REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Raddoppio e velocizzazione Frasso Telesino Vitulano. III lotto S. Lorenzo M. – Vitulano.

Inviato il 21/02/2026 | Di Fast Change 26, autore del report, prende il nome dalla consapevolezza, maturata attraverso ricerche e analisi, che la linea Napoli–Bari, una volta completata, potrà diventare un importante motore di sviluppo. L’infrastruttura sarà in grado di generare un cambiamento rapido e concreto nelle aree interne attraversate, oggi segnate da un forte esodo giovanile verso le città metropolitane in cerca di lavoro. Questo fenomeno ha causato nel tempo spopolamento, abbandono di abitazioni, chiusura di scuole e una progressiva perdita dei servizi pubblici | @fastchange26

Cosa abbiamo scoperto

Obiettivi del progetto

Il progetto monitorato dal Team Fast Change 26 è il raddoppio della linea Napoli- Caserta- Foggia tra le località di Frasso Telesino e Vitulano (2° lotto Funzionale), che si sviluppa per circa 30 km, parte in variante e parte in affiancamento prevedendo una velocizzazione a 180 km/h, precisamente nel territorio tra Benevento, Ponte, San Lorenzo Maggiore e Torrecuso.
La realizzazione dell'intervento è articolata in tre sub-lotti funzionali:1 ° sub-lotto funzionale: Frasso Telesino-Telese ( 10 km circa); 2° sub-lotto funzionale: Telese-S. Lorenzo Maggiore (12 km circa); 3°sub- lotto funzionale: S. Lorenzo Maggiore-Vitulano ( 8 Km circa). Nello specifico l'oggetto del finanziamento monitorato è costituito dal 3° sub-lotto funzionale che completa la tratta Napoli-Benevento.
L’intera linea ferroviaria NA-BA, invece, di circa 145 km, strategica per il Mezzogiorno, rientra nei Piani di Sviluppo e Coesione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e fa parte del corridoio Scandinavo-Mediterraneo; è suddivisa in diversi lotti funzionali gestiti da Rete Ferroviaria Italiana (RFI), soggetto beneficiario dell’opera. I principali lotti funzionali, che permetteranno una progressiva riduzione dei tempi di percorrenza (con l’obiettivo di 2 ore tra Napoli e Bari a completamento), sono i seguenti:
Napoli-Cancello: Variante che attraversa la nuova stazione di Napoli Afragola (hub strategico);
Cancello-Frasso Telesino: raddoppio e velocizzazione della linea storica;
Frasso Telesino- Vitulano: raddoppio e velocizzazione della linea esistente;
Apice- Hirpinia: tratta di nuova costruzione che include la nuova stazione Hirpinia di circa 18,7 km;
Hirpinia -Orsara: tratta in variante, caratterizzata da gallerie per l’80% del tracciato;
Orsara-Bovino: raddoppio in variante della linea esistente;
Bovino-Cervaro: raddoppio della linea, che completa il collegamento verso il nodo di Foggia -Bari.
L’intervento è stato finanziato con fondi nazionali per la coesione (Fondo per lo Sviluppo e la Coesione relativo alla programmazione 2014-2020) pari a 215.000.000 equivalente ad un 29% del costo monitorato e da altra fonte pubblica pari a 526.028.000 (71% del costo pubblico monitorato).
Il costo pubblico monitorato in totale è pari a euro741.028.000,35.
L’ultimazione dei lavori è prevista per la fine del 2028, ma alcune tratte sono state già consegnate: la linea tra Cancello e Frasso Telesino a settembre 2025; la linea Frasso Telesino - Dugenta a febbraio 2026.
Al termine dei lavori, il collegamento Napoli - Bari sarà percorso in 2 ore, contro le circa 4 attuali, mentre quello fra Roma e Bari in 3 ore, con un risparmio di circa due ore rispetto all’attuale tempo di percorrenza.
In definitiva, la linea ferroviaria NA BA collega due porti, due mari e due Regioni, la Campania e la Puglia; attraversa e stimola economicamente territori interni all’Appennino meridionale; rafforza l’integrazione della Campania nel corridoio europeo Scandinavo-Mediterraneo; migliora l’accessibilità delle aree interne del Sannio, favorendo un decongestionamento delle aree metropolitane, dando l’opportunità a studenti e pendolari di restare a vivere nei territori di origine preferendo viaggiare, dati i minori tempi di percorrenza; favorisce il trasferimento modale dalla gomma al ferro in un’ottica di sostenibilità ambientale.

