REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Percorso di orientamento 9 - QUARTIERE RUPESTRE DI CHIAFURA_OPERE DI RIQUALIFICAZIONE VALORIZZAZIONE CONSOLIDAMENTO PERCORSI

Inviato il 10/03/2026 | Di Team Openchiafura

Cosa abbiamo scoperto

Obiettivi del progetto

Chiafura non è solo un quartiere; è il ventre di Scicli. Un complesso ipogeico di grotte scavate nella roccia calcarea, abitate fino agli anni '60 de secolo scorso, quando la "Legge speciale" ne impose lo sgombero per motivi igienico-sanitari. Oggi, questo sito è oggetto di un finanziamento nazionale finalizzato alla sua messa in sicurezza e valorizzazione come Parco Archeologico. La nostra indagine nasce per verificare lo stato di avanzamento di questi lavori e trasformare un "vuoto" urbano in una risorsa culturale attiva.

Attività previste

l progetto mira a realizzare, sull'intera collina di san Matteo, un Parco-Museo diffuso attraverso i seguenti percorsi:

Area 1 - Percorso Etno-Antropologico:
Consolidamento strutturale delle grotte.
Installazione di un nuovo sistema di illuminazione e sistemazione dei percorsi.
Musealizzazione degli ambienti vissuti nei secoli, nelle grotte di Chiafura.

Area 2 - Percorso Storico-Monumentale:
Restauro degli antichi camminamenti e consolidamento dei muri di contenimento.
Miglioramento dell'accessibilità complessiva del sito.

Area 3 - Percorso Archeologico e Paesaggistico:
Sistemazione dell'area archeologica "Castello dei tre cantoni".
Sistemazione dell'area belvedere e delle strutture di accoglienza.
Illuminazione dei percorsi e consolidamento dei ruderi esistenti.
Realizzazione di nuovi servizi per i visitatori.

Le tempistiche non sono ancora definibili, si è ancora nella fase di espletamento della prima gara di appalto, per l'individuazione e affidamento per l'incarico della redazione del progetto esecutivo.

Origine del progetto

Il progetto ha origine all'interno di un quadro programmatorio regionale e nazionale legato alla tutela dei beni culturali. Le evidenze documentali indicano:

- Atto amministrativo: Il progetto è supportato da un Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP) che integra il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) e il Progetto Esecutivo.
- Finanziamento: L'intervento è finanziato tramite il Fondo Sviluppo e Coesione (FSC). Questo fondo nazionale viene attivato attraverso Delibere CIPESS (ex CIPE) che approvano i Piani Operativi relativi alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. La Regione Sicilia (ASS. BB.CC.) ha emesso decreto 0008 del 17/02/22 di approvazione del progetto preliminare per lo staziamento dei fondi previsti.
- Strumento Urbanistico: Il progetto è inserito negli strumenti urbanistici del Comune di Scicli come intervento di riqualificazione del Quartiere Rupestre e del Colle di San Matteo.

Soggetti coinvolti nella definizione del progetto:
- Soggetto Proponente e Attuatore: Il Parco Archeologico di Kamarina e Cava d'Ispica, sotto l'egida della Regione Siciliana, è l'ente titolare del progetto.
- Collaborazioni Istituzionali: Il Comune di Scicli è coinvolto in quanto il sito domina il suo centro storico ed è parte integrante del tessuto urbano, inoltre lo stesso ricade sulle proprietà del comune di Scicli.
- Soggetti Tecnici: Sono stati coinvolti professionisti per lo studio geologico, il piano di sicurezza e le verifiche archeologiche necessarie per la progettazione preliminare. E in itinere la scelta di chi eseguirà il progetto esecutivo.
Sebbene il progetto miri a musealizzare la vita degli abitanti degli anni '50, non viene indicato se i discendenti della comunità di Chiafura o le realtà civiche che operano sul territorio di Scicli siano stati consultati attivamente nella fase di definizione degli obiettivi del Parco-Museo. Questo è un punto critico che il nostro monitoraggio civico potrebbe approfondire tramite interviste agli uffici comunali o ai rappresentanti del Parco Archeologico.

