REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
LICATA Compostaggio domestico per la riduzione della produzione di rifiuti urbani ATO AG3- DEDALO
Inviato il 8/03/2026 | Di D.O.C - Applicato
Cosa abbiamo scoperto
Obiettivi del progetto Tweet
L'iniziativa mira a consolidare la sostenibilità ambientale e a garantire standard elevati nei servizi ecosistemici per cittadini e imprese. Gli obiettivi cardine includono l’efficientamento della gestione dei rifiuti — potenziando le relative filiere produttive — e la bonifica dei siti contaminati, restituendoli a nuove opportunità di sviluppo sostenibile e tutelando attivamente la salute pubblica.
Attività previste
Gli investimenti hanno permesso il potenziamento tecnologico della gestione rifiuti tramite l'acquisto di composter, biobatterie, un automezzo e un bio-trituratore. È stata inoltre finalizzata una campagna di comunicazione strategica rivolta al settore start-up.
Origine del progetto
Il progetto è stato originariamente autorizzato con il D.D.S. n. 1058 del 24.10.2008, per un investimento complessivo di € 344.800,00. Tale stanziamento prevedeva la seguente ripartizione:
€ 304.800,00 destinati all'acquisizione di forniture;
€ 40.000,00 accantonati come somme a disposizione dell'amministrazione.
In fase di esecuzione, la Regione Siciliana ha disposto la rimodulazione della copertura finanziaria tramite il D.D.G. n. 1574 del 02.12.2010. Il provvedimento ha confermato l'importo totale dell'intervento, variandone tuttavia l'imputazione contabile a valere sul PO FESR 2007/2013, specificamente nell'ambito della Linea d'intervento 2.4.1.1.
Soggetti Beneficiari
Il progetto ha generato ricadute positive su diversi portatori di interesse. In primo luogo, la società Dedalo Ambiente ha potuto consolidare la propria operatività, con riflessi occupazionali diretti sia per il personale amministrativo che per le maestranze. L’Amministrazione Comunale ha beneficiato del potenziamento strutturale del servizio di gestione rifiuti, mentre la cittadinanza è stata coinvolta in un processo virtuoso di raccolta differenziata, promuovendo per la prima volta una cultura della sostenibilità con impatti concreti sulla tutela del territorio.
Contesto
Da oltre un quindicennio, l'area di Licata manifesta una crescente necessità di ottimizzazione del sistema di smaltimento rifiuti, acuita dall'incremento dei consumi e della diffusione dei materiali plastici. Storicamente, il servizio ha evidenziato diverse criticità strutturali, aggravate da un elevato tasso di evasione della TARI da parte di utenze domestiche e produttive. Tale carenza di gettito ha compromesso l’efficacia degli interventi nel tempo, determinando fenomeni di degrado e inquinamento. La situazione risulta particolarmente critica durante la stagione estiva, quando il picco demografico dovuto al rientro dei residenti fuori sede e all'afflusso turistico esercita una pressione insostenibile sul decoro urbano e sulla capacità di gestione ambientale del territorio.
Avanzamento
Il progetto è giunto a compimento nel 2016 rispettando il cronoprogramma e le modalità previste, come documentato dal portale OpenCoesione. Il progetto si è concluso con successo, in anticipo di un mese rispetto al cronoprogramma originale. Sotto il profilo finanziario, le risorse stanziate risultano quasi interamente impegnate: residuano esclusivamente 6.798 € (pari al 2,27% del budget totale) in fase di contabilizzazione. L'iter finanziario ha avuto origine con il D.D.S. n. 1058 del 24.10.2008, per uno stanziamento complessivo di € 344.800,00 (ripartiti tra € 304.800,00 per forniture e € 40.000,00 per somme a disposizione). In corso d'opera, la Regione Siciliana ha disposto, tramite il D.D.G. n. 1574 del 02.12.2010, la riclassificazione contabile dell'intervento a valere sul PO FESR 2007/2013 (Linea 2.4.1.1), mantenendo invariato l'importo originario.
