REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
TERRA DEI FUOCHI - PREVENZIONE ED INTERVENTO SUI ROGHI TOSSICI

Inviato il 12/03/2023 | Di Liceo | @longlifenotfire

Cosa abbiamo scoperto

Obiettivi del progetto

Il progetto si propone l'obiettivo di disincentivare i comportamenti illeciti della popolazione ed incoraggiare il radicamento della cultura della legalità nella lotta alla Terra dei Fuochi. Il progetto concorre all' applicazione dell'art. 9 Cost. e dei seguenti obiettivi dell’Agenda 2030: 13.3 13.1 , 12.5 , 11.6, 12.8. L’obiettivo è quello di limitare le gravissime conseguenze dell’emergenza legata all’inquinamento ambientale causato dai continui roghi tossici e dall’illecito interramento dei rifiuti. Il progetto punta a soddisfare la domanda di benessere di vita e godere di un ambiente sano a cui tutta la popolazione ha diritto.

Attività previste

Attività principale dell’iniziativa è stato rafforzare il sistema di monitoraggio condiviso del territorio per la prevenzione degli sversamenti illeciti per limitare l’adozione di comportanti illeciti attraverso un puntuale e continuo monitoraggio del territorio condiviso. Coinvolgendo i privati cittadini gli studenti hanno inteso incoraggiare il radicamento di una più consapevole cultura della legalità, sviluppando una cittadinanza attiva locale, a partire da continui aggiornamenti sullo stato dell’arte e stimolando la creazione di gruppi di pressione e la realizzazione di iniziative efficaci che ne prevedano il coinvolgimento attivo. In particolare, è stato rafforzato il controllo del territorio, la sorveglianza ed il presidio promuovendo con le istituzioni una vigilanza sussidiaria e condivisa al fine di segnalare nell’immediato le situazioni di crisi e di disincentivare i comportamenti illeciti.

Origine del progetto

Il programma PAC Campania in accordo con la Regione Campania ha portato alla realizzazione incubatori per imprese ed artigiani completamento e potenziamento strade interne e di accesso all’ area P.I.P. in località pescarole.

Soggetti Beneficiari

I soggetti beneficiari del progetto sono le istituzioni locali, regionali e nazionali; le associazioni e comitati nazionali ed i residenti nell’area denominata “Terra dei Fuochi”.

Contesto

La terra dei fuochi è un vasto territorio tra le province di Napoli e Caserta, tristemente famoso per la presenza di rifiuti tossici. In questi luoghi le innumerevoli discariche abusive presenti in piena campagna o lungo le strade vengono date alle fiamme quando si saturano, per liberare spazio dove "smaltire” altri rifiuti. I rifiuti urbani e speciali, bruciati nell’area del casertano e nella zona settentrionale della provincia di Napoli sono la principale fonte di inquinamento della zona. La pratica criminale di smaltire o riciclare i rifiuti speciali bruciandoli ormai va avanti da molti anni. La terra dei fuochi è ormai un territorio totalmente compromesso, con il tasso di mortalità per tumore più alto d'Europa. Inoltre secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) l’incremento di diverse patologie tumorali è strettamente correlato con gli smaltimenti illegali di rifiuti e la conseguente dispersione di sostanze inquinanti nel suolo e nell’aria.

Avanzamento

Il progetto da noi analizzato è concluso, in quanto rientra nel Piano d'Azione Coesione 2007-2013

Risultati

Il progetto ha ripotato alcuni miglioramenti visti comunque i vari roghi tossici e incendi presenti in Campania. In Campania fino al 2013 i roghi erano circa 4000 ogni anno, registrando notevoli diminuzioni dei roghi tossici gli anni seguenti. Inoltre nel 2021 gli incendi sono stati 1406, 2041, nel 2020 e nel 2019 cioè il 35% in meno rispetto al passato.

Punti di debolezza

Continuano, invece, sempre secondo il Report 2022, gli abbandoni di rifiuti sul territorio, in discariche o ai margini delle strade. Anzi, si parla più precisamente di “fuoriuscita” dei rifiuti dai circuiti legali. Ciò si deve anche alla carenza di impianti per lo smaltimento dei rifiuti: basti ricordare che la Campania è la regione italiana ed europea con il più alto tonnellaggio di rifiuti esportati verso altre destinazioni, con un elevato tasso di evasione della TARI (tassa rifiuti) che proprio in “Terra dei fuochi” raggiunge valori più alti a livello nazionale.

Punti di forza

Attraverso tali attività si intende, parallelamente, rafforzare il senso di comunità e i processi partecipativi funzionali alla presa di coscienza della drammatica situazione in cui la popolazione vive ormai da decenni, e costruire strumenti e documentazione utili alla presa di parola pubblica e all’interlocuzione istituzionale.

