REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
LA TORRE E LA PORTA BLINDATA

Inviato il 17/03/2021 | di TowerTeam | @https://twitter.com/towerteam3

Descrizione

Il progetto da noi scelto, “Recupero della torre costiera San Giovanni la Pedata da destinare a centro museale e didattico” riguarda, come si evince dal titolo, una torre ricca di storia…
La costruzione della torre fu decisa dal Viceré di Napoli alla fine del XVI secolo, ma fu effettuata solo nel XVII.
Situata a circa tre chilometri a sud del Comune di Gallipoli, in località Lido San Giovanni, la torre costiera faceva parte di un ampio sistema di difesa dagli attacchi provenienti dal mare, in quanto comunicava visivamente a nord con le fortificazioni di Gallipoli e a sud con Torre Pizzo.
Il nome San Giovanni fu preso da un’antica cappellina o edicola devozionale, ma non si è stati capaci di dare una plausibile spiegazione al curioso termine “Pedata”.
Riteniamo importante monitorare questo progetto in quanto, attraverso il recupero e la ridestinazione, la torre “San Giovanni la Pedata” può diventare un’interessante attrattiva turistica, culturale e naturalistica. La torre si pone immediatamente fuori dal centro abitato, proprio all’inizio del Sito di Importanza Comunitaria (SIC) denominato “Litorale di Gallipoli e isola di Sant’Andrea”. L'area tutelata si estende nell'arco della Baia di Gallipoli e verso l'entroterra comprendendo la pineta e la zona umida denominata Li Foggi. Comprende , inoltre, l'isola di S. Andrea, antistante a ovest la città vecchia di Gallipoli.
Data la vicinanza al mare, a spiagge attrezzate, a un comodo parcheggio e ad abitazioni estive, la zona in cui si trova la nostra torre è molto frequentata dalla popolazione locale e dai turisti. Di fatto la torre costituisce un vero e proprio punto di riferimento.
Data questa sua collocazione, la torre potrebbe svolgere la funzione di “porta” di accesso al parco naturale ed è proprio da questa idea che è nata l’esigenza di recuperarla.
Inoltre, secondo quanto previsto dal progetto, la torre sarebbe dovuta essere un centro informazione e un piccolo museo del mare.

Il progetto fa parte del piano POR CONV FESR PUGLIA e, nello specifico, del quarto asse “Valorizzazione delle Risorse Naturali e Culturali per l’attrattività e lo sviluppo”.
Esso è stato finanziato con il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) - Fondi Strutturali relativi al ciclo di programmazione 2007-2013, con l’obiettivo di promuovere innanzitutto il sostegno e lo sviluppo delle Aree Naturali Protette e l'attuazione della Rete Natura 2000 attraverso lo sviluppo del turismo verde e del marketing territoriale sostenibile.
Sono presenti anche altri due obiettivi che rientrano nel Quadro Strategico Nazionale (QSN):
- Valorizzare le risorse naturali, culturali e paesaggistiche locali, trasformandole in vantaggio competitivo per aumentare l'attrattività, anche turistica, del territorio e migliorare la qualità della vita dei residenti, promuovendo altresì nuove forme di sviluppo economico sostenibile; - Valorizzare la rete ecologica e tutelare la biodiversità per migliorare la qualità dell'ambiente e promuovere opportunità di sviluppo economico sostenibile.

Avanzamento

Il progetto risulta concluso.

Risultati

Intervento utile ma presenta problemi - Ha avuto alcuni risultati positivi ed è tutto sommato utile, anche se presenta anche aspetti negativi

La torre è stata restaurata, secondo quanto progettato, per diventare una sorta di porta di accesso al parco naturale e al SIC “Litorale di Gallipoli e isola di Sant’Andrea”. Doveva essere un punto di riferimento per il turismo ecosostenibile. Doveva ospitare, al piano terra, un punto di informazioni turistiche, storiche, documentali e ambientali dove poter prenotare guide turistiche, escursioni subacquee e pescaturismo; al primo piano, un percorso museale marino e un laboratorio naturalistico.
Sappiamo che la torre è arredata, nei due livelli, per lo svolgimento di queste attività, ma non abbiamo la certezza che siano mai state effettivamente attuate.