Tuttavia, nonostante la chiusura tecnica, sono emerse criticità sostanziali a seguito di un'ispezione condotta nel settembre 2016 dall'Autorità di Audit (Ufficio Speciale per i programmi cofinanziati dalla Commissione Europea). Come riportato dal Direttore Generale Maurizio Pirillo in un provvedimento del 2017, la società Dedalo Ambiente non è stata in grado di fornire riscontri certi e definitivi circa l’effettiva distribuzione dei composter alle utenze private e il quadro completo della localizzazione delle attrezzature acquistate. Tale assenza di tracciabilità documentale ha portato l'Amministrazione Regionale a contestare la regolarità del finanziamento, mettendo in discussione l'intero esito dell'operazione.
Risultati
Sebbene il progetto sia stato concluso raggiungendo gli obiettivi fisici previsti — dotando la comunità di contenitori per la differenziata e la città di nuovi veicoli per la raccolta — il successo dell'iniziativa si è rivelato solo temporaneo. Nonostante l'allineamento alle buone pratiche europee e l'iniziale efficacia operativa, l'intervento non ha dimostrato una reale sostenibilità nel lungo periodo: negli anni successivi, infatti, le pratiche di raccolta differenziata e compostaggio sono state bruscamente interrotte.
La prova di questa fragilità strutturale è documentata da numerose cronache locali, che evidenziano come la città di Licata abbia continuato a fronteggiare cicliche emergenze nel sistema di smaltimento. Criticità come l’uscita del Comune dalla società Dedalo Ambiente nel 2016, i ripetuti scioperi degli operatori ecologici per il mancato pagamento dei salari e le costanti proteste cittadine dinanzi al Municipio testimoniano il fallimento della continuità del servizio. In definitiva, quella che doveva essere una soluzione duratura si è scontrata con una gestione amministrativa e finanziaria instabile, rendendo i benefici del progetto un'esperienza isolata piuttosto che un cambiamento strutturale del territorio.
Punti di debolezza
Le principali criticità del progetto risiedono nel deficit di comunicazione strategica e nell'incapacità di implementare efficaci programmi di educazione ambientale. Nonostante la fornitura di attrezzature tecniche, è mancata un'azione incisiva volta a istruire la cittadinanza sul corretto utilizzo dei sistemi di conferimento e sui vantaggi della raccolta differenziata.
Dall'altro lato, si è riscontrata una resistenza culturale da parte di una significativa porzione della popolazione, che non ha saputo cogliere l'opportunità di adottare nuove abitudini quotidiane. Questo scollamento tra l'erogazione del servizio e la partecipazione civica ha impedito il consolidamento di pratiche virtuose che, nel lungo periodo, avrebbero garantito una maggiore tutela dell'ecosistema locale, con ricadute dirette e positive sulla salute pubblica e sul benessere della comunità.
Punti di forza
Sotto il profilo teorico, il progetto presentava un potenziale esclusivamente positivo, fondato sui principi dell'economia circolare. Il sistema prevedeva infatti il recupero dei materiali riciclabili e la valorizzazione della frazione organica attraverso il compostaggio, con l'obiettivo di trasformare i rifiuti in una risorsa preziosa per la concimazione agricola locale.
Tuttavia, la fase attuativa è stata compromessa da criticità interne alla società responsabile del servizio. Come ampiamente documentato dalle inchieste giornalistiche disponibili in rete, il persistere di inefficienze gestionali ha causato frequenti malfunzionamenti operativi. Tali problematiche hanno portato alla progressiva interruzione delle corrette procedure di raccolta e smaltimento, vanificando gli sforzi profusi per l'implementazione del sistema e impedendo che le buone pratiche di riciclo diventassero un asset stabile per il territorio.
Rischi
Come precedentemente evidenziato, il progetto ha subito un arresto quasi immediato dopo la sua attuazione. Una delle cause principali è riconducibile alla mancata partecipazione di una vasta platea di utenti, molti dei quali non hanno provveduto al ritiro dei kit per la raccolta differenziata, probabilmente per evitare il censimento legato alla posizione tributaria (evasione della TARI).
