REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO ASOC Experience - Il Monitoraggio Continua!
Lavori di adeguamento sismico dei padiglioni M2-M3 e ampliamento della piastra poliambulatoriale presso A.O.R. San Carlo di Potenza

Inviato il 11/03/2021 | di healthworkers | @healthworkers1

Descrizione

Il progetto scelto e monitorato da noi Healthworkers è l’adeguamento sismico dei padiglioni M2 ed M3 e Ampliamento della piastra poliambulatoriale presso A.O.R San Carlo di Potenza. La nostra decisione è ricaduta su questo progetto in quanto esso riguarda una questione molto cara a tutti i cittadini, che è la messa in sicurezza di una struttura essenziale per il benessere della comunità: l’ospedale. Se i lavori riuscissero ad essere portati a termine si migliorerebbe la funzionalità non solo dei padiglioni interessati, ma dell’intero complesso sanitario che, trovandosi in una regione ad alta sismicità, necessita di strutture forti e funzionalmente efficaci che possano reggere a qualsiasi inconveniente e fronteggiare qualsiasi necessità.
Il progetto è quindi finalizzato a migliorare le condizioni di sicurezza dell’ospedale, aumentare l’integrazione da parte della società e ottimizzare le condizioni di contesto che più direttamente favoriscono lo sviluppo. Da qui quindi deriva la promozione dei principi di cittadinanza attiva, per rendere i cittadini consapevoli del proprio territorio e del ruolo dell’intervento pubblico. Lo scopo del monitoraggio del progetto è quindi quello di constatare la situazione in essere e se il progetto riuscirà ad essere portato a termine anche grazie all’intervento e alla volontà di NOI cittadini attivi.
In ultima analisi vorremmo cercare di sensibilizzare la durata di realizzazione dei piani di lavoro intrapresi dalla regione BASILICATA, considerando che il progetto di adeguamento sismico e funzionale dell’ospedale San Carlo si puó ricondurre al 2007. Ha subito dei ritardi soprattutto a causa del ricorso al TAR fatto nel 2016 dalla ditta arrivata seconda classificata, motivo per il quale il finanziamento è slittato al fondo europeo sviluppo e coesione relativo alla programmazione 2014-2020. Tutto ciò ha provocato un ritardo fino al 2018, riconfermando come ditta la prima che si era aggiudicata la vittoria nel 2016. Il progetto definitivo è stato approvato nel maggio 2019. I lavori sarebbero dovuti iniziare nel mese di marzo 2020 ma a causa dell’emergenza sanitaria il progetto è stato lasciato da parte. Dopo un anno abbiamo riaperto il dialogo con le autorità tramite una videoconferenza con l’ing. Spera, per avere informazioni in merito all’inizio dei lavori, in quanto dall’analisi degli open data risultava che sarebbero dovuti iniziare nel mese di dicembre 2020, e ci ha informati che in realtà avranno inizio a breve.
Speriamo che in contemporanea con la gestione dell’emergenza sanitaria, vengano portato avanti l’adeguamento sismico perché necessario al corretto funzionamento della struttura sanitaria.

