REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
AMICI - Azione di Mobilità Innovativa, Cooperativa e Integrata
Inviato il 20/05/2026 | Di Gruppo MoniTOAmici
Cosa abbiamo scoperto
Obiettivi del progetto Tweet
Il progetto AMICI si propone di costruire e promuovere una cultura della mobilità sostenibile e di sperimentare nuove soluzioni per il trasporto di persone e merci: in primis, infrastrutture ciclabili e servizi di mobilità innovativi. Lo scopo è ridurre le emissioni inquinanti legate al trasporto e alla mobilità.
Gli obiettivi principali sono due: da un lato, sensibilizzare cittadini e stakeholder sull'importanza di adottare comportamenti più sostenibili negli spostamenti quotidiani; dall'altro, ridurre il gap tra i bisogni di mobilità degli utenti e l'offerta di trasporto pubblico disponibile, mostrando alternative concrete all'auto privata e modelli innovativi di mobilità, inclusa la logistica urbana a zero emissioni.
Attività previste
Il progetto prevede lo sviluppo di azioni finalizzate all’educazione e formazione degli utenti, scambi di buone pratiche, visite studio e tavoli di lavoro locali e transfrontalieri, nonché eventi di sensibilizzazione rivolti al grande pubblico soprattutto durante la Mobility Week.
Le principali linee di intervento consistono in:
- Rafforzamento dei collegamenti: Integrazione delle infrastrutture con i nodi del corridoio TEN-T per trasformare l’area transfrontaliera in uno spazio percepito come unico dai cittadini.
- Mobilità come Servizio (MaaS): Facilitare l'interconnessione e l'integrazione dei mezzi di trasporto per garantire continuità; sperimentazione di servizi flessibili per persone in zone montane dove il trasporto pubblico tradizionale non è economicamente sostenibile.
- Promozione della ciclabilità e mobilità attiva: promozione degli spostamenti a piedi e in bicicletta per ridurre l’uso dell’auto; rafforzamento della rete ciclabile transfrontaliera e completamento di percorsi specifici, tra cui la Via Francigena, l'accesso al Polo dell'Arlysère e i percorsi turistici in Savoia (SMAPS)
- Riduzione dell'impatto ambientale: Diminuire l'uso dell'auto privata e le emissioni di CO2 e NOX, migliorando la salute pubblica.
Incentivazione della mobilità condivisa (Car-pooling): sviluppo di soluzioni innovative e piattaforme per la condivisione dell'auto (come BlaBlaCar e JoJob) nei percorsi casa-lavoro, analizzando e superando gli ostacoli alla loro implementazione
- Gestione della mobilità casa–scuola e casa–lavoro: creazione di alternative sostenibili al trasporto dei genitori per ridurre l'uso dell'auto privata, supportata da attività di formazione e sperimentazione diretta nelle scuole; formazione di Mobility Manager e utilizzo del software EMMA (tradotto in francese per i partner) per la redazione di piani di spostamento per i dipendenti.
- Logistica merci innovativa a zero emissioni: sperimentazione del trasporto merci tramite linee di trasporto pubblico per servire località montane (modello “postale”). .
- Educazione e sensibilizzazione: programmi di formazione per amministratori locali, tecnici; organizzazione eventi come Mobility week e Mobility Talk.
- Accessibilità sociale: Rendere il trasporto sostenibile economicamente ed equamente accessibile, specialmente dove il mercato privato non è profittevole.
Origine del progetto
Il progetto fa parte del programma Interreg VI-A Francia-Italia (ALCOTRA), all’interno del bando Nuove Sfide. La Città Metropolitana di Torino ha assunto il ruolo di capofila.
Il progetto nasce per far fronte all’aumento dell’uso dell’auto privata nelle zone alpine tra Torino e la Savoia. Le zone montane e rurali vivono un crescente isolamento per la carenza o il costo eccessivo del trasporto pubblico. Per questo motivo le persone che vivono in queste aree dipendono sempre di più dall’auto.
Nella definizione del progetto sono stati coinvolti quattro enti pubblici territoriali competenti in materia di mobilità:
la Città Metropolitana di Torino, tramite l’Unità di Progetto “Politiche di Trasporto e Mobilità Sostenibile”: si è occupata di redigere il Piano Urbano della Mobilità sostenibile, della pianificazione progettuale del MaaS e ha svolto il ruolo di Mobility Manager di Area.
la Struttura del Settore ambiente, energia e territorio dell’Unione Montana Valle Susa
il Syndicat Mixte de l’Avant Pays Savoyard, un responsabile della mobilità, lo Schéma de Cohérence Territoriale che definisce le principali linee guida per lo sviluppo territoriale; L'Agenzia per l'eco-mobilità della Savoia Mont-Blanc; le associazioni interessate.
