REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
ESG Tech Talks

Inviato il 7/05/2026 | Di Gruppo di ricerca Digit_AMBIENTE - Laboratorio di

Cosa abbiamo scoperto

Obiettivi del progetto

ESG Tech Talks è un microprogetto europeo del programma Interreg ALCOTRA e mira a coinvolgere e formare stakeholder, tra cui imprenditori, manager, professionisti e studenti, promuovendo la digitalizzazione responsabile nelle piccole e medie imprese, integrando i criteri ESG (ambientali, sociali e di governance) e confrontando le barriere e le opportunità sia in Italia, sia in Francia.

Attività previste

Il progetto prevede l’attuazione di quattro incontri aperti, due in Italia e due in Francia, affinché siano favoriti il dialogo transnazionale e la condivisione di best practices per integrare digitalizzazione e sostenibilità, supportando le imprese al raggiungimento degli obiettivi previsti dall’UE in materia di ESG e nella costruzione di vantaggi competitivi.

Origine del progetto

Il progetto è nato dalla necessità di creare una formazione complementare a quella delle aziende odierne con un focus sui temi dell’ESG, trascurati da parte delle piccole e medie imprese sul territorio target di ALCOTRA.

Soggetti Beneficiari

I beneficiari finali del progetto saranno principalmente le aziende e gli stakeholder, ma il programma è rivolto anche agli studenti o a chiunque sia interessato/a ad avviare una startup e abbia bisogno di consigli sulla digitalizzazione.

Contesto

Il territorio su cui opera il progetto è compreso tra il Piemonte (Italia) e la Région PACA (Provence-Alpes-Côte d'Azur, Francia), dove vi è una forte presenza di piccole e medie imprese che faticano a raggiungere gli obiettivi europei in materia di digitalizzazione e sostenibilità e che hanno possibilità limitate di prendere parte ai grossi network nazionali.

Avanzamento

Attraverso l’intervista a Nicole Dujany, collaboratrice del responsabile di progetto, il professor Alberto Ferraris dell’Università degli Studi di Torino, si è potuto constatare che, su quattro incontri programmati, ne sono stati svolti tre. I temi specifici degli incontri riguardavano l'utilizzo di tecnologie avanzate (come, ad esempio, l'Intelligenza Artificiale) e il loro impatto sia sulla performance, sia sulla governance aziendale. A ciascun evento hanno partecipato all’incirca una cinquantina di persone, con una buona partecipazione sia da parte del pubblico francese, sia da parte di quello italiano. Inizialmente si sono verificate delle sottovalutazioni in merito alla presenza di un pubblico francofono o italofono, a seconda del luogo di svolgimento degli eventi. Relativa alla questione del tempo a disposizione è stata la problematica sull’individuazione dei temi: ci sono state delle difficoltà nella divisione delle tematiche poiché ciascun partecipante agli incontri aveva una propria interpretazione sui temi trattati e poteva non essere d’accordo sul discorso dell’incontro, considerato non in linea con la propria attività.

Risultati

Attraverso l'intervista a Nicole Dujany, si è potuto constatare che al momento non è possibile verificare l’impatto del progetto sulle aziende dei partecipanti agli eventi poiché è ancora in corso e si auspicano degli effetti solamente con il passare degli anni; essendo un microprogetto dal budget limitato, l’impatto risulta difficilmente misurabile in termini matematici. Nel corso dei vari eventi, tuttavia, si è potuto osservare un buono scambio di conoscenze, con interventi da parte sia dei partecipanti francesi, sia dagli italiani. Gli obiettivi in merito alla formazione, alla condivisione e alla creazione di network transfrontalieri si possono considerare raggiunti: si sono verificati momenti di scambio di domande, consigli e informazioni. Non sono mancati i confronti e le nuove collaborazioni: il partner francese ha attivato una collaborazione su un altro progetto con un contatto italiano, mentre l’Università degli Studi di Torino sta scrivendo un altro progetto assieme all’Université Côte d'Azur.

Punti di debolezza

Il progetto monitorato, in quanto “microprogetto”, è di piccole dimensioni e il budget a disposizione è piuttosto ridotto rispetto ai progetti Interreg; l’impatto verificabile è sicuramente limitato a causa della piccolezza della programmazione. Secondo noi, una delle criticità maggiori è stata determinata dalle barriere linguistiche, che hanno impedito la creazione di un pubblico realmente internazionale. Di conseguenza, gli eventi in Italia hanno attratto quasi esclusivamente partecipanti italiani e quelli in Francia quasi solo francesi. Sebbene l'uso dell'inglese e la presenza di relatori bilingue abbiano parzialmente mitigato il problema, lo scambio transnazionale tra i partecipanti è rimasto limitato. Riteniamo che la valutazione d’impatto del progetto non sia decorsa secondo le aspettative iniziali del gruppo di lavoro, in quanto abbiamo riscontrato una scarsa tangibilità dei risultati nel breve periodo per via della natura divulgativa dei talk. Inoltre, abbiamo potuto raccogliere le informazioni solamente dai responsabili del progetto e dalle piattaforme web di diffusione del medesimo; rimarchiamo che non siamo riusciti a svolgere più interviste ad alcun beneficiario del progetto in ragione del tempo e in mancanza di follow up.