l progetto fa parte di un Programma Straordinario di Investimenti in edilizia e tecnologie sanitarie molto ampio. Con la delibera CIPE 88/2012 del 3 agosto 2012, “Fondo per lo sviluppo e la coesione - Regione Basilicata - programmazione delle residue risorse 2007/2013”, pubblicata sulla G.U. n. 275 del 24/11/2012, è stata approvata la programmazione delle risorse residue del FSC 2007-2013 relative alla Regione Basilicata, pari a 412,46 milioni di euro e, per il progetto in questione da noi monitorato e rientrante in tale programmazione, la cifra ammonta a € 4.000.000,00. La pianificazione individua diversi ambiti strategici da finanziare con le risorse FSC ed in particolare il sostegno alle imprese, le attività di ricerca e sviluppo, la sanità, la riqualificazione urbana, le infrastrutture, la scuola e l’università e in relazione ai predetti ambiti strategici, la Delibera prevede il trasferimento delle risorse assegnate alla Regione Basilicata. La Regione Basilicata, per dare avvio agli interventi finanziati con le risorse residue di cui alla Delibera in commento, ha fatto ricorso allo strumento dell’Accordo di Programma Quadro “Rafforzato”. Gli APQ previsti sono 12. L’Accordo di Programma Quadro rafforzato “Sanità – Riqualificazione delle strutture sanitarie” (cod. BASA), all'interno del quale abbiamo ritrovato il progetto da noi monitorato, ha previsto la realizzazione di 4 interventi finalizzati a un notevole miglioramento dei servizi sanitari consentendo, in primo luogo, di ridurre il fenomeno dell’emigrazione sanitaria, con un notevole risparmio per il bilancio regionale. Il costo complessivo dell'Accordo di Meuro 114,964 ha una copertura finanziaria assicurata dalle seguenti risorse:
• Stato - Fondo Sviluppo e Coesione (Delibera CIPE n. 88/2012);
• Stato - Legge 67/1988;
• Stato - O.P.C.M. 4007 del 29/02/2012;
• Fondi regionali.
L'obiettivo complessivo del piano più ampio in cui rientra il progetto da noi monitorato mira a contribuire alle politiche sanitarie del Paese e locali per rispondere con strutture e tecnologie sempre più appropriate, moderne e sicure alle necessità di salute della comunità e alle aspettative degli operatorie degli utenti del Servizio sanitario nazionale e locale.

Avanzamento

La valutazione degli investimenti realizzati nel settore sanitario, relativi sia ai progetti edilizi sia alle dotazioni tecnologiche, assume una particolare attualità perché può contribuire a orientare razionalmente le azioni e i programmi in termini di “disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del paese mediante un più alto livello di tutela della salute”. il ministero della salute, a partire dall’anno 1999 ha condotto insieme alle regioni nel loro complesso e con ciascuna di esse, un dialogo costruttivo per assicurare che gli investimenti in edilizia e tecnologie sanitarie rispondessero a bisogni differenziati, reali, efficacemente programmati. La valutazione dello stato di avanzamento del progetto da noi monitorato a fronte di risorse finanziarie definite è stata quindi complicata perché parecchi anni sono trascorsi dall’inizio dell’erogazione dei finanziamenti e, nel tentativo di capire come mai le risorse erogate favorevoli ai bisogni crescenti di salute e di prevenzione, alle sempre nuove frontiere della medicina e della strumentazione collegata, non sono ancora stati ancora spesi, abbiamo voluto approfondire le dinamiche sottese al progetto perché vogliamo che venga rispettato il diritto di ciascun cittadino lucano al miglioramento delle strutture sanitarie su fondi erogati.
Il progetto da noi monitorato, infatti, non ha ancora preso avvio nella parte esecutiva a causa dei un ricorso al TAR fatto nel 2016 dalla ditta arrivata seconda classificata, successivo controricorso e ulteriore appello al consiglio di stato. Al termine di due giudizi di ricorso, il consiglio di stato ha ripristinato l’aggiudicazione originaria. Tutto ciò ha provocato un ritardo fino al 2018, riconfermando come ditta aggiudicataria dell’appalto un’associazione temporanea di impresa ATI, la prima che si era aggiudicata la vittoria nel 2016 con delibera n.2016/00335 del 28.06.2016. Il progetto definitivo è stato approvato nel maggio 2019 con deliberazione n.2019/00566 del 27/05/2019 (documentazione recuperata da albo pretorio online dell'A.O.R. san Carlo). Dovrà essere approvato il progetto esecutivo e dopo sei mesi dovranno essere evacuate le strutture per permettere l’inizio dei lavori con ricollocazione temporanea delle attività, così come già trattato e risolto in fase progettuale.
In una logica di intervento che prevede operazioni di programma con i suoi obiettivi di programma, far riferimento alla catena di obiettivi ci permette di poter meglio valutare un progetto che è ancora ingessato nelle maglie di una burocrazia e di una componente decisionale di natura istituzionale-regionale. volendo, in particolare, declinare gli obiettivi in “obiettivi generali” che attengono agli impatti (effetti a lungo termine), “obiettivi specifici” che attengono ai risultati (effetti diretti ed immediati), “obiettivi operativi” che attengono a realizzazioni (beni e servizi prodotti dal programma) sulla base delle risorse che supportano le operazioni del programma stesso, è per noi evidente far riferimento agli indicatori di realizzazione e agli indicatori di impatto, nei confronti dei quali possiamo prendere in considerazione le attese positive percepite dalle persone intervistate sulla base degli impatti già noti sperimentati nei padiglioni dell’A.O.R. San Carlo già adeguati con altri fondi ed estendibili al progetto di adeguamento dei padiglioni M2 e M3 con ampliamento della piastra poliambulatoriale da noi monitorato. Nei confronti dei primi, che rappresentano l’esecuzione degli interventi previsti e rilevano l’avanzamento fisico, i tempi di realizzazione e le spese sostenute, esprimiamo un giudizio negativo. Mentre nei confronti dei secondi, che stimano gli effetti del Programma sugli utenti, sul sistema sanitario di riferimento e sulle prestazioni fornite, possiamo prendere in considerazione le attese positive percepite dalle persone intervistate sulla base degli impatti già noti e sperimentati nei padiglioni dell’A.O.R. San Carlo Già adeguati con altri fondi, attese ed estendibili previsionalmente al progetto di adeguamento dei padiglioni M2 e M3 con ampliamento della piastra poliambulatoriale da noi monitorato, pertanto esprimiamo un giudizio d’attesa. relativamente ai risultati (obiettivi specifici) e ai suoi effetti immediati e futuri, ai benefici duraturi per il gruppo destinatario dell’intervento progettuale, anche in questo caso ci esprimiamo in maniera non positiva. Il nostro scopo è infastidire le istituzioni e cambiare le cose, non permettere ulteriori fermi operativi.
Dalle nostre indagini è emerso, infatti, che i lavori inizieranno a breve, ma non riescono a fornirci ugualmente una data di inizio, e per questo continueremo ad interpellare le istituzioni per avere risposte in merito, e per far partire ufficialmente i lavori affinché la nostra valutazione complessiva di progetto si trasformi e diventi positiva e la cittadinanza possa avvantaggiarsi finalmente dell’opera realizzata sui fondi erogati dalla comunità europea.