Attività previste

Nella tratta più ampia Frasso Telesino- Vitulano sono previste le realizzazioni di 4 fermate, Amorosi, Solopaca, San Lorenzo Maggiore, Ponte-Casalduni-Torrecuso e di 1 stazione, quella di Telese Terme. Inoltre per migliorare la sicurezza, in una logica di modernizzazione, è prevista la soppressione di 20 passaggi a livello. Nel terzo sub lotto, San Lorenzo-Vitulano ricadono le fermate di San Lorenzo Maggiore e Ponte.
Altri lavori riguardano il raddoppio dei binari e l’adeguamento infrastrutturale con l’obiettivo di aumentare la capacità della linea, migliorare la regolarità del traffico e ridurre i tempi di percorrenza. Il progetto include interventi di rettifica del tracciato, nuove opere civili (viadotti, gallerie, sottopassi), adeguamenti tecnologici e sistemi di sicurezza avanzati. Il cantiere coinvolto nei lavori è” Le Forche” , affidato ad un consorzio di imprese, il TELESE scarl, di cui fanno parte le imprese Ghella, Salcef, ITINERA, COGET IMPIANTI con la direzione dei lavori da parte di ITALFERR.
In questo lotto, nel territorio di Ponte si trova la galleria “Le Forche” di circa 2 km, il cui inizio risale al 15 marzo 2023, giorno in cui i lavori sono stati inaugurati, ospiti sul cantiere, dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini e dal Presidente pro tempore della Regione Campania Vincenzo De Luca. Entrambi si dichiararono soddisfatti per i lavori, data l’importanza strategica dell’opera, progettati nel rispetto dell’ambiente e che stanno dando occupazione a più di 5000 lavoratori tra tecnici ed operai. Vincenzo De Luca nella conferenza stampa, quel giorno, dichiarava: ”Il ruolo della Regione è stato quello di promuovere ed accompagnare questa grande infrastruttura e abbiamo fatto un lavoro attento con i Comuni interessati per approvare all’unanimità, in una conferenza di servizi, un’opera che attenziona il territorio, migliora la qualità dell’ambiente, la desertificazione e lo spopolamento, un intervento decisivo per il Mezzogiorno d’Italia. Metteremo attenzione particolare a collegare le aree industriali del territorio”.
I lavori di scavo della galleria sono attualmente ancora in corso.
L’infrastruttura, una volta completata, sarà in grado di generare un cambiamento rapido e concreto nelle aree interne attraversate, oggi segnate da un forte esodo giovanile verso le città metropolitane in cerca di lavoro. Questo fenomeno ha causato nel tempo spopolamento, abbandono di abitazioni, chiusura di scuole e una progressiva perdita dei servizi pubblici

Origine del progetto

La ferrovia Napoli–Bari non è solo un’opera infrastrutturale: è un tassello chiave di una strategia multilivello che unisce Unione Europea, Stato e Regione con un obiettivo comune: rafforzare infrastrutture, intermodalità e logistica per rendere il sistema più competitivo, coeso e sostenibile.
Il quadro di riferimento è quello europeo della rete TEN-T, la rete transeuropea dei trasporti pensata per costruire un’Europa sempre più connessa. Con il nuovo Regolamento (UE) 2024/1679, Bruxelles ha rilanciato con decisione il progetto: una rete integrata, resiliente e sostenibile destinata a diventare la spina dorsale del mercato unico, capace di accorciare le distanze tra regioni e rafforzare la coesione economica e sociale.
In questo scenario si inserisce la strategia italiana delineata nel Programma Infrastrutture Strategiche (PIS), che punta a superare le storiche criticità del sistema dei trasporti nazionale. Le direttrici sono chiare: riequilibrio modale, maggiore integrazione con la rete europea e con i principali poli urbani e produttivi, modernizzazione tecnologica delle infrastrutture e miglioramento concreto dei servizi ai cittadini. Tradotto: collegamenti più rapidi ed efficienti, materiale rotabile più moderno, sistemi digitali evoluti e bigliettazione elettronica integrata in un sistema coordinato.
Accanto alla pianificazione nazionale si muovono le strategie regionali e i piani locali del trasporto urbano e metropolitano, in un disegno che mira a garantire coerenza e continuità tra i diversi livelli istituzionali.
In questo contesto, la Campania assume un ruolo strategico. Con la realizzazione della linea AV/AC Napoli–Bari, la regione entra pienamente nel corridoio Scandinavo-Mediterraneo, uno degli assi portanti della rete europea, che comprende — tra gli altri — gli interporti di Nola e Marcianise-Maddaloni e i porti di Napoli e Salerno. Un’infrastruttura che non solo collega territori, ma ridisegna equilibri economici e logistici dell’intero Mezzogiorno.
La procedura amministrativa che ha dato origine al progetto per la realizzazione della ferrovia NA-BA prende origine dalla DELIBERA CIPE N. 98/2017.
La tipologia di questa procedura è l’individuazione diretta nel Programma; significa che l’intervento o il progetto è già esplicitamente previsto e nominato all’interno di un Programma ufficiale di pianificazione, senza necessità di ulteriori atti di selezione, candidatura o valutazione comparativa.
Nel caso specifico il progetto è inserito nel Piano di Sviluppo e Coesione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, strumento programmatico che finanzia investimenti strategici per modernizzare reti stradali, ferroviarie, portuali, aeroportuali e migliorare la mobilità urbana. Principale strumento finanziario del PSC è il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione che con oltre 16 miliardi supporta la riqualificazione urbana e la sicurezza delle infrastrutture.

