REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Interconnessione Valliva Ciclovia Turistica del Metauro

Inviato il 6/03/2026 | Di Classe 4T Grafica e Comunicazione - I.I.S. POLO3 Fano

Cosa abbiamo scoperto

Obiettivi del progetto

Il progetto dell’Interconnessione Valliva – Ciclovia Turistica del Metauro, finanziato dal Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) tramite il Ministero delle Infrastrutture e da Risorse statali aggiuntive tramite Regione Marche, mira a realizzare un’infrastruttura di mobilità sostenibile che colleghi la costa adriatica, in particolare Fano, con l’entroterra lungo il fiume Metauro. L’obiettivo è creare un percorso ciclabile sicuro e continuo, separato dal traffico veicolare, capace di superare alcune importanti barriere infrastrutturali tramite opere dedicate come un ponte ciclopedonale.
Il progetto punta inoltre a migliorare la connessione urbana tra diversi quartieri di Fano (Sant’Orso, Vallato, San Lazzaro) e il centro storico, contribuendo alla riqualificazione e alla vivibilità della città. Parallelamente, intende valorizzare il territorio dal punto di vista turistico ed economico, favorendo lo sviluppo del cicloturismo e attirando visitatori interessati a forme di turismo sostenibile.
Infine, la ciclovia sarà integrata nella più ampia rete nazionale collegandosi alla Ciclovia Adriatica, rafforzando così il sistema delle infrastrutture cicloturistiche e la connessione tra costa e aree interne

Attività previste

Attività previste originariamente dal progetto
1. Realizzazione della ciclovia lungo il fiume Metauro
• costruzione di un percorso ciclopedonale continuo di circa 42 km
• collegamento dalla costa Adriatica (Fano) fino alla media valle del Metauro (Fermignano)
• possibile estensione fino a Urbino (+5,5 km).
Obiettivo
•collegare mare, vallata e aree interne con una infrastruttura cicloturistica
Utilizzo e recupero del sedime della ferrovia dismessa
Una parte importante del progetto prevedeva:
•affiancamento o utilizzo del tracciato della ferrovia dismessa Fano–Urbino
•riuso di tratti ferroviari e aree limitrofe dove possibile.
Collegamento con altre ciclovie regionali e nazionali
3.Il progetto era pensato come parte di una rete ciclabile più ampia:
•collegamento con la Ciclovia Adriatica sulla costa
•integrazione con il sistema delle ciclovie regionali delle Marche

Origine del progetto

Il progetto nasce da una serie di atti amministrativi e strumenti di programmazione pubblica.
Principali atti e procedure:
- Delibere CIPE n. 98/2017 e n. 12/2018 relative all’utilizzo del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC 2014-2020).
- Decreto del dirigente del settore Infrastrutture e Viabilità n.152 del 28 ottobre 2022, che conclude la conferenza dei servizi e approva il quadro economico del progetto.
- Conferenza dei servizi decisoria ai sensi della Legge 241/1990 per l’acquisizione dei pareri necessari e per la verifica ambientale (VAS).
- Accordo di programma tra Regione Marche e Comuni interessati per coordinare la realizzazione dell’opera.
- Avvio del procedimento di esproprio e dichiarazione di pubblica utilità per i terreni necessari alla realizzazione della ciclovia
La definizione del progetto ha coinvolto principalmente istituzioni pubbliche e amministrazioni locali:
- Regione Marche – programmatore e coordinatore dell’intervento.
- Provincia di Pesaro e Urbino – coinvolta nei procedimenti tecnici e autorizzativi.
- Comuni interessati dal tracciato (tra cui Fano, Cartoceto, Colli al Metauro e altri lungo la valle).
- Strutture tecniche regionali (Genio Civile e servizi infrastrutture).
Modalità di coinvolgimento
- Conferenze dei servizi per raccogliere pareri tecnici
- Accordi istituzionali tra Regione e Comuni
- Pubblicazione di avvisi pubblici per espropri e consultazione degli elaborati progettuali
Non emergono evidenze di processi partecipativi ampi rivolti direttamente ai cittadini, come assemblee pubbliche o percorsi strutturati di coprogettazione.