Soggetti Beneficiari

Beneficiari Diretti e Indiretti
- La Cittadinanza di Scicli: Il progetto mira a restituire alla comunità locale un pezzo fondamentale della propria "identità collettiva" e "memoria sociale". La riqualificazione trasforma un'area di degrado in un bene fruibile per tutti i residenti.
- Turisti e Visitatori: Grazie alla creazione del "Parco-Museo diffuso", i visitatori potranno usufruire di nuovi servizi, percorsi archeologici illuminati e aree belvedere.
- Comunità Scolastica e Giovani: Il progetto si presta a diventare un'aula a cielo aperto per il "dialogo tra generazioni", la conoscenza di specie botaniche sconosciute al territorio, permettendo ai più giovani di conoscere la storia degli insediamenti rupestri e della comunità dei "Chiarafurari".
- Operatori Economici Locali: Il miglioramento del collegamento tra il centro storico e il colle, unito alla valorizzazione turistica, può generare un indotto positivo per le attività ricettive e commerciali del borgo.

Soggetti che ne subiscono le conseguenze
Residenti delle aree limitrofe: durante la fase di cantiere, gli abitanti del centro storico adiacente al Colle di San Matteo potrebbero subire disagi legati alla logistica dei lavori di consolidamento e restauro.

Tipologie di persone potenzialmente escluse
Analizzando le specifiche tecniche del progetto, emergono alcune criticità relative all'inclusione:

- Persone con mobilità ridotta: sebbene il progetto menzioni il "miglioramento dell'accessibilità", la natura stessa del sito (un quartiere rupestre scavato nella roccia su un colle) e il riferimento al restauro di pavimentazioni storiche e muri di contenimento suggeriscono che la piena accessibilità motoria potrebbe restare una sfida tecnica difficile da risolvere ovunque.

Contesto

Il progetto di riqualificazione del quartiere di Chiafura risponde a una combinazione di bisogni strutturali, sociali e identitari del territorio di Scicli.
Di seguito sono analizzate le necessità che giustificano l'investimento e il quadro strategico in cui si inserisce.


Bisogni del Territorio

Il finanziamento di circa 5.200.000 €, degli 8.000.000 previsti, trova giustificazione in tre esigenze principali evidenziate dal Documento di Indirizzo alla Progettazione:

- Sicurezza e consolidamento: il sito presenta un evidente degrado dei percorsi e delle strutture rupestri, che richiede interventi urgenti di consolidamento per prevenire crolli e garantire l'incolumità pubblica.


Recupero dell'Identità Locale: Chiafura è stata abitata ininterrottamente fino agli anni '50 ed è considerata una testimonianza unica dell'habitat rupestre siciliano. Esiste il bisogno di sottrarre all'oblio la memoria sociale della comunità dei "Chiarafurari" e trasformarla in identità collettiva.


Sviluppo Turistico-Culturale: l'area del centro storico di Scicli, dominato dal Colle di San Matteo, necessita di ampliare la propria offerta culturale integrando il quartiere rupestre in un sistema di "Parco-Museo diffuso" che possa generare sviluppo economico sostenibile.


Quadro Strategico e Progetti Complementari

Il recupero di Chiafura non è un intervento isolato, ma si inserisce in una visione più ampia di gestione del patrimonio:

- Integrazione nel Sistema Parchi: Il progetto è gestito dal Parco Archeologico di Kamarina e Cava d'Ispica, suggerendo una strategia regionale di messa a sistema dei siti archeologici minori della Sicilia sud-orientale per creare itinerari turistici integrati.

- Strategia di Sviluppo Territoriale: L'utilizzo dei fondi FSC (Fondo Sviluppo e Coesione) inquadra l'opera all'interno dei piani nazionali e regionali per la coesione territoriale, volti a ridurre il divario di servizi e infrastrutture culturali nel Mezzogiorno.

