REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
NOCI - COMPLETAMENTO INFRASTRUTTURALE A SUPPORTO DELLA Z.I. E DELLA ZONA ARTIGIANALE - COD. 2YPDMQ3

Inviato il 18/03/2019 | di ASOC1819_058 | @restrt1819

Descrizione

Durante l’accesso civico effettuato in data 13 dicembre 2018 il team “Re-start?”, del progetto di didattica innovativa ASOC1819 (A Scuola di Open Coesione), ha incontrato l’Ing. Mezzapesa e l’Ing. Gabriele. È stato possibile visionare la relazione geologica e la relazione generale – inserimento ambientale del progetto definitivo del Potenziamento infrastrutturale a supporto della Zona Industriale e della Zona Artigianale nel Comune di Noci (Linea d’intervento 6.2.1). Dalla relazione generale emerge che è stato elaborato un apposito Piano di gestione per un importo complessivo di € 1.685.685,63 a fronte di € 3.400.000,00 del progetto originario che conteneva il centro servizi. Il progetto prevede la realizzazione di interventi sul manto stradale, con la risagomatura e finitura dello stesso, la ricostruzione o la nuova realizzazione di tratti di marciapiede, con la realizzazione di arredi urbani quali pali per la segnaletica e toponomastica, realizzazione di aiuole fiorite e con arbusti della “macchia mediterranea” negli spartitraffico della Zona Industriale, la realizzazione di due rotatorie nei principali punti di accesso rispettivamente della zona industriale e artigianale. Per quanto riguarda l’impianto di pubblica illuminazione a servizio della zona industriale, è prevista la sostituzione degli attuali organi illuminati con organi illuminanti a led, tecnologia che garantisce un notevole risparmio energetico a parità di flusso luminoso. È infine prevista la realizzazione di un tronco idrico per collegare la Zona Artigianale del “Villaggio San Giuseppe” con tecnica a “spingi tubo” per poter sotto passare la linea delle Ferrovie del Sud-Est.
Nel secondo allegato, la relazione geologica, si può comprendere che la zona è caratterizzata dalla presenza della formazione basale calcarea. La roccia appartiene alla formazione dei “Calcari di Altamura”, si rinviene al di sotto di circa 1,60 m dal piano-campagna e, a tratti, affiora anche a giorno. Le indagini geomeccaniche effettuate, unitamente a indagini geofisiche effettuate su siti similari e limitrofi, hanno portato alla ricostruzione geomeccanica del sottosuolo che ha evidenziato un substrato con caratteristiche geotecniche buone.
Dall’analisi complessiva delle indagini svolte si comprende che:
- La morfologia dei luoghi interessati è esente da fenomeni geodinamici in atto; essa si presenta uniforme e priva di un pur minimo dissesto;
- La sequenza litologica risulta, arealmente e verticalmente, in accordo con quanto previsto dalla carta geologica d’Italia.
Data la natura del basamento calcareo, il piano di sedime fondazione potrà avere la tipologia di fondazione, più idonea, a plinti con travi di collegamento, trattandosi di zona sismica.
Una volta effettuati gli scavi per la posa delle fondazioni, fu opportuno forare la base di quest ultimi per verificare la continuità della roccia e l’assenza di qualche cavità o carsismo latente, che avesse potuto compromettere la stabilità della costruzione.
Non si rilevano emergenze di carattere archeologico nella zona.
La ricerca di monitoraggio civico si è basata sull’analisi di tre aziende di cui due situate nella zona industriale di Noci (Delizia S.p.a e Sereco S.r.l.), l’altra situata in quella di Gioia del Colle, DMECO S.r.l.. La prima intervista è stata quella di Delizia S.p.a.: il primo stabilimento dell’azienda nasce in Via Le Lamie; il progetto di ampliamento dell’impresa prevedeva un necessario spostamento dell’impianto industriale su un’area più ampia, questo portò l’imprenditore a spostare la sua azienda nell’attuale zona industriale. Inizialmente i terreni disponibili da parte dell’imprenditore non rientravano totalmente nell’area della zona industriale ma sconfinavano in una zona agricola. Negli anni tra il 2005 e 2008, si è dato corso all’accordo di programma anche se con notevoli ritardi da parte della PA. Anche grazie allo sportello unico, al termine dell’accordo, l’imprenditore è riuscito ad avviare i lavori di ampliamento e di costruzione del nuovo impianto produttivo. L’impresa si estende su un terreno di 27 mila metri, di cui 12 mila di copertura, con 230 dipendenti. Un aspetto importante evidenziato dall’imprenditore è la condizione della dimensione del territorio agricolo nocese, realtà decisiva per l’imprenditore considerata la stretta connessione tra il fattore produttivo latte, reperito nel territorio entro i 35 km, e l’attività di trasformazione dello stesso prodotto in fattori derivati.