Soggetti Beneficiari

L’alta velocità e l’alta capacità per un project manager delle ferrovie sono due obiettivi tecnici molto diversi che devono convivere sulla stessa rotaia.
L’ Alta Velocità si riferisce alla rapidità del viaggio. L'obiettivo è minimizzare il tempo che intercorre tra la partenza e l'arrivo. In Europa, si parla di AV per linee di nuova costruzione che superano i 250 km/h. Sulla Napoli-Bari: In alcune tratte pianeggianti o in galleria, i treni potranno toccare i 250 km/h, permettendo di andare da Napoli a Bari in sole 2 ore.
L’Alta Capacità si riferisce alla quantità di treni che possono circolare contemporaneamente e alla loro tipologia. Indica la capacità di gestire un numero elevato di convogli grazie a sistemi di segnalamento evoluti (come l'ERTMS, che è una sorta di "regista digitale" che coordina i treni a distanza ravvicinata).
Questo vuol dire progettare binari che reggano pesi maggiori (tonnellate per asse) per permettere il passaggio dei treni merci lunghi fino a 750 metri. La sfida della Napoli-Bari è proprio quella di essere una linea promiscua destinata a treni regionali per il trasporto di persone e merci. A differenza della Roma-Milano (che è quasi solo per passeggeri e viaggi super veloci), questa tratta è progettata per far convivere treni passeggeri veloci (Frecce) e treni merci pesanti, che collegano i porti della Puglia con il resto d'Europa (Obiettivo: 10 treni merci ogni ora per senso di marcia).
Gli utenti principali saranno studenti, lavoratori pendolari, turisti. Per le merci i beneficiari diretti saranno le imprese locali che potranno ridurre il trasporto su gomma ed incrementare il trasporto su ferro.
L’ateneo universitario del Sannio potrà diventare più facilmente raggiungile per chi è alla ricerca dei vantaggi di un ateneo più piccolo e più attento alla dimensione umana in una città di dimensioni modeste, dove ancora si riescono a coltivare relazioni interpersonali.
Allo stesso tempo sia per gli studenti, sia per i lavoratori sanniti Napoli, Roma e Bari saranno più velocemente raggiungibili e potrebbero immaginare di non trasferirsi nelle grande città e restare a vivere nei propri luoghi di origine, magari nelle abitazioni di proprietà, in cui è più basso il costo della vita; tutto ciò a condizione che il costo del viaggio non diventi un ostacolo.
Il territorio campano attraversato dalla linea ferroviaria offre storia, paesaggi naturali, siti religiosi attraenti per i turisti. Diventa fondamentale far conoscere le bellezze delle aree interne per renderle recettive. Da qui diventa essenziale un’azione sinergica delle amministrazioni locali, provinciali e Regionali.
Per le merci bisognerà creare interporti, incrementare la logistica e l’intermodalità; si creeranno condizioni favorevoli per nuovi insediamenti industriali.