Risultati

Non è stato possibile valutare l’efficacia dell’intervento - Es. il progetto non ha ancora prodotto risultati valutabili

Dal nuovo monitoraggio effettuato i lavori di adeguamento ancora non hanno avuto inizio, e perciò non è ancora possibile analizzarne i risultati.
Dal monitoraggio in loco fatto l’anno scorso avevamo notato quanto l’adeguamento effettuato sui padiglioni L1 e M1 abbia reso molto più efficienti le prestazioni del complesso ospedaliero. Tutto questo ci aveva già reso consapevoli di quanto potranno essere importanti anche gli adeguamenti dei padiglioni M2 ed M3, e l’emergenza sanitaria ha messo ancora più in risalto quanto sia necessario che ogni ambiente del complesso ospedaliero abbia la massima efficienza. Per questo motivo dopo un anno abbiamo deciso di interpellare nuovamente le istituzione al fine di sollecitare l’inizio dei lavori.

Punti di debolezza

Il progetto da noi scelto è stato finanziato dal Fondo per lo sviluppo e la coesione relativo alla programmazione 2007-2013, slittata poi a quella del 2014-2020. I lavori però non sono ancora iniziati per diverse ragioni, innanzitutto a causa del ricorso al TAR avvenuto nel 2016, poi a causa di un alternarsi continuo di figure di vertice sia nell'A.O.R. San Carlo sia nel governo della regione Basilicata, a causa della necessità di una ricollocazione temporanea delle attività e dello spostamento fisico di alcuni laboratori in un altro padiglione del San Carlo, e ovviamente a causa del covid-19.
Dalla videoconferenza avvenuta nella giornata del 5 marzo 2021, l’ing. Spera ci ha informati che i lavori avranno inizio a breve. Noi continueremo a dialogare con i diversi soggetti interessati al fine di sollecitare l’inizio dei lavori, e smuovere la cittadinanza, facendo noi ragazzi del team Healthworkers da cassa di risonanza del problema da affrontare.