- Complementarietà con la Rete Urbana: il progetto prevede specificamente il miglioramento del collegamento tra il centro storico di Scicli e il Colle. Questo obiettivo è complementare alle strategie comunali di rigenerazione urbana e di valorizzazione dei percorsi pedonali storici che mirano a decongestionare le aree più transitate del borgo barocco.

- Sinergia con l'Ecomuseo: Sebbene non esplicitamente citato nei documenti tecnici come "Ecomuseo", la creazione di percorsi etno-antropologici che includono case-grotta con forni, cisterne e piccoli cortili (raffi) si allinea perfettamente con le strategie di turismo esperienziale e museologia comunitaria diffuse nel Val di Noto.

Avanzamento

Il progetto sulla base delle interviste e dei documenti trovati in siti istituzionali e a partire dalla visita di monitoraggio risulta nella sua fase preliminare in attesa del progetto esecutivo.

Risultati

Allo stato attuale, come emerge dalla documentazione e dalle attività di indagine sul campo, il progetto di riqualificazione del Quartiere Rupestre di Chiafura si trova in una fase iniziale (redazione e approvazione del Documento di Indirizzo alla Progettazione - DIP). Pertanto, non vi sono ancora opere fisiche realizzate. Tuttavia, è possibile descrivere dei risultati parziali molto rilevanti dal punto di vista pianificatorio, diagnostico e sociale.

Ecco un'analisi dettagliata dei risultati ottenuti finora e della loro utilità ed efficacia:

1. Risultati Amministrativi e di Pianificazione

Risultato parziale: La stesura e la firma (giugno 2025) del Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP) e la chiara definizione dell'investimento economico (circa 5.200.000 € di lavori su 8.000.000 € totali dal Fondo Sviluppo e Coesione).

Utilità ed efficacia: Dal mio punto di vista, questo è un risultato amministrativo cruciale. Il DIP fissa in modo inequivocabile i "paletti" per i successivi livelli di progettazione (Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica - PFTE e Progetto Esecutivo - PE). L'efficacia di questa fase risiede nell'aver garantito la copertura finanziaria e nell'aver suddiviso l'area in tre macro-zone di intervento (Etno-Antropologico, Storico-Monumentale, Archeologico e Paesaggistico), rendendo la gestione di un cantiere così complesso molto più razionale e misurabile.

2. Risultati Diagnostici e Conoscitivi dello Stato dei Luoghi (Fonte: Visita di monitoraggio e Documentazione di progetto)

Risultato parziale: La mappatura esatta delle criticità fisiche dell'area. Durante i sopralluoghi è stato rilevato il forte degrado dei percorsi, la necessità urgente di consolidamento delle grotte (spesso a rischio crollo), l'assenza di sottoservizi interrati e la presenza di interferenze aeree (linee elettriche e telefoniche) da rimuovere.

Utilità ed efficacia: L'utilità di questa "fotografia" diagnostica è altissima. Molto spesso i progetti di restauro falliscono o subiscono ritardi perché non tengono conto della logistica di cantiere in aree impervie. Aver evidenziato preventivamente la necessità di consolidamento strutturale prima ancora del restauro estetico, e aver mappato i sottoservizi mancanti, garantisce che il futuro progetto esecutivo sia realistico, sicuro e prevenga sprechi di risorse in varianti in corso d'opera.

3. Risultati Sociali e di Consapevolezza Identitaria (Fonte: Interviste, Questionari e "Progetto_Chiafura.pdf")

Risultato parziale: Il coinvolgimento della cittadinanza e degli stakeholder ha confermato il profondo legame della comunità con la memoria storica dei "Chiafurari". È stato validato l'approccio museografico che non si limita a "sistemare i sentieri", ma punta a musealizzare gli ambienti di vita vissuta degli anni '50 (forni, cisterne, raffi).