La Communauté d’Agglomération Arlysère
Non risulta invece che nella fase di progettazione siano stati consultati i cittadini o le categorie direttamente impattate dal problema, come i residenti delle aree montane, i lavoratori pendolari o le persone prive di mezzi propri.
Soggetti Beneficiari
Chi beneficia direttamente di questo progetto:
• Lavoratori pendolari: chi ogni giorno si sposta per lavoro tra le valli alpine e i centri urbani, e potrebbe usare il carpooling o i servizi a chiamata.
• Mobility manager aziendali: ricevono formazione e lo strumento EMMA per fare il loro lavoro meglio.
• Studenti e famiglie: attraverso i laboratori scolastici e il gioco digitale imparano alternative all'auto dei genitori.
• Amministratori locali: partecipano ai Mobility Talk e ricevono linee guida per adottare politiche di mobilità sostenibile nei loro comuni.
• Residenti delle zone montane: grazie al trasporto a chiamata hanno accesso a servizi di trasporto pubblico anche la sera, cosa che prima non era possibile.
Contesto
Il territorio di riferimento è la zona transfrontaliera tra Piemonte e Savoia, lungo il corridoio Torino–Albertville. È un'area con grandi differenze: da un lato abbiamo la grande città di Torino, con traffico intenso e problemi di inquinamento, dall'altro lato abbiamo valli di montagna con pochi abitanti e servizi scarsi.
Il progetto AMICI nasce per rispondere alle sfide ambientali e sociali della zona ALCOTRA, caratterizzata da un aumento del traffico (+20% negli ultimi 5 anni nelle zone urbane) e dal rischio di isolamento delle aree rurali e montane. I servizi di trasporto pubblico nelle aree a domanda debole sono intrinsecamente "a perdere": in Italia, il biglietto copre mediamente solo il 35% del costo del servizio, mentre il resto è a carico della fiscalità generale. Il progetto AMICI cerca di individuare modelli che "perdano meno", integrando servizi diversi (merci + persone) o finanziando il car-pooling come fosse trasporto pubblico, affiancandosi ed integrandosi nei servizi pubblici e privati già esistenti.
Grazie all’incontro che abbiamo svolto con Giuseppe Estivo, il quale ci ha illustrato il progetto in dettaglio, abbiamo potuto constatare che esiste una differenza strutturale tra Italia e Francia. In Francia il carpooling è già finanziato dalle regioni come servizio pubblico, ed è aperto a tutti. In Italia invece dipende quasi tutto dalle singole aziende. AMICI vuole portare in Italia il modello francese, coinvolgendo le istituzioni per riconoscere il carpooling come servizio di pubblica utilità.
Avanzamento
Il progetto è attualmente in corso, in fase di proroga rispetto al termine inizialmente previsto per ottobre 2026. Martedì 17 settembre 2024, durante la Settimana Europea della Mobilità, ha avuto luogo il primo incontro per presentare il progetto. Il 20 novembre 2025 si è tenuto il Salone della Mobilità Scolastica Attiva. Attraverso l’intervista all’Istruttore Direttivo Tecnico dell’iniziativa abbiamo rilevato che le attività previste da AMICI sono in corso di svolgimento:
mobility week in bicicletta (4 giugno),
incontri di divulgazione con le scuole,
trasporto pubblico a chiamata Maas ToMove (e Star Plus)
infrastrutture ciclabili sulla via frangicena (unione montana valle susa, polo Arlysere)
trasporto merci tramite autobus: piattaforme software (in sperimentazione) per gestire il carico/scarico di pacchi su mezzi pubblici già in movimento
coinvolgimento delle aziende nel finanziamento del modello di spostamenti tramite car pooling (esempio francese).
Risultati
Il progetto è ancora in corso e i suoi effetti sono quindi parziali e difficili da valutare definitivamente. Dalle informazioni raccolte emerge un quadro ancora limitato: il progetto è conosciuto dai soggetti che hanno preso parte alle numerose iniziative di sensibilizzazione (in particolare scuole e aziende che hanno testato il car pooling), ma risulta ancora poco diffuso a livello generalista e sul territorio il cambiamento concreto nelle abitudini di mobilità stenta a decollare. Le attività avviate mostrano un buon livello di avanzamento, ma la loro sostenibilità oltre la scadenza del progetto resta una questione aperta.