Contesto

Il territorio sannita nell’ultimo decennio evidenzia un forte esodo migratorio di giovani in cerca di occupazione verso il Nord. Secondo i dati ISTAT e precisamente la Tavola dei Comuni della Provincia di Benevento e loro spopolamento (2012–2022), i comuni che rappresentano il "cuore" dello spopolamento sono situati in aree montane o isolate (come la Val Fortore). Essi sono ad esempio Montefalcone di Val Fortore (–19,79%), Castelvetere in Val Fortore (–27,00%); Sant’Arcangelo Trimonte (–25,93%); Ginestra degli Schiavoni (–20,35%); Baselice (–17,78%). E’ da notare che sono anche i Comuni più lontani dal capoluogo e mal collegati con trasporti pubblici. Non esiste la rete ferroviaria in zona e l’unico mezzo di trasporto pubblico è l’autobus. Fanno parte di una fascia rossa “a Criticità Estrema” (Oltre il 15% di calo). In questa fascia ci sono anche altri paesi che non distano molto dal capoluogo e che comunque si troveranno lungo la tratta ferroviaria e che pertanto potranno ricevere un forte impulso. Essi sono San Lupo (–17,20%), Casalduni (–16,98%), Colle Sannita (–16,56%), Buonalbergo (–16,21%), Paupisi (–16,02%), San Marco dei Cavoti (–15,39%), Frasso Telesino (–15,24%), Castelpoto (–15,06%).
Il fenomeno non è omogeneo: alcuni comuni (come Campoli del Monte Taburno e Paolisi) hanno avuto leggeri aumenti, probabilmente dovuto ad insediamenti di folti gruppi di immigrati stranieri, mentre la maggior parte ha registrato una forte diminuzione.
Nella Fascia Arancione, ritenuta dall’ISTAT a Criticità Alta (Tra il 10% e il 15% di calo) rientrano: Santa Croce del Sannio, Pontelandolfo, San Bartolomeo in Galdo, Arpaise, Pietraroja, Molinara, Circello, Fragneto l’Abate, Solopaca, Campolattaro, Cerreto Sannita, Castelpagano, Reino, San Lorenzo Maggiore, Fragneto Monforte, Morcone, Paduli, Guardia Sanframondi, Pesco Sannita, Pago Veiano, Melizzano, San Martino Sannita, Faicchio, Cusano Mutri.
La Fascia Gialla è di Criticità Media (tra il 5% e il 10% di calo). I comuni interessati sono Sant’Agata de’ Goti, Cautano, Foiano di Val Fortore, San Lorenzello, Vitulano, Castelvenere, Foglianise, Ponte, Tocco Caudio, Apice, San Giorgio la Molara, Apollosa, Amorosi, Puglianello, San Nazzaro, Benevento (–7,21%), Dugenta, Pietrelcina, Torrecuso, Ceppaloni, Durazzano, Sant’Angelo a Cupolo, Pannarano, San Nicola Manfredi, Bucciano, Bonea, San Salvatore Telesino.
In questa fascia rientra anche il capoluogo Benevento, segno che lo spopolamento non risparmia i centri maggiori.
Esiste poi una fascia verde, considerata di Resilienza o Crescita (Sotto il 5% di calo o in aumento). Vi appartengono comuni che tengono meglio, spesso grazie alla vicinanza ad arterie stradali principali o poli industriali. In crescita sono: Campoli del Monte Taburno (+1,74%), Paolisi (+0,76%). In Tenuta sono: San Giorgio del Sannio, Airola, Moiano, Limatola, Arpaia, Montesarchio, Sassinoro, Forchia, Calvi.