Utilità ed efficacia: L'efficacia di questo risultato parziale è legata alla futura sostenibilità del progetto. Aver ascoltato il territorio (tramite questionari e interviste) assicura che il futuro "Parco-Museo diffuso" non sia una "cattedrale nel deserto", ma risponda a una reale esigenza di recupero della memoria collettiva. Dal punto di vista turistico e culturale, puntare sull'identità antropologica del sito rende il progetto estremamente attrattivo e differenziante rispetto ad altri siti archeologici tradizionali.

Conclusione sull'efficacia complessiva:
Sebbene non ci siano ancora risultati materiali tangibili sotto forma di "mattoni e malta", il lavoro preparatorio si sta rivelando estremamente utile ed efficace. Aver incrociato le analisi tecniche (documenti progettuali) con le rilevazioni sul campo (visita di monitoraggio) e il percepito della comunità (interviste/questionari) sta gettando basi solide per un intervento di recupero che unisce sicurezza strutturale, sostenibilità economica e profondo rispetto antropologico.

Punti di debolezza

Considerando che il progetto si trova ancora in una fase preliminare (approvazione del Documento di Indirizzo alla Progettazione - DIP), non è possibile valutare errori materiali nella realizzazione delle opere, poiché il cantiere non è ancora partito. Tuttavia, analizzando la documentazione, gli esiti della visita di monitoraggio e il contesto emerso, è possibile evidenziare alcune criticità, ritardi e aspetti negativi legati all'impostazione e al contesto del progetto:

1. Il grave ritardo storico nell'avvio del recupero

Aspetto negativo: Il quartiere rupestre di Chiafura è stato progressivamente abbandonato a partire dagli anni '50 e '60. Il fatto che si sia arrivati alla firma di un Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP) solo a metà del 2025 evidenzia un ritardo decennale e cronico da parte delle istituzioni nel prendere in carico questo patrimonio.

Perché è critico: Questo stallo burocratico e politico ha permesso che l'area scivolasse in un degrado profondo. Come rilevato dalla visita di monitoraggio, i percorsi sono oggi in rovina e le grotte necessitano di interventi di consolidamento urgenti per rischio crollo. Se si fosse intervenuti prima, l'impatto economico (oggi stimato in 8 milioni di euro complessivi) e la perdita di materia storica sarebbero stati inferiori.

2. Le pesanti carenze infrastrutturali e logistiche ereditate

Aspetto negativo: I sopralluoghi hanno evidenziato l'assenza totale di un reticolo di sottoservizi interrati e, parallelamente, la presenza di reti aeree invasive (linee elettriche, telefoniche e dati) che deturpano pesantemente il paesaggio rupestre.

Perché è critico: Sebbene il progetto preveda di risolvere il problema, questa condizione di partenza è un forte elemento negativo. Costringerà i progettisti a destinare una fetta cospicua dei 5,2 milioni di euro dei lavori non alla pura musealizzazione o al restauro, ma a basilari (e costose) opere di scavo nella roccia per l'interramento dei cavi e la creazione dei sottoservizi, complicando enormemente la logistica del cantiere in un'area già impervia.

3. Il contrasto tra le tempistiche burocratiche e l'urgenza strutturale

Aspetto negativo: L'iter del progetto è ancora frammentato. Attualmente siamo al DIP, a cui dovranno seguire l'affidamento del Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE), il Progetto Esecutivo (PE), la gara d'appalto e infine l'inizio dei lavori.

Perché è critico: C'è uno scollamento preoccupante tra la lentezza fisiologica di questi passaggi amministrativi e l'urgenza fisica dei luoghi. Le grotte e i versanti rocciosi, esposti alle intemperie, presentano un rischio di crollo imminente. Il rischio reale è che ulteriori crolli danneggino il sito prima ancora che venga posata la prima pietra del cantiere di messa in sicurezza.

4. La sfida dell'accessibilità universale (Rischio progettuale)

Aspetto negativo: L'area del Colle di San Matteo è morfologicamente molto complessa, ripida e scoscesa.