Le fonti sulle quali ci siamo basati per valutare l'impatto del progetto sono: l'intervista condotta con il dott. Estivo (Settore Mobilità della Città di Torino), i materiali che ci ha fornito (tra cui il dossier di candidatura) e il sondaggio da noi somministrato (in allegato)
Punti di debolezza
Nonostante i diversi punti di forza abbiamo riscontrato alcune criticità analizzando il materiale fornito dal dott. Estivo e confrontandoci tra di noi:
• La città metropolitana di Torino è un territorio molto ampio con anche zone rurali, dove il trasporto pubblico è poco presente perchè poco profittevole (per via dei costi di carburante e del personale); pertanto, si sta lavorando per ideare servizi che siano meno in perdita.
• Il cuore del progetto AMICI è l’idea di mobility as a service come mobilità del futuro, ma i suoi costi che le persone non sono ancora disposte a sostenere rappresentano un limite.
• Persistono ostacoli significativi sia a livello di normativa, nei limiti legislativi italiani che impediscono al trasporto pubblico di svolgere attività commerciali collaterali, sia a livello lobbistico: in Italia, la resistenza di settori come quello dei tassisti limita lo sviluppo di modelli alternativi come Uber o Car-pooling, che non possono essere profittevoli.
• per le famiglie la mobilità su auto privata è ancora difficilmente sostituibile: non ci sono alternative altrettanto funzionali
Punti di forza
• Grazie al colloquio svolto con il dott. Estivo ci siamo resi conto di diversi punti di forza del progetto:
La caratteristica fondativa di AMICI è la cooperazione e condivisione di buone pratiche: è il caso del Car Pooling, che funziona molto bene in Francia perchè è finanziato dallo Stato, quindi in Italia si sta cercando di imparare da questo approccio e integrare il modello per superare gli ostacoli presenti. Si tratta di una condivisione non solo transfrontaliera, ma anche intraterritoriale fra piccole comunità montane e grandi comuni (è il caso dei ciclo-piani di mobilità).
• L’impiego delle imprese come vettori di mobilità: il progetto interviene attivamente sulla formazione di figure che si occupano di mobilità (i mobility manager), fornendo una specializzazione in materia al personale delle risorse umane che solitamente è costretto ad occuparsi dei piani di spostamento senza essere adeguatamente formato a riguardo.
• Ha grande potenziale di sviluppo per l’itinerario transfrontaliero Torino - Albertville, soprattutto inerente al turismo: la ciclabilità in questo senso non è utile soltanto ai residenti ma può fungere da volano per l’economia locale.
Rischi
Il principale rischio è che il progetto e le sue linee di intervento non ottengano visibilità adeguata, rimanendo confinate a ristrette fasce di popolazione già sensibilizzate al tema della mobilità sostenibile, con risultati complessivi poco incisivi.
Un altro rischio riguarda la sostenibilità economica dopo la scadenza del progetto: senza un piano di finanziamento strutturale c’è il rischio che le buone pratiche indotte si interrompano una volta terminati i fondi europei.
Sul piano normativo e culturale, i vincoli legislativi italiani limitano lo sviluppo di modelli di trasporto ibridi, e la resistenza di settori consolidati rallenta l'adozione di alternative all'auto privata. I dati di un sondaggio, in allegato, creato per l'occasione e diffuso tra soggetti interessati, confermano che, nonostante una maggiore consapevolezza, la maggioranza dei cittadini non ha ancora modificato le proprie abitudini di spostamento. Infine, alcuni servizi introdotti dal progetto — come il trasporto a chiamata Maas To Move, prenotabile solo tramite app — rischiano di escludere proprio le persone più vulnerabili, come anziani e chi ha scarsa dimestichezza con la tecnologia, che sono tra i principali destinatari del progetto.
Soluzioni e Idee
Il progetto presenta già elementi positivi, tra cui: la cooperazione transfrontaliera, la formazione della figura del Mobility Manager e le attività nelle scuole, che sembrano avere grande potenziale d’impatto sui giovani.
Segnaliamo, tuttavia, alcuni possibili miglioramenti: una campagna di comunicazione più capillare sul territorio, volta a raggiungere soprattutto chi non è già sensibilizzato al tema della mobilità sostenibile; l’aggiunta del servizio Maas To Move nell’abbonamento al trasposto pubblico gratuito Under26, per rendere il servizio più accessibile; maggiore partecipazione e consultazione diretta dei cittadini delle aree montane nell’ideazione dei servizi, tramite assemblee pubbliche e sondaggi; infine, è imprescindibile un impegno a livello istituzionale per adattare le norme italiane che oggi limitano lo sviluppo di modelli di trasporto alternativi, come il carpooling, rendendone più difficile la sostenibilità economica.