Soggetti Beneficiari

Beneficiari principali:
- Cittadinanza locale, che potrà utilizzare una rete ciclabile più sicura.
- Turisti e cicloturisti, attratti da percorsi naturalistici lungo il fiume Metauro.
- Operatori economici locali, soprattutto nel settore turistico e ricettivo.
- Pendolari e utenti della mobilità lenta (bicicletta e pedoni).
Possibili soggetti che subiscono impatti:
- Proprietari dei terreni coinvolti nelle espropriazioni, interessati dalle procedure per la realizzazione del tracciato.
Non risultano specifiche politiche mirate a categorie particolari (ad esempio giovani, migranti o persone con disabilità) nella fase di definizione del progetto. Anche alcuni gruppi locali o associazioni hanno avuto un coinvolgimento limitato, se non tramite iniziative informali o comitati.

Contesto

Bisogni del territorio
Il progetto nasce per rispondere a diversi bisogni del territorio della valle del Metauro:
- Migliorare la mobilità sostenibile: l’area presenta una forte dipendenza dall’automobile e una rete ciclabile poco continua; la realizzazione della ciclovia permette di creare un’infrastruttura sicura per spostamenti ciclabili e pedonali.
- Collegare costa ed entroterra: molte aree interne della provincia di Pesaro e Urbino hanno bisogno di migliori collegamenti con la costa e con i principali centri urbani. La ciclovia favorisce una connessione più accessibile tra i comuni della valle.
- Valorizzare il turismo sostenibile e il paesaggio fluviale: il territorio del Metauro possiede importanti risorse naturalistiche e culturali che possono essere valorizzate tramite itinerari cicloturistici, incentivando l’economia locale e un turismo lento.
- Riqualificare il corridoio del fiume Metauro: l’infrastruttura contribuisce anche alla valorizzazione ambientale e alla fruizione degli spazi naturali lungo il fiume.

Il progetto fa parte di una strategia più ampia di sviluppo della mobilità ciclabile e del turismo sostenibile:
È collegato al Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche, poiché si connette alla Ciclovia Adriatica nel nodo di Fano.
L’intervento è finanziato con risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014‑2020, nell’ambito delle politiche nazionali per la mobilità sostenibile e lo sviluppo territoriale.
È complementare ad altri interventi regionali e locali per il completamento della rete ciclabile, tra cui i progetti legati allo sviluppo della Ciclovia Adriatica finanziati dal POR FESR Marche 2014‑2020, che mirano a creare una rete ciclabile continua lungo la costa e verso l’entroterra.

Avanzamento

Lo stato di avanzamento del progetto è stato ricostruito sulla base della documentazione amministrativa disponibile (atti di approvazione del progetto e documenti di programmazione dei lavori), delle informazioni diffuse dagli enti locali responsabili dell’intervento e delle comunicazioni relative all’avanzamento dei cantieri.
Il progetto prevede la realizzazione di un percorso ciclopedonale di circa 42 km tra la costa adriatica e Fermignano, con la costruzione di circa 13 km di tracciato dalla Ciclovia Adriatica fino a Lucrezia e interventi finalizzati al miglioramento della sicurezza della mobilità lenta e alla connessione tra aree urbane.Fonte Comune di Fano
Fasi:
Primo Lotto (Fano): Sono in corso i lavori per i primi 8 km circa, dalla SS16 Adriatica fino a Cuccurano.
Tratti aperti/inaugurati: Ad agosto 2025, sono stati aperti i primi tratti significativi: un percorso di circa 1,7 km tra via del Fiume e via Papiria (che attraversa l'aeroporto) e un tratto vicino al CODMA.
Ponte Strategico (Ponte Albani): L'opera principale è un ponte strallato (circa 80 metri di lunghezza) per scavalcare il canale Albani, la superstrada E78 Fano-Grosseto e via Papiria, collegando i popolosi quartieri di Sant'Orso e Vallato.
Fine Lavori Prevista: Il contratto per il primo lotto prevede un tempo di realizzazione di 730 giorni dalla consegna (avvenuta a metà 2024), con l'obiettivo di completare l'infrastruttura principale entro il 2026. Il finanziamento complessivo del primo intervento è di circa 6,5 milioni di euro