Perché è critico: Sebbene l'obiettivo del progetto sia "migliorare la fruizione pubblica" e creare un "Parco-Museo diffuso", c'è il forte rischio (tipico di questi insediamenti rupestri) che l'accessibilità per persone con disabilità motorie non possa essere garantita in tutte le macro-aree (es. Area Etno-Antropologica o Archeologica). Sarà un aspetto critico da monitorare attentamente nelle future fasi di progettazione esecutiva per evitare che il parco diventi fruibile solo a una fascia ristretta di visitatori.

Punti di forza

Considerando che il progetto di riqualificazione del Quartiere Rupestre di Chiafura si trova attualmente nella sua fase iniziale di pianificazione (approvazione del Documento di Indirizzo alla Progettazione - DIP), gli aspetti positivi che ho potuto apprezzare riguardano l'impostazione strategica, diagnostica e progettuale dell'intervento.

Ecco cosa ritengo particolarmente valido e positivo, sulla base delle informazioni raccolte:

1. La sensibilità antropologica e il rispetto dell'identità locale

Cosa mi è piaciuto: Il progetto non si limita a un semplice restauro architettonico o alla messa in sicurezza di un costone roccioso, ma punta a creare un vero e proprio "Parco-Museo diffuso". Ho apprezzato molto la volontà di musealizzare gli ambienti di vita vissuta fino agli anni '50 (conservando forni, cisterne, nicchie e i piccoli cortili detti "raffi").

Perché è positivo: Questo approccio salva dall'oblio la memoria sociale dei "Chiafurari" e restituisce dignità a una comunità. Come emerso dalle interviste e dai questionari, c'è un forte attaccamento della cittadinanza a questi luoghi: il progetto ha saputo intercettare e valorizzare questo sentimento, trasformandolo nel fulcro dell'attrattiva turistica e culturale.

2. La lucidità della fase diagnostica e l'attenzione alla sicurezza

Cosa mi è piaciuto: La precisione con cui sono state mappate le criticità logistiche e strutturali prima ancora di iniziare i lavori. Durante la visita di monitoraggio e la redazione del DIP è emersa chiaramente la necessità di consolidare le grotte a rischio crollo, di interrare i sottoservizi inesistenti e di rimuovere le reti aeree (luce e telefono) che deturpano il paesaggio.

Perché è positivo: In contesti morfologicamente complessi e scoscesi come il Colle di San Matteo, ignorare la logistica di cantiere porta quasi sempre a blocchi dei lavori. Aver messo in primo piano il consolidamento strutturale e la risoluzione delle interferenze impiantistiche denota un approccio pragmatico, sicuro e realistico, che preverrà sprechi di fondi e ritardi futuri.

3. La razionalizzazione degli interventi in macro-aree

Cosa mi è piaciuto: La scomposizione del progetto in tre macro-aree tematiche chiaramente distinte (Area 1: Percorso Etno-Antropologico; Area 2: Percorso Storico-Monumentale; Area 3: Percorso Archeologico e Paesaggistico), come illustrato nella documentazione di progetto (Presentazione e DIP).

Perché è positivo: Il sito è vastissimo e stratificato (dalla preistoria al Novecento). Dividere l'area in lotti funzionali e tematici rende la progettazione esecutiva molto più gestibile, permette di calibrare meglio le tipologie di restauro (ad esempio, le tecniche usate per le case-grotta saranno diverse da quelle per il Castello dei Tre Cantoni) e faciliterà la futura fruizione da parte dei visitatori, che avranno percorsi chiari e guidati.

4. La solidità dell'impianto amministrativo

Cosa mi è piaciuto: La redazione puntuale del DIP (firmato a giugno 2025) e la chiara perimetrazione del quadro economico.

Perché è positivo: Aver già vincolato le risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (circa 5.200.000 € destinati specificamente ai lavori su un totale di 8 milioni) a obiettivi così precisi e aderenti ai Criteri Ambientali Minimi (CAM), fornisce una garanzia fortissima sulla fattibilità tecnica ed economica (PFTE) che andrà a seguire.

Rischi

Considerando l'ambizione del progetto e il delicato contesto storico e paesaggistico in cui opera (il Colle di San Matteo), esistono diversi fattori di rischio che potrebbero comprometterne l'efficacia o rivelarsi altamente problematici durante le fasi successive.