Metodo di indagine
Come sono state raccolte le informazioni?
- Raccolta di informazioni via web
- Intervista con l'Autorità di Gestione del Programma
- Intervista con i soggetti che hanno programmato l'intervento (soggetto programmatore)
- Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)
Nell'ambito della nostra attività di ricerca e monitoraggio sul territorio, abbiamo contattato con successo i seguenti soggetti:
Il Settore Mobilità della Città di Torino: nella figura del funzionario Giuseppe Estivo, che ha fornito una panoramica tecnica e strategica sulle politiche di mobilità urbana, sull'integrazione del Progetto AMICI all'interno del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) e sulle sfide amministrative legate alla transizione ecologica.
In allegato il testo integrale dell'intervista.
Domande principali
Come si inseriscono i progetti come AMICI nella pianificazione strategica della città? (intervista a Giuseppe Estivo, Città Metropolitana di Torino)
Quali sono i principali ostacoli (culturali, economici, infrastrutturali) al cambiamento della mobilità a Torino? (intervista a Giuseppe Estivo, Città Metropolitana di Torino)
Qual è il ruolo delle scuole, dei Mobility Manager e delle nuove tecnologie (es. MaaS - Mobility as a Service)? (intervista a Giuseppe Estivo, Città Metropolitana di Torino)
Come si misura l'impatto a lungo termine di queste politiche sul territorio? (intervista a Giuseppe Estivo, Città Metropolitana di Torino)
Qual è il profilo anagrafico e l'occupazione dei cittadini interessati dal progetto? (domanda posta nel sondaggio)
Quali sono le abitudini di mobilità e i mezzi di trasporto più utilizzati? (domanda posta nel sondaggio)
In che modo e quanto il progetto AMICI è conosciuto sul territorio? (domanda posta nel sondaggio)
Il progetto ha modificato le abitudini di spostamento o aumentato la consapevolezza sulla mobilità sostenibile? (domanda posta nel sondaggio)
Quanto sono ritenute efficaci le iniziative nelle scuole e l'impatto reale del progetto? (domanda posta nel sondaggio)
Quali sono le aree di miglioramento per il futuro? (intervista a Giuseppe Estivo, Città Metropolitana di Torino e domanda posta nel sondaggio)
Risposte principali
Partendo dalle risposte ottenute dall'intervista a Giuseppe Estivo e dal sondaggio, abbiano ottenuto e sintetizzato il seguente quadro: sul fronte della consapevolezza e dell'efficacia educativa, il Progetto AMICI ha ottenuto un riscontro straordinariamente positivo. I cittadini, in particolare i giovani e gli studenti tra i 18 e i 34 anni che hanno risposto al sondaggio, giudicano i laboratori e le attività nelle scuole come "molto utili". Questa percezione si sposa perfettamente con la linea d'azione espressa dal funzionario intervistato, il quale individua proprio nelle scuole i nodi strategici per innescare un cambio di mentalità generazionale, citando interventi concreti come l'istituzione delle "strade scolastiche". Riguardo l'impatto reale sulle abitudini di spostamento. Sebbene i cittadini dichiarino che il progetto abbia aumentato la loro sensibilità verso la mobilità sostenibile, la stragrande maggioranza ammette di non aver ancora modificato il proprio modo di viaggiare, confermando una netta dominanza dell'auto privata (utilizzata da oltre la metà del campione). Questo dato trova un riscontro speculare nelle parole del comune, che descrive la resistenza al cambiamento come la sfida più complessa della macchina amministrativa. Evidenziando come modificare l'assetto urbano a favore di ciclabili o pedonalizzazioni si scontra inevitabilmente con barriere culturali ed economiche, sollevando spesso conflitti con i residenti e i commercianti legati all'uso dell'auto. Infine, guardando al futuro e alle prospettive di miglioramento, si nota una forte convergenza di intenti tra la domanda dei cittadini e l'offerta del Comune. Gli intervistati chiedono una comunicazione più efficace, una diffusione capillare del progetto sul territorio e un'attenzione particolare alle periferie, che rischiano di rimanere escluse dai benefici della transizione. L'amministrazione riconosce questi limiti e punta sulla tecnologia e sulla pianificazione strategica: l'obiettivo è integrare i progetti europei come AMICI all'interno del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), potenziando il ruolo dei Mobility Manager e investendo su piattaforme digitali come il MaaS (Mobility as a Service).