Punti di forza

I punti di forza del progetto monitorato ricadono proprio all'interno dei lavori sia di adeguamento sismico, sia funzionali al miglioramento degli spazi e della operatività degli ambienti, come concretamente analizzato con l'Ing. Palermo dirigente dell'U.O.C. Gestione territoriale e patrimoniale con il personale e con l'utenza dell'A.O.R. San Carlo durante le interviste.
I diversi soggetti programmatori, attuatori, beneficiari interessati ai lavori dei padiglioni M2 ed M3 dell’A.O.R San Carlo avevano accettato di confrontarsi tra di loro durante l’evento organizzato da noi Healthworkers per la Settimana dell’Amministrazione Aperta che era previsto per il giorno 5 marzo 2020. A causa dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19 l’evento è stato purtroppo sospeso. Abbiamo maturato però ugualmente la speranza di poter rimandare l’evento al più presto e compatibilmente con le nuove indicazioni di asoc quando l’emergenza sarà terminata sia per la sua valenza formativa sia perchè si presenta quale ottima opportunità decisionale nei confronti di giovani cittadini attivi e meritevoli di attenzione, sarebbe infatti un'ottima opportunità per far dialogare i diversi attori a diverso titolo protagonisti del progetto da noi monitorato, affinché si riesca a smuovere qualcosa, pretendendo impegni formali favorenti l'inizio dei lavori, senza il rischio di far ulteriormente scivolare l'inizio dei lavori a causa delle nuove esigenze emerse in questo periodo di emergenza sanitaria.

Rischi

Il rischio maggiore, in futuro, è quello di avere ancora delle strutture non adeguate, con l’aggravante della situazione pandemica che orami da qui ad un anno sembra non arrestarsi. È necessario perciò che i lavori abbiano inizio al più presto al fine di ricavare nuovi spazi da utilizzare, per garantire, sotto ogni aspetto, la sicurezza dei cittadini.

Soluzioni e Idee

Noi Healthworkers pensiamo di poter avere un ruolo fondamentale per permettere al progetto esecutivo di prendere avvio in quanto siamo motivati e perseveranti nel nostro scopo consapevoli ormai anche da un punto di vista tecnico delle sue ricadute strutturali e funzionali sul complesso ospedaliero; possiamo smuovere e coinvolgere la cittadinanza nel compimento dei propri diritti, cosa che stiamo già facendo avendo, a maggior ragione con l'autorizzazione di monithorer ricevuta da Asoc. Abbiamo creato, a tal proposito, un dialogo con l’ing. Spera, attraverso una videoconferenza nella giornata del 5 marzo 2021, il quale ci ha informati che a breve dovrebbero iniziare i lavori, il cui avvio un anno fa fu troncato dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Resteremo in contatto al fine di continuare a sollecitare, e informare l’intera cittadinanza, fungendo da cassa di risonanza.

L'INDAGINE

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con l'Autorità di Gestione del Programma
  • Intervista con i soggetti che hanno programmato l'intervento (soggetto programmatore)
  • Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
  • Intervista con altre tipologie di persone
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)
  • Intervista con i referenti politici

Il giorno 5 Marzo 2021 il Team Healthworkers ha intervistato in diretta su Teams il direttore dell'A.O.R. San Carlo di Potenza Ing. Spera, accompagnato dall'Ing. Palermo della gestione tecnico patrimoniale dell'A.O.R.

Domande principali

1. Considerata l’emergenza covid-19 che l’ospedale si trova costretto a fronteggiare vorremmo sapere se, a distanza di un anno dal nostro primo monitoraggio, sono iniziati i lavori di adeguamento sismico dei padiglioni M2 ed M3 del San Carlo in quanto dall’osservazione degli open data risulta che i lavori sarebbero dovuti iniziare nel mese di dicembre 2020 e terminare intorno al mese di giugno 2021. O se si sia proceduto a far sgombrare tali reparti e dunque, per via di una diminuzione di utenza, questi padiglioni non siano ad oggi funzionanti.