Punti di debolezza

- Ritardi nella realizzazione dei lavori, che sono stati completati alcuni mesi dopo il previsto.
- La torre è un bene demaniale; il Comune di Gallipoli ne ha avuto la disponibilità solo per il periodo di realizzazione dei lavori di cui ci siamo occupati.
- La torre attualmente è chiusa, non è accessibile al pubblico e non è utilizzata come stabilito dal progetto.

Punti di forza

- Recupero di un bene culturale patrimonio del nostro territorio
- Valorizzazione di un edificio storico
- Restauro eseguito nel rispetto della struttura preesistente

Rischi

Se la torre dovesse rimanere chiusa e inutilizzata, si andrà incontro ai seguenti rischi:
- ben presto avrà necessità di nuovi interventi di restauro, vanificando gli sforzi finanziari fatti finora,
- la città perderà una preziosa opportunità di sviluppo economico e culturale (nuovi posti di lavoro, incremento del turismo sostenibile, ecc)
- la perdita della memoria storica da parte delle nuove generazioni.

Soluzioni e Idee

Ci auguriamo che la torre sia aperta al pubblico quanto prima e che sia destinata alla funzione per cui è stata restaurata.
L’ostacolo alla realizzazione del nostro desiderio sta nel fatto che il Comune non è proprietario della torre e, per acquisirne la disponibilità, dovrebbe avviare una procedura per l’attribuzione del bene demaniale a titolo gratuito.
Proveremo a sollecitare l’Ente locale all’avvio delle pratiche necessarie.

L'INDAGINE

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
  • Intervista con altre tipologie di persone

Il 23 marzo 2021 abbiamo intervistato - on-line sulla piattaforma Meet - Maurizio Manna, responsabile del Circolo LegAmbiente di Gallipoli, soggetto coinvolto nella progettazione, nell’attuazione e informato sui fatti.
Abbiamo inoltre contattato, via e-mail, per il Comune di Gallipoli, l’attuale Sindaco, Stefano Minerva, e i dirigenti e funzionari Luisella Guerrieri, Paola Vitali, Luciano Orlandino e Sergio Leone, ma non ci è pervenuta nessuna risposta.
Abbiamo anche inviato una e-mail a Vittorio Calosso, un giornalista che aveva scritto degli articoli pubblicati su testate locali; al momento attuale neanche lui ci ha risposto.

Domande principali

(Maurizio Manna) 1 - Quale è la storia del progetto e per quali motivi si è deciso il restauro della torre?
(Maurizio Manna) 2 - Come mai la torre non è aperta al pubblico e perché sulla porta c’è la bandiera di LegAmbiente?

Risposte principali

1 - La torre, per la sua posizione strategica, assume naturalmente il ruolo di collegamento tra il centro abitato e la zona protetta (SIC e Parco Naturale); proprio per questo già in fase di costituzione dell’area SIC si è pensato di realizzare nella torre un punto di informazione turistica dedicato e un percorso museale marino con laboratorio naturalistico. Per questo motivo nel 2010 è stato avviato il progetto di restauro, che si è concluso con un po’ di ritardo nel 2013.
2 - Attualmente la torre non è aperta al pubblico perché, di fatto, il Comune di Gallipoli ne ha avuto l’affidamento solo per il periodo di effettuazione dei lavori di restauro; sarebbe necessario che l’Ente locale avviasse l’iter per ottenere dal Demanio l'assegnazione del bene, in uso gratuito, a tempo indeterminato. Sulla porta della torre è stata lasciata la bandiera di LegAmbiente proprio come “una sorta di grido di rabbia … come testimonianza o come augurio per il futuro”, per esprimere la speranza che la torre possa finalmente fare il “lavoro” per cui è stata preparata.