REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
atEnA, Accompagnamento transfrontaliero all’imprenditoria d’impatto emergente
Inviato il 19/05/2026 | Di Moni_To_atEnA
Cosa abbiamo scoperto
Obiettivi del progetto Tweet
Il progetto transfrontaliero atEnA si occupa di creare nuove iniziative imprenditoriali e qualificare startup e PMI nei settori del turismo, dell'agroalimentare e dell'ICT all'interno del territorio ALCOTRA. L'importanza dell'intervento risiede nella capacità di abbattere le distanze geografiche delle zone più lontane tramite la formazione online, diffondendo al contempo una cultura d'impresa che mette al centro la restituzione sociale e ambientale rispetto al solo profitto economico. I suoi obiettivi principali sono:
- guidare le aziende verso la transizione green e digitale;
- sviluppare sinergie stabili tra realtà italiane e francesi;
- certificare le competenze acquisite attraverso open badge standardizzati a livello europeo.
Attività previste
Il progetto si articola attraverso una serie di iniziative volte a consolidare un ecosistema transfrontaliero tra Italia e Francia.
Le principali attività previste includono:
1. Mappatura: identificazione di startup e realtà imprenditoriali idonee all’interno dei territori coinvolti Città Metropolitana di Torino, Provincia di Cuneo, Savoia e Alta Savoia), al fine di comprenderne i bisogni specifici legati alla transizioni ecologica e digitale.
2. Percorsi formativi: sviluppo di programmi di formazione dedicati a figure professionali quali futuri imprenditori e manager, focalizzati su competenze tecnologico-gestionali con un focus sulla sostenibilità e l’impatto sociale.
3. Collaborazione transfrontaliera: implementazione di servizi volti a facilitare la collaborazione sinergica tra partner transfrontalieri, sostenendo la creazione di nuove realtà imprenditoriali agevolando l’accesso a programmi internazionali.
4. Networking: organizzazione di eventi che permettono di connettere imprese, poli universitari e stakeholder, incentivando la collaborazione
5. Assistenza tecnica: supporto per l’adozione di business model sostenibili e digitali volti a migliorare la competitività e la resilienza di startup e territori.
Il progetto terminerà nel 2028.
Origine del progetto
Il progetto monitorato è stato selezionato nel contesto del Terzo Bando per Progetti Singoli del 2024 aperto dalla Regione AUVERGNE-RHONE-ALPES - Autorità di Gestione del Programma Interreg VI-A Francia-Italia ALCOTRA.
Il progetto è guidato dal Politecnico di Torino (Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione) in qualità di capofila.
Il partenariato è transfrontaliero e include attori come l'Aix-Marseille Université e il GAL Escartons e Valli Valdesi, Impact Hub e Piemonte Innova.
Soggetti Beneficiari
I beneficiari finali del progetto atEnA sono i giovani imprenditori, le start-up e le micro, piccole e medie imprese (MPMI) attive nei settori strategici del turismo sostenibile, dell'agrifood e dell'ICT nei territori transfrontalieri, che vengono accompagnate nella transizione digitale e verde attraverso percorsi di formazione, mentoring e open innovation.
Contesto
L'iniziativa opera in un contesto geografico che unisce le aree montane e costiere della Città Metropolitana di Torino, della Provincia di Cuneo e dei dipartimenti francesi della Savoia e dell'Alta Savoia. In questo spazio, atEnA agisce come un catalizzatore per la "specializzazione intelligente": l'obiettivo è trasformare le eccellenze della ricerca accademica in opportunità concrete per le micro, piccole e medie imprese (MPMI) e le startup locali.
Avanzamento
Durante la nostra visita di monitoraggio, nella quale abbiamo avuto la possibilità di fare un'intervista al dottor Lanni e alla dottoressa Zangrossi (referenti del progetto presso il Politecnico di Torino), abbiamo costatato che siamo ancora agli albori del progetto.
Abbiamo avuto la possibilità di partecipare all'evento di lancio, tenutosi al Politecnico in data 18 Marzo 2026.
Risultati
Essendo il progetto lungi dalla conclusione, non possiamo valutare questo aspetto.
Punti di debolezza
Guardando il progetto atEnA con un occhio critico, si notano delle mancanze o comunque degli aspetti da migliorare.
Una della debolezze riguarda la collaborazione transfrontaliera, nello specifico l’aspetto culturale e sociopolitico.
Tra Italia e Francia si riscontrano organizzazione del lavoro, regolamentazioni e legislazioni diverse.