5. La Basilicata risulta essere ai primi posti per indice di emigrazione ospedaliera e nella coda bassa della distribuzione per indice di attrazione ospedaliera, il che significa che molti cittadini sono costretti ad andare fuori regione anche per servizi sanitari non particolarmente complessi. Attualmente, per via dell’emergenza sanitaria, è ancora presente questo fenomeno o ci sono state delle nuove assunzioni?

Risposte principali

1. L'intervento che avete monitorato è un intervento che si inserisce in un percorso più ampio che è quello di mitigazione del rischio sismico dell'intera azienda. Quando nel 2005 arrivai in questa azienda il patrimonio costruito della struttura ospedaliera era un patrimonio abbastanza datato e quindi non adeguato alla normativa sismica, perché nel frattempo erano intervenute ben cinque normative sismiche nel tempo, quindi questo ha portato a rendere necessario un piano organico e esteso di interventi mirati per la mitigazione, a costruzione di nuovi padiglioni, altri che sono in costruzione, adeguamenti con sistemi che già avete potuto vedere in opera sui padiglioni I, cioè una serie di interventi che ponessero più in sicurezza dal punto di vista sismico l'azienda ospedaliera. La cosa ovviamente è delicata per un'azienda ospedaliera, perché si trova ad operare costantemente dovendo garantire anche il servizio sanitario, è difficile cioè rendere disponibile per un intervento strutturale un padiglione perché quel padiglione svolge un’attività sanitaria e deve continuare a svolgerla e quindi i lavori devono essere conciliati con quella attività. Ecco perché la scelta degli interventi di adeguamento sismico spesso è una scelta che cerca di localizzare gli interventi quanto più possibile all'esterno del fabbricato quindi con strutture, come nel caso analizzato da voi, strutture di controvento che vadano a rendere maggiormente resistente il padiglione alle azioni sismiche con un intervento minimo all'interno dei padiglioni. L'intervento al quale fate riferimento è un intervento che sarebbe dovuto partire nel mese di Dicembre, sapete però che i mesi di Novembre-Dicembre sono stati i mesi che hanno fatto segnalare il picco per quanto riguarda la seconda fase pandemica, per cui tutti quegli interventi il vostro ma anche la realizzazione del trauma center sono stati traslati di qualche mese proprio per evitare che i cantieri in corso potessero avere una qualunque tipo di interferenza con l'assistenza ospedaliera in una fase molto particolare che è quella pandemica. Proprio qualche giorno fa abbiamo fatto un tavolo per verificare la possibilità adesso di partire e a giorni partiranno gli interventi realizzando sia le strutture di controventamento esterno sia iniziando con alcune aree che finalmente possiamo mettere a disposizione per la ristrutturazione interna. Vi ricordo che questo intervento al di là dell'adeguamento sismico, nasce con un'idea dell'azienda ospedaliera di ospitare all'interno della proprio struttura tutte le attività ambulatoriali anche molte attività ambulatoriali dell'azienda sanitaria territoriale, in un progetto che si chiamava "potenza salute" e che prevedeva un area ambulatoriale unica o quasi unica per la città di Potenza, quindi un unico riferimento per l'hinterland di Potenza condiviso dall'azienda ospedaliera e dall'azienda sanitaria. Al cittadino poco importa se il medico che svolge l'attività sanitaria è dell'azienda ospedaliera o dell'azienda sanitaria, vorrebbe una risposta in tempi rapidi e questa va data anche mettendo a fattor comune le risorse delle varie aziende sanitarie che operano.