https://www.comune.fano.pu.it/ocmultibinary/download/4610/129450/17/5fcd2139c711a6104374a0e616ae42a5.pdf/file/12_GEN_11-1-A_Studio_di_Prefattibilit%25C3%25A0_Ambientale
Per quanto riguarda lo stato dei lavori, le tempistiche risultano strettamente legate alle fasi amministrative e progettuali. Nel 2022 si è conclusa la fase di approvazione del progetto. Nel periodo 2023–2024 è stato avviato il primo stralcio dei lavori, con l’apertura dei cantieri relativi ai primi tratti dell’infrastruttura.
Il primo lotto nel Comune di Fano prevede la realizzazione di circa 8 km di percorso ciclopedonale dalla SS16 Adriatica fino alla località Cuccurano. I lavori risultano attualmente in corso. Nel mese di agosto 2025 sono stati aperti al pubblico alcuni tratti già completati, tra cui un percorso di circa 1,7 km tra via del Fiume e via Papiria, che attraversa l’area dell’aeroporto, e un ulteriore tratto in prossimità del CODMA.Tra le opere principali previste dal progetto figura il Ponte Albani, un ponte strallato di circa 80 metri di lunghezza progettato per scavalcare il canale Albani, la superstrada E78 Fano-Grosseto e via Papiria, consentendo il collegamento tra i quartieri di Sant’Orso e Vallato.

Sulla realizzazione dell’opera è nata un’opposizione attiva da parte del “Comitato Ciclovia del Metauro”, un gruppo di cittadini e associazioni critico nei confronti delle scelte progettuali. Le principali obiezioni riguardano:
• La scelta del tracciato: il Comitato sostiene che il progetto regionale propone un percorso “non lineare, poco sicuro e costoso”, diverso da un’alternativa considerata migliore lungo l’ex sedime ferroviario della Ferrovia Fano – Urbino. Secondo i critici, seguire la ferrovia dismessa garantirebbe un percorso più sicuro, continuo e attrattivo per il cicloturismo, rispondendo anche ai criteri previsti dalla legge sulla mobilità ciclistica (es. sicurezza e facilità di percorrenza). Fonte: "Il Metauro"Giornale del Metauro
https://www.lavalledelmetauro.it/contenuti/opere-specialistiche/scheda/12533.html
•Critiche tecniche e costi: viene sollevata l’accusa che la progetto attuale non rispetta tutti gli obiettivi iniziali (economicità, comfort, connessione con altri percorsi) e che alcune soluzioni tecniche potrebbero non essere efficaci o attrattive per l’utenza ciclistica.
https://www.occhioallanotizia.it/ciclovia-del-metauro-il-comitato-progetto-attuale-inutile-e-costoso
• Questioni legate agli espropri: il Comitato ha anche denunciato difficoltà e proteste riguardo agli espropri delle aree private necessarie all’intervento, con contestazioni sulla regolarità di alcune procedure.
In sintesi, il progetto è in corso di sviluppo con alcune parti avviate e altre in fase di progettazione/esproprio, mentre il dibattito pubblico continua tra chi sostiene l’opera come opportunità di sviluppo per il cicloturismo e chi critica le scelte tecniche e di percorso, chiedendo maggiore trasparenza e soluzioni alternative più efficaci.

