REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
WECARE - STRATEGIA DI INNOVAZIONE SOCIALE DELLA REGIONE PIEMONTE

Inviato il 15/03/2021 | di doest.team@gmail.com | @Doest18

Descrizione

Il progetto monitorato dal gruppo Doest-Team “WECARE” ha l’obiettivo di favorire l’inserimento lavorativo di disoccupati in cerca di lavoro, attraverso iniziative volte a migliorare l’occupazione e la mobilità professionale. Nello specifico, l’obiettivo del nostro progetto è quello di RAFFORZARE l’inclusione socio-lavorativa dei comuni di La Loggia, Moncalieri e Trofarello realizzato tramite strumenti finanziari stanziati dall’UE.

La strategia WE.CA.RE. prevede l'impiego di risorse del POR FSE e POR FESR, finalizzati alla realizzazione di azioni di welfare territoriale e alla facilitazione dei processi di innovazione sociale in Piemonte.

Avanzamento

Il progetto è iniziato in data 15/07/2020 ed è in corso.

Risultati

Non è stato possibile valutare l’efficacia dell’intervento - Es. il progetto non ha ancora prodotto risultati valutabili

Nell’ambito della strategia “WECARE”, che prevede l’impiego delle risorse del POR FSE e POR FESR per
la realizzazione di welfare territoriali, è stato approvato il programma “FACCIAMO CO.S.E.- COMUNITÀ
CHE SVILUPPA ENERGIE”.
Le attività svolte sono state:
1) Analisi dei bisogni dei cittadini disoccupati;
2) Mappatura delle risorse disponibili sul territorio;
Le attività ancora da realizzare sono:
1) Attività rivolte ai minori, ai giovani e ai N.E.E.T.;
2) Percorsi attivati con utenti del REI e coinvolgimento dei soggetti beneficiari;
3) Risorse e sostegno per l’orientamento e il reinserimento socio-lavorativo;
4) Interventi di supporto socio-educativo nei nuclei familiari in cui sono presenti soggetti fragili;
In sintesi, queste sono le attività pensate per il progetto, che non hanno, al momento offerto benefici
significativi agli utenti, a causa della situazione pandemica.

Punti di debolezza

I punti di debolezza riscontrati sono due:
1) Sono necessari altri Fondi Strutturali Europei per investire in progetti simili.
2) Scarsa partecipazione alle attività formative da parte dei beneficiari.

Punti di forza

I punti di forza del progetto WECARE sono i due percorsi formativi attivati a febbraio 2021, i quali
continueranno fino ad aprile 2021. I soggetti coinvolti sono dodici, i quali possono ambire a un concreto
reinserimento sociale e professionale.
1) Il primo percorso prevede 100 ore di formazione offerte da Il Banco Alimentare e da Croce Rossa
Italiana. I soggetti stanno acquisendo competenze teoriche e pratiche utili al lavoro all’interno delle
associazioni di volontariato e importanti anche ai fini professionali, utili alla gestione dei magazzini
di stoccaggio, attorno ai quali si svolge gran parte delle attività di volontariato proprio delle due
importanti associazioni del territorio.
2) Il secondo percorso riguardante il progetto “Facciamo Cose” prevede i servizi: Reddito di
Cittadinanza attivi presso l’Unione dei Comuni e il CISA 12, che ha ricevuto nuove risorse per
sperimentare nuove modalità di intervento che facilitino una presa in carico globale dei nuclei di
ritorno dai centri per l’Impiego e delle persone che rientrano dopo i 18 mesi di stop previsti.

Rischi

La diffusione su scala globale del COVID-19 acuisce la situazione di incertezza lavorativa di buona parte dei
soggetti beneficiari coinvolti dal progetto WECARE, il quale potrebbe essere inefficace con il protrarsi
dell’emergenza sanitaria.

Soluzioni e Idee

Le riflessioni conclusive sul progetto e le relative idee da proporre individuate dal Team Doest sono:
1) programmi d’innovazione nell’organizzazione del lavoro, come servizi specialistici per il reinserimento lavorativo, percorsi di sostegno alla ricollocazione e alla formazione per l’inserimento graduale;
2) attività di utilità pubblica, e di formazione e sensibilizzazione degli studenti delle superiori di II grado e universitari;
3) incentivi all’assunzione, alla nascita di nuove imprese e servizi di monitoraggio in termini professionali, di staffetta intergenerazionale tra lavoratori anziani e giovani.

L'INDAGINE

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)

Le persone intervistate sono state:
1) Il sindaco - Comune di La Loggia Domenico Romano;
2) L'Assessore alle Politiche per la persona - città di Moncalieri Silvia Di Crescenzo.

Domande principali

Le domande sono le seguenti:
1) I risultati raggiunti sono in linea con le vostre aspettative?
2) Quali sono stati i maggiori problemi riscontrati?

Risposte principali

1) I risultati raggiunti sono in linea con le vostre aspettative?
Questo progetto è nato per pensare e sperimentare un nuovo modello di governance per i servizi sociali
territoriali, a partire dall’esperienza concreta degli operatori pubblici e del terzo settore e dalle buone prassi
attualmente in corso. L’aspettativa era di creare una “Comunità di pratiche” che, a seguito di un percorso di
condivisione e confronto, immaginasse e presentasse ai decisori politici e tecnici, un modello di governance
dei servizi di welfare più aderente ai bisogni del territorio e della cittadinanza. La pandemia ha in gran parte
impedito il confronto e su questi temi gli strumenti da remoto hanno dimostrato la loro inadeguatezza.
2) Quali sono stati i maggiori problemi riscontrati?
Le difficoltà principali riguardano la pandemia che vedeva coinvolti in prima linea proprio quei soggetti
coinvolti dal progetto WECARE. Le amministrazioni locali, l’Unione dei Comuni, il CISA12, le cooperative
sociali e le associazioni sono state tra i protagonisti della gestione emergenziale da Covid-19. E ancora oggi
sono in prima linea in azioni di sostegno della popolazione a livello sanitario, economico e sociale. Sta
emergendo nei racconti che i responsabili del progetto stanno iniziando a fare agli assessori la difficoltà a
lavorare con gli operatori pubblici e privati cercando di aiutarli a guardare oltre il quotidiano, le difficoltà e i
limiti di tutti i giorni, per immaginare, pensare al contesto complessivo in cui tutti i servizi sono inseriti e per
immaginare possibili innovazioni, miglioramenti di medio e lungo periodo.
A maggior ragione nel corso di una crisi come questa, dobbiamo puntare sulle sinergie e sulle collaborazioni
continue e sistematiche per promuovere una presa in carico complessiva delle persone e dei nuclei che punti
al miglior risultato possibile, dal punto di vista lavorativo, dell’integrazione sociale e della qualità della vita.