5. Parliamo prima della mobilità attiva e la mobilità passiva che è uno degli elementi centrali, portanti dell'intero sistema sanitario regionale. La mobilità passiva ovviamente è il cittadino che decide di andare a soddisfare il proprio bisogno di salute in un’altra struttura, una struttura esterna rispetto alla regione, mobilità attiva invece è il cittadino di altre regioni che si reca nella nostra per ricevere delle cure di cui ha bisogno. È ovvio che tutte le regioni cercano di ampliare, aumentare la mobilità attiva, quindi la capacità attrattiva, e di ridurre quella passiva, cioè la cui uscita di cittadini che sono costretti ad andare fuori per ricevere le cure. La modalità passiva per una certa aliquota è fisiologica per due ordini di motivo: primo perché la nostra regione presenta dei numeri molto contenuti rispetto altre regioni quindi non potrà mai reggere e sopportare l’esistenza di strutture specialistiche. Se io vi chiedessi in caso di un problema di salute, non ordinario di un bambino dove andreste, ovviamente non un problema di base per il quale un’unità operatoria di pediatria come la nostra va benissimo, ma se aveste un problema serio di salute tutti voi probabilmente mi incitereste ad andare all’ospedale Bambino Gesù di Roma oppure all’ospedale Gaslini di Genova, ripeto questa è emigrazione passiva. Avere un ospedale specializzato per tutte le patologie, anche gravi dell’età pediatrica, l’azienda ospedaliera e la regione Basilicata non se lo potrà mai permettere perché i numeri sono tali da non rendere possibile un ospedale come il Bambino Gesù che invece può essere a Roma e costruire un riferimento nazionale, così come altri ospedali che hanno una loro specializzazione su particolari patologie e quindi i numeri della nostra popolazione non possono eliminare una migrazione per specialità molto concentrate, molto perimetrate come quelle che accennavo prima. La seconda causa di mobilità è legata alla prossimità. La nostra regione è una regione che ha dei numeri piccoli come abitanti, ma anche dei numeri molto grandi per estensione, pensate che la nostra superficie è paragonabile a quella delle Marche ma con una popolazione nettamente inferiore e anche con un sistema di trasporti e di collegamenti alquanto deficitari. Molto spesso ci sono dei comuni, delle zone della nostra regione, che sono meglio collegate a città e a siti di ospedali di altre regioni piuttosto che a Matera o a Potenza. Quindi è ovvio che il cittadino che si trova ad un quarto d'ora, mezz'ora, da una città sede di ospedale di un’altra regione, proprio per questa prossimità di cui parlavamo prima tende ad andare verso altre regioni. Quindi è un altro elemento che è difficile superare, se non con un discorso che va ben aldilà della sanità ma che coinvolge sistemi di comunicazione collegamenti ecc. C'è una mobilità passiva legata al fatto che le risposte non sono date in passato in maniera esaustiva. Lì si deve lavorare e la direzione già sta procedendo in questo senso e credo che la strategia sia quella di potenziare gli ospedali distribuiti sul territorio, spesso ospedali di confine (vedi ospedale di Lagonegro a cavallo tra Calabria e Campania, Pescopagano che confina con la Campania, Melfi vicina alla parte nord della Puglia). Questi ospedali devono essere in grado di fornire prestazioni di base. In questo senso avremo la possibilità non soltanto di ridurre la mobilitazione passiva di quelle aree che gravitano intorno ai nostri ospedali e che quindi troveranno nei nostri ospedali la risposta ma anche di aumentare la mobilitazione attiva, cioè di quelle regioni con termini che vedranno arrivare un cittadino della regione Basilicata. È un punto centrale della strategia che si sta mettendo in campo e contiamo di riuscire ad abbattere la migrazione passiva abbattibile ed incrementare quanto più possibile la migrazione attiva, che per diverse discipline per la verità già c’è. (Fatemi aggiungere un'altra cosa: per evitare anche una migrazione passiva noi dobbiamo anche cambiare il nostro modo di fare. I lucani sono un pò cosi, diciamo propensi a criticare o a non vedere in maniera positiva le cose che hanno all'interno invece di vedere l'erba del vicino più verde salvo poi fare delle esperienze pessime in sanità di altre regioni e rendersi conto che forse la nostra sanità è una sanità sana migliorabile come tutte le cose.)