Avanzamento

Il progetto è in corso, i cantieri sono aperti e FS Cantieri Parlanti comunica che il 15 febbraio 2026 - per la linea Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari è stato raggiunto un altro traguardo, è stata attivata la nuova tratta Cancello-Frasso Telesino-Dugenta.
Con l’attivazione del doppio binario, Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) ha completato il lotto Cancello-Frasso Telesino-Dugenta, seconda tratta attivata dopo la Bovino-Cervaro.
La nuova tratta a doppio binario, lunga circa 18 chilometri, attraversa la Galleria di Monte Aglio per circa 4 chilometri e comprende otto viadotti; nell’ambito dell’intervento sono stati eliminati 13 passaggi a livello. I lavori sono stati affidati al Consorzio CFT costituito dalle imprese Pizzarotti - Itinera - Ghella, il tutto sotto la Direzione lavori di FS Engineering.
Il completamento della tratta Cancello-Frasso Telesino-Dugenta consente di migliorare gli standard di efficienza dell’intera linea. La circolazione ferroviaria è regolata dall’Apparato Centrale Computerizzato Multistazione (ACCM), una vera cabina di regia che garantisce maggiore puntualità e fluidità nella gestione del traffico ferroviario. Sulla nuova tratta è stato installato il sistema SCMT per il controllo della marcia del treno e la linea è stata attrezzata con impianti di telecomunicazioni in fibra ottica.
Contestualmente, sul lotto Telese-Vitulano è stato attivato un nuovo tratto di linea di circa tre chilometri tra le stazioni di San Lorenzo Maggiore e Ponte Casalduni, che rappresenta il primo segmento del nuovo binario AV/AC completato su quel lotto. L’intervento è stato realizzato dal Consorzio Telese Scarl, costituito da Ghella - Itinera - Salcef - Coget Impianti.
Per quanto riguarda i pagamenti e secondo quanto riportato sul portale Opencoesione, dal 2021 salgono in modo esponenziale fino ad arrivare nel 2025 ad un pagamento del 27% del costo totale di € 741.028.000,35, di cui risorse della coesione EURO155 168.123,70.
Proseguono in parallelo le lavorazioni sulla nuova tratta Napoli-Cancello da parte del Consorzio NACAV guidato da Webuild, e sulla nuova tratta Frasso Telesino-Telese dal Consorzio Frasso Scarl, costituito dalle imprese Pizzarotti - Ghella - Itinera, le cui attivazioni sono previste rispettivamente a giugno 2026 e a dicembre 2026.
Coinvolte oltre 800 persone al giorno, tra operai e tecnici specializzati di RFI e delle ditte appaltatrici, per un impegno economico complessivo di circa 1,7 miliardi di euro.
L’intera linea AV/AC Napoli – Bari, parte del Corridoio ferroviario europeo TEN T Scandinavia–Mediterraneo, rientra nel progetto “Cantieri Parlanti” del Gruppo FS Italiane, iniziativa dedicata a mostrare ai cittadini l’evoluzione delle grandi opere infrastrutturali e i benefici attesi per i territori coinvolti.
RFI è molto attenta a divulgare lo stato di avanzamento dei lavori attraverso i canali di pubblica informazione.

Risultati

Durante i lavori di scavo lungo l’intera tratta sono emersi importanti reperti archeologici, svelando un inedito patrimonio culturale. I ritrovamenti testimoniano la ricchezza storica del territorio da preservare e tramandare.
Tra le scoperte più rilevanti, spicca un villaggio dell’età del Rame in località Gaudello, un tratto di basolato dell’antica via Appia nel comune di Maddaloni e un santuario di epoca ellenistico-romana a Ponte, caratterizzato da un’ampia presenza di materiale votivo, avvenuto proprio sulla tratta San Lorenzo-Vitulano.
Il santuario sembra essere dedicato a divinità connesse alla sfera della guarigione (sanatio), della fertilità della terra e degli animali e/o della maternità. La sua scoperta ha offerto una nuova chiave di lettura storica sulle usanze culturali della regione, prima e durante la romanizzazione del Sannio, colmando un grande vuoto cronologico e culturale, noto in Campania per le varie fasi di occupazione territoriale.
Inoltre, a Solopaca, è stata rinvenuta una villa romana esposta nella sua interezza, mentre numerose sepolture di cultura campana con ricchi corredi funerari sono emerse in diversi siti. Gli scavi hanno portato alla luce anche monete, oggetti in terracotta e statuine in bronzo.
Archeologia e sviluppo infrastrutturale hanno lavorato in armonia durante le fasi di realizzazione dell’infrastruttura.
Il 28 febbraio 2025 i reperti del santuario di Ponte sono stati consegnati dal Gruppo FS alla Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento ed esposti nella Sala Paleontologica del Centro Operativo di Benevento.
Con questo gesto il Gruppo FS restituisce alla cittadinanza un patrimonio culturale inedito, in un dialogo tra progresso e radici storiche che mostra come i cantieri delle grandi opere infrastrutturali ferroviarie possano trasformarsi in una finestra sul passato.
E’ stato anche sottoscritto un protocollo d’intesa tra RFI e le Soprintendenze di Caserta e Benevento e di Napoli Area Metropolitana, il cui obiettivo è definire una strategia comune per la valorizzazione e la promozione dei ritrovamenti legati all’itinerario Napoli-Bari.

