REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
L'acqua oro blu: un bene prezioso o un nemico fatale?

Inviato il 20/04/2021 | di operativigioacchino | @https://mobile.twitter.com/OGioacchino

Descrizione

Il progetto che abbiamo scelto di monitorare riguarda la messa in sicurezza di una zona del comune di Rende interessata dal dissesto idrogeologico. Non è una questione da sottovalutare, poiché dai dati che abbiamo analizzato è emerso che il problema del dissesto idrogeologico è molto diffuso, sia nel territorio comunale, provinciale che regionale. Gli eventi franosi e i disastri ambientali possono essere evitati con una giusta campagna preventiva, un ordinato piano di azione e di tutela delle zone a rischio.
Dalla pagina di Open coesione abbiamo evidenziato che il costo del progetto è stato pari a 1.500.000,00 di euro rispettivamente suddivisi in 1.023312 di euro finanziati dall'Unione Europea, 108.062 finanziati dal Fondo di Rotazione; 233.042 finanziati dalla Regione Calabria; 135.584 Finanziati dal comune di Rende.
I lavori sono stati affidati alla ditta HYpro gruppo Esse Ingegneria che a suddiviso la realizzazione del progetto in tre step principali.
Il lavoro è stato così suddiviso:
Primo step: progettualità, sondaggi e individuazione delle zone di rischio
Secondo step: interventi di contenimento e sistemazione idraulica
Terzo step: collaudo e fine cantierizzazione
Nel primo step sono stati infatti, finanziate le opere relative ai sondaggi nel terreno effettuate con tecnologie moderne sostenute dalla Facoltà di Geologia dell'UNICAL. Dopo la costituzione e rilevazione delle zone di rischio e del terreno friabile, si è passati alla stesura del progetto con i vari interventi concreti alla risoluzione dell'evento franoso.
Nel secondo step progettuale sono stati finanziati la riqualificazione delle terre franose e da scavo; il muro di sostegno in C. A. (0S03) che funge da protezione alla viabilità; il muro in gabbioni (0S04) che servono come contenimento dei terrazzamenti (0S04); Trincee drenanti ovvero canali di scolo per l'acqua piovana; sistemazione idraulica dell'impluvio.
Nel terzo step sono stati effettuati i vari collaudi.
Il progetto è stato terminato nel dicembre 2019.

Avanzamento

Dalle informazioni raccolte sul sito di Open Coesione e attraverso una verifica presso enti competenti abbiamo constatato che il progetto risulta concluso.

Risultati

Intervento molto utile ed efficace - Gli aspetti positivi prevalgono ed è giudicato complessivamente efficace dal punto di vista dell'utente finale

Concluso il progetto, il risultato più importante che è stato raggiunto riguarda la creazione di una rete di contenimento delle zone rocciose e a una canalizzazione delle acque che permette la stabilità della zona collinare.

Punti di debolezza

Da quello che abbiamo riscontrato non ci sono state tantissime difficolta, le uniche difficoltà sono state prettamente burocratiche.

Punti di forza

punti di forza del progetto sono stati sostanzialmente tre:
1 il terrazzamento delle aree franate.
2 l'indagine e i sondaggi geologici sull'intera zona.
3 la canalizzazione delle acque.

Rischi

Soluzioni e Idee

L'INDAGINE

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con altre tipologie di persone

Sono stati intervistati tre cittadini informati: 2 poichè residenti nella zona interessata dall'evento, e che ci hanno aiutato a capire in un primo momento le fasi essenziali del lavoro, quando non ci erano pervenute dal comune le fonti necessarie e ci hanno spiegato i disagi causati dall'evento franoso e quali erano i sentori di rischio prima dell'evento; un ingegnere dell'UNICAL che ci ha accompagnato nell'analisi dei tre step realizzati, soprattutto spiegandoci l'importanza della realizzazione effettiva dei muri di contenimento e dei canali di scolo, divenuti fondamentali per l'intera zona.

Domande principali

Quali i fattori di rischio?
Quali i futuri interventi di prevenzione?

Risposte principali

I fattori di rischio sono stati rappresentati dalla viabilità e dal disastro ambientale.
Servirebbe un piano regionale, provinciale e comunale sulle zone a rischio per prevenire eventuali situazioni emergenziali.