Diversamente il Sig. Donato Mottola ha deciso di spostare la sua impresa nella z.i. di Gioia del Colle nonostante inizialmente la Dmeco nasca nel 1986 in un garage di 4.600 mq nella zona artigianale di Noci. Nel 1992, in seguito alla nascita di un bando per l’acquisto di terreni a fini produttivi, (al fine di promuovere misure rivolte a disincentivare l’abbandono delle coltivazioni, a sostenere il recupero collettivo ovvero il ricambio generazionale in agricoltura e lo sviluppo dell’imprenditorialità agricola giovanile) decide di acquistare un terreno di 5000 mq con 25 dipendenti già presenti, precisamente in Via G. di Vittorio. Dopo aver ottenuto l’autorizzazione dalla Regione per la realizzazione della sua impresa, ma il Comune di Noci ha rifiutato il progetto perché è in corso un ampliamento della zona industriale. Gli spazi nella realtà produttiva nocese erano limitati. Sceglie quindi di cambiare paese. Oltretutto nella zona industriale i prezzi dei terreni erano molto alti e avendo un contatto con Gioia del Colle, ha deciso di acquistare un terreno di 10000 mq in vendita. L’impresa produce ambienti di insonorizzazione e contenimento di data center, con più di 6 mila quintali di lamiera al mese proveniente da fornitori di materia prima italiani (ad esempio l’Ilva di Taranto) e Marcegaglia (Ravenna), ma anche dalla multinazionale ArcelorMittal con sede a Lussemburgo. L’esportazione sopraggiunge per il 97% all’estero in particolare per il 40% in Asia (Cina, Singapore, Vietnam), in Italia invece solo per il 3%. Fattura 20 milioni euro annui. Il controllo sulla produzione è molto rigido infatti il tasso di errore è bassissimo quasi nullo, in particolare c’è molta attenzione per la spedizione dei container in Asia.
Un'altra grande realtà della zona industriale nocese è l’azienda fondata dal Sig. Donato Ritella e dai suoi soci nel 1975 - inizialmente - con il nome di BioImpianti. La zona industriale in questi anni era situata nella zona di San Giuseppe, l’attuale invece era prevista solo dal piano regolatore realizzato dall’ Arch. Carbonara. Negli anni seguenti la realizzazione del piano regolatore, gli imprenditori iniziano a comprare terreni. Tra questi vi fu l’impresa del sig. Ritella, la seconda ad essere costruita.
Fra il 1982 e il 1984 l’attività si è trasferita nella zona industriale per espandersi. Inizialmente l’imprenditore compra un terreno vicino all’attuale azienda e nel 1983 ottiene la prima licenza ed inizia la costruzione che prevedeva un capannone, magazzini e uffici. Il fatturato corrispondeva a 15 miliardi di vecchie lire con ordini tra 20 e 25 lavori. Nel 1988 nasce la SERECO (Servizi Ecologici) con sede a Bari, nasce con solo due soci che si occupano di assemblare computer da pezzi che arrivano da Taiwan. L’anno seguente ottiene due commesse, acquista il terreno dove oggi si trova l’azienda con le agevolazioni e i finanziamenti per la nascente Zona Industriale. Il capitale sociale è di 20 milioni, incassa 500 milioni di vecchie lire, si costruisce il primo capannone per l’officina che sarà il corpo centrale dell’attuale stabilimento e il primo piano della palazzina degli uffici. Nello stesso anno si ha il trasferimento da Bari a Noci e in un anno integra 7 operai che venivano da BioImpianti. Nel 1997 il Sig. Ritella integra la BioImpianti alla SERECO.
Nel 2006 l’azienda viene inaugurata ma nel 2016 avviene la prima crisi economica dovuta all’avvento in Iraq dell’Isis che blocca un progetto per l’acqua di 80milioni di dollari.
Oggi l’azienda è un Brand Internazionale.
Il fattore che accomuna le tre grandi imprese è l’ostacolo incontrato durante la nascita delle stesse in quanto la Pubblica Amministrazione non ha collaborato con gli imprenditori anzi è stata quasi del tutto assente. Inoltre la zona industriale risulta priva ancora di molti servizi come ad esempio la manutenzione delle strade, la fibra ottica (la quale è stata realizzata nelle aziende a spese degli stessi imprenditori) e il servizio di sorveglianza che pur essendo previsto all’ingresso della zona non è funzionante.
Malgrado ciò la critica mossa dagli imprenditori nei confronti dell’aspetto estetico della zona industriale nocese che influisce sul parere degli acquirenti esteri non risulta rispecchiare la realtà se presa in considerazione in un confronto con altre realtà industriali dei paesi limitrofi.