Punti di debolezza

In zone a forte vocazione agricola o naturalistica, la presenza di cantieri a lungo termine altera profondamente l'ecosistema e l'economia locale. Nella tratta monitorata non si ritrovano estensioni di terreno particolarmente interessate da questo fenomeno, ma alunni e docenti dell'Istituto, provenienti dalla zona dell'Irpinia, raccontano di ampissime zone ormai lasciate abbandonate in attesa della conclusione dei cantieri.
Trattandosi di un intervento a forte impatto ambientale la cui realizzazione a regola d'arte implica notevole utilizzo della finanza pubblica, può sorgere il dubbio che non siano stati opportunamente valutati percorsi alternativi tali da ridurre l'impatto ambientale anche a discapito, leggermente, della velocità di percorrenza. In altre parole ci si chiede se fosse stato possibile ridurre il numero di gallerie e viadotti, scegliendo tragitti meno impattanti. Purtroppo non è stato possibile effettuare il confronto con RFI per avere conferma o smentita di questo dubbio.
La realizzazione dell’importante opera infrastrutturale avrebbe richiesto un coordinamento più attento con la rete ferroviaria già esistente e con le infrastrutture preesistenti. Emergono, infatti, numerosi disagi per il territorio e per i cittadini: in primo luogo, si registrano frequenti sospensioni della circolazione ferroviaria, necessarie per consentire i lavori di potenziamento. In alcuni casi le interruzioni, come quelle tra Napoli, Cancello e Foggia o tra la Puglia e Roma, si sono protratte per diverse settimane, incidendo in modo significativo sulla regolarità del servizio.
Queste interruzioni hanno avuto ripercussioni dirette sui pendolari, costretti a fare i conti con modifiche agli orari, cancellazioni e l’attivazione di autobus sostitutivi. Le difficoltà risultano particolarmente rilevanti nelle aree del casertano e del beneventano, dove molti cittadini dipendono quotidianamente dal trasporto ferroviario per lavoro e studio.
Infine, i lavori stanno producendo effetti anche sulla viabilità locale: il continuo passaggio di mezzi pesanti diretti ai cantieri, soprattutto nella Valle Telesina, ha contribuito al deterioramento delle strade provinciali e comunali. A ciò si aggiungono segnalazioni relative alla mancanza di adeguati ristori per i danni subiti dalle infrastrutture stradali.

Punti di forza

Per i collegamenti Bari - Napoli si prevede un tempo di viaggio di circa 2h mentre per i collegamenti Roma - Bari è previsto un tempo di viaggio pari a 3 h. La riduzione di tempi di percorrenza significa accorciamento di distanze, incremento di scambi di merci, persone e idee.
Con l'attivazione, per fasi, delle nuove tratte dell'Itinerario verranno soppressi tutti i passaggi a livello presenti sull'attuale linea: questo vuol dire migliorare la sicurezza.
Sulla tratta Apice - Orsara sarà attivata la nuova stazione Hirpinia, come quella già esistente di Afragola e sulla tratta Napoli - Foggia la capacità teorica passa dagli attuale 4 treni/h in entrambi i sensi di marcia ai 10 treni/h e sarà possibile la circolazione di treni con semirimorchi, con peso per asse fino a 22,5 tonnellate e della lunghezza di 750 metri.
Questo significa che potenzialmente si cambiano gli assetti della geografia economica, perché i poli industriali si insediano a ridosso dei grandi accessi delle arterie di comunicazioni strategiche per il trasporto a più lunga distanza, con il conseguente incremento di occupazione che potrebbe fermare l’attuale esodo di cui soffrono le aree interne.
La ferrovia rappresenta anche un valore aggiunto per l'ambiente: il traffico viaggiatori e merci fra le due città oggi si svolge per la maggior parte su gomma. La nuova linea risponde anche all’esigenza di ridurre le emissioni di CO2.
Dai dati pubblicati da RFI, per le merci sarà migliorata l’accessibilità agli impianti merci presenti nel Casertano che possono contribuire al raggiungimento degli obiettivi fissati dal Libro Bianco dei Trasporti dell’UE: trasferire entro il 2030 il 30% del traffico merci oltre i 300 km dalla gomma al ferro e il 50% entro il 2050.
L’accessibilità sarà possibile anche alle persone che vogliono raggiungere i grandi centri commerciali di Marcianise: il Campania e la Reggia.
Il nodo principale è la stazione di Napoli-Afragola, attiva dal 2017 e potenziata con la nuova linea, che si trova a pochi chilometri dal centro commerciale, facilitando l'arrivo da Bari e da Napoli. Attualmente ci si arriva solo con trasporti su gomma.
In linea con le indicazioni degli Enti competenti le attività di realizzazione della nuova linea sono accompagnate dal monitoraggio ambientale ante operam, in corso d’opera e post operam i cui risultati sono costantemente trasmessi al Ministero Ambiente. Inoltre la della NA-BA è stata sottoposta anche al vaglio dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino meridionale, sia in fase di progettazione preliminare, sia in fase esecutiva, da quanto risulta dall’intervista effettuata dal Team Fast Change. Il DAM in relazione ai propri strumenti di pianificazione espresse parere favorevole al preliminare progetto, prescrivendo tuttavia un approfondimento, in sede di progettazione esecutiva, circa la compatibilità idrogeologica delle opere in relazione ai dissesti rilevati. Tali prescrizioni furono recepite nel progetto esecutivo, ottenendo nella fase successiva il parere favorevole dell’Autorità di Bacino per gli aspetti di propria competenza.
Infine, la realizzazione della nuova linea Napoli-Bari (AV/AC) servirà per superare lo storico gap infrastrutturale che isolava Benevento da Napoli, trasformando radicalmente il collegamento con il capoluogo di Regione. Infatti la ferrovia Caudina che da sempre ha collegato Napoli a Benevento attraverso la Valle Caudina, con un percorso che risultava essere il più breve fra i due capoluoghi, rispetto a quello delle ferrovie via Caserta o via Avellino, attualmente è senza traffico per problemi infrastrutturali.