Sono stati 1.049 i roghi registrati nel 2022 nella “Terra dei fuochi”, l’area tra le province di Napoli e di Caserta, martoriata dai roghi. Gli eventi registrati sono 873 in provincia di Napoli e 176 nel Casertano con un sensibile calo rispetto al 2021 quando gli incendi sono stati 1.406 e 2.041 nel 2020. Rileva un calo dell’ 80% rispetto al triennio 2019-2021 il Report annuale 2022 dell’Incaricato per il contrasto al fenomeno dei roghi di rifiuti in Campania. Una figura extra ordinaria, nominata dal Ministro dell’Interno con proprio decreto.

Report storico e azioni di controllo
Fino all'istituzione della figura dell'Incaricato, il numero di roghi di rifiuti superava i 4.000 l'anno, e dal 2013 in poi si è andato stabilizzando intorno ai 2.000 annui. Per il Report 2022 è stato significativo l'ingente sforzo fatto dal Contingente Terra dei fuochi dell'Esercito Italiano, dalle forze di polizia e da molte polizie locali. Si parla di un «rilevantissimo aumento, sempre sulla media dei due anni precedenti, dei controlli e dei sequestri sulle aziende (+48%) e dei veicoli (+34%) delle denunce all'Autorità giudiziaria (+30%) e delle sanzioni amministrative (+95%). Nel corso dei controlli e dei pattugliamenti (16.365) sono state arrestate 3 persone mentre altre 453 sono state denunciate. Le pattuglie di militari dell’Esercito e delle forze dell’ordine nel corso dell’anno hanno controllato 1.840 veicoli di cui 804 sono stati sequestrati. In sintesi, si ritiene che la riduzione del fenomeno dei roghi di rifiuti nella regione Campania si debba quasi esclusivamente alle attività di contrasto.

Rischi

Inquinamento ambientale e fertilità: questa la pressante questione al centro delle due ricerche presentate in occasione del congresso della Società Europea della Riproduzione Umana ed Embriologia (ESHRE 2022) in corso a Milano dal 3 al 6 luglio.

Durante l’evento internazionale più importante sulla riproduzione, è stata presentata l’indagine che per la prima volta ha analizzato la presenza dei Bisfenolo A nelle donne avviate a cicli di fecondazione assistita provenienti da due aree della Campania, area nord di Napoli (Terra dei Fuochi) e area dell’alto medio Sele e Cilento.

Che i fattori ambientali incidano sull’apparato riproduttivo e quindi sul tasso di fecondità è ormai lungamente provato dalla ricerca scientifica: gli ultimi dati mostrano infatti che negli ultimi 40 anni, nei paesi industrializzati c’è stato un calo della concentrazione spermatozoaria del 59.3%, contribuendo in maniera sostanziale alla riduzione delle nascite.

In questo contesto, le nuove scoperte confermano come il trend di infertilità non è geograficamente omogeneo, ma può presentare delle differenze di aree nell’ambito della stessa nazione o addirittura della stessa regione, quanto «l’esposizione di tipo ‘residenziale’ sia importante nella valutazione della fertilità, quanto sia importante indagare in particolare gli indicatori di salute riproduttiva maschile e femminile in relazione ai rischi non solo riproduttivi ma anche futuri per patologie cronico-degenerative in fase più avanzate della vita, portando ancora una volta l’attenzione sull’urgente necessità di affrontare e risanare territori così ambientalmente compromessi per la tutela della salute pubblica», dichiarano gli autori della ricerca.

A coordinare il gruppo di lavoro del Progetto EcoFoodFertility il Dott. Luigi Montano, Uro-Andrologo dell’ASL di Salerno e Presidente Società Italiana della Riproduzione Umana che ha presentato i risultati insieme alla Dr.ssa Maria Cira Gentile – biologa della riproduzione del Centro di Ricerche Gentile – Gragnano (NA). Il Dott. Raimondo Salvatore, andrologo e Responsabile Scientifico del Centro di Ricerche Gentile ha coordinato i vari Centri di PMA nelle due aree campane per reperire il materiale biologico necessario per poter realizzare i due lavori, coinvolgendo le seguenti strutture: Clinica Hera-PMA – Giugliano in Campania (NA), Centro Chemis Iaccarino – Napoli, Centro Fecondazione Assistita “Villa Bianca” – Napoli, Centro PMA – ASL Napoli 2 Nord – Napoli, Medical Center “Gunè” – Acerra (NA), Mediterraneo PMA – Salerno, Centro Embryos – Battipaglia (SA).