Risultati

Il progetto della Ciclovia turistica del Metauro è ancora in corso di realizzazione, ma ha già prodotto risultati concreti e significativi sul territorio. Nel 2024 sono stati avviati i lavori per la realizzazione dei primi 8 km della ciclovia interamente nel Comune di Fano, compresa la costruzione di opere strutturali come il ponte sul Canale Albani per migliorare la sicurezza e la collegabilità di pedoni e ciclisti tra quartieri e aree urbane, risolvendo barriere infrastrutturali preesistenti e potenziando l’attrattività del percorso cittadino. Fonte ANSA, 17/07/2024.
Noi riteniamo che,dal punto di vista dell’utilità, questi primi segmenti già realizzati dimostrano come l’opera possa offrire percorsi ciclopedonali protetti dove prima mancavano connessioni sicure, favorendo spostamenti a piedi e in bici nel contesto urbano e potenzialmente collegando attrazioni culturali e servizi locali. La scelta di tracciare la ciclovia lungo argini fluviali e aree naturali (come evidenziato negli studi di fattibilità) è stata pensata per valorizzare l’ambiente naturale della valle e promuovere il cicloturismo sostenibile, creando opportunità per il turismo lento.
Tuttavia, l’efficacia complessiva dell’opera sul lungo periodo rimane oggetto di dibattito. Alcuni tratti del percorso, soprattutto fuori dal centro urbano, sono ancora in fase di progettazione o realizzazione, e il percorso definitivo non è ancora completo su tutta la lunghezza pianificata. Inoltre, critici e associazioni locali sostengono che alcune soluzioni adottate richiedano miglioramenti dal punto di vista di sicurezza e continuità del percorso, con proposte alternative come l’utilizzo del sedime dell’ex ferrovia Fano Urbino per tracciare un percorso più lineare e sicuro (criticità segnalate dal Comitato della Ciclovia del Metauro).

Punti di debolezza

Ci sono alcune cose del progetto della Ciclovia del Metauro che secondo noi potrebbero essere migliorate:
•Percorso non sempre continuo o lineare: alcuni tratti sembrano poco collegati tra loro o troppo tortuosi, e questo rende difficile percorrere tutta la ciclovia in modo fluido.
•Sicurezza in alcuni punti: ci sono segmenti dove manca una vera separazione dal traffico o dove le strade di accesso non sono del tutto sicure per chi va in bici o cammina.
•Comunicazione e coinvolgimento dei cittadini: alcune persone del territorio hanno detto che non sempre sono state informate sulle scelte del percorso o sugli espropri, e questo può creare dubbi o malumori.
•Tempi di realizzazione lunghi: il progetto è ancora incompleto e questo fa sì che i benefici completi non siano ancora visibili.
•Scelte del tracciato discusse: il Comitato della Ciclovia e alcuni cittadini pensano che percorsi alternativi, come l’ex ferrovia Fano Urbino, sarebbero stati più sicuri e attrattivi.
In generale, dal nostro punto di vista il progetto è interessante e utile, ma ci sono aspetti tecnici e organizzativi che potrebbero essere migliorati per renderlo più sicuro, continuo e accessibile a tutti.

Punti di forza

Ci è piaciuto molto vedere come il progetto della Ciclovia del Metauro stia cercando di collegare città, paesi e aree naturali lungo il fiume, creando un percorso sicuro per ciclisti e pedoni. Tra gli aspetti positivi che abbiamo notato ci sono:
•Sicurezza e separazione dal traffico: i tratti già realizzati permettono di muoversi in bici senza stare a contatto con le auto, il che è molto importante per chi come noi usa la bici anche per spostamenti quotidiani.
•Valorizzazione del territorio: la ciclovia passa vicino a parchi, argini e aree naturali della valle del Metauro, permettendo di scoprire il territorio e rendendolo più accessibile a tutti.
•Opportunità di sport e turismo: il percorso offre spazi per attività fisica e può diventare un’attrazione per turisti e cittadini interessati al cicloturismo lento.
In generale, dal nostro punto di vista, il progetto è positivo perché unisce mobilità sostenibile, sicurezza e valorizzazione del territorio, anche se sappiamo che ci sono ancora tratti da completare e alcuni aspetti da migliorare.

Rischi

Il principale rischio per l’efficacia del progetto riguarda possibili ritardi nelle procedure amministrative e nei lavori, che potrebbero far slittare la conclusione prevista per il 2026. Un altro elemento critico è legato alla complessità tecnica di alcune opere, come il ponte sul canale Albani, che rappresenta un punto strategico del percorso.

Potrebbero inoltre emergere difficoltà nel garantire la continuità del tracciato lungo tutti i 42 km della ciclovia, soprattutto se alcuni tratti dovessero subire ritardi o modifiche. Infine, nel lungo periodo sarà importante assicurare risorse adeguate per la manutenzione e la sicurezza del percorso, affinché l’infrastruttura rimanga pienamente fruibile ed efficace.