Rischi

Il principale rischio di una così complessa ed articolata opera è rappresentato da un mancato compimento dell’ultimo miglio, ovvero dell’integrazione con la viabilità locale.
Molte stazioni sono concepite in aree relativamente isolate. Il rischio è che diventino "cattedrali nel deserto" se non supportate da un’adeguata rete di trasporti locali (bus, ferrovie regionali) che porti i passeggeri dai centri abitati alla linea veloce.
Si tratta di un'opera fondamentale per il Sud, ma la sua riuscita dipenderà non solo dal completamento dei binari, ma da quanto efficacemente saprà integrarsi con il resto del territorio.

Soluzioni e Idee

Perché l’infrastruttura sia davvero funzionale, non basta realizzarla: occorre renderla attrattiva e capace di generare valore per il territorio. È fondamentale valorizzare le straordinarie potenzialità delle aree interne servite dalla ferrovia, soprattutto in chiave turistica. Questi territori custodiscono patrimoni culturali, tradizioni, iniziative folkloristiche, eccellenze enogastronomiche e storie autentiche che meritano di essere raccontate e conosciute. In quest’ottica, un utilizzo strategico e mirato dei social network e delle piattaforme digitali può diventare uno strumento decisivo per promuovere e far emergere l’identità e le attrattive locali, intercettando nuovi flussi di visitatori.
È inoltre necessario accompagnare la promozione con politiche concrete che incentivino l’uso dell’infrastruttura. Si possono immaginare tariffe agevolate e formule dedicate ai meno abbienti, agli studenti, ai pendolari, alle famiglie, ai turisti e ai residenti delle aree interne. Misure di questo tipo non solo favorirebbero una maggiore fruizione del servizio, ma contribuirebbero anche a contrastare lo spopolamento, offrendo ai cittadini un motivo in più per restare e investire nel proprio territorio.

Risultati e impatto del monitoraggio

Diffusione dei risultati

  • Twitter
  • Facebook
  • Instagram
  • Richiesta di audizioni o incontri a porte chiuse

Connessioni

  • vicepresidente commissione trasporti, Regione Campania
  • segretario commissione ambiente, Regione Campania
  • esperto pastorale nazionale delle aree interne, Diocesi di Benevento
  • geologo, Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino meridionale
  • architetto, Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino meridionale
  • ingegnere,
  • direttore responsabile, Realtà Sannita

Contatti con i media

  • Giornali Locali

Contatti con le Pubbliche Amministrazioni per discutere i risultati del Monitoraggio

  • Promesse concrete

Descrizione del caso

Il team ha intervistato due Consigliere regionali della Regione Campania, membri delle Commissioni trasporti e Ambiente. Hanno entrambi apprezzato l'impegno degli studenti e le domande delle interviste, definite "intelligenti". Il team ha fatto leva sull'occupazione, sulle possibilità future di lavoro qualificato e sulla politica dei prezzi. Ha sollecitato gli amministratori a concordare con RFI dei prezzi vantaggiosi per pendolari e studenti residenti nelle aree interne, al fine di poter viaggiare non solo in breve tempo, ma anche secondo una logica di vantaggio economico, incentivo in più per "restare" viaggiando e a non trasferirsi nelle grandi metropoli.

