REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Una Sardegna Innovativa

Inviato il 16/02/2022 | Di TOMORROWAVES | @TomorroWaves

Cosa abbiamo scoperto

Descrizione

Il progetto consiste nel potenziamento dell’importantissimo radiotelescopio sardo che rende possibile guardare l'universo nelle sue più variegate sfaccettature; è necessario monitorare questo progetto per via del grande sforzo economico implicato e per l’importanza che il radiotelescopio ha nello sviluppo dell’isola, infatti si tratta di uno dei pochi progetti sull’innovazione in Sardegna. Il processo di potenziamento si prefigge l’obiettivo di potenziare i ricevitori permettendo al radiotelescopio di raggiungere i livelli di ascolto prefissati nella prima stesura del progetto, i 100Ghz!
Tutto questo è reso possibile dalla collaborazione di enti istituzionali e aziende appaltatrici in tutto il mondo, impegnate nella costruzione e sviluppo delle componenti del radiotelescopio.

Avanzamento

La richiesta dei fondi è stata inoltrata il 15 giugno 2018 e la risposta a tale richiesta è stata data il 25 giugno 2019, data di inizio del progetto. Il PON ha imposto che la data conclusiva del progetto dovesse essere il 25 febbraio 2022, la quale purtroppo è stata in seguito prorogata di 6 mesi a causa dei rallentamenti dovuti alla pandemia.
Il PON però non è l’unico finanziamento stanziato per il progetto.
I finanziamenti provengono principalmente dal Ministero della Ricerca e dell’Istruzione, dall’Unione Europea, dalla Regione Sardegna, e vengono utilizzati, nello specifico, per acquistare 4 nuovi ricevitori che permetteranno di captare onde elettromagnetiche con una frequenza che arriva sino a 100 Ghz, mentre attualmente si limita a captare onde con una frequenza non superiore a 26.5 Ghz. IL progetto ha 9 obiettivi realizzativi (o.r), ognuno dei quali ha un budget a disposizione che va da 1 milione a 3,4 milioni di euro, i primi 4 consistono nell’acquisto dei 4 ricevitori già nominati, gli altri obiettivi realizzativi sono legati alla possibilità di far funzionare al meglio i ricevitori, tramite l’acquisto: di un sistema meteorologico per ottimizzare il puntamento, di un sistema di backends, il quale è un'architettura digitale che serve ad analizzare i segnali captati.

Risultati

Intervento molto utile ed efficace - Gli aspetti positivi prevalgono ed è giudicato complessivamente efficace dal punto di vista dell'utente finale

Il progetto non è concluso.

Punti di debolezza

In questo progetto si evidenziano in particolare due buchi nel progredire del progetto ovvero la pandemia e il luogo un po' “sperduto”.
Il covid e le problematiche ad esso correlate, ad esempio, costituiscono un grosso impedimento per il prosieguo celere del potenziamento delle semplici spedizioni e spostamenti limitate dai decreti, sino ad esempio alla difficoltà nel reperire oggetti tecnologicamente avanzati. Un’altra problematica rilevante risiede nella posizione di SRT, infatti, nonostante da una parte questo sia uno dei suoi punti di forza, allo stesso tempo gioca anche a suo sfavore , essendo la strada per la zona difficilmente praticabile dagli automezzi edili, infatti l’assemblaggio presenta pericoli e difficoltà per gli operai data la zona non favorevole e, inoltre, essendo gli apparati telefonici non utilizzabili, le comunicazioni sono quasi impossibili e ciò rende più difficile eseguire il progetto. Infine, la posizione un po’ “nascosta” rende il telescopio meno conosciuto come un relitto smarrito nelle profondità del mare.

Punti di forza

Durante questa esperienza abbiamo riscontrato vari punti di forza, infatti il radiotelescopio sembra essere perfetto in quanto il funzionamento non è attaccato da interferenze esterne provocate da inquinamento acustico e radio e la raccolta dati è ottimale. Abbiamo già riscontrato successo nelle sue prime missioni: nel 2015 ha ottenuto i suoi primi risultati in quanto ha collaborato con altri 7 telescopi per analizzare una massa di gas e polveri intorno a una stella mentre nel 2016 SRT è stato utilizato per studiare un buco nero di grande massa. I benefici non sono solo a livello scientifico ma anche il territorio ottiene beneficio da SRT dato che è diventato una meta turistica nel Sud Sardegna, infatti vengono organizzate diverse attività che vanno dall’ ospitare scuole (visto che che è presente anche una foresteria con 10 camere) all’organizzazione di attività di trekking nei boschi vicini. Purtroppo queste attività sono momentaneamente ferme per Covid, ma verranno riprese alla fine dello stato di emergenza dato che portavano una forma cospicua di guadagno agli enti comunali.

Rischi

Il rischio che più ci preoccupa è che le aziende che si sono aggiudicate le gare per produrre i beni del progetto non riescano a fornire tutta la strumentazione richiesta entro le scadenze definite dal Ministero. Questo è un rischio perché se uno strumento non viene consegnato (e pagato da INAF) entro i termini previsti, il Ministero non ci finanzierà i fondi per quello strumento e in questo caso dovrà essere INAF a coprire le spese. Sapendo che i finanziamenti agli Enti di Ricerca così come alle scuole non sono molti e quindi se, a causa di ritardi, INAF dovesse essere costretta a coprire con riserve proprie dei costi molto elevati, potrebbe andare in difficoltà.
Un secondo rischio è legato al fatto che la strumentazione che abbiamo richiesto deve raggiungere prestazioni molto elevate. Se la strumentazione risulterà essere meno performante rispetto alle aspettative questo potrebbe incidere sulla capacità del telescopio di lavorare ai massimi livelli e quindi potrebbe essere più difficile per gli astronomi ottenere i risultati scientifici che sperano di raggiungere. Per evitare questo stiamo costantemente monitorando le aziende in modo tale che forniscano una strumentazione super accurata.

Soluzioni e Idee

Rispettare le scadenze richieste da parte delle aziende che si occupano dei finanziamenti.
Trovare ulteriori enti disposti a finanziare il progetto e non solo.
Assicurarsi che la strumentazione richiesta abbia i giusti requisiti per consentire al telescopio di lavorare ai massimi livelli.

Metodo di indagine

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)

1) Silvia Casu, ricercatrice nel gruppo di astrochimica e astrobiologia e responsabile outreach INAF-OAC e SRT.
2) Federica Govoni, ricercatrice dell'osservatorio astronomico di Cagliari e coordinatore scientifico del progetto PON SRT. E’ responsabile della documentazione tecnico-scientifica di rendicontazione, intermedia e finale.

Domande principali

1) Ricevete altri finanziamenti oltre PON? (Silvia Casu)
2) Per quando sarebbe prevista la fine del progetto in seguito ai motivi del rallentamento? (Federica Govoni)

Risposte principali

1) Si, per la manutenzione, il funzionamento e l’operatività dello strumento. In piccola parte anche per lo sviluppo. (Silvia Casu)
2) Il PON ha regole molto rigide e la tempistica è una di queste. Il progetto non può avere ritardi. Se non rispettiamo i termini previsti dal progetto perdiamo parte o tutto il finanziamento. La fine era prevista entro il 25 febbraio 2022, ma ci saranno due proroghe: una di quattro mesi prevista dal progetto ed una di sei mesi a causa del covid. Quindi si aspettano di finire nel mese di dicembre.