Soluzioni e Idee

Dal nostro punto di vista, per rendere il progetto della Ciclovia del Metauro più utile ed efficace si potrebbero fare alcune cose:
•Completare e rendere continuo il percorso: collegare tutti i tratti mancanti e creare percorsi lineari senza interruzioni, in modo che chi va in bici possa percorrere tutta la ciclovia senza difficoltà.
• Migliorare la sicurezza: separare meglio le piste ciclabili dalle strade con traffico, aggiungere segnaletica chiara, attraversamenti protetti e illuminazione nei punti critici.
• Creare punti di sosta e servizi: realizzare aree con panchine, fontanelle, rastrelliere per bici, cartellonistica informativa e mappe del percorso, così da rendere l’esperienza più confortevole per ciclisti e turisti.
•Valorizzare il territorio: collegare la ciclovia a musei, parchi naturali, punti panoramici e centri storici, così da promuovere il turismo e l’educazione ambientale.
•Coinvolgere di più i cittadini: organizzare incontri pubblici, laboratori con le scuole e canali online per raccogliere suggerimenti e segnalazioni, migliorando la comunicazione e riducendo polemiche.
•Promuovere iniziative complementari: percorsi educativi, eventi sportivi o campagne di sensibilizzazione sul cicloturismo sostenibile potrebbero aiutare a far conoscere la ciclovia e aumentarne l’uso.
In sintesi, secondo noi il progetto può diventare più efficace se il percorso è completo, sicuro e collegato a servizi e iniziative locali, così da diventare davvero un’opportunità per cittadini e turisti.

Parità di Genere

Nel progetto è coinvolta, direttamente o indirettamente, la parità di genere?

SI, IMPATTO DI GENERE INDIRETTO

Il progetto si pone anche l'obiettivo di rendere la ciclovia accessibile a tutti, inclusi coloro che hanno disabilità motorie o altre difficoltà di mobilità. Nella progettazione pertanto è stato previsto quanto segue: 1. Superfici lisce e antiscivolo La pavimentazione è prevista uniforme e liscia, con materiali che riducono il rischio di incidenti (ad esempio, pavimentazioni in gomma o asfalto). Questo è particolarmente importante per le persone in sedia a rotelle o con altri dispositivi di mobilità. 2. Ampiezza adeguata La ciclovia sarà abbastanza larga da permettere il passaggio di biciclette, persone in sedia a rotelle e altri dispositivi di mobilità. Un minimo di 1,5-2 metri di larghezza è raccomandato, ma può variare in base al traffico e alle specifiche esigenze locali. 3. Tratti senza ostacoli La presenza di barriere fisiche lungo la ciclovia, come paletti, segnali o arredi urbani, sarà evitata. Ogni ostacolo deve essere progettato per garantire il passaggio anche a persone con mobilità ridotta, come ad esempio il posizionamento di segnali a una altezza accessibile o l’utilizzo di rampe invece di scale. 4. Rampe di accesso e discesa senza pendenze eccessive Le rampe sono progettate con pendenze leggere (ideali tra il 4% e il 6%) per consentire alle persone in sedia a rotelle di salire o scendere facilmente. 5. Segnaletica chiara e inclusiva Si prevede una buona segnaletica visiva per garantire che le persone con disabilità visiva possano muoversi autonomamente. 6. Spazi di sosta e riposo Si prevedono aree di sosta accessibili, dove le persone possono fermarsi, riposarsi o fare una pausa. Questi spazi saranno dotati di panchine accessibili, preferibilmente con schienali e braccioli.

Nel progetto i partecipanti (a volte chiamati beneficiari) sono distinti per genere (donne, uomini, altri), utilizzando - per esempio -parole come donne, bambine, anziane, studentesse, lavoratrici, etc.

SI

Nel progetto i beneficiari sono appellati per genere. Per questo vengono utilizzati termini come cittadini e cittadine, donne, uomini, bambine e bambini, anziane e anziani, studentesse e studenti, lavoratrici e lavoratori.

Il progetto stanzia risorse finanziarie esplicitamente destinate ad azioni che promuovono la parità di genere?

NO

Sono stati indicati esplicitamente indicatori (es. numero di operatrici formate o percentuale di aumento delle studentesse iscritte a corsi STEM) per monitorare e valutare l’impatto del progetto in termini di promozione della parità di genere?