Metodo di indagine

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con altre tipologie di persone
  • Intervista con i referenti politici

Sono stati contattati per email e telefonicamente l’ingegnere responsabile del settore Impianti e Sicurezza di RFI dell’Unità di Caserta, l’ingegnere responsabile della Direzione investimenti RFI; l’ingegnere Project Manager RFI della tratta di riferimento San Lorenzo- Vitulano.
Sebbene tutti abbiano dichiarato la possibilità di una visita sul cantiere durante la quale sarebbe stato possibile intervistare loro ed anche le imprese appaltatrici, ad oggi il team non ha ancora ricevuto un appuntamento.
Malgrado ciò gli scout del Team Fast Change si sono avventurati lungo il percorso in cui si trovano i vari cantieri RFI e dall’esterno hanno scattato delle foto e hanno fatto qualche ripresa, che ben rendono lo stato dei fatti. Durante tale avventura i giovani reporter hanno potuto notare l’impraticabilità dei cantieri per il fango, data la pioggia che in questo primo periodo dell’anno è stata continua. Ci sono state finanche delle allerte meteo tali da dover chiudere le scuole. Queste difficoltà probabilmente, fino ad oggi, hanno reso impossibile la programmazione della visita di monitoraggio, sebbene mai negata.
Non si esclude quindi che ci siano state delle difficoltà tecniche legate a ragioni di sicurezza e difficoltà organizzative collegate al rispetto dei tempi di consegna dei lavori. Si ricorda, infatti, che lo scorso 15 febbraio 2026 è stata attivata una tratta ferroviaria di 3 km proprio nel territorio oggetto del monitoraggio tra San Lorenzo Maggiore e Ponte.
Sono stati intervistati:
l’Arcivescovo della diocesi di Benevento Mons. Felice Accrocca per il suo interesse e impegno per le aree interne; a Benevento il 25 agosto scorso c’è stato un incontro di circa 30 vescovi, provenienti da undici regioni non solo del Sud, insieme al presidente della Conferenza Episcopale Italiana, monsignor Matteo Maria Zuppi, per provare a delineare insieme una proposta di pastorale legata ai territori periferici;
il Consigliere regionale Pellegrino Mastella vicepresidente della Commissione consiliare permanente Urbanistica, Lavori Pubblici, Trasporti del Consiglio regionale campano;
il Consigliere regionale Fernando Errico segretario della Commissione Ambiente;
un geologo, un ingegnere e un architetto dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino meridionale.

Inoltre, fra gli allegati sono presenti anche i risultati della nostra indagine sulla percezione dello spopolamento delle aree interne, con relativi commenti e osservazioni.

Domande principali

Domande principali:
1) Crede che il raddoppio della Napoli- Bari possa essere un valido acceleratore di sviluppo ed uno stimolo a “restare” per noi giovani nel breve termine? (Arcivescovo Diocesi Benevento. Promotore e costruttore della pastorale nazionale delle Aree Interne).
2) Benevento e la sua provincia hanno un patrimonio storico-culturale immenso, dal teatro romano all’Arco di Traiano. La sola ferrovia basterà a portare i turisti? (Consigliere regionale Pellegrino Mastella vicepresidente della Commissione consiliare permanente Urbanistica, Lavori Pubblici, Trasporti del Consiglio regionale campano).

Risposte principali

Risposte principali:
1)”Pensate a quei giovani che vanno a lavorare a Roma: essi non vanno a vivere a piazza Navona! Sono costretti a viaggiare per raggiungere il luogo di lavoro dalla loro abitazione percorrendo il raccordo anulare, strada trafficatissima, per cui impiegano anche un’ora e mezza circa.
E’ vero che Roma ha il suo fascino e alla vostra età soddisfa il vostro senso di libertà, ma a lungo andare si finisce nella solitudine, tra casa e lavoro. Nelle grandi città ogni individuo è un numero. La ferrovia Na BA con tempi uguali da BN vi porta a Roma, si può valutare allora di restare e di non trasferirsi prendendo ciò che di positivo vi offrono i piccoli centri di origine, la casa di proprietà, le tradizioni locali, le relazioni familiari, le amicizie”.
2)”La ferrovia non basta, il rischio è la costruzione di una cattedrale nel deserto. Sarà fondamentale la sinergia tra tutti gli enti locali, Regione Provincia e Comuni, attivare quei servizi a partire da un sistema integrato di trasporto su gomma che dalle fermate della ferrovia conduca i passeggeri in modo capillare ai vari centri”.