acqua fino all’impianto principale di depurazione. Essendo un comune con una fragilità finanziaria è stata una grande novità avere questi miglioramenti e rimodernamenti.
• Ci sono stati dei miglioramenti completi nella qualità delle acque e nei servizi di balneazione?
Una grande parte dei liquami reflui provenienti dalle abitazioni, precedentemente gestiti tramite pozzi neri, è stata ora convogliata in modo da non finire più in mare. Nonostante il mare di Castel Volturno abbia subito negli ultimi anni l’impatto dei reflui che vi giungevano, stiamo riuscendo a far arrivare nei nostri mari acque più pulite grazie alla gestione dei nuovi afflussi.
• Quali criticità amministrative o tecniche sono emerse durante la realizzazione del progetto?
Il lavoro è stato molto complesso e invasivo anche per il tessuto urbano: molte strade sono state danneggiate e numerosi attraversamenti pedonali sono stati migliorati grazie alla presenza di cantieri particolarmente impattanti. Nel complesso, considerando il rapporto tra costi e benefici, l’intervento si è rivelato positivo.
• Quali strategie intende adottare l’amministrazione per garantire continuità nella manutenzione e negli interventi?
In provincia di Caserta la gestione del ciclo delle acque dovrebbe essere affidata a un unico gestore. Una legge regionale prevede che ogni provincia abbia un gestore unico responsabile di tutti gli impianti di depurazione, delle fognature e della distribuzione dell’acqua potabile. Attualmente circa il 70% dei comuni della provincia di Caserta gestisce questi servizi autonomamente, spesso con molte difficoltà; anche Castel Volturno e altri comuni si trovano in difficoltà finanziaria. La gestione su piccola scala comporta sfide maggiori rispetto a un gestore unico, che potrebbe operare con una visione più ampia e una gestione economica più efficiente. Cerchiamo di sfruttare al meglio quanto già realizzato, perché i benefici ci sono e vanno preservati. La manutenzione continua è fondamentale per quanto è stato già realizzato, e stiamo ampliando gradualmente il progetto Bandiera Blu aggiungendo interventi in zone non ancora coperte. Il nostro obiettivo finale è rendere Castel Volturno a impatto zero per quanto riguarda l’intero ciclo integrale delle acque, comprese le fognature e l’intercettazione degli scarichi.

Intervista a Legambiente
• Negli ultimi anni si è parlato del ritorno delle tartarughe marine sul litorale domizio: quali segnali concreti avete osservato?
Negli ultimi anni Castel Volturno è stata letteralmente “invasa” dalle tartarughe marine, nel senso positivo del termine. La comunità locale è più che felice di vedere questi animali nuotare nei nostri mari e nidificare sulle nostre spiagge. Dal primo nido registrato nel 2001, fino al 2020, erano stati certificati solo due nidi. Grazie alla rete volontaria a sostegno dell’Acquario di Napoli, promossa dal Domiziano, i nidi sono cresciuti fino a diventare 120, facendo di questa spiaggia il principale sito di nidificazione dell’intero bacino del Mediterraneo occidentale.
• Il ritorno delle tartarughe può essere considerato un indicatore del miglioramento ambientale del territorio? Perché?
La presenza delle tartarughe è un segnale importante dei miglioramenti ambientali, anche se non è un indicatore diretto: non significa che dove ci sono tartarughe ci siano necessariamente nidi, ma è evidente che se le acque fossero costantemente sporche o le spiagge inadatte, non ci sarebbe una presenza così massiccia. Miglioramenti della qualità del mare e dell’ambiente sono dunque riflessi indiretti della loro presenza.
• Quali minacce persistono per la nidificazione (inquinamento, luci artificiali, disturbo antropico)?
Le principali minacce alle tartarughe derivano dai comportamenti errati degli esseri umani. Non effettuare la raccolta differenziata o abbandonare rifiuti per strada rappresenta un grave pericolo, perché le piogge trasportano questi rifiuti nei canali e poi in mare, dove possono essere ingeriti dagli animali marini, causando sofferenze e morte. Anche l’attività di pesca illegale, che non rispetta le regole, impatta gravemente sulle tartarughe. Per proteggere questi animali è necessario cambiare i comportamenti individuali e fare in modo che le istituzioni svolgano correttamente il loro ruolo.
• I fondi FESR destinati alla riqualificazione del litorale stanno contribuendo indirettamente alla tutela della biodiversità?
Sì, i fondi FESR della Comunità Europea per la rigenerazione naturale stanno producendo risultati straordinari. Ad esempio, sulla spiaggia di Baia Verde la pineta era morta, attaccata da un parassita. Grazie a questi fondi sono stati tagliati circa 90.000 pini morti e ripiantate nuove specie, più resistenti a eventuali attacchi futuri. Questo intervento ha trasformato un’area precedentemente degradata con rifiuti abbandonati, persone senza dimora e tagli abusivi di legna in un vero e proprio parco naturale mediterraneo.
• Quali ulteriori azioni sarebbero necessarie per proteggere stabilmente le aree di nidificazione?
Oltre ai fondi e alla manutenzione ambientale, è fondamentale promuovere comportamenti corretti tra i cittadini e contrastare le attività illegali, come la pesca non regolamentata e lo scarico di rifiuti. La protezione delle tartarughe richiede un impegno condiviso tra istituzioni e comunità locale, in modo che le aree di nidificazione possano essere tutelate in maniera stabile e duratura.