NO

Metodo di indagine

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con l'Autorità di Gestione del Programma
  • Intervista con i soggetti che hanno programmato l'intervento (soggetto programmatore)
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)
  • Intervista con i referenti politici

Azioni di monitoraggio svolte dalla classe:
• video-intervista al funzionario tecnico del Dipartimento Infrastrutture e territorio Regione Marche, ingegnere Luca Arabi
• visita di monitoraggio sul campo (zona aeroporto di Fano) per visionare lo stato dei lavori in corso lungo la pista ciclabile realizzata
• video intervista al presidente del Comitato Ciclovia del Metauro, prof. Enrico Tosi
• video intervista all’ex assessore ai Lavori pubblici e Viabilità del Comune di Fano, Fabiola Tonelli
Tutte le interviste svolte sono andate a buon fine e possiamo affermare che tutte le persone intervistate dono state disponibili, competenti ed esaurienti.

Domande principali

1."Qual'é lo scopo principale della Ciclovia" (rivolta all'ingegnere Luca Arabi,funzionario tecnico del Dipartimento Infrastrutture e territorio Regione Marche)
2."Qual'è lo stato attuale dei lavori e come sarà gestito il progetto?(rivolta all'ingegnere Luca Arabi,funzionario tecnico del Dipartimento Infrastrutture e territorio Regione Marche)
3."Qual è esattamente la vostra posizione: siete contrari alla ciclovia in sé o al progetto così come è stato realizzato?" (prof. Enrico Tosi, presidente
Comitato Ciclovia del Metauro)
4.Quali tratti ritenete più critici dal punto di vista della sicurezza e perché?(prof. Enrico Tosi, presidente
Comitato Ciclovia del Metauro)
5."Quali erano gli obiettivi principali del progetto della Ciclovia del Metauro?"(ex assessore ai Lavori pubblici e Viabilità del Comune di Fano, Fabiola Tonelli)
6."Sono state considerate alternative al percorso scelto, come l’ex ferrovia Fano‑Urbino?" (ex assessore ai Lavori pubblici e Viabilità del Comune di Fano, Fabiola Tonelli)

Risposte principali

1: Il Funzionario delle Infrastrutture dichiara chelLo scopo principale della Ciclovia del Metauro è creare un percorso sicuro e continuo per ciclisti e pedoni lungo la valle del fiume, valorizzando il territorio la mobilità sostenibile. L’obiettivo tecnico è garantire percorsi protetti, ben collegati e accessibili mentre l’obiettivo sociale è promuovere il cicloturismo, l’attività fisica e la fruizione del paesaggio, unendo le città e i comuni della valle.
2.Dichiara inoltre che I lavori sono in corso: è stato aperto un cantiere e realizzati i primi tratti ciclabili a Fano, con circa 8 km di pista in costruzione e nuovi tratti di quasi 1,8 km pronti per l’inaugurazione. Alcuni percorsi sono già utilizzabili anche se formalmente non ancora aperti. In alcuni punti ci sono ritardi o stop tecnici per questioni di esproprio o fasi progettuali, ma i lavori proseguono su altri segmenti.
3.Il Presidente del comitato Ciclovia dichiara che non sono contrari all’idea di una ciclovia lungo la valle del Metauro in generale,tuttavia, criticano fortemente il progetto attuale così come è stato realizzato o proposto dalla Regione Marche.perchè non usa il sedime dell’ex ferrovia Fano‑Urbino.
4.Il Comitato ritiene che il percorso attuale sia pericoloso e poco attrattivo.
5. L'ex assessore ail Lavori Pubblici dichiara che gli obiettivi della ciclovia sono creare un percorso ciclabile continuo lungo la valle del Metauro; promuovere il turismo sostenibile e cicloturismo: favorire la mobilità alternativa e la sicurezza dei ciclisti; valorizzare il territorio e l’ambiente.
6.Dichiara inoltre che sono state considerate altre alternative tra cui l' uso dell’ex ferrovia Fano Urbino – lineare, sicuro e diretto, ma in gran parte non utilizzato per vincoli tecnici e proprietà private.
• Strade secondarie a basso traffico – per collegare borghi e zone naturali, ma più tortuose e pericolose.