Avanzamento

Il progetto è stato avviato nell’anno 2012 ed è stato terminato nel 2013.
L’inizio previsto corrisponde all’inizio effettivo del progetto, mentre la fine del progetto è stata posticipata di sei mesi (22 ottobre 2013).
I pagamenti invece sono stato effettuati dal 2012 al 2015, la maggior parte del finanziamento è avvenuta nel primo anno.

Risultati

Il risultato del progetto monitorato si evidenzia nel numero delle imprese presenti nella zona industriale e dai pochi servizi di cui godono.

Punti di debolezza


Le debolezze del progetto monitorato dal gruppo Re-start? si sono presentate già all’inizio del percorso.
Prima difficoltà riscontrata è stato l’accesso civico da parte del comune di Noci, altre difficoltà riscontrate nel corso del progetto sono state a causa delle aziende coinvolte e degli esperti nel settore coinvolti.
Maggior difficoltà si è riscontrata nella richiesta, da parte del team alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura (CCIAA) di Bari, di dati relativi alle aziende nel territorio barese ricevendo risposta con dati illeggibili e definiti corrotti dall’Istat di Bari.

Punti di forza

I punti di forza della zona industriale sono:

-Notevole spazio per le manovre di autoarticolati che devono scaricare o caricare merci dalle imprese;
-È un punto di riferimento per la sosta di rimorchio e/o semirimorchi;
-Spazio per la costruzione di nuove imprese che possano offrire posti di lavoro ai giovani nocesi.

Rischi

In futuro la zona industriale nocese potrebbe presentare molti rischi date le mancanze attuali.
Molti imprenditori potrebbero decidere di chiudere le loro aziende per mancanza di coraggio in caso di una nuova crisi economica così come è già avvenuto nel 2008. Dall’intervista dell’ ex sindaco organizzata in occasione della SAA si evince che in futuro potrebbe mancare ancora la sicurezza e la video sorveglianza. Ciò porterebbe ad ulteriori furti e atti vandalici.

Soluzioni e Idee


Le soluzioni e le idee da proporre per il progetto monitorato sono numerose.
In primo luogo, le aziende presenti nella stessa area monitorata “la zona industriale e artigianale” di Noci ritengono necessaria una restaurazione per quanto riguarda l’aspetto estetico della zona stessa.
In secondo luogo, esse stesse richiedono una fibra ottica per far sì che le comunicazioni internazionali siano più efficienti.
Inoltre dall’intervista al senatore Piero Liuzzi si è espressa la necessità di creare un tavolo di concertazione tra vari portatori di interessi e sperare di riavviare l’area con attività produttive, e non solo con servizi di deposito.