Altra debolezza riguarda il digital divide. Il progetto prevede laboratori online e intelligenza artificiale; trattandosi però di coinvolgere microimprese in territori montani e valli isolate, dove spesso é mancante la connessione internet veloce, si rischia di non rispondere a bisogni reali. Ad esempio, le competenze digitali di un piccolo agricoltore o di chi gestisce un rifugio possono non essere tali da comprendere le innovazioni delle AI, ed è probabile che si percepisca l'IA come qualcosa di troppo lontano dalla realtà.
Infine, c'è il grande dubbio sulla sostenibilità futura, come i referenti del progetto stessi hanno sottolineato durante l'intervista.
Il rischio concreto è che, senza continuità economica, il lavoro fatto si possa disperdere, ma i risultati concreti non saranno palesi prima di 3 anni.
Punti di forza
I punti forti del progetto atEnA risiedono innanzitutto nella collaborazione transfrontaliera tra giovani imprenditori italiani e francesi, uniti da una profonda coesione culturale e territoriale. L'iniziativa si distingue poi per la capacità di accompagnare le imprese contemporaneamente verso la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale, valorizzando un network d'eccellenza che unisce università, incubatori come Impact Hub e attori locali radicati sul territorio. Infine, il progetto riesce a superare i limiti geografici delle aree montane grazie all'uso di laboratori online e percorsi a distanza, offrendo così un supporto mirato a comparti economici vitali per la macroregione come il turismo sostenibile e l'agrifood.
Rischi
Trattandosi di finanziamenti dedicati a Start Up, il rischio futuro é il fallimento di esse una volta terminato il periodo di tutoraggio, assistenza e di sostentamento dai fondi Europei, scenario futuro frequente quando si tratta di queste realtà imprenditoriali.
Soluzioni e Idee
Suggeriamo di investire maggiormente nella comunicazione, creando canali social ad hoc per il progetto da usare nell'ottica della promozione, e nell'informazione, non solo coinvolgendo di più i partner e la rete LinkedIn dei responsabili del progetto, ma rendendo il sito più accessibile e trasparente, in maniera che tutte le persone potenzialmente interessate all'iniziativa possano consultare liberamente i dati.
Metodo di indagine
Come sono state raccolte le informazioni?
- Visita diretta documentata da foto e video
- Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)
Le persone intervistate sono Anna Zangrossi e Pasquale Lanni, entrambi legati al Politecnico di Torino, ente che ricopre il ruolo di Capofila del progetto atEnA.
Anna Zangrossi ricopre il ruolo di Project Manager e possiede una solida esperienza nella scrittura e gestione di progetti europei.
Pasquale Lanni è un esperto con un background nel terzo settore che si occupa di innovazione sociale. Il suo contributo è focalizzato sullo sviluppo di percorsi socio-educativi orientati all'imprenditoria a impatto, con particolare attenzione alla restituzione sociale e ambientale sul territorio.
Domande principali
Quali sono gli obiettivi di base di ATENA e attraverso quali metodologie operative interviene sul territorio?
Come si valuta il valore aggiunto dell'approccio transfrontaliero in questo progetto e quali sono le principali challenge riscontrate?
Risposte principali
La dott.ssa Zangrossi ha spiegato che l'obiettivo primario del progetto è migliorare le competenze di aspiranti imprenditori, MPMI e startup (costituite da meno di 5 anni) , per affrontare una transizione green e digitale nei settori chiave del turismo, dell'ICT e dell'agroalimentare. Le attività strategiche si basano su moduli di formazione online, rivolti a un target minimo di 30 partecipanti, essenziali per garantire l'accessibilità anche alle aree più periferiche e lontane. A questo si affianca un sistema di "mentoring orizzontale", volto ad accompagnare le imprese lungo tutto il loro ciclo di sviluppo, a partire dalla creazione ex novo dell'attività.
In più, i percorsi prevedono, il rilascio di certificazioni “open badge” conformi agli standard europei, con l'intento di diffondere l'innovazione e rafforzare concretamente le politiche di coesione territoriali.
ll dott. Lanni ha evidenziato che il valore aggiunto dell'approccio transfrontaliero risiede nella capacità di connettere regioni vicine che, pur avendo esperienze diverse, condividono problematiche simili. Questa sinergia è un po’ la chiave del progetto. Tuttavia, è stato sottolineato che la collaborazione transfrontaliera rappresenta una delle sfide più complesse e un potenziale punto debole del progetto, a causa delle marcate differenze culturali, socio-politiche, legislative e di organizzazione del lavoro tra Italia e Francia. Infine , una criticità rilevante emersa è la necessità di costruire una reale e condivisa sensibilità verso l'impatto sociale per evitare il rischio del cosiddetto "social green washing", ovvero l'attuazione di cambiamenti di facciata da parte delle imprese al solo scopo di attrarre finanziamenti, approfittando di una sensibilità territoriale sul tema ancora non pienamente consolidata.