Intervista all’Assessore Giuseppe Ponticelli di Cellole
• Quali interventi concreti hanno permesso a Baia Domizia di ottenere la Bandiera Blu nel 2024?
Abbiamo coordinato tutte le iniziative dell’amministrazione per presentare la candidatura del nostro comune. Grazie a questo lavoro, nel 2024 Baia Domizia è diventata, per la prima volta, il primo comune della provincia di Caserta a ricevere la Bandiera Blu.
• In che modo i fondi FESR e POR hanno contribuito al raggiungimento degli standard richiesti per il riconoscimento?
La Bandiera Blu è il risultato del lavoro dell’amministrazione, che ha saputo ottimizzare le risorse e ottenere numerosi finanziamenti grazie alla capacità di intercettare fondi destinati al miglioramento della vita comune. Questi finanziamenti hanno permesso di realizzare interventi fondamentali per raggiungere questo grande traguardo.
• Quali parametri (qualità delle acque, depurazione, gestione rifiuti, accessibilità, sicurezza, educazione ambientale) sono stati determinanti per l’assegnazione?
I criteri della Bandiera Blu riguardano diversi aspetti della vita del territorio: gestione dei rifiuti, infrastrutture ricreative come parchi e aree sportive, iniziative culturali, educative e di inclusione sociale. Particolare attenzione è stata rivolta alle attività ambientali e Smart. Tutte queste iniziative sono state raccolte in un unico dossier dall’assessore delegato, che ha permesso al comune di raggiungere il punteggio necessario per ottenere la Bandiera Blu.
• Qual è stato il percorso amministrativo e tecnico che ha portato alla candidatura e poi al riconoscimento ufficiale?
Non esiste un percorso standard: il risultato è frutto di passione, volontà e amore per la nostra terra. Abbiamo sempre sognato che Baia Domizia potesse ottenere questo riconoscimento, e oggi possiamo dire con orgoglio di essere l’amministrazione che, per la prima volta, ha portato il comune a diventare Bandiera Blu.
• Quali misure di monitoraggio e controllo sono attive oggi per garantire il mantenimento della Bandiera Blu negli anni successivi?
Ottenere la Bandiera Blu è difficile, ma siamo riusciti a ottenerla e continueremo a riconfermarla anche per il 2026. La costante attenzione della macchina comunale e lo spirito di passione e collaborazione della comunità ci permettono di mantenere e valorizzare la qualità della nostra località negli anni.

Intervista a Marco Pacifico, Assessore di Mondragone
• Quali opere sono state finanziate nel Comune di Mondragone attraverso il progetto Bandiera Blu con fondi FESR e POR?
Per quanto riguarda il Comune di Mondragone, rientriamo nell’8.2 della Regione Campania. Le opere finanziate riguardano il miglioramento dell’intera città di Mondragone, in particolare del sistema fognario. Per quanto riguarda il lotto di Pescopagano, parliamo di un impianto fognario completamente nuovo: prima infatti non esisteva, mentre oggi la zona è stata riqualificata. Oltre al nuovo sistema fognario, grazie all’intervento della Regione Campania è stato realizzato anche il rifacimento del manto stradale. Prima c’erano veri e propri lotti di terreno, con abitazioni situate lungo strade sterrate; oggi invece queste aree sono completamente riqualificate. Se fate un giro nella località di Pescopagano e nella località di Levagnole potete notare il miglioramento del sistema stradale.
• Com’è monitorata la qualità delle acque marine e con quale frequenza?
La qualità delle acque marine viene monitorata dalla Regione Campania tramite l’ARPAC. Ogni tre mesi viene prodotto un bollettino e, da quanto risulta, la qualità delle acque è eccellente.
• Qual è il livello di coordinamento tra Mondragone e gli altri comuni del Litorale Domizio coinvolti nel progetto?
Ogni comune fa la propria parte. Noi siamo in contatto con la Regione Campania e con l’ARPAC; ogni comune effettua un proprio monitoraggio per qualificare il proprio sistema di balneazione.
• Sono stati registrati benefici economici o turistici legati al miglioramento ambientale?
Sicuramente sì. Oltre ai benefici economici, sono stati registrati anche benefici residenziali. Per quanto riguarda quelli economici, negli ultimi tempi abbiamo registrato uno sviluppo del turismo. A Mondragone, infatti, si stanno diffondendo numerose case vacanza, B&B e varie strutture ricettive. Questo è avvenuto negli ultimi anni e significa che il progetto Bandiera Blu, insieme ad altri progetti come il rifacimento dell’impianto fognario, ha portato dei benefici. Anche il Comune sta realizzando, tramite l’IDL, un importante finanziamento di 8 milioni di euro che riguarda l’intera città di Mondragone che non era interessata dal progetto Bandiera Blu. Il miglioramento della rete fognaria è sicuramente un’opera che non si nota immediatamente agli occhi dei cittadini, ma è molto importante per le infrastrutture perché aiuta a evitare allagamenti e disastri.
• Quali sono le principali sfide ancora aperte per il raggiungimento della Bandiera Blu?
Sicuramente l’intero Litorale Domizio dovrebbe rientrare nella Bandiera Blu. Oggi abbiamo solo un comune che possiede questo riconoscimento, ma anche noi ci stiamo attivando affinché Mondragone, attraverso i propri servizi, possa ottenerla. Questo porterebbe un miglioramento economico, perché la Bandiera Blu è come un marchio di qualità. Le nostre acque sono eccellenti, come ci dice l’ARPAC, e ottenere la Bandiera Blu ci permetterebbe di fare un salto di livello, così che anche Mondragone possa fregiarsi di questo riconoscimento.