L'INDAGINE

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)
  • Intervista con i referenti politici

-Sig. Donato Mottola (Titolare impresa DMCO S.r.l)
-Sig. Giovanni D'Ambruoso (Titolare impresa Delizia S.p.a)
- Arch. Francesco Giacovelli (Direzione dei lavori)
- Sen. Piero Liuzzi (sindaco pro tempore 2003-2013)
-Prof. Beppe Novembre (Direttore testata online Noci24)
- Ing. Fortunato Mezzapesa (Funzionario Comunale)
- Ing. Giuseppe Gabriele (Funzionario Comunale)
- Sig. Donato Ritella (Titolare impresa Sereco S.r.l)

Domande principali

Arch. Giacovelli (Direzione lavori)
1.Storicamente c’era distinzione tra campagne e città?
2. Qual è la situazione attuale,secondo lei,della z.i.?

Sig. Donato Ritella (Titolare impresa Sereco S.r.l.)
1.Sappiamo che la sua azienda nasce nel 1975 con il nome di Bioimpianti, ma lei assieme ai suoi soci, avete deciso di trasferirvi nella z.i. nel 1989. Come si presentava e come si presenta oggi la z.i.?

Sig. Donato Mottola (Titolare impresa DMECO S.r.l.)
1.Che cosa produce la sua azienda?
2. Quale è l’area di sviluppo del mercato per la vostra azienda?

Risposte principali

Arch.Giacovelli
1. Storicamente il rapporto tra città e campagna è sempre stato molto rigido: in campagna si produceva, in città si vendeva e consumava. Questo rapporto è rimasto immutato fino alla fine del 700. Verso la fine dell’800 (1886) nel primo piano regolatore, dell’ingegnere V. Ventrella la città vuole creare delle specifiche zone. Ad esempio alle spalle della chiesa dei Cappucini venne creata la piazza del mercato “Largo Fiera” e il quartiere San Domenico venne dedicato a funzioni amministrative (la pretura e la stazione dei carabinieri) però non appare ancora una zona specifica per la produzione. Ma nel 1878 S. Simone decide di suddividere la zona delle clarisse in tre zone che sono le odierne piazze. Nel primo ‘900 ci sono le prime prove, grazie alla diffusione della fotografia, della presenza di industrie come ad esempio: il mulino Lenti dove il grano veniva trasformato in farina e il mulino De Tintis ma il più importante è lo stabilimento topografico Cressati dove oltre lo spazio produttivo vi era anche lo spazio residenziale.
2. Ad oggi molte delle imprese sono in fallimento o in liquidazione. La situazione è buona in ambito delle infrastrutture e della viabilità ma in grave sofferenza per quanto riguarda gli opifici industriali.


Sig. Donato Ritella (Titolare impresa Sereco S.r.l.)
1.Al momento del nostro trasferimento la z.i. si presentava priva di qualsiasi servizio, ed era costituita solamente da lotti agricoli privati. Ad oggi la z.i. si presenta con più servizi rispetto all’89 ma comunque incompleta perché mancante di alcuni servizi tra cui: rete Wi-Fi, servizio di sicurezza e poca manutenzione.

Sig. Donato Mottola (Titolare impresa DMECO S.r.l.)
1. L’impresa produce ambienti di insonorizzazione e contenimento di data center, più di 6 mila quintali di lamiera al mese proveniente inizialmente da fornitori di materia prima italiani come ad esempio l’Ilva (Taranto) e Marcegaglia (Ravenna) ad oggi invece si rifornisce dalla multinazionale ArcelorMittal con sede a Lussemburgo.
2.L’esportazione avviene per il 97% all’estero in particolare per il 40% in Asia (Cina, Singapore, Vietnam) in Italia invece solo per il 3%. Fattura 20 milioni euro annui. Il controllo sulla produzione è molto rigido infatti il tasso di errore è bassissimo quasi nullo, in particolare c’è molta attenzione per la spedizione dei container in Asia. La gestione della clientela in giro per il mondo è garantita della presenza dell’imprenditore periodicamente alle riunioni con le associazioni e gli enti rappresentativi della realtà economia e sociale dei diversi paesi esteri.