Punti di forza

Grazie a questo progetto, è possibile favorire e incentivare la partecipazione degli enti che, generalmente, non hanno l’accesso ai grandi network nazionali. Inoltre, l’uso della lingua inglese durante gli eventi ha facilitato la condivisione di conoscenze dal punto di vista transnazionale. Dal nostro punto di vista, trattare questi temi è sicuramente importante poiché sensibilizzare in merito alla digitalizzazione e alla sostenibilità prepara le persone alle grandi sfide del futuro; si tratta di un progetto promosso dalle università, pertanto questo fattore indica come gli istituti universitari siano attenti all’evoluzione sociale sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista tecnologico. Questo conferisce maggiore credibilità al progetto.

Rischi

Uno dei rischi principali del progetto è che possano venire coinvolti sempre gli stessi partecipanti, escludendo ulteriori potenziali beneficiari. Inoltre, un altro rischio è che il progetto si esaurisca con la fine dei finanziamenti o del ciclo di incontri e che, senza un percorso di accompagnamento pratico, le conoscenze trasmesse rischiano di svanire rapidamente. I beneficiari, infatti, pur avendo apprezzato i talk, potrebbero non applicare mai quei concetti, trasformando l’iniziativa in un evento fine a se stesso anziché in un cambiamento strutturale: a tal proposito, potrebbe verificarsi una possibile dispersione di risorse.

Soluzioni e Idee

Secondo il parere di Nicole Dujany, se si dovesse riprogrammare il progetto, si potrebbe prevedere un budget specifico per un sistema di traduzione automatica con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Potrebbe rivelarsi altrettanto utile l’integrazione di una tecnologia digitale impiegata per la sostenibilità, così come si potrebbe evitare la trasferta di qualche relatore in più. Dal nostro punto di vista, una possibile idea del futuro consisterebbe in una maggiore pubblicizzazione dell’iniziativa, in modo da raggiungere un pubblico più vario: a livello operativo, invece, proponiamo di inserire delle attività laboratoriali, dei workshop, per l’applicazione pratica dei concetti presentati nei seminari affinché avvenga un cambiamento strutturale. Accanto alla teoria, gli organizzatori dovrebbero prevedere sessioni di co-progettazione, simulazioni o l’uso di software specifici per i criteri ESG, permettendo ai beneficiari di applicare subito le competenze apprese. Un altro possibile accorgimento che suggeriamo di inserire è l’adozione di un sistema di monitoraggio a medio e lungo termine, dove si andrà a valutare l’impatto a distanza di alcuni mesi dalla fine dei seminari, per verificare quante delle nozioni apprese siano state effettivamente tradotte in azioni o progetti concreti dai partecipanti. Infine, suggeriamo di offrire un vero e proprio supporto alla fine del ciclo di seminari.

Metodo di indagine

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)

La persona che è stata intervistata è Nicole Dujany, collaboratrice del responsabile di progetto, il professor Alberto Ferraris dell’Università degli Studi di Torino. La dottoressa Dujany si occuperà della redazione del report inerente all’iniziativa.
Inoltre, è stato sottoposto un questionario al quale hanno risposto 61 persone, principalmente studenti universitari e lavoratori, al fine di comprendere quanta consapevolezza ci fosse in merito all'esistenza del microprogetto in questione e ai temi ESG.

Domande principali

Le principali due domande che abbiamo rivolto a Nicole Dujany sono le seguenti:
“Qual è l’impatto concreto dei talk e l’efficacia sul territorio e sulle imprese?”
“Come sono stati misurati i risultati? E gli obiettivi sono stati centrati pienamente?”
In allegato il testo integrale dell'intervista.

Risposte principali

Nicole Dujany ha risposto in modo dettagliato ad entrambe le domande poste.
Alla prima, descrive l'impatto come una creazione di network spontanea e immediata e come uno stimolo alla partecipazione europea. L'intervistata cita l'esempio del primo evento a Torino, dove molti partecipanti hanno avvicinato il direttore della French Tech Azure per chiedere informazioni su forme di collaborazione futura e incubazione. Inoltre, il partner francese ha già attivato un nuovo progetto con un contatto italiano conosciuto durante gli eventi. Un altro impatto significativo evidenziato riguarda enti che, pur non avendo mai partecipato a progetti europei per disinformazione o sfiducia, hanno deciso di lanciarsi nella scrittura di nuovi consorzi dopo aver appreso l'importanza dei criteri ESG per ottenere fondi pubblici. Inoltre, è in fase di scrittura un nuovo progetto ALCOTRA tra l'Università di Torino e l'Université Côte d'Azur, nato proprio dalla soddisfazione per questa prima collaborazione.
In merito alla seconda domanda, l'intervistata spiega che i risultati sono stati monitorati attraverso metriche sia quantitative che qualitative, confermando che gli obiettivi prefissati sono stati centrati. La metrica principale è stata la partecipazione fisica, con una media di circa 50 persone per evento, per un totale di circa 200 persone raggiunte; sono stati anche organizzati incontri post-evento per valutare il livello di interesse e la qualità delle domande poste dal pubblico. È stata monitorata la pagina LinkedIn del progetto per studiare le interazioni e le visualizzazioni online, dati utilizzati anche per migliorare l'organizzazione dei talk successivi. Nicole Dujany afferma con tranquillità che le aspettative sono state rispettate: in particolare, è stato raggiunto l'obiettivo del segretariato congiunto di fornire esperienza di cooperazione europea a enti più piccoli che solitamente non hanno accesso ai grandi network internazionali. In conclusione, sebbene un impatto matematico sia difficile da misurare nel breve termine, l'azione di formazione e sensibilizzazione su temi fondamentali ha aiutato le imprese a comprendere la necessità di muoversi verso la transizione ESG.