Sulla base delle informazioni raccolte finora, ecco i principali rischi che minacciano il successo dell'intervento:

1. La corsa contro il tempo: Rischio geologico vs. Lentezza burocratica

Il problema: Come evidenziato in precedenza, le grotte e i costoni rocciosi necessitano di un consolidamento urgente a causa dell'alto rischio di crolli. Tuttavia, l'iter amministrativo è solo al livello del Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP). Mancano ancora la progettazione di fattibilità (PFTE), quella esecutiva (PE), i pareri delle varie soprintendenze e le lunghe tempistiche per la gara d'appalto.

Il pericolo per l'efficacia: Se i tempi burocratici si dilatano ulteriormente, le intemperie e il dissesto idrogeologico potrebbero causare danni irreparabili alle strutture rupestri prima ancora dell'apertura del cantiere, vanificando l'obiettivo stesso di "musealizzare gli ambienti di vita" degli anni '50.

2. Estrema complessità logistica e rischio di extra-costi

Il problema: Il sito è impervio, scosceso e privo di una viabilità carrabile agevole per i mezzi di cantiere. Inoltre, il progetto prevede la realizzazione ex novo di tutti i sottoservizi (acqua, luce, fognature), il che comporterà massicci interventi di scavo direttamente nella roccia.

Il pericolo per l'efficacia: In un sito archeologicamente stratificato (dalla preistoria al Novecento), scavare nella roccia comporta un altissimo rischio di imbattersi in ritrovamenti imprevisti. Questo, unito alla difficoltà di trasportare i materiali in quota, rischia di generare continui blocchi dei lavori (varianti in corso d'opera) e una lievitazione dei costi che i 5.200.000 € previsti potrebbero non riuscire a coprire.

Soluzioni e Idee

Per massimizzare l'efficacia dell'investimento (stimato in 8 milioni di euro complessivi) e garantire che il futuro "Parco-Museo diffuso" di Chiafura generi un impatto reale e duraturo sul territorio di Scicli, è fondamentale che i decisori pubblici affianchino ai lavori strutturali una serie di azioni strategiche e progetti complementari.

Ecco i suggerimenti principali, suddivisi per aree di intervento:

1. Sviluppo immediato di un "Piano di Gestione e Sostenibilità" (Azione Strategica)

L'azione: Non bisogna attendere la fine dei lavori per decidere chi gestirà il sito. È necessario redigere, parallelamente al Progetto Esecutivo (PE), un rigoroso Business Plan per la gestione post-cantiere.

Perché è necessario: Senza un modello di gestione chiaro (es. Partenariato Pubblico-Privato, Fondazione di partecipazione, o affidamento a cooperative giovanili/culturali locali), il sito rischia l'abbandono. Il piano deve prevedere i costi di manutenzione ordinaria (fondamentale in un sito rupestre soggetto a sgretolamento e crescita di vegetazione infestante), il personale di custodia, le guide e le strategie di marketing.

2. Creazione di un'esperienza di Accessibilità Virtuale (Progetto Complementare)

L'azione: Implementare un progetto parallelo di digitalizzazione del sito per creare un "Gemello Digitale" (Digital Twin) del Quartiere di Chiafura, fruibile tramite Realtà Virtuale (VR) o Realtà Aumentata (AR) in un centro visitatori accessibile e situato a valle (es. nel centro storico di Scicli).

Perché è necessario: Dato che la conformazione ripida del Colle di San Matteo impedirà fisicamente l'accesso universale a carrozzine o persone con mobilità ridotta in molte aree del parco, questa è l'unica soluzione per garantire un'inclusione totale, permettendo a chiunque di "visitare" le case-grotta, i forni e i percorsi etno-antropologici in modo immersivo.