Il primo lavoro di ricerca dei Bisfenolo A, sostanze presenti nelle plastiche di uso comune – dalle bottiglie alle pellicole, ai cosmetici alle gomme, nonché uno dei potenti interferenti endocrini con sempre più riconosciuti danni alla salute umana e riproduttiva che oltre a passare nel corpo per via alimentare e cutanea, si rivengono in grande quantità anche in atmosfera per combustione delle stesse plastiche come quella illecita di rifiuti – è stato condotto su 71 donne con età media simile (32 anni) e stesse abitudini di vita e alimentari: 43 donne residenti nella “Terra dei Fuochi” e 31 nell’area di controllo del salernitano. Lo studio pilota mostra che la concentrazione del Bisfenolo A è significativamente molto più alta nel sangue e nei fluidi follicolari delle donne residenti nella prima area e quindi compatibili alle condizioni critiche ambientali dell’area dove ancora è diffusa la pratica degli incendi di rifiuti tossici ed urbani.

L’altro studio sempre condotto su altre donne nelle due aree (35 terra dei fuochi e 30 area salernitana), invece ha rilevato tassi significativamente più alti di diverse classi di Policlorobifenili (PCBs), sostanze chimiche molto utilizzate fino alla fine degli anni ‘70 in particolare per batterie ed altri materiali simili, considerate già dal rapporto del 2013 dall’agenzia Internazionale di ricerca sul cancro (IARC) come cancerogene per gli esseri umani (gruppo di classe I). La ricerca condotta da EcoFoodFertility, peraltro, mostra un tasso di abortività ben 3 volte superiore nelle donne residenti nella Terra dei Fuochi rispetto a quelle dell’area dell’Alto-Medio- Sele e Cilento.

Questi due studi sulla salute delle donne nelle aree campane rappresentano un ulteriore tassello al significativo lavoro già condotto dallo stesso gruppo di ricerca a seguito dell’identificazione di un marcatore di impatto ambientale individuato nel monitoraggio fra gruppi di donne provenienti sempre dalle due aree campane della KLK3 nel sangue (il comune PSA che si esegue generalmente nei maschi per problemi prostatici), pubblicato nel 2021 su “International Journal Environmental Research and Public Health”.

Soluzioni e Idee

La tragedia della terra dei fuochi è una tragedia collettiva, per risolvere tale problema si è pensato all’introduzione di sistemi di sorveglianza nel settore sanitario e registri di mortalità, di tumori e di altre patologie (come previsto dalla legge n. 179/2012) al fine di “monitorare l’incidenza dell’inquinamento provocato dai rifiuti tossici e radioattivi sella popolazione e sull’ambiente”. I terreni che non possono più essere coltivati potrebbero essere impiegati per la canapa con la creazione, nell’area stessa, di tutta la filiera della trasformazione, ma anche per florovivaistica e fotovoltaico e la diffusione pubblica dei nominativi delle società “coinvolte a qualsiasi titolo nella produzione, nel trasporto e nello smaltimento di rifiuti tossici”.

Parità di Genere

Metodo di indagine

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Intervista con l'Autorità di Gestione del Programma
  • Intervista con altre tipologie di persone
  • Intervista con i referenti politici

Il nostro gruppo ha intervistato 3 persone:
Maria Luisa Iodice- consigliera regionale della Campania;
il presidente Anci Campania (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e sindaco di Caserta l' onorevole Carlo Marino;
il sindaco di Caivano Vincenzo Falco

Domande principali

In che modo la Regione Campania ha affrontato, e affronta tutt'oggi, il problema della terra dei fuochi? domanda fatta a Maria Luisa Iodice- consigliera regionale della Campania
Da quando è stato eletto sindaco, quale politica ha adottato per controllare la problematica della terra dei fuochi? domanda fatta a Carlo Marino - presidente Anci Campania (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e sindaco di Caserta

Risposte principali

Maria Luigia, Consigliera regionale della Campania, in risposta alla domanda "In che modo la Regione Campania ha affrontato, e affronta tutt'oggi, il problema della terra dei fuochi?" ha affermato la gravità e l’importanza di questo fenomeno, tutt’oggi spaventosamente diffuso, e l’intenzione da parte della Regione di intervenire a favore del territorio coinvolto. Nel progetto di abolizione della Terra dei fuochi rientra la bonifica dei Regi Lagni, con la speranza di una rifioritura dell’area, non solo dal punto di vista estetico, ma anche ai fini di favorire l’economia attraverso la nascita di molte attività.

Carlo Marino, Presidente associazione ANCI Campania e Sindaco di Caserta, in risposta alla domanda "Da quando è stato eletto sindaco, quale politica ha adottato per controllare la problematica della terra dei fuochi?" ha chiarito la politica che ha adottato per il contrasto della Terra dei fuochi da quando è stato eletto sindaco, ovvero che la città di Caserta non rientra nella perimetrazione dell’aria Terra dei fuochi, tuttavia necessita anch’essa di avere un controllo importante sul tema della riqualificazione ambientale. È stata messa in campo, a tal proposito, una politica energetica importante, un controllo del territorio, in modo che non si verifichino più roghi e discariche a cielo aperto, puntando molto sulla video sorveglianza, creando e diffondendo un’app dove i cittadini possono segnalare la necessità di controllo in aree in cui sono stati abbandonati i rifiuti.