Questa situazione di stallo ha generato gravi conseguenze negli anni successivi. Nel 2019, l'ex mattatoio comunale di Licata, utilizzato come deposito per i mastelli mai distribuiti, è stato teatro di un vasto incendio. L'incidente, oggetto di indagine da parte della Magistratura di Agrigento, ha comportato la distruzione di una massiccia quantità di materiale plastico. La combustione delle attrezzature non solo ha rappresentato un danno economico definitivo per il progetto, ma ha causato un grave impatto ambientale sul territorio, trasformando paradossalmente gli strumenti destinati alla tutela dell'ecosistema in una fonte di inquinamento.
Soluzioni e Idee
Per ottimizzare i risultati del progetto e garantirne la persistenza nel tempo, si individuano le seguenti linee d’azione:
Potenziamento della Sensibilizzazione Ambientale: Implementare campagne di comunicazione capillari e programmi di educazione civica nelle scuole e nei centri di aggregazione, al fine di promuovere una cultura della responsabilità ecologica.
Regolarizzazione della Posizione Tributaria: Incentivare l'assolvimento degli obblighi relativi alla TARI, promuovendo la consapevolezza che il pagamento del tributo è la condizione essenziale per il mantenimento di un servizio efficiente.
Rafforzamento della Vigilanza e del Sistema Sanzionatorio: Intensificare il controllo del territorio per identificare gli evasori e monitorare il corretto conferimento dei rifiuti, applicando sanzioni rigorose per il contrasto all'abbandono e all'errata differenziazione.
Garanzia di Continuità del Servizio: Assicurare una pianificazione logistica costante e affidabile, evitando interruzioni nel calendario di raccolta che possano minare la fiducia dei cittadini nel sistema.
Ottimizzazione del Ciclo del Riciclo: Implementare tecnologie avanzate per la selezione e il trattamento dei materiali, garantendo che il rifiuto differenziato venga effettivamente trasformato in risorsa, chiudendo così il ciclo dell'economia circolare.
Metodo di indagine
Come sono state raccolte le informazioni?
- Visita diretta documentata da foto e video
- Intervista con l'Autorità di Gestione del Programma
- Intervista con altre tipologie di persone
L'analisi dell'intervento si è avvalsa del contributo tecnico del responsabile del progetto, che ha delineato l'iter burocratico e le forniture acquisite. A questa visione si sono affiancate le testimonianze dei cittadini di Licata, fondamentali per comprendere le difficoltà operative del servizio, e della responsabile locale di Plastic Free, che ha evidenziato il grave impatto ambientale causato dall’incendio dei mastelli e dalla mancata cultura del riciclo.
Il progetto, pur raggiungendo la chiusura tecnica nel 2016, è stato compromesso da criticità gestionali e sociali. Sebbene l'investimento di 344.800 € avesse dotato la città di nuovi composter e automezzi, la mancata tracciabilità della distribuzione ha portato alla revoca del finanziamento regionale. Il successivo incendio dei materiali stoccati e non distribuiti ha sancito il fallimento della sostenibilità a lungo termine, trasformando un’opportunità di economia circolare in un’emergenza ambientale e finanziaria.
Domande principali
1. Sai che cos’è il compostaggio domestico?
2. Se ci fosse uno sconto maggiore sulla TARI, saresti più invogliato a fare il compostaggio?
Risposte principali
Dai dati raccolti dal questionario che abbiamo messo online emerge quello che si dimostra essere il problema principale: il 59% degli utenti non era a conoscenza del fatto che si potesse fare il compostaggio domestico nel Comune di Licata.
Nonostante il 77% di loro sapesse cosa fosse questa pratica e il 65% avesse lo spazio necessario per effettuarlo nelle loro abitazioni, la stragrande maggioranza, addirittura il 90% circa, ha affermato che non si è parlato abbastanza di questo argomento. Arriviamo dunque a dedurre che questo progetto non è stato reso noto ai cittadini nella maniera adeguata, dato anche che il 63% di questi non era al corrente che il Comune di Licata mettesse a disposizione gratuitamente delle compostiere.
Noi del team D.O.C-Applicato pensiamo che tutto ciò che il compostaggio domestico può offrire ai Licatesi sia una grande risorsa, ma è un peccato che solo in pochi lo conoscano; anche perché l’84% di loro sarebbe più invogliato a svolgere questa pratica solo grazie all’incentivo che esso garantisce sulla TARI.