3. Interventi complementari di Mobilità e Accoglienza Urbana (Opere Complementari)

L'azione: Progettare e finanziare un piano della mobilità specifico per l'area ai piedi del Colle di San Matteo, che includa parcheggi scambiatori, segnaletica intelligente e, se fattibile, sistemi di risalita meccanizzata a basso impatto paesaggistico (es. ascensori inclinati o navette elettriche di piccole dimensioni) fino alle aree di accoglienza del Parco.

Perché è necessario: L'apertura di un grande Parco Archeologico e Antropologico attirerà (si spera) flussi turistici importanti. Attualmente, la viabilità di accesso al colle rischia di congestionarsi facilmente, creando disagi ai residenti del centro storico di Scicli e un'esperienza negativa per i visitatori.

4. Task Force per l'accelerazione burocratica e logistica innovativa (Azione Amministrativa)

L'azione: Istituire una "Task Force" o un tavolo tecnico permanente tra Comune di Scicli, Soprintendenza e Parco Archeologico per velocizzare l'approvazione del Progetto di Fattibilità (PFTE) e del Progetto Esecutivo. Inoltre, nei bandi di gara, premiare le ditte che propongono soluzioni logistiche a basso impatto (es. teleferiche temporanee per il trasporto dei materiali di risulta e dei cavi dei sottoservizi).

Perché è necessario: Per contrastare l'estrema urgenza geologica (rischio crolli delle grotte) e la complessità di realizzare trincee per i sottoservizi in un'area rocciosa e impervia. Ridurre i tempi morti amministrativi è l'unica via per salvare le strutture prima che si degradino ulteriormente.

5. Programma di "Heritage Community" e Storia Orale (Servizio Complementare)

L'azione: Avviare subito, prima che la memoria storica scompaia per ragioni anagrafiche, un progetto strutturato di raccolta di testimonianze orali, fotografie e reperti privati appartenenti alle famiglie dei vecchi "Chiafurari".

Perché è necessario: Il progetto architettonico prevede la musealizzazione degli ambienti di vita degli anni '50 (Area 1: Percorso Etno-Antropologico). Un archivio immateriale fornirà i contenuti reali (audio, storie, tradizioni) per riempire le case-grotta restaurate, trasformando dei semplici "buchi nella roccia" in un museo vivo, emozionale e profondamente legato all'identità cittadina.

Parità di Genere

Nel progetto è coinvolta, direttamente o indirettamente, la parità di genere?

SI, IMPATTO DI GENERE INDIRETTO

Misure di compensazione per la mobilità dei disabili.

Nel progetto i partecipanti (a volte chiamati beneficiari) sono distinti per genere (donne, uomini, altri), utilizzando - per esempio -parole come donne, bambine, anziane, studentesse, lavoratrici, etc.

SI

Progettisti e maestranze di entrambi i generi

Il progetto stanzia risorse finanziarie esplicitamente destinate ad azioni che promuovono la parità di genere?

NO

Sono stati indicati esplicitamente indicatori (es. numero di operatrici formate o percentuale di aumento delle studentesse iscritte a corsi STEM) per monitorare e valutare l’impatto del progetto in termini di promozione della parità di genere?

NO

Metodo di indagine

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con l'Autorità di Gestione del Programma
  • Intervista con i soggetti che hanno programmato l'intervento (soggetto programmatore)
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)

R.U.P.
Funzionario regionale per l'espletamento delle gare d'appalto
Uno degli ultimi abitanti del quartiere

Domande principali

1) A che punto si trova l'iter di realizzazione del progetto? (R.U.P.)
2) Ci sono date specifiche per inizio e fine lavori per la realizzazione del progetto? (Funzionario regionale per l'espletamento delle gare d'appalto)

Risposte principali

1) L'iter del progetto è nella fase di apertura delle buste depositate in fase di gara per individuare il/i progettista/i del progetto esecutivo
2) No. Dal momento in cui sarà individuato il progettista e sarà ufficialmente incaricato decorreranno 90 giorni prima della consegna del progetto esecutivo. Successivamente si dovrà predisporre un nuovo bando di gara per l'affidamento dei lavori secondo il codice degli appalti, con tempistiche che vanno